L’Amore di una mamma

ChiaraCorbellaPetrillo

L’Amore che lega l’Uomo e Dio, quando è autentico, radicato e indissolubile, non si spiega, si vive …
Rende forti, anche quando le forze vengono meno, capaci di accettare la sconfitta più grande, confidando in qualcosa d’immenso e senza fine.
Chiara, una madre, degna della Madre di tutti noi, una mamma, con le ali, che al piccolo Francesco ha regalato la propria vita, in tutti i sensi …

https://www.chiaracorbellapetrillo.org/

Buona serata …
– Carla –

L’Amore uccide la paura

Lea

Non avevo ancora 30 anni e Lea, la cagnolina che accarezzo, è stata l’Angelo che, con un gesto d’Amore inaspettato ed unico, mi ha fatto passare il terrore dei suoi simili.
Saltò in auto, dal finestrino abbassato, sedendoti sulle mie ginocchia, viso a viso …
Restai paralizzata, convinta mi addentasse, invece, restò a fissarmi, con gli occhi di chi sussurra
– Amami e portami a casa, la nostra casa! –
Così è stato …niente più giaciglio di corde marce, in un porto, o pesci crudi pescati con la stessa abilità di un pescatore …

Serena notte …
– Carla –

Quando nasci per 1°

Non so quanti di voi sono il 1° figlio o figli unici (per loro non è nemmeno arrivato il 2°, a spostare il tiro di 2, ipotetici, soggetti “ansiogeni”) ma solo chi lo è può capire quanto possa stare stretto il tirocinio di mamma e papà, nel mio caso soprattutto materno.
Con chiunque ho parlato, ricordando cose che, oggi, mi fanno sbellicare dal ridere, ha attraversato lo stesso sentiero, subendo un amore talmente forte da diventare oppressivo.
L’arrivo dei miei fratelli, a distanza ravvicinata tra loro, è stato il mio 25 aprile e per loro una vita meno “controllata” … la cavia c’era già stata!
Le ossessioni più leggere erano legate all’igiene personale e al mantenersi “senza macchia”.
– Lava le mani tutte le volte che le porti alla bocca, non stropicciarti gli occhi, se pettini i capelli non lasciarne addosso o in giro quelli caduti e pulisci la spazzola, non sederti sui gradini, controlla le panchine, non sporcare i vestiti toccando robaccia … –
In pratica, mancava solo l’asportazione degli organi, un soggiorno nel natron e la mummia era servita!
Di quei primi anni di vita mi porto addosso lo schifare in maniera pesantuccia e il controllare, igienizzandola, silenziosamente, ogni cosa.
Se vedo il minimo luridino prendo le distanze!!!
Il patimento peggiore, però, era legato alla salute, per mamma ero sempre malaticcia, troppo gracile e verdognola (sono olivastra e non posso essere bianca e rosa).
Penso fossero vitamine, quelle fiale rosse che mi facevano venire le nocciole sulle chiappe e che mi tenevano infilzata per un tempo che non finiva più, mentre, non ho mai capito a cosa servisse quella poltiglia, contenuta in un barattolo stile nutella, color diarrea di neonato che non sta benissimo, che mi veniva spalmata sul petto e sulle spalle, applicandoci delle bende.
Fastidiosa come poche, si solidificava e al risveglio ero “l’Uomo Pietra” dei Fantastici 4.
Niente patatine, cioccolata, dolci confezionati e tutte quelle schifezze che fanno impazzire un bambino, con una sola frase di risposta, se ne chiedevo – Ti viene il culo rosso come le scimmie! –
Che fantasia mia madre, eh?
Fatto sta che me la bevevo perché il deretano con gli stop accesi non lo volevo!!!
Vogliamo menzionare le lezioni di “sicurezza” (identifichiamole così)?
– Non parlare con sconosciuti, non prendere nulla da nessuno, se vedi o ti accade qualcosa di strano dillo, subito, a mamma o papà, non ti allontanare dalla via quando giochi e se vai nel giardino degli amichetti avvisa –
Avevo le antenne sempre dritte, tanto che, in prima elementare, allertai maestra Irma della presenza, continua, di un signore davanti alla cancellata della scuola.
Aveva tentato di adescare diversi bimbi, tra i quali una mia compagnetta …
Il cumulo di avvertimenti, lo confesso, mi hanno fatta crescere abbastanza paurosa, tant’è che faccio cose che per alcuni sono esagerate, quali, per esempio, non fare mai rifornimento nelle stazioni di servizio isolate e con il solo self service attivo o evitare di correre, da sola, dove non transita un’anima.
Beccassi uno alto, un minimo allenato, con due falcate mi raggiungerebbe e servirebbe a poco sognare d’essere Usain Bolt.
Ancora adesso, mamma, stressa con i suoi – Fatti accompagnare fino alla porta se rientri in piena notte. Hai mangiato? Guarda che le persone non cambiano, chi fa schifo una volta si ripete! – ma invece di seccarmi, come avveniva in passato, l’abbraccio o rispondo – Certo mamma! – lasciando che i suoi 88 anni diventino i 34 di quando mi ha messa al mondo.
Con papà è andata meglio, dovevo solo rispettare gli orari e fargli conoscere gli amici (venivano volentieri a casa mia, mamma li ingozzava di manicaretti e la loro simpatia faceva colla, senza contare che da “freschi” qualche cottarella l’hanno fatta scintillare) e le imposizioni erano uno spasso: teatro, cinema, librerie, compiti fatti insieme, solo io e lui.
Le sue passioni sono diventate le mie!
Sono nata per 1°, desiderata come non mai, protetta fino allo sfinimento e la prova più ridicola ve la mostrerò, se la trovo tra i loro ricordi fotografici.
Triciclo rosso Ferrari, con abbinato un bel casco da “impedita”.
Come si fa a cascare, spaccandosi male, da un veicolino ridicolo a tre ruote?
Buonanotte …
– Carla –

