I 7 Peccati Capitali … TAG!

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Ringrazio shio76 – http://ilmondodishioren.wordpress.com – che ha ideato un TAG, decisamente, originale e la padrona di casa http://tuttolandia1.wordpress.com per aver offerto a tutti la possibilità di partecipare.
Regole
:
Nominare e taggare l’ideatore del tag
Usare l’immagine del tag
Rispondere il più sinceramente possibile alle domande, potete mettere anche immagini.
Taggare, nominare e avvisare 15 amici blogger.
SUPERBIA
Vi siete mai sentiti superiori a qualcuno ed in quale occasione?
“Superiore” NO! Ciascuno di noi possiede la capacità di fare qualcosa meglio di altri … Nel mio caso, a dispetto di studi lontani dal tacco 12 (frequentare le geometri, negli anni 80, era considerato da maschiaccio, tant’è che su 300 maschi solo 10 erano femmine), credo di cavarmela benino con le parole e di avere una discreta cultura “poetica” (fin da piccola ho sempre letto tantissimo e soddisfatto la curiosità di conoscere gli autori. Leopardi resta il numero 1, seguito da grandi come Hikmet o Eminescu). Mi fa piacere, in questa occasione, sottolineare che WordPress ospita poeti notevoli, meritevoli di grandi vetrine.
AVARIZIA
Siete mai stati attaccati o lo siete ancora al denaro o beni materiali?
NO! Sono affettivamente gelosa di qualche oggetto (dal valore economico nullo) che ho ricevuto in dono da persone importanti (qualcuna non c’è più).
LUSSURIA
Siete mai stati attratti dal sesso al punto tale da dimenticare tutto?
Il sesso, nudo e crudo, non mi appartiene, per approcciarmi intimamente con un uomo devo sentire attrazione mentale e dell’animo, l’Amore … in questo caso … lascio tutto alla vostra immaginazione.
INVIDIA
Siete mai stati invidiosi di qualcuno?
L’invidia, nel mio cuore, è buona e nasce nei confronti di talenti incredibili. Vorrei poter cantare come Giorgia o ballare come il ballerino della pubblicità TIM, anche solo per 10 minuti.
GOLA
Siete dei “peccatori” di gola?
SI, per alcuni tipi di dolci, di brutto!!!
IRA
Siete mai stati ossessionati dal desiderio di vendetta per un torto subito?
La vendetta è da vili. Chi mi ha fatto del male porta già una gran croce, essere “feccia immutabile” e, con saldo o acconto, renderà conto al Giudice Supremo.
ACCIDIA
Il male interiore, indifferenza e negligenza verso la vita e verso se stessi, quanti di voi si sono ritrovati a vivere una situazione del genere?
Il dolore (e solo Dio ne conosce l’entità) mi ha “isolata” per un tempo che mi è parso infinito, finché, una Fede saldissima non lo ha sgretolato e sostituito con la speranza che – il meglio deve sempre venire –
Abbraccio l’idea di non nominare nessuno, lasciando a chiunque passerà a leggermi la possibilità di partecipare.
– Carla –

#liberidiscegliere

Fabiano Antoniani, conosciuto come Dj Fabo, oggi, alle 11.40, è riuscito a riabbracciare la libertà, ma per quel volo, pieno di luce e colore, che i suoi occhi non conoscevano più, per un’ultima corsa senza freni, ha dovuto pagare un prezzo assurdo, affidarsi alla civiltà della Svizzera, lontano dalle carezze di chi amava. Eutanasia, “Buona Morte” … sceglierla, quando una malattia ingurgita i desideri di un uomo, polverizzando la speranza e calpestando la dignità umana, è un diritto. Nasci e al primo vagito lo Stato ti addossa un debito mai contratto, vivi e lui continua a stringerti nella morsa di regole, che non sempre comprendi o ti tutelano realmente, agonizzi e ti ritrovi orfano della sua presenza, arrivi alla conclusione, sofferta, che la tua non è più una vita e diventi suo ostaggio, dovendo optare per la fuga. La fede tinteggia le pareti del mio cuore, eppure, davanti al buio, all’immobilità, ad un isolamento che mortifica la vita che mi è stata donata, vorrei poter decidere quanto aprire la finestra sul cielo e spiccare il volo.

#liberidiscegliere

Ciao Fabo, la tua gioia infinita, scenda su di noi, come timida pioggia.
– Carla –

 

L’acconto è servito!

