TAG My Tips and Tricks – Summer 2015 –

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Grazie ad “Iris & Periplo” http://iriseperiplo.wordpress.com per avermi nominata e “Three Kind of Girls” https://glitteringmom.wordpress.com per la creazione del Tag.

Regole:

Utilizzare l’immagine qui sopra e taggare 5 amiche.

Ringraziare chi ti ha nominato e citare chi ti lo ha lanciato.

Argomenti a scelta, citare quanti più tips and tricks possibili per aiutare ad affrontare la calda estate.

Amo l’estate, adoro “friggere” sotto il sole ma … non sopporto la minima presenza di umidità e quel senso di “appiccicaticcio” sulla pelle. Settembre è dietro l’angolo ma dalle mie parti la realtà se ne frega del calendario, trasformando l’autunno in un proseguo senza graticola.

I miei “Tips and Tricks” per “distrarre” il caldo?

Trascorrere almeno 3 ore delle 24 sotto uno scroscio di acqua gelida!

Raggiungere il mare (in alternativa la piscina) per un tuffo o bagnettino stile anatra nel mio caso.

Imitare il cammello, trasformando l’addome in una riserva idrica.

Abbigliarsi con “straccetti” allegri e comodi … e chi se ne frega del – devo essere sexy ed impeccabile –

A morte le scarpe chiuse: il piedino-panzeretto, provocato dalla prigionia, oltre che orrido fa parecchio male!

Capelli raccolti: sul collo e schiena pungono come un maglione di lana infeltrito.

Niente maquillage, si suda e soffre stingendo, offrendo il penoso spettacolo – patatina unta –

Nomination:

http://laurarosa3892.wordpress.com

http://calogerobonura.wordpress.com

http://rebeccaantolini.wordpress.com

http://raccontidalpassato.wordpress.com

http://cristinadellamore.wordpress.com

 – Carla –

“La frequenza dei ricordi”

Gironzolando in rete, guidata dalla mia ormai nota curiosità infantile, oggi ho scovato questo video https://youtu.be/B93IQgBhf6k . Non so dire se sono stata suggestionata dalla sola eventualità che l’audio includa la “frequenza” che stimola i ricordi o messa in ginocchio dal trasporto dei soggetti che si sono messi a disposizione per sottoporsi all’esperimento, di fatto, non ho dovuto attendere la fine per realizzare il “colpita e affondata”. Sono sempre stata convinta che i cassettini della memoria o le pagine del cuore s’aprono con la password di un profumo, di una melodia, con i colori di un’immagine nitida o nebulosa o vengano sfogliate dalla brezza di una risata, di una lacrima, di una o più parole che volteggiano nell’aria. Di solito, a me, accade così! L’aroma agrumato che sfuma alcuni dolci, ricordando le “sue” inimitabili ciambelle, dipinge il volto di mia nonna, una canzone “datata”, proietta sullo schermo dell’anima mia madre ragazza che, non paga delle ore di lavoro in ospedale, cantando, pulisce di gran lena ogni angolo di casa. Il vociare dei bambini per strada, una filastrocca senza tempo, la scintilla che accende il fuoco di un passato spensierato e gioioso, dove i volti di tante persone, “perse”, mi accarezzano con i loro sorrisi o il rispolverare una formula matematica, il frammento di una poesia, il biglietto, andata e ritorno, per una fulminea vacanza tra i banchi di scuola, per un pomeriggio “cioccolata calda e compiti” con il gruppo di studio. Vibrano, emettendo un suono muto, le corde di quel che siamo stati ed è quasi calpestabile la strada percorsa, palpabili le emozioni che pensavamo lontane o svanite del tutto. Siamo creta modellata dal passato, protetta dal presente e destinata ad arricchire il futuro. Non ho idea di cosa abbia dato il via alla “ rotta” appena giunta al suo epilogo! Commozione contagiosa? Ascolto inconsapevole della “frequenza”? Necessità umana di non perdere per strada pezzi di sé? Chissà!!! Posso solo dire di aver cercato e trovato qualcosa a cui tengo molto, di averlo srotolato e pensato che quegli occhi meritano un posto diverso dal buio cassettone.

– Carla –

Fantasia nel riciclare …

Una vecchia calzatura femminile che diventa un vaso, un paio di jeans vintage una borsa curiosa e sbarazzina, mezza valigia in materiale plastico, con all’interno un cuscino variopinto, il lussuoso letto per un cane o un gatto, un vecchio barattolo di vetro una lampada, i doni di una mareggiata opere d’arte di legno e materiali improbabili, un vecchissimo maglione di cotone il nuovo guardaroba di una bambola … Chi ha fantasia e buona volontà compie miracoli!      – Carla –