La melodia dei ricordi

Daniel  – Elton John –

https://youtu.be/y-yYKvHp2sw

Daniel, il “mio” Daniel, il bambino con cui ho diviso i giochi sul largo marciapiede davanti a casa nostra, al quale bastava strillare dalla finestra per farmi correre alla mia, che tenendomi per mano mi accompagnò, fino alla porta dell’aula, il primo giorno delle medie, un nipote per i miei genitori, un fratello maggiore per me, paurosa e timida.
Si piange, con il sorriso sulle labbra, anche dopo 36 anni, se tra due cuori si è spostato, senza sosta, un affetto vero e si affoga nei ricordi anche per una canzone che contiene il suo nome.
Nella memoria del cellulare ho una sua foto, doveva avere 8 anni, spettinato, con le guance rosse di chi ha corso fino ad un istante prima, è serio ma i suoi occhi grondano dolcezza.
Fino alla soglia dei suoi 19 anni, ci siamo fatti tante promesse, io ho cercato di mantenerle tutte, qualcuna anche sua …
Ogni tanto mi chiedo se è orgoglioso di me, ancora adesso, e come sarebbe stata la mia vita se non se ne fosse andato, troppo presto …
Una cosa è certa, sarebbe stato importante, ciò che io chiamo famiglia!
Serena Domenica …
– Carla –