La vita è un ristorante, si mangia, si beve, si condivide parte di noi con commensali piacevoli, con altri indispensabili e si sopporta (e accade a tutti, nessuno escluso) la presenza, forzata e indesiderata, di chi respinge qualsiasi forma di bon ton. La durata del “pasto” è ignota ma non la certezza di dover saldare, necessariamente, il conto prima di uscire – È qualcosa che ho sempre pensato, sicuramente, perché credo nella grandezza di Dio e in una giustizia che dona a ciascuno il suo, non temendo né il momento di varcare la soglia né un saldo esagerato. È chiaro, da umana sbaglio ma, quando realizzo di aver commesso un errore, chiedo scusa o perdono, impegnandomi per rimediare. Il tribunale divino non ha difensori o accusatori ma un unico giudice che, come in un film, scorre il nostro passato e vede ciò che realmente è stato. Mischiare le carte o patteggiare … no, non è possibile! L’importo che taluni, erroneamente, pensano di non dover mai versare, certi di vivere nella sola dimensione esistente, quella terrena, accade si scinda, dando origine ad una somma, consistente, da spendere durante la permanenza nel “locale”. Potrei raccontare diversi episodi, visti o sentiti da bambina oppure da adolescente, altri da giovane donna o in un passato che ieri era presente … L’anticipo di cui scriverò ha per protagonisti un uomo e una donna, che chiamerò con nomi di fantasia, ed una storia d’amore dall’epilogo sconcertante. Vai col rewind … Conosco Elia abbastanza bene e da parecchio, è un ragazzo buono, semplice e molto educato, con un carattere da invidia (ha sempre un sorriso in tasta), meno Morena, e non per volontà, quanto perché è parecchio introversa e alle parole preferisce i fatti (aiuta concretamente chi ha bisogno). Non si conosco tra loro e resto felicemente sorpresa quando vengo a sapere che stanno insieme e hanno deciso di sposarsi. Passione pazzesca, intesa emotiva straordinaria e condivisione di stessi ideali, fanno sì che la genitorialità arrivi spontaneamente, secondo la volontà divina. Morena resta in dolce attesa ed arrivano problemi di salute, seri, ma quell’amore familiare è più forte e la spinge a confidare in Dio, a mettere nelle sue mani la sua sorte e quella della creatura. Rischia di grosso ma tutto si conclude al meglio, con l’arrivo di un fagottino sanissimo e una sua rapida ripresa. Passano i mesi e una persona, molto vicina a lei, certa lo sapessi, commenta l’interruzione del loro legame: lui, come farebbe chi ha perso il senno, l’ha lasciata, adottando una condotta riprovevole, che ferisce, a più riprese, chi diceva di amare. In breve tempo spunta un’altra e va da sé che Morena finisca nell’angolo più freddo ed umido dei ricordi. A distanza di molti anni incontro Elia, intimamente devastato. Ora è lui ad essere stato spinto all’angolo, a sentire il sapore di verità taciute, a tamponare il sangue che zampilla dal suo cuore. Ascolto in silenzio, trattenendo tra i denti le parole che, spinte dall’irritazione, e non dalla comprensione che desidererebbe e che non merita, fuggono come lame roventi e lo centrano in pieno. – Cosa ti aspettavi? Fa male? Faceva male anche a Morena ma tu non ci hai pensato, non ti è importato. Fanne tesoro, se sarai abile, potrai ritornare ad essere una bella persona … Signori, l’acconto è servito!!!
– Carla –

Il destino in una foglia

India, l’impronta del pollice che rivela il nome di battesimo dei genitori, veggenti vissuti in un passato, indiscutibilmente, lontano e foglie di palma pressata sulle quali, come tra le pagine di un diario segreto, sono raccolti fatti, precisi e rilevanti, che riguardano migliaia di persone. Per capire a cosa mi riferisco vi lascio il link che rimanda ad un servizio del programma “Voyager” …

https://youtu.be/u2zn55vCMmA

Trovare la propria “foglia” e anticipare le tappe del destino, acciuffando informazioni improbabili da ottenere in altro modo, per taluni diventa di vitale importanza, per altri una semplice curiosità da provare a soddisfare, per altri ancora una forzatura, un matrimonio sgradito con l’angoscia. Va messo in conto, infatti, che sbirciare tra le pieghe del futuro può far pregustare la gioia per il raggiungimento di un sogno ma anche rivelare una sofferenza inaudita. La volontà umana, per quanto grande, non sempre ha il potere di modificare il corso degli eventi e conoscerli in anticipo non da la garanzia di risolverli quanto, forse, di abituarsi all’idea di accettarli con rassegnazione. Mi domando … – Ha senso vivere raschiando sul tempo che passa? – Non so se esiste la mia foglia e, francamente, non sono interessata a scoprirlo, cammino lungo la vita ignorando i km che restano da calpestare, ringrazio per la risata o il semplice sorriso e, ricca di speranza, prego perché ogni lacrima caduta possa essere l’ultima.
– Carla –

