Ancora poche ore …

Le pulizie di fine anno sono iniziate e, in un angolo dei 12 mesi, si spengono il cumulo di “situazioni & riflessioni”.
Da una parte il CESTINO per quel che verrà eliminato, dall’altra lo ZAINO da riempire, quello da portare in spalla prima di saltare oltre.
Nel primo lascio l’indifferenza che ha scandito il mio tempo, quella che ho visto indossare a tante, troppe, persone, intente a nutrire  l’IO, a svezzare un odio che si è fatto metastasi e che sarò duro da arginare e sconfiggere.
Ci abbandono la colonna di struzzi che, testa sotto la sabbia, emettono suoni simili a muggiti, soffocati dalla paura di affrontare la realtà, dove il dubbio è intelligenza e il vincere la paura del vero è salvezza.
Ci lascio scivolare, senza una lacrima, affetti svenduti, barattati con piccoli doni taroccati, con illusioni che smaterializzandosi lasceranno scenari per sorrisi forzati e scarni ricordi di gioia.
Lascio gli strascichi di una solitudine tinta di vigliaccheria, quella che impedisce di afferrare una mano amica, per non lasciarla scivolare nel buio, di manchevole empatia e, perché no, intelligenza, quella che dovrebbe scrivere una frase meravigliosa, cristiana: GLI ALTRI SIAMO NOI!

Accartoccio, senza ripensamenti, tutto ciò che non va trascinato, perché zavorra ed impedisce di riprendere il volo, quel che potrebbe cambiare colore, come i camaleonti, ma restare invariato nella cruda sostanza.
Nel secondo, ripongo, piegati a dovere, il coraggio per tener fede a se stessi, la nobiltà di ideali per i quali si sono spesi i popoli e che conservano il profumo inconfondibile dei nonni, la musicalità della parola AMICIZIA, che sboccia a tradimento, esplodendo in consolazione e colore.
Ci infilo, di tutta fretta, quasi per paura che mi sfuggano, i vocali e i messaggi di una grandissima persona, Raffaella, lasciati in piena notte, in risposta a mie paure e a momenti di sconforto, un bene che ci ha legate in un istante e che si è fatta linfa quotidiana.
Non lascio l’ironia, l’intelligenza e la pazienza di Adriano, uno scrittore che non ama essere chiamato tale, ma lo è (ho ricevuto in dono il suo libro, che merita), che con un torrente di sarditudine riesce a farmi ridere e comprende il mio essere fortemente isolana.

Porto con me, come fa una madre con la propria creatura, il blog e tutti voi, trascurati per forza maggiore ma non per questo non amati.
Salta con me Amelie, la mia compagna di viaggio che, tra una marachella e l’altra, rende il quotidiano sopportabile, anche quando fuori si scatena un’ingestibile tempesta.
Che il “salto”, di tutti voi, sia in un anno migliore degli ultimi “2”.
Un Abbraccio.