stivale vaso fiori

Solo chi è idoneo …

Come non si nasce genitori e il buonsenso e l’amore insegnano, così, dovrebbe essere per l’adozione di un 2 o 4 zampe, una vita che non ti ha chiesto di far parte della tua e che, spesso, viene trascinata in un vortice di moda che scema, egoismo che cresce e prigionia a cui la vittima non può sottrarsi. Il nostro paese, per quanto concerne la difesa degli animali, è primitivo, quasi immorale, incapace di “gambizzare” e rendere inoffensive persone inidonee, amorevoli e sensibili come il selciato. Chi accoglie un gatto in un appartamento, facendo di 4 mura il suo micro cosmo, non può permettersi di trattarlo come un pezzo d’arredamento, lasciandolo sempre solo, con la ciotola dell’acqua sporca e semi vuota, l’umido annerito a macerare o il secco ad ammorbidire, di offrire un pagliericcio che puzza di circo e la lettiera in cui giocare, come un campo minato, ad “evita la cacca”. A differenza di quello che vive in giardino, libero di “scaricare” l’infame, fuggendo alla ricerca del vero amore, subisce, adattandosi al peggio per non morire. Sia chiaro, morirà comunque, consumato da infezioni e piagato nel cuore! Medesimo discorso per il cane, bisognoso di attenzioni materiali e affettive, di una vita vissuta in nome dell’amicizia e non del capriccio di un momento. Mia sorella, mamma di tutti i piccoli amici bisognosi di scaglie di cuore, di recente, ha accompagnato alla fine della sua vita un cane. Onestamente, penso a lei come al solo amore che abbia mai avuto, alla figura materna che si sostituiva a proprietari distratti e poco propensi a privarsi di qualcosa per la sua serenità e le cure. Era lei a medicarla se si faceva male, a tenere in perfetto ordine i contenitori di acqua e cibo, ad occuparsi della sua igiene e a curarla, non badando a spese. È così strano chiedersi – perché cazzarola l’hanno voluto se non avevano nessuna intenzione di considerarlo un membro della famiglia? – A persone del genere dovrebbe essere proibita la convivenza con non umani di ogni razza! Come? Si dovrebbe poter denunciare in assoluto anonimato (eventuali ritorsioni non vanno escluse), il Veterinario dovrebbe avere il potere intoccabile di sottrarre chi soffre, destinandolo a chi conosce l’affetto che intercorre tra uomo ed animale, iscrivendo i proprietari in una lista nera consultabile da chiunque. Il venditore saprebbe a chi affida un cucciolo, i canili ed i privati idem e, in caso d’inosservanza, alle forze dell’ordine spetterebbe il compito di chiedere pene pecuniarie o detentive (in ragione del caso) per entrambe le parti. Chi ama davvero li vive come fratelli o figli e penso non potrebbe chiedere di meglio!!! Buon Ferragosto, a tutti, “Miao, Bau, Cip cip” compresi.

– Carla –

Scroscio di desideri

“Lacrime di S. Lorenzo”, poesie, scritte sulla tela di un cielo notturno, con l’inchiostro luminoso delle Perseidi, di cui resta traccia solo nei pensieri di chi le ha ammirate sfrecciare fino ad estinguersi. Sogni, stretti alla coda di una stella, che ardono nella speranza di diventare realtà, piccole fantasie inconfessate alla ricerca di un sorriso in cui perdersi. Stanotte, su gran parte del nostro paese, celate da un fitto drappo di nubi, si esibiranno lontane da sguardi curiosi ed animi romantici, lasciando all’immaginazione il compito di ricostruirne la magica danza. Alcune sere fa, stupendo di chi lo fissava, un cielo trapuntato di stelle ne ha lasciato scivolare giù qualcuna, quasi ad anticipare l’incantesimo che si protrarrà anche nei prossimi giorni, a consolazione di chi, come me, non ne vede una da tempo immemore e vorrebbe non dover attendere l’agosto 2016. La mia ultima stella cadente è targata inizio anni ’80, 1982 o, forse, 1983 per l’esattezza, e si è distaccata dalla tela profumata di salsedine che vestiva il caratteristico paesino di Calasetta, luogo dove amavamo trascorrere il mese di agosto e parte di settembre. Chissà cosa sperai e se quel desiderio, alla fine, si è avverato! Oggi, nel cuore, legati con il nastro di un’umanità che dovrebbe fiorire rigogliosa con gli anni, custodisco desideri che vedono protagoniste le persone che amo, perché senza di loro non avrebbe più senso rincorrere sogni per poi non poterli condividere. Auguro tante stelle a tutti!

–  Carla –

Ma come ti “Conci”?

– Enzo … dove sei? – Oggi mi sento un po’ Carla Gozzi isolana, alle prese con la puntata zero (unica) di – Ma come ti “Conci?”? – dedicata al popolo dei maschietti (malauguratamente di ogni età) che, al di là della raffinatezza in sé, espongono in vetrina una mercanzia, non sempre degna di esposizione. Se la Tardona in Saldo non può definirsi il top dell’eleganza e femminilità, il Macho ad ogni costo, in tutta la sua smania di attrarre, non è da meno. L’aspirate seduttore, ricercato come la carta moschicida, di fatto, le pensa tutte pur di calamitare gli sguardi, a suo credere estasiati, dell’altro sesso. In spiaggia l’articolino più esclusivo che mi è capitato d’ammirare è stato un costumino con il filino interchiappale, farcito a dismisura davanti. Che voi sappiate esistono trucchetti come i pescetti dei reggiseni da donna per la zona “cannolo”? La catena e il crocifisso d’oro, dal ½ kg in su, confusi tra la peluria gorillina e le tette, quasi sempre cicciose, sono un cult che germoglia come sulla sabbia assolata, sui divanetti dei locali all’aperto baciati dalla luna. I diamanti sono i migliori amici delle donne, si dice, ma un gioiello pacchiano, ostentato, è solo una cafonata come poche. La maglia da pesca attillata, vedo non vedo, indossata dal palestrato esagerato è un’altra squisitezza infinita, ciò che a me ricorda soltanto un look “melone retato” e che dire del “virillone” caduto nell’olio, che indossa una camicia a cui hanno amputato le maniche e che ha dichiarato guerra ai bottoni? Quello che ho visto io, di recente, la gioventù l’ha scordata, come me, tra le pagine del Postal Market, come la statura umana, immutata, nonostante il tacco degli stivali da rodeo. La prestanza fisica, presunta o effettiva, non è tutto … chi è attento lo fiuta subito!  

– Carla –

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