I puntini sulle “i” …

Eravamo un’isola “felice”, quando quest’incubo semina morte è iniziato … pochi casi di Covid 19.
– Nessuno è stato capace di frenare la fuga dalle zone a rischio, verso le regioni “salve” e la mia terra è una di quelle prese d’assalto pre-chiusura dell’intero Paese.
– Siamo stati tutti “sgabbiati”, senza distinzioni o criteri adeguati, e via mare o cielo, qui, è entrato ed uscito di tutto, con controlli approssimativi o totalmente inesistenti.
I filmati, su youtube, di sbarchi come se nulla fosse accaduto, nei mesi precedenti, non si contano e fanno, veramente, andare in bestia chi li guarda.
– Diversi sardi non sono stati capaci di ragionare, di limitarsi a vacanze isolane, senza recarsi in luoghi oltre confine italiano, dove “NON C’E’ COVIDI!”, si mai nei sogni bacati di chi baratta la salute collettiva con 4 serate pidocchiose da leone.
E senza controlli, chiaramente, porti a casa e spandi!!!
– Non c’è verso di arginare gli sbarchi, e qui basta una “zattera” per arrivare dalle coste africane più vicine al sud dell’isola.
Profughi giunti in spiaggia, mentre i bagnanti prendevano il sole, osservando il giusto distanziamento sociale.
Razzismo? Si scherza vero?
Personalmente non li voglio a casa mia e non perché neri, ma perché malati, perché portati in centri di accoglienza, dove l’abbandono della struttura e il girovagare dei soggetti non sono fantascienza.
Avevamo toccato quota zero, guarivano i contagiati e tutto sembrava destinato a rimanere una triste pagina di storia, ma ecco che arrivano i mesi di punta, luglio e agosto, e da puliti diventiamo una spugna.
Non siamo gli “Untori” ci avete UNTO!
Mi possono girare, fino al decollo, se leggo articoli in cui si chiede il tampone “in uscita” per non portare lo schifo nelle regioni o nazioni di provenienza?
Importare sì, esportare no?
Chiudete porti e aeroporti, lecchiamoci le ferite e cerchiamo di limitare i danni!
Oggi altri 44 casi, cosa bisogna aspettare?
Mi scuso per lo sfogo, ma sono satolla …
Buona cena.
– Carla –

Stretto al cuore

Mani-Ale-Mattia

Quando ti ho visto stringere, così teneramente, la mano di tuo fratellino, non ho avuto dubbi …
Se in me si fosse “accesa la vita”, l’avrei desiderata con il sorriso dei tuoi occhi, la brezza primaverile di ogni tua parola e il tepore  del tuo cuore.
Crescerai, diventerai un uomo, ma per me sarai sempre il Piccolo Principe dagli occhi oceanici, che impazziva di gioia per una caccia al tesoro (ehhh SI, la madre che è in me gli organizzò una caccia al tesoro all’aperto, creando una mappa, scrivendo una storia e seppellendo qua e là oggetti ed indizi) e, insieme a sua madre, mi vedeva la donna più bella del mondo!
Ti voglio bene Ale.
Buonanotte …
– Carla –

Ali ai piedi

Alla Regina della “scoordinazione musicale” (si potrà dire?) piace da morire questo video.

https://youtu.be/cJ7xEuSQk_I

Non solo non so cantare, nel senso che sono stonata a bestia e ciò che risuona in testa arriva alle corde vocali in ritardo (vorrei farvi sentire una ragliata in karaoke, nemmeno con le parole che s’illuminano ne becco una), non so neppure ballare, manco con i passi a piacere …
La “Leggiadria” in persona, detto in soldoni!!!
Guardare chi esegue coreografie perfette, con un’apparente facilità, tale da illudermi di sapermi cimentare senza ridicolizzarmi o offrirmi, come un mobilino Ikea, ad un ortopedico che assembra i pezzi, almeno per me, è danzare con i piedini del cuore.
Ehi, non sono un “ciocco di legno”, soffro solo di “sincronia inesistente”, ma questo non m’impedisce di piegare la schienuccia, senza emettere il rumore del “friabile”, e di posare i palmi delle mani, sul pavimento, davanti ai piedi (le gambe restan dritte, ovviamente, non baro).
Un applauso alla “frollata”!!!
Serena notte …
– Carla –

Buonanotte …

Ho le tasche piene di sassi – Cherubini –

https://youtu.be/Y4QepFkJQ-s

Vorrei un cuore “ricondizionato”, dalle pareti come bianche lenzuola stese al sole, pronte ad accogliere lapilli di colore e i profumi di una primavera senza tempo, dove i fiori non sfioriscono e il sole sfida il tramonto, mettendoselo in tasca …
Vorrei l’impossibile, POSSIBILE, che un cuore, diverso dal mio, confeziona ogni giorno!
Buonanotte …
– Carla –

Ho 5 anni!