Carla –

Rosa Louise

Rosa Louise McCauley nasce il 4 febbraio 1913 a Tuskegee, capoluogo della contea di Macon, Alabama.
Sono gli anni in cui le discriminazioni nei confronti delle persone di colore, come lei, sono forti, sorrette da regole sociali duramente sanzionate, che possono condurre anche alla reclusione.
Figlia di un reverendo metodista episcopale che s’impegna, attivamente, per l’uguaglianza tra gli uomini, respira, fin da bambina, aria di giustizia, sentendo di doverne fare il fine della sua esistenza.
Nel 1932 sposa un bianco, Raymond, un uomo che condivide i suoi stessi ideali, divenendo la Signora Parks e vivendo un matrimonio molto felice.
A 28 anni inizia a lavorare nella base militare di Maxwell Field, dove assapora serenità ed integrazione, si rafforzano le sue idee e maturano progetti di liberazione.
Due anni più tardi ricopre il ruolo di segretaria del movimento cittadino, consapevole di voler portare avanti, senza timori, i valori con i quali è cresciuta.
Il 1954 la vede impiegata presso i coniugi Durr, Clifford e Virginia, bianchi, grazie ai quali ha accesso al Centro Studi per i diritti dei Neri, Highlander Folk School.
Rosa è un’attenta attivista, proiettata verso una meta che è sicura di poter toccare, in nome di diritti civili che non creino più alcun tipo di disparità.
È il 1955, il 1° dicembre per l’esattezza, e la Signora Parks, dopo una dura giornata di lavoro, in un magazzino sartoriale della città, sale sull’autobus 8857 che la riporterà a casa.
Il mezzo è affollato e il solo posto libero è uno di quelli riservati ai bianchi, del quale è possibile usufruire fino all’arrivo di chi ne può disporre per “precedenza”.
Rosa viola l’obbligo di cederlo, il conducente arresta la corsa e, con l’arrivo di un agente, viene eseguito l’arresto.
Giudicata colpevole, perde il lavoro ma, in suo sostegno, inizia un anno di boicottaggi nei bus che porta alla modificazione delle leggi in vigore fino a quel momento.
È un anno difficile, dove la forza per resistere giunge anche dall’incontro con Martin Luther King.
I coniugi Parks, al centro di incessanti ritorsioni, come il rincaro dell’affitto e le minacce di morte, optano per cambiare città, scegliendo Detroit dove, nel 1975, Rosa riceve un lungo abbraccio da Nelson Mandela.
Rosa entra nella storia, ricevendo la Medaglia Presidenziale per la Libertà, la Medaglia d’oro del Congresso nel ’99, il Golden Plate Awards e la Medaglia Spingarn.
“Non devi mai avere paura
di quello che stai facendo
quando sei nel giusto!”
Rosa Parks

Buona cena … a più tardi per una passeggiata a “casa vostra”!
– Carla –

L’uomo bicentenario

Ricordate l’uomo bicentenario, il film del 1999 con Robin Williams?
Ebbene, io ne ho scovato uno reale, il signor Li Ching Yuen.

Erborista, custode dei preziosi segreti di fiori ed erbe di montagna, maestro di arti marziali, esperto di tattiche militari durante l’impero di Daoguang, della dinastia Qing, potrebbe sembrare un uomo completo come tanti, invece …
La particolarità che lo riguarda, in verità, evoca la longevità di Andrew Martin, il robot positronico del film e, tra realtà e mito, il nostro amico cinese ha attraversato, veramente, un lungo sentiero.
Deceduto il 6 maggio 1933 nella Contea di Kai, affermava di essere nato nel 1736, toccando, già così, un traguardo straordinario, 197 anni, un record.
Il mito data la sua venuta al mondo il 3 maggio 1677, tenendo invariata quella di morte, aggiungendo altri 59 anni ai 197.
Di documentato si ha il reclutamento nell’esercito della contea di Kai, nel ruolo di insegnante di arti marziali, all’età di 71 anni, e i 3 auguri imperiali, di buon compleanno, che l’Imperatore inviava ad ogni cinquantennio di vita, per un totale di 150.
Nella vita privata, alla sua persona, sono associate dalle 14 alle 24 mogli e 180 discendenti.
Mio zio, con i suoi 93 anni e 3 matrimoni, è stato un principiante!
Buona cena …
– Carla –

Li Ching Yuenimmagine dal web

Ridimensioniamoci

“Presta attenzione a ciò che dici o a quel che fai … Si muore anche d’ignoranza!”.
Una frase che ripeteva spesso mia zia suora, una donna dalle mille risorse, un animo puro, che si è consumata nel bene, nel tendere mani aperte per offrire e mai per chiedere.
Se fosse possibile, ne ho la certezza, morirebbe per la seconda volta, nel vedere il miracolo di Dio, l’umanità, spaccarsi, puntare cannoni caricati d’odio e calpestare l’amore che il suo amato ha donato e per il quale ha vissuto e si è spenta.
Mia zia, col sorriso sulle labbra, ha lottato contro un tumore, per tre anni, conscia, nonostante fosse ancora giovane e forte, di non poter contare sulla speranza ma solo su una Fede immensa, quella che ha sopito i dolori, che avrebbero dovuto stroncarla, rendendole possibile essere degna “Sposa del Signore”, nella gioia, fino all’ultimo respiro.
Mi sapete dire dove sono finite le anime come la sua?
Due assurde fazioni, a torto o a ragione, dove chi non ti somiglia è un “bastardo” da relegare in gabbia, un umano scaduto che merita di soffrire e morire.
In un disordine mentale, che non credevo si potesse raggiungere, e coi sentimenti avvizziti, dubbi e incertezze alimentano solamente il fuoco che incenerisce la fratellanza e il rispetto, in primis, per se stessi.
Sento i pensieri andare in frantumi e guardo l’animo piangere sangue …
A me non importa chi sei, quali sono le tue scelte o perché le hai fatte, ti guardo e ti amo ugualmente, quando vedo che il tuo essere non toglie nulla a nessuno, cerco di comprenderti …

