Fiamma Gemella

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Gomma e fiori

Tra le braccia di …

La funzione “leviga”, di una App, mi ha resa guardabile, camuffando la realtà da “bidet a rotelle”, con occhiaie annesse, diminuendo le probabilità (elevatissime) che a qualcuno di voi venga uno scompenso cardiaco.
Tanto non aspiro a fare la “modella tardona” e non cerco marito … il fine ultimo è non uccidervi e mostrarvi che il “Proiettile Peloso”, Amelie, quando finisce la benzina, si trasforma in una “Bambina” che esonda in uno tsunami d’Amore …

Amelie ed io ninna
– Carla –

Dolore Emotivo

Oggi, nella quiete che governa i miei pensieri, vorrei condividere una riflessione che ritengo corrispondere al vero e che, spero, non appartenga solo a me (la solitudine di pensiero è più pesante di quella fisica, almeno per quanto mi riguarda).
In quest’ultimo anno ho avuto modo di stringere un’amicizia incredibile con me stessa, di raccontarmi, senza censure, non temendo di farmi del male, arrivando a toccare il fondo degli abissi per poi scorgere la luce rivolgendo lo sguardo verso l’alto.
Ho realizzato di essere venuta al mondo con “un’anima antica” (e con questo termine non intendo vecchia ma “vissuta”) che ha attraversato il tempo, probabilmente più vite, imparando, nella sofferenza, a vestire la sensibilità e l’empatia che ti fa “rispettare” il cuore del prossimo, che spinge a donare, spesso, non rendendosi conto che quell’affettività la risucchia un inceneritore che restituisce solo la cenere.
Mi è chiaro (grazie a diverse letture) che il riproporsi di uno stesso scenario non è una punizione, anche se potrebbe sembrarlo, ma il mezzo attraverso il quale apprendere una lezione non recepita in passato.
Oggi, suppongo di averla imparata, fino in fondo!
So esattamente cosa non voglio più nella mia vita e riesco a distinguere chi trasporta una tossicità con cui non merito di venire a contatto.
Non ho più il ricordo di emozioni nate dal nulla, proiettate dai miei desideri ma irreali, non riesco più a mettere a fuoco taluni sguardi, a rievocare il suono delle voci o a dare attendibilità a frasi vacue, quasi fosse passata una ruspa a risanare ogni cosa.
Avevo la certezza che i sentimenti nascono per non morire mai, che io fossi capace di nutrirli per sempre, invece, sfioriscono, rimpiazzati dalla pietà, dall’eco di una preghiera.
Il dolore emotivo è una benedizione che ciba l’anima d’amore puro, quello che si sposterà verso l’infinito.
Nessuno è immune, inflitto o autoprodotto (perché taluni, nel piangere, non hanno coscienza per valutare che le lacrime sono un effetto delle loro stesse azioni e che nessuno li ha feriti), il dolore tocca il microcosmo di tutti e c’è da augurarsi che venga apprezzato e accettato, quale occasione di cambiamento e crescita.
In questo preciso istante, mi sento “quasi felice”, perché quest’anima antica, nello spostarsi nel tempo, una cosa l’ha fatta sua, il “Saper Amare”, ora non le resta che registrare queste ultime informazioni, in maniera indelebile.
Dio benedica ogni mia lacrima, acqua viva nel giardino in cui, un giorno, spero mi vorrà ospitare …
Dio Benedica chiunque attraversa un altro cuore per scrivere la parola AMORE!
– Carla –

Test di FREUD

http://www.quizetest.it/test-psicologico-di-freud/

Dal sito, riporto integralmente:
Il bosco, nel test psicologico di Freud, rappresenta l’aspetto relazionale, la percezione che hai del tuo ruolo e dei tuoi doveri.
La visione notturna o diurna può manifestare uno sguardo ottimista o pessimista alle cose.
Il ruscello ed il suo attraversamento danno informazioni circa l’autostima ed il coraggio.
La chiave da informazioni sulla tua creatività, immaginazione, apertura oppure timidezza.
Infine la caverna rappresenta le tue paure, in particolare la paura della morte ed il modo in cui ti relazioni ad essa.
Secondo il padre della psicoanalisi io possiedo una personalità
Creativa e Sognatrice,
so che la vita è un dono e cerco di ottenere da essa il più possibile, vivendola al meglio.
Non devo lasciarmi abbattere dalle paure e dagli inevitabili fallimenti.
Sono ottimista e vedo il bicchiere sempre mezzo pieno!

In effetti … nel calice dei giusti scivola, sempre, l’acqua della Provvidenza …
Non mi reputo una infame, quindi, non morirò mai di sete!!!
– Carla –

Il vivere …

Il vivere è una “coreografia” … non tutti saremo capaci di realizzarla correttamente!
È una “danza” che la fisicità del cuore tenterà, sempre, di eseguire al meglio, sfidando quel che appare inaccessibile.
I passi non saranno perfetti, degni di un palco esclusivo?
Il solo tentativo, concreto, di correggerli, ci renderà degni di un pubblico che applaude con l’anima, che vede nelle pecche un’imperfetta perfezione.

https://youtu.be/fbDHnyoGPN8
– Carla –