Se sparisco dal blog significa che i miei vicini mi hanno “seccata”, sappiatelo!
Scrivo e rido, da sola, perché mi sento vittima di un Dejà vu, di una situazione già vissuta e non parlo di fenomeni “paranormali”, “paraculari” … semmai!
Ho 5 anni, 49 anni dopo, e ciò che è da fuori di testa è che mi sento “affartara” (termine sardo, per definire lo stato d’animo di chi ne ha combinata una grossa, sa di aver sbagliato, ma è ugualmente contento del risultato), proprio come quella bambina.
Perché possiate capire, però, devo tornare indietro nel tempo e raccontare una breve storia.
Mia madre lavorava in ospedale e per vederla, considerando i turni (capitava che non la vedessi per giorni, io dormivo quando rincasava e al risveglio era già andata via), supplicavo mio padre di portarmi da lei, nella pausa pranzo.
Pochi minuti che per me erano il mondo, il suo sorriso e la stretta delle sue braccia, cancellavano attese e distanze.
Per proteggermi, o meglio per proteggersi dalla paura che contraessi chissà cosa, dovevo attenderla fuori dalle cucine, dove avveniva l’incontro.
Non ci volle molto per diventare la mascotte delle lavoranti e di uno dei cuochi, che morivano di tenerezza nel vedermi saltare come un grillo all’arrivo di mamma.
Il capo cuoco, perché erano in 3, che chiamerò Lucio, era il più carino di tutti, carino in senso affettuoso, sempre sorridente e pronto a voler intrecciare una conversazione.
Aveva occhi azzurri spettacolari e lunghe ciglia nere che, con l’incarnato mediterraneo, vedevi ad un miglio.
Era talmente gentile e dolce che, un giorno, sentendo una delle tipe sfotterlo, mi rigirai seccata per riprenderla, sottolineando che era bello e buono come un Principe.
Quella frase passò alla storia, con lui che si vantava che “la bocca della verità” lo aveva premiato.
Lucio mi regalava i cioccolatini o enormi fette di torte, che portava da casa, e quando cucinava il roast beef per i degenti, ci pucciava un pezzetto di pane, sapendo che ci impazzivo (come cuoco era una bomba).
Alla domanda – Ti posso offrire qualcosa? – però, rispondevo anche in modo strano!
Volevo le bucce del grana …
Passi una, due, tre, quattro volte, finché non ha iniziato a chiedersi che ci facessi, sapendo che i miei genitori non erano tanto dementi da nutrirmi in quel modo.
Esternato il dubbio a mia mamma, fui beccata, con le mani nel sacco, a fare da tata a due toponi che, al suono della mia voce, uscivano fuori da un tombino spaccato e, messi seduti, come scolaretti, prendevano, quasi dalle mie mani, il formaggio.
Secondo voi cosa è accaduto?
Il finimondo!!!
Mamma furiosa che mi rivoltava come un pedalino, al grido – Li hai toccati? Ti hanno mai dato un morso? – e Lucio che provvedeva a chiamare per la riparazione della loro via di fuga.
Bene, questa mattina, per la terza o quarta volta, non mi ricordo, ho dato del cibo ad un topo (è piccolino e sembra più da gabbia che di fogna), amico di una gattina vagabonda che scrocca i pasti ad Amelie.
Pino (To-Pino) che mangia i croccantini dei gatti è uno spasso!
L’unico problema sono i vicini Talebani, non abbastanza animalisti da consentirmi questa bizzarra adozione.
Cercherò di portarlo via, in qualche maniera, perché anche un topo ha diritto alla vita!
Buon pomeriggio …
– Carla –