Sappi, però, che mi fai male quando spingi, pressi e non senti ragioni, invadendo la vita di un altro, provando una gioia perversa nel vederlo in lacrime, prigioniero della disperazione, volendo la sua pelle perché non è l’esatto riflesso di ciò che sei.
Concedimi una domanda, stupida, benevola:

“Chi ti ha messo tra le mani l’unità della misura della ragione, privandoti dell’ascolto?”.
Già sento piovere le giustificazioni più strampalate e fantasiose!

Sappi che nessuna di quelle corrisponde al vero e che per Nostro Padre non esiste un figlio migliore di un altro.
Da che parte sto?
Non ha senso rispondere, se non altro perché mi sembra palese che sto, là dove, il diritto alla serenità non viene mai messo in discussione per nessun uomo e per nessuna motivazione.
Un abbraccio, grande e sincero, quello che ricevo ogni giorno dal Signore …
– Carla –

Tutto è puro per i Puri

 … per lo “spasso” di chi rifila un fondo di bottiglia per un brillante, si convince di possedere biglietti illimitati per le giostre o le chiavi di una porta da riaprire anche se chiusa.
Il puro ha gli occhi annebbiati e il cuore terso, vede il riflesso di quel che lui è negli occhi di un altro, anche in quelli del peggiore dei teatranti, e non di rado viene etichettato “fesso”.
Ha braccia tese e pugni aperti, sorride e spende ciò che ha, nell’anima o in sostanza, senza egoismo, lasciando in coda alla fila, sempre e solo, se stesso.
Il puro crede nei sogni, nel domani, nell’essere sinceri a tutti i costi, nel vivere di sole e mai nell’ombra.
È cristallino, come i suoi pensieri, le sue azioni, cade e si rialza, pensando che nel piangere si rigenera la forza.
Il puro ha una sola parola e non tradisce una promessa, perdona ma non scorda.
Di “fesso” non ha nulla e, nel profondo, sa provare tenerezza, per quello sguardo “stolto” che lo attraversa, senza riuscire a cogliere una sola sfumatura della sua essenza.
Tutto è puro per i puri!
Serena notte …
– Carla –

L’uomo dei sogni

– Viene a prenderti, sotto casa, a bordo di una “Onestà”, 4 ruote motrici, sicura, affidabile, in grado di muoversi anche tra i sentieri impervi e impraticabili.
Sul sedile, posteriore, ha posato un dono, un “Bouquet di Neuroni”, la cui caratteristica, accertata, è quella di non saper sfiorire!
– Indossa una maglia di pura “Sensibilità”, un jeans di “Empatia”, tenuto sù con una cintura di vera “Lealtà” e calza delle indistruttibili “Verità”, adatte per ogni stagione e resistenti all’usura.
– Ha prenotato una cena in un locale affollato, ma dove è sempre possibile trovare un posto, “Vista A-mare”, dove il panorama è unico e niente la può adombrare.
– Si sa far apprezzare, mentre si premura di farti portare i piatti più ricercati, nella loro semplicità più grande, la “Dolcezza”, la “Comprensione”, la “Autenticità”, con un contorno abbondante di “Ironia” e “Simpatia”, assicurandosi che la “Scorrettezza” e la “Superficialità” non siano presenti, sapendo della tua intolleranza.
A fine serata ti riaccompagna, confessandoti, prima di chiederti di rivedervi, che ti trova meravigliosa, stretta nel tuo tubino di “Trasparenza” e di “Coerenza” e che il profumo di “Esclusività” che emani, e che gli rimarrà addosso, è ciò che non lo farà indietreggiare di un passo o distrarre dalla tua presenza.
Serena notte …
– Carla –

Codardia ne abbiamo?