CARTA D’IDENTITA’ dell’Anima TAG

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Giorni fa pensavo … – Ciascuno di noi si presenta con le fattezze che coglie lo sguardo e, finché non si sgretola il silenzio, l’immagine conduce il gioco. E se potessimo esibire, per prima, la CARTA D’IDENTITA’ dell’Anima, cosa cambierebbe? Per alcuni nulla, per altri tanto, TUTTO, potendo mostrare che la vera bellezza ha sede nel Cuore – Il TAG nasce dalla voglia di scoprire i tratti “autentici” di ciascuno di voi, di poter attribuire loro il valore che meritano e di poterci scoprire diversi nella copertina ma simili nelle pagine della vostra storia.
Regole:
Menzionare chi ha creato il TAG
Utilizzare la stessa immagine o crearne una nuova (cimentatevi, saprete fare di meglio!)
Compilare la CARTA D’IDENTITA’
Nominare tutte le persone che vorrete ed avvisarle di essere state taggate.
Cognome: Alma
Nome: Linda
nata il: ogni giorno, tra le luci e le ombre della vita che rallenta ma non s’arresta, tra il fragore del riso e lo scroscio del pianto
a: nella “Grazia di Dio”, stretta alla certezza che alla fine della strada s’apre un’altra porta
cittadinanza: ogni angolo dove si coltiva l’amore
residenza: fra le increspature dei cuori che in me scorgono la scintilla del bene
via: del rispetto e della verità
stato civile: leggera e libera
professione: ascoltatrice attenta
statura: delle nuvole
capelli: azzurro cielo
occhi: attenti, in cerca d’infinito
segni particolari: visibilmente segnata dalla fede
Nomination:
http://laurarosa3892.wordpress.com
http://calogerobonura.wordpress.com
http://unamammazen.wordpress.com
http://tuttolandia1.wordpress.com
http://tramedipensieri.wordpress.com
http://luca701.wordpress.com
http://rupestreblog.wordpress.com
http://sherazade2011.wordpress.com
http://isabellascotti.wordpress.com
http://ilcuoredibeatrix.wordpress.com
http://ravanellorosa.com
http://violetadyliopinionistapercaso2.wordpress.com
http://primononsprecare.wordpress.com
http://afinebinario.wordpress.com
http://antolinirebecca1964.wordpress.com
http://raccontidalpassato.wordpress.com
– Carla –

Talari macchiati

La giustizia divina, per chi pone la propria vita nelle mani di Dio, è indubbia, non ha difensori che mescolano le carte in tavola e non contempla attenuanti, è appurato … e quella terrena? Brutalizzare, nel corpo o nell’anima, un essere umano (e qui io aggiungo, ogni essere vivente) non ha scusanti e fa di chi adotta una simile condotta un autentico “rifiuto”. Quando il soggetto, in più, è qualcuno che, dopo aver affrontato un percorso formativo (e introspettivo) in seminario, decide di spendere tutto se stesso per abbracciare un progetto divino, si è in presenza di un “mostro”. Un cuore sudicio maneggia il Corpo di Cristo durante la messa, ascolta le pene e la vergogna di chi si confessa, fa sue le fragilità di chi brancola nelle incertezze e chiede il rispetto di una morale che calpesta per primo, occultando il peggio del peggio tra le pieghe di un abito talare. – Ma non ti fai ribrezzo? – verrebbe da domandargli e con modi nemmeno tanto carini. La fede, per tanti di noi, è il balsamo con il quale lenire un dolore, mani amorevoli e forti, capaci di sciogliere qualsiasi nodo, il pozzo dal quale attingere l’acqua che infonde il vero coraggio per rialzarsi, anche dopo la più rovinosa delle cadute. Il Don diventa il miglior interprete della grandezza divina, un ponte immacolato tra cielo e terra, il medico capace di sanare ogni ferita del cuore. Tradire chi si affida ad un uomo che ritiene “prescelto”, colui che è stato rapito dal richiamo della vocazione, è strappargli l’anima, lasciandolo in un oblio di dolorosa autodistruzione. La Chiesa tende a nascondere le magagne, a ripulire i panni sporchi tra le pareti di una canonica, schivando le situazioni d’imbarazzo, non calcolando che l’immunità estende l’orrore. È un dono, preziosissimo, imbattersi in un parroco capace di sentimenti purissimi, paterni o fraterni, grato di poter assolvere al meglio la propria missione … domandiamoci perché ci si stupisce sempre meno quando qualcuno dice – Credo, ma la voce del mio cuore la sente solo il Signore! –
– Carla –