Randonautica

Randonautica non è altro che una App, in grado di regalare, ai più curiosi e temerari, un momento di svago alternativo.
La rete custodisce una vagonata di video di chi l’ha scaricata e testata e, se andate a spulciare, oltre a quelli insignificanti, di gente che trova un braccialetto putrido con un cerca metalli o il nulla cosmico, ne esistono d’inquietanti o da “botta di deretano” formato family.
Ritrovare un cadavere, trattato come i tocchetti per lo spezzatino, chiuso in un sacco nero, non deve essere una scoperta piacevole e del gioco non possiede nulla, come non lo è rinvenire bigliettini con richieste d’aiuto in un cumulo di rifiuti a cielo aperto o disegni di bambini, in luoghi da pic nic, che descrivono violenze.
È piacevole scovare denaro nascosto da chissà chi, quello sì, magari sperando di non aver solleticato il nasino di qualche malavitoso che non poteva portarlo in banca.
La conoscete?
Se la follia mi acciuffa, una di queste sere la scarico e ci vado a correre, inserendo un raggio di ricerca breve.
Cosa domanderò?
Perché ho scordato di sottolineare che si può scegliere il tipo di avventura da vivere …
Beh, ovviamente, l’anima gemella, un uomo d’altri tempi che mi chieda in moglie!
… e fu così che Carla sentì dei passi in lontananza, vide del fogliame agitarsi e invece del cinghialetto affamato si ritrovò davanti lui, l’uomo d’altri tempi, ma proprio ALTRI, un 99 enne intento a realizzare un bouquet di cicoria.
Ahhhh beh, per un centenario sono tanta roba e a sto giro mi risposo, pregando di non “creparlo” la prima notte!
Scemate a parte, nel video che segue, troverete una precisissima spiegazione …

https://youtu.be/6dRcU4NS0dg

Buon pomeriggio … a stanotte per leggere i commenti in moderazione e “leggervi” …
– Carla –