Sabato, ore 22.16, arriva una chiamata da un numero criptato.
Silenzio e al mio “Pronto?” parte la canzone “Mi manchi” di Fausto Leali …
Ascolto pochi secondi e chiudo …
Nell’anima corre un solo pensiero:
“Il tuo cervello è come l’isola di Peter Pan, non c’è!”.
La vita è già abbastanza complicata, in questo periodo storico, e queste pagliacciate mi urtano!
Scusate lo sfogo, appena riesco, sblocco tutti i messaggi in moderazione, rispondo e passo a leggervi.
Serena notte.
– Carla –

Pensiero Notturno

È nei momenti in cui senti di aver esaurito le energie o avverti lo stesso “male” di quando, da bambino, cadevi, sbucciandoti le ginocchia e lasciando il palmo delle mani sul selciato, che realizzi quanto siano preziose e insostituibili le persone che ti sono rimaste accanto, quanto sono sincere e profonde le loro parole d’Amore!
Serena notte …
– Carla –

Castello di Casteldoria

Il Castello di Casteldoria, conosciuto anche con nome di Castello dei Doria di Santa Maria Coghinas, un comune di 1300/1400 abitanti, in provincia di Sassari, è una fortificazione medioevale del XII secolo, appartenuta alla famiglia Doria.
Citato anche dalla scrittrice Grazia Deledda, premio Nobel, è legato ad una leggenda di vendetta e di morte.

L’Ammiraglio Andrea Doria, che lo abitava, devoto a San Giovanni di Viddacuia e uomo incentrato su una vita religiosa, per non venir meno a quella che era una scelta lontana da qualsiasi dubbio, rifiutò l’amore di una donna.
Sentendosi ferita ed umiliata da un simile affronto, in preda all’ira, decise di tramutarsi in una strega e di scagliargli contro un’amara profezia.
Al giungere della primavera, i campi di asfodelo e fieno, rigogliosi e circostanti, si sarebbero trasformati in un esercito di Cavalieri, pronti ad attaccare la roccaforte.
Il desiderio rabbioso dell’innamorata respinta divenne realtà, Andrea nel vederli, dall’alto del Bastione, cadde nel vuoto e trovò la morte.

Nei campi di Coghinas, ancora oggi, si udirebbero le risate compiaciute della donna.
Un abbraccio, a più tardi …
Carla –

Iglesias città delle Chiese

Cittadina ad una sessantina di km da Cagliari, sul versante sud occidentale dell’isola, ai piedi del Marganai, foresta appartenente al Parco Naturale di Monte Linas, Marganai-Oridda, Montimannu e che si estende per più di 3600 ettari, Iglesias è un luogo magico.
Le sue origini risalgono all’età nuragica, con i primi piccoli insediamenti urbani, di cui restano tracce a Is Cadoni, Domus de Janas di San Benedetto, Medau Mannu, Tombe dei giganti di Genna Solu, Punta Sa Pannara, tempio di Serra Abis, Santa Barbara, con un veloce popolamento in epoca fenicia, romama e pisana, per lo sfruttamento intensivo delle risorse minerarie (piombo e zinco) che abbondavano.
Il massimo splendore, tuttavia, lo raggiunge nel medioevo, divenendo Diocesi del Sulcis e centro in cui vengono edificati bellissimi edifici religiosi ai quali, nel tempo, se ne aggiungono degli altri, fino a quelli più recenti.
Il suo nome, come è facile intuire, è legato alla presenza di “Chiese”, tant’è che in latino era denominata Villa Ecclesiae, in pisano Villa di Chiesa, in catalano Villadesgleyes e in spagnolo Iglesias.
Il numero degli edifici di culto e la sua storia, la legano al ruolo attuale di Sede Vescovile.

