Genitore D.O.C

Nasci figlio, cresci, ed ecco che d’improvviso ti ritrovi a fare i conti con una nuova realtà, felicemente costretto a svolgere un “mestiere” che nessuna scuola insegna, ad occuparti di mansioni che non consentono di staccare la spina nemmeno per mezza giornata, amorevolmente invischiato in un ruolo che, soprattutto all’inizio, ha un che di alieno e la capacità di sgretolare le più solide certezze, di mandare nel pallone tante di quelle volte da perderne il conto. Essere maestro di vita, al di là delle buone intenzioni e volontà, è la prova più ardua nella quale un uomo si cimenterà nel corso della sua esistenza, un test da superare a pieni voti, per orgoglio personale e per il bene di quella “creatura” che, mano nella mano, poco chiederà se non di apprendere e di ricevere esempi positivi. Osservando amici o conoscenti che hanno messo su famiglia, nel senso più completo della parola, mi rendo conto che si può essere ottimi genitori, attenti a tutte le esigente materiali e psicologiche del proprio figlio, genitori affettuosi e inconsapevolmente irresponsabili e, nella peggiore delle ipotesi, veri disastri, padri e madri menefreghisti che vedono nella strada e nella quotidianità, a 360°, i soli insegnanti adatti a far cresce “volpini” i propri ragazzi. Spettatrice, e non protagonista in prima persona, mi limito ad scrutare, silenziosamente, le loro valutazioni, interrogando me stessa.   – Che genere di madre sarei stata? –  Immaginarlo è, certamente, diverso dall’assaporarlo, tuttavia, presumo che all’interno di tali sentieri si viaggi sospinti non solo dall’amore ma altresì dal proprio carattere e, fondamentale, pilotati dalle proprie convinzioni. M’immagino genitore accorto, ansioso e protettivo, un’ombra che verifica ma non copre il sole, un pilastro che poco impone e spinge ad un uso consapevole della ragione, al quale è lecito domandare nella certezza di risposte sincere, una madre bambina che non avrebbe esitato a tuffarsi su un letto per fare la lotta con il suo piccolino che, passo dopo passo, ne avrebbe curato i progressi per non immetterlo nella vita da sprovveduto, una donna che mai avrebbe fatto del suo “amore” il clone di se stessa, non proiettando su di lui passioni inespresse o desideri irrealizzati. La vetta è ormai persa, aprendo la finestra posso sperare di vedere un cane che scodinzola in giardino, un gatto che dorme sul divano e di sentire le risate di tanti bambini che giocano per strada, di ricevere un loro abbraccio o un sorriso, di tenere tra le mani un “petalo di mamma”.

Carla

Lovely Blog Award – 3 –

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Un ringraziamento, sentitissimo, lo rivolgo all’amica di un blog che  sto leggendo con entuasiamo, http://lemieemozioniinimmaginieparole.wordpress.com e che  preferisce farsi scoprire, piuttosto che raccontarsi …

La regola è soltanto una, rispondere alla sua domanda, che in questo caso non ha formulato, amando  la spontaneità delle parole che ciascuno di noi scrive, seguita da

  • Nominare 10 bloggers
  • Porre loro una nuova domanda.

Nomination:

http://apiumani1.wordpress.com

http://agiacomoleopardi.wordpress.com

http://burabacio.wordpress.com

http://ungiornoquestodolore.wordpress.com

http://ipensierielepoesie.wordpress.com

http://alicecomefiorialvento.wordpress.com

http://silvia23459.wordpress.com

http://kalosf.wordpress.com

http://pensieridistesialsole.wordpress.com

http://patriziaportoghese.wordpress.com

La mia domanda:

“Che rapporto sei riuscito/a a costruire, o stai costruendo, con il Tempo che passa?”

Carla

 

Morte e Amore

Mariam Yahya Ibrahim è una giovane donna sudanese di 27 anni, giunta al traguardo della sua seconda gravidanza, che dall’agosto 2013, insieme al suo primo bambino, vive reclusa in un carcere del suo paese. Il tribunale di Khartoum, nonostante i numerosi appelli in suo favore, le ha confermato la condanna a morte, da eseguirsi non prima dei due anni dal momento del parto. Esiste un reato tale da legittimare la privazione del diritto alla vita? A caldo si! A chi si arroga il diritto di decidere dell’esistenza di un altro, si macchia di reati atroci come la violenza fisica o psicologica, la sessuale e la pedofilia, sopprimendo l’animo di un suo simile, costringendolo ad una non vita, dovrebbe esser negato di esistere! A freddo, spinti dalla ragione, No! L’antico principio del Taglione, disseterebbe dall’arsura della vendetta, ma farebbe delle vittime implicate nuovi carnefici. Mariam meriterebbe la morte, rea di aver abbracciato la fede materna, Cristiana Ortodossa, pur essendo nata da padre mussulmano, unendosi, poi, con un uomo, il padre dei suoi figli, nel rispetto dei cerimoniali del loro Credo. L’accusa principale, quella per la quale sarà giustiziata, è l’Apostasia, in altre parole, la sconfessione della religione ricevuta in eredità paterna a favore di un’altra, dalla quale scaturisce la seconda, l’Adulterio. Un matrimonio non valido per la “Sharia” è considerato adulterino e punito con 100 frustate, già inflitte. La Fede è, in ogni sua scelta, Amore, seguire sentieri religiosi nel rispetto dell’uomo, della sua dignità, in nome di un bene che lega, spiritualmente, comuni mortali ad una Essenza Divina, comunque la si battezzi vede un solo Essere Supremo al vertice, sia esso Dio, Geova, Allah, Buddha … La libertà di scoprire, assimilare e scegliere il sentiero da percorrere non è un privilegio ma un diritto inviolabile. Se “Amore & Famiglia” incarnano il peccato, in qualsiasi direzione vadano gratitudine e preghiere, allora si, Mariam merita di morire …