Intrecciando pensieri …

Ci sono persone che nascono indossando una camiciola bianca, lontana da colpe e che, crescendo, l’affidano all’anima, imbastita alla capacità di non sporcarla e di mantenerla linda fino all’ultimo giorno della loro esistenza.
A parte mia madre, che per me è un Angelo che Dio ha affidato alla vita terrena, un contenitore pulsante d’amore autentico, posso usare le dita di una mano per tenere il conto di coloro che considero “patrimonio dell’umanità”.
Una di queste l’ho conosciuta, o meglio, mi ha notata, quando avevo 42 anni e lui 34 …
Non me la passavo benissimo e la scelta di andare a correre mi era sembrata una genialata, mi sarei data fino allo sfinimento, sperando di riuscire a trovar pace almeno la notte.
Si convinse che nell’incrociarlo, in uno dei percorsi del parco, lo avevo fissato per un tempo prolungato, in verità, ovunque vedevo il nulla, risucchiata da pensieri pesanti che non s’arrestavano mai, annullando la realtà.
Pensò, tra le altre cose, che avessi la sua stessa età e che in occhi tanto malinconici si nascondesse una dolcezza sconfinata.
Solitaria, senza orpelli, fatta di corse, luoghi di culto, amicizie che mi facevano scudo, diventai “diversamente interessante”, una donna senza grilli per la testa, dalla quale non difendersi, che non porta a muoversi chiappe al muro.
Mi accorsi della sua esistenza dopo parecchio, notando sempre la stessa auto ronzare attorno a casa dei miei o nei posti dove mi recavo regolarmente.
La prima volta che lo vidi in volto mi scappò da ridere!
Portavo a spasso il cane di mia sorella e nello spostare i capelli da davanti agli occhi, me lo ritrovai davanti, in auto, che si spostava a passo d’uomo.
Moro, capelli cortissimi, spettinati sulla fronte, un sorriso appena accennato e la curiosità che scivolava da occhi azzurro cielo.
L’uomo del mistero non lo era più!
Tutto sfumò così, non andando oltre il “ciao” e 2 parole scambiate al volo e per circostanza.
Sono fatta male, probabilmente, ma sulle macerie non ci costruisco nulla, metto da parte i soldini per comprare una ruspa, piuttosto …
In quest’ultimo anno e mezzo posso affermare di averlo conosciuto profondamente, con addosso tutti gli abiti che il destino ti tira dietro, e di poterlo inserire nella mia preziosa lista.
Non l’ho mai visto perdere la pazienza, anche quando l’avrebbe persa Padre Pio, reagire d’istinto, ma mostrare un’umanità genuina, empatica, che scavalca la buona educazione.
Ho assistito a conversazioni carine con gli anziani beccati in coda o per strada, con la stessa premura che dispensano figli o nipoti affettuosi, a gesti di generosità, mostrare una tolleranza degna di nota nel sopportarmi quando non è giornata o m’impunto.
Devo ammettere che ha tecniche di persuasione da applauso!
Stasera, però, ho sfogliato il lato più tenero del suo essere, quello che “colpisce e affonda”, l’intrattenere un bambino.
La piccolina in questione ha 3 anni e quando sbrocca non la tieni, così raccontava la mamma …
Dopo aver dato noia a 100 grammi di cane, imboscato sotto il tavolino di una gelateria, e aver rimediato dentini d’avviso, è partita di pianto e di capricci a valanga, mettendo a ferro e fuoco la pazienza dei genitori (deve essere tosta viverla in quella versione, tutte le volte che ha la luna storta).
La dolcezza di un uomo fa miracoli e se usi la testa, beh, la magia è servita.
Piazzato davanti a lei, ignorandola totalmente, si è messo a realizzare animaletti di carta e solo quando ha capito di averla in pugno, di aver attirato la sua totale attenzione, ne ha allungato uno nella sua direzione.
Lei ha sorriso, lui ha sorriso e con un fare da seduttore incallito, presentandosi, le ha chiesto il suo nome.
Smesse le bizze, genitori attoniti ed io divertita!
Ha rimediato un pupazzetto marcio, una caramella (che a me non ha dato) e un – Vieni a casa con me? – oltre la conoscenza con sua mamma e suo papà.
– Non sopporto il pianto! – mi ha detto, una volta soli – … basta poco per interromperlo –
La serata è finita nel giardino di casa sua, con una bottiglia di birra e due bicchieri (ehh sì, apprezzo la birra), a immaginare che cosa avesse subito il pupazzo uscito da una guerra, con un orecchio mozzicato (quel cretino si è inventato che è stato vittima dei soprusi di un’integralista islamica nana) e la coda scomparsa.
La mamma ha fatto festa, di sicuro, per essersi liberata di 10 cm di salma!
Attraente, sensibile, empatico, tollerante, intelligente, colto e amorevole, trovasse la donna giusta, ancora “viva”, potrebbe giocarsi la carta vincente e ritrovarsi a vivere un ruolo che veste a pennello, quello di padre.
Per la buonanotte, visto l’orario, sono in ritardo, mi porto avanti …
Buongiorno!!!
– Carla –

Il “nome”

https://www.nostrofiglio.it/famiglia/test-e-quiz/quale-dovrebbe-essere-il-tuo-nome

Secondo questo test dovrei chiamarmi Grace,
possiedo il dono speciale dell’armonia, che diffondo attorno a me, grazie ai miei modi gentili e alla capacità di trovare parole che rasserenano ed invitano ad andare d’accordo.
La mia casa rispecchia perfettamente la mia essenza: è calda, accogliente, fa sentire chiunque a proprio agio.
Avermi come mamma e moglie è una fortuna!
Invece mi chiamo Carla, il mio nome l’ha scelto papà, registrandolo ad un soffio della mia nascita, senza dirlo a mamma, che se la legò al dito, scegliendo lei i nomi dei miei fratelli.