Chiesa di San Michele Arcangelo
Risale alla fine del XV secolo e inizio del XVI, con successiva realizzazione della cappella laterale, nel XVII.
Di stile tardo- neo-gotico-catalano, fu voluta  dalla Confraternita del Santo Monte, una istituzione religiosa creata dall’Arciconfraternita nel 1616.
I Confratelli, chiamati Germani, da hermano (fratello in lingua spagnola), durante le processioni, indossano bluse bianche, abbellite con fiocchi di velluto nero e volanti (sul girocollo, sulle spalle, sulle maniche e lungo la chiusura), gonne lunghe alle caviglie, ornate con fascia di seta bianca e coccarda, secondo l’antica fattura spagnola.
I fedeli, chiamati Baballotti, piccoli insetti, raccolti in preghiera, li seguono, indossando una tunica bianca con cappuccio.

Chiesa di Nostra Signora di Valverde
Appartiene alla seconda metà del XIII secolo, con successive modifiche, avvenute nel XVI.
In stile romanico nella parte inferiore e gotico in quella superiore, fu fortemente voluta dai Della Gherardesca, Conti di Donoratico.

Chiesa di San Francesco
Da fonti non certissime, sembra sia sorta su un insediamento Benedettino, tra il 1326 e il 1334, subendo diversi rifacimenti nella prima metà del 1400, fino alla realizzazione dell’abside nel 1523.
Sconsacrata nel 1800, restaurata nel 1828, nel 1935 è ritornata in possesso dell’Ordine Francescano.

Chiesa di San Domenico
Venne realizzata sulla chiesa medioevale della SS. Trinità, seguendo lo stile neo-gotico-catalano, ed è conosciuta anche come Cresia de in Piccioccheddus, la Chiesa dei Bambini.
Furono proprio loro, nel 1610, in cambio di una donazione a favore della scolarizzazione, da parte del canonico Michele Fenza, a portare parte dei materiali da costruzione.

Chiesa della Madonna delle Grazie
Di stile gotico, inizialmente dedicata a San Saturno, poi a Santa Chiara, nel XVII secolo fu intitolata alla Madonna delle Grazie.
La datazione iniziale dovrebbe risalire al XII secolo, con modifiche apportate nel 700.

Chiesa della Madonna del Buon Cammino
Le prime notizie sulla sua realizzazione sono datate 1735.
Ogni ottobre, un cammino a piedi, che parte dalla città, risalendo la collina, rievoca la liberazione da una piaga del passato, ottenuta con un pellegrinaggio sentito e in incessante preghiera.
Le locuste, per intercessione Mariana, abbandonarono, in pochi istanti, campi e pascoli evitando che si verificasse una devastazione irreversibile.
Nel 1777, un incendio procurato da una candela, accesa da un fedele che supplicava una grazia, distrusse la cappelletta che la generosità economica di due coniugi, Maria e Antioco, riportò in vita, come appare oggi, alla quale si aggiunsero ampliamenti nel 1803 e nel 1817.
Le ceneri di Maria vi riposano, custodite dalle Sorelle Povere di Santa
Chiara.

Chiesa della Vergine Purissima
Molto simile alle altre chiese dello stesso periodo, il XVII secolo, fu consacrata nel 1728, subì rifacimenti nel 1909 e 1913, conservando il campanile settecentesco sul quale è collocato un orologio.

Chiesa della Beata Vergine di Valverde
Di stile romanico, appartiene al XII secolo, con successive modifiche nel XVI.
Di immenso valore le opere di Melchiorre Serra, nel 1592, raffigurate al suo interno.

Cattedrale di Santa Chiara
È il luogo di culto più importante della città, nonché, sede Vescovile e Diocesi.
Voluta dal Conte Ugolino della Gherardesca, di stile gotico-romanico, iniziata nel 1284, fu ultimata nel 1288, divenendo Cattedrale dal 1503 al 1513.
Nel XVI secolo, subì rifacimenti in stile gotico-catalano, ritornando, nel 1736, a rivestire il ruolo di Cattedrale.
Il campanile, trecentesco, custodisce una preziosissima campana del 1338.

Per chi volesse conoscere la storia di Iglesias nel dettaglio:
http://web.tiscalinet.it/sarco/Origini%20di%20IGLESIAS.htm

Serena notte …
– Carla –

“Infanzia e Patria”

Era il 1918 quando, durante un evento di beneficienza, fu presentato un progetto che aveva il solo intento di migliorare le condizioni di vita dei minorenni di un angolo del Sulcis, di proteggerli se orfani e di sostenere le loro famiglie economicamente disagiate.
Alla periferia di Iglesias, per volere di due donne, Alice Rosasco e Caterina Saccomanno, spostate con due dei fratelli Boldetti, di famiglia borghese e benestante, 5 anni più tardi, nel 1923, sorgeva l’orfanotrofio “Infanzia e Patria”.
Gli ospiti, per lo più orfani di minatori, di militari della prima guerra mondiale e poveri, avevano un’età compresa tra i 4 e i 16 anni, ricevevano un’istruzione elementare e, nel contempo, una preparazione professionale adeguata a svolgere, al meglio, un futuro mestiere o a trasformarsi in perfette “padrone di casa”.
Gli educatori, rigorosamente titolati, in accordo con le suore e le regole di vita salesiana, nella rigidità sociale del tempo, si adoperavano per far sì che la dignità umana non fosse un privilegio ma un diritto, che non escludesse alcuno.
Dall’Istituto sarebbero usciti uomini in grado di svolgere l’attività di meccanico, muratore, carpentiere, elettricista, falegname, sarto e altro, donne capaci di gestire, senza sprechi e costruendo un ambiente amorevole e sicuro, la vita familiare.
2/3 dello stipendio, ottenuto grazie al lavoro svolto all’interno della casa-scuola, veniva trattenuto dalla stessa, per sostenersi in autonomia, 1/3 messo sul libretto postale di ogni singolo ospite, come dote per inserirsi all’esterno in modo più sereno.
L’Istituto, nato con intenzioni lodevoli, però, si trascina dietro anche voci mai verificate e testimoniate, mai smentite o confermate, su abusi a cui i minori sarebbero stati sottoposti, violenze psicologiche e fisiche.
Intorno agli anni 70 divenne un centro di aggregazione giovanile, per poi essere dismesso, definitivamente, nel 1984.
Cosa resta, a parte una pagina di storia consegnata alla voracità del tempo?
Un luogo vandalizzato, dai muri scalcinati sui quali si leggono offese ai Santi, bestemmie, frasi irrispettose rivolte a bambini deceduti, o campeggiano simboli satanici, nudità, simboli religiosi capovolti o inneggiante la ferocia nazista.

Buona serata …
– Carla –

11 settembre 2021

8:46 un aereo si abbatte sulla Torre Nord del World Trade Center
9:03 un altro sulla Torre Sud

9:37 uno sul Pentagono
10:03 uno cade in zona non abitata, Shanksville in Pennsylvania

Perdono la vita
2977 Persone intrappolate all’interno delle Torri,

246 sugli aerei
184 nel Pentagono

343 Vigili del Fuoco
72 Agenti

55 Militari
19 “bestie”, i dirottatori.


Serena notte …
Carla –

Giustizia per Mario

“I genitori devono essere affidabili non perfetti.
I figli devono essere felici, non farci felici”.

Questo bellissimo pensiero, di Madre Teresa di Calcutta, ho la certezza sia tatuato nell’animo di Giuseppe e Santina.
Operatore video lui, commessa in una gioielleria di Palermo lei, genitori di tre figli, due maschi, Mario e Andrea, e una femmina, Emanuela.

Una vita normale, la loro, fatta di sacrifici e conquiste, in un clima familiare dove i successi di uno sono di tutti, dove le scelte che germogliano in gioia, anche se creano distanze, sono sostenute e condivise.
La famiglia Biondo è la famiglia bene che speri di avere come vicini di casa, perché sai potrai contare sulla loro presenza.