Mi chiamo come la fornaia di un mercato al coperto, una ragazza bellissima che tutti amavano per i modi cortesi e per l’assoluta incapacità di vedersi uno schianto.
Voleva essere di buon auspicio …
Sono mora come lei e non sono, caratterialmente, un cinghiale, il resto … mancia!
Non sono stata investita dal dono della maternità diretta, ma sono una mamma di cuore, innamorata folle di tanti bambini, anche cresciuti, che si ripete, di sovente, che nel mazzo di madri meravigliose che la vita fa sbocciare, esistono anche quelle avariate, che ai figli lasciano in dote solo il loro debordante squallore.
I carceri ospitano ree confesse o meno di delitti che d’amore materno hanno ben poco, quindi meglio madre mancata per destino che madre biologica indegna.
Moglie, compagna?
Passo, grazie!
Mi chiamo Carla e non Grace, sono un’amica di valore, questo Sì, capace d’incendiare il proprio cuore per scaldare quello di chi vive, al sicuro, sotto la sua ala d’amore.
Buon Pomeriggio …
– Carla –

Andrea

Lui è Andrea

AndreaOrsini

Andrea Orsini, una scoperta “romana”, un ragazzo estroso capace di animare l’inanimato e dalla voce particolare, se chiudi gli occhi e la ascolti, infatti, la riconosci subito.
L’ho scoperto così, restando affascinata dalla scelta di oggetti, decisamente strani, con cui far musica.

Shape of you
https://youtu.be/TPM3Qp-jTYY

Andando a ficcanasare, per vedere se le sue erano solo interpretazioni, è venuto fuori dell’altro ..
Scrive, arrangia e suona …

Senza cuore è la mia preferita, trovo abbia un testo che racconta una pagina di vita di tutti noi.
https://youtu.be/RFnlD4aDB2o

Stalkerizzatelo sui vari social!
– Carla –

Mehendi

I “Mehendi” sono tatuaggi temporanei, realizzati con la Lawsonia Inermis, un hennè naturale di colore rosso, a mano libera o con stencil particolari.
Nascono in Egitto, come decorazione funeraria sulle salme, per compiacere gli Dei dell’Aldilà e garantire al defunto un’eternità felice, trasformandosi, nel tempo, in elementi di decorazione cosmetica.
I disegni, mai casuali, non erano solo decori atti a sprigionare bellezza ma una sorta di “iscrizione” magica, capace di attrarre la fortuna, la ricchezza materiale e di allontanare gli spiriti malvagi.
In india, per esempio, ancora oggi, si decorano le mani delle spose, affidando ad essi tutti i segreti per una vita coniugale lieta e duratura.
Esistono diversi stili e simboli conosciutissimi.
Lo stile Asiatico ha la caratteristica, inconfondibile, dei polpastrelli completamente colorati; quello Africano le forme geometriche, le strisce e i cerchi; quello Indiano raffigura piante e animali, a formare dei veri e propri guanti o bracciali; lo stile Arabo è rappresentato da elementi vegetali e floreali.
I decori più noti sono il Paisley, il cetriolo turco, raffigurato, molto spesso, accanto ad una lingua di fuoco o un seme ed esprime salute, fertilità e ricchezza; la Mano di Hamsa, riconosciuta come un potente talismano; il Lotus, il fiore amuleto, femminile, che attrae la buona sorte; i Cerchi di Mandala che donano equilibrio interiore; il Pavone e l’Elefante che rappresentano creatività e svolta positiva.
Non importa cosa raffigurano e simboleggiano, li amo, trovandoli una forma d’arte antica e raffinata, il passato che continua a vivere, grazie al talento di chi li realizza a mano libera, e che regala schegge di magnificenza del suo popolo.
Ho trovato un sito dove ammirarne alcuni molto belli.

https://reviewit.pk/mehndi-designs-2020/

Il mio preferito è questo

Arabic-Mehndi

Sereno pomeriggio …
– Carla –

AMATA!

Era il 1984 …
Elton John e Sad Song (Say So Much), mi tenevano compagnia e facevano da cornice a qualcuno dei miei desideri, oggi, nel risentirla, ha aperto un album pieno di bei ricordi e mi sono sentita felice.
Le persone più care, di quei momenti, sono ancora con me, per scelta, perché non sono miei parenti, e questo fa di me una persona amata, decisamente, AMATA!

https://youtu.be/X23v5_K7cXk

un pensiero da cui ciondola un sorriso ne cancella 10 da cui sono scaturite lacrime!
Serena notte …

– Carla –