I 3 ragazzi crescono nell’amore, ne conoscono i sapori e i profumi, ne indossano i colori.
Pippo e Santina non possono che ritenersi fortunati, hanno saputo gettare le fondamenta sulle quali posare i sogni dei loro ragazzi, sulle quali sistemare, un domani, la panchina dove sedersi a guardare il tramonto della vita, sotto lo sguardo amorevole e sereno dei figli, travolti da una ventata di giovinezza portata dall’arrivo di nipoti.
Mario, Andrea ed Emanuela, una sempre verde vita di coppia, non manca assolutamente nulla!

Esiste qualcosa in grado di deturpare il panorama?
Sì, una data, il 30 maggio 2013, una notte “assassina” che ingoia la vitalità di Mario, restituendo l’immagine menzognera di un ragazzo depresso, che fa uso di droghe, che usa calmarsi attuando una sorta di soffocamento e che si procura piacere in modo pericoloso e perverso.
In un appartamento di Madrid, condiviso con Raquel, la donna che ha sposato a Taormina il 22 giugno 2012, viene ritrovato privo di vita dalla loro collaboratrice domestica.
Il corpo, appeso ad un foulard, utilizzato come una corda e annodato ad una leggerissima libreria metallica, dalla quale non cade nessun oggetto, è rinvenuto in una posizione anomala, i piedi toccano perfettamente terra, impedendo un’agevole azione atta a togliersi la vita.

Suicidio?
Impensabile!

Mario avrebbe visto concretizzarsi, in tempi brevi, un progetto di sua realizzazione e condotto dalla consorte, quella sera, tra l’altro, aveva chiacchierato in chat con i fratelli che avrebbero, certamente, notato malumori o tristezza.
Inverosimili anche le ipotesi paventate, alla famiglia, dalla moglie, di uno strano modo per ritrovare la calma e del gioco autoerotico, con soffocamento controllato, degenerato in tragedia, o l’uso nelle settimane precedenti di droghe, smentito dall’esame autoptico che ne avrebbe restituita un’immagine lontana da quella di un consumatore.
Chi conosce Mario, la sua vivacità, la positività con cui progetta e realizza tutto ciò in cui crede, ascolta, legge, prendendo le distanze, non riconoscendolo, sentendosi ferito nel vedere oltraggiata la memoria di chi aveva nel cuore solo un’oceanica voglia di vivere.
Un video, in particolare, caricato sul canale YouTube,

Verità e Giustizia per Mario Biondo – YouTube ,
intitolato “Punti Salienti del caso Biondo”, ripercorre gli eventi in maniera attenta.
Il 18 luglio di quest’anno, Mario, avrebbe compiuto 39 anni, l’ottavo compleanno nella terra di nessuno, perché dove non esiste chiarezza non s’incontra la pace in Dio, né lassù né tra gli uomini.

La sua storia, la loro storia?
Dubito possa essere sconosciuta ai più!
Non intendo sostituirmi ai video-intervista rilasciati dai familiari, a quelli che analizzano ogni dettaglio, non lasciando nulla al caso, ai tanti spazi televisivi che accendono riflettori sempre più forti.

Sito internet:
https://www.veritaegiustiziapermariobiondo.com/
Video e servizi TV:
https://www.veritaegiustiziapermariobiondo.com/video
Canale YouTube:
Verità e Giustizia per Mario Biondo – YouTube
Instagram:

Mario Biondo Official Page
https://instagram.com/stories/giustiziapermariobiondo/2645136431620266681?utm_medium=share_sheet
Suggerisco, avendolo apprezzato per la delicatezza e accuratezza con cui è stato trattato il caso, un video realizzato da Silvia, una nota youtuber.
Canale:
L’occhio creepy di Youtube
IL GIALLO DI M4R!0 B!0ND0
Concludo, ringraziando i familiari, con cui mi sono interfacciata, lasciandovi  alla dolcezza di una lettera di Mamma Santina a suo figlio, una madre che ama e lotta per la verità!

GIUSTIZIA PER MARIO!
PACE PER CHI LO AMA!

– Carla –