Carla

Lovely Book Award 2014

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Grazie Liù … http://strangethelost.wordpress.com , soprattutto per il logo davvero carino!

Regolamento:

  • rispondere a 10 domande, basate sulla passione per la lettura
  • non 5, non 10 ma 7 nomination, numero perfetto
  • ringraziare chi ha fatto la nomination
  • utilizzare il logo di Liù.

Le dieci domande di Liù:

1 – Come scegli i libri da leggere? Ti fai influenzare dalle recensioni?

Solitamente per argomento. Non do mai retta alle recensioni fatte da coloro che lo fanno per lavoro mentre ascolto le opinioni delle persone comuni. Un esempio? “La grande bellezza” … Critica da paura! Per me è solo un film noioso e senza una vera storia!

2  – Dove compri i libri: in libreria o online?

Mi è capitato di acquistarne on line ma preferisco la libreria, amo l’odore dei libri e mi piace sfogliarli prima di portarli a casa.

3 – Aspetti di finire la lettura di un libro prima di acquistarne un altro oppure hai una scorta?

Ho sempre una scorta!

4 – Ti fai influenzare dal numero delle pagine quando compri un libro?

Assolutamente no.

5 – Hai un autore e un genere preferito?

Il genere che amo è la storia, le religioni, la poesia, gli autori sono tanti, soprattutto italiani, compresi quelli emergenti.

6 – Quando è iniziata la tua passione per la lettura?

È nata nel momento in cui ho imparato a leggere, fin da bambina, i libri sono stati i miei viaggi preferiti.

7 – Leggi un libro alla volta oppure riesci a leggerne diversi insieme?

Sono una pasticciona, leggo più libri in una volta sola, quello fisso è legato alla religione.

8 – Se tutti i libri del mondo dovessero essere distrutti e potessi salvarne uno soltanto quale sarebbe?

La Bibbia.

9 – Perché ti piace leggere?

Per arrivare dove materialmente non potrei, per attraversare il tempo e accarezzare l’animo di chi scrive.

10 – La tua libreria è ordinata secondo un criterio o tieni i libri in ordine sparso?

E’ ordinata secondo l’altezza dei libri.

Le mie 7 nomination:-

http://diversamenteintelligente.wordpress.com

http://nonsoloparolemaria.wordpress.com

http://manyfestt.wordpress.com

http://orofiorentino.wordpress.com

http://accantoalcamino.wordpress.com

http://incompagniadiunapenna.wordpress.com

http://violadelpensiero87.wordpress.com

Carla

 

In Due

Leggendo i blog, ascoltando i discorsi delle persone che fanno parte del mio giro d’amicizie, o più semplicemente conoscenze, realizzo sempre più che la vita a due ha il sapore di una “sfida”, una “prova” che mette in palio la tanto agognata FELICITA’, quella che non si eclissa. Mi chiedo come mai sia tanto difficile “vincere” e perché, anche i rapporti più saldi, molto frequentemente, dopo un periodo più o meno lungo, s’incamminano verso il viale del tramonto. Dove si sbaglia? Cosa non funziona? Si può “guidare” un AMORE STRAORDINARIO per non lasciarlo andare alla deriva? Dare risposte che non siano “bolle di sapone” è praticamente impossibile, a mio umile parere, al limite, si possono azzardare delle ipotesi, frutto delle proprie esperienze o di ragionamenti legati a narrazioni altrui. Chi sono io per trattare un simile argomento? Lo premetto, non sono assolutissimamente NESSUNO! Riflettendo mi vengono in mente alcune caratteristiche che spiccano in tanti rapporti di coppia, prima, fra tutte, il non mostrarsi immediatamente per quello che si è, il regalare all’altro una falsa immagine, quella di cui ci s’innamora e che morendo, sopraffatta dalla vera personalità, spegne il sentimento. È raro non cercare di sforzarsi di piacere a chi si vuole conquistare, vestendo una nube dorata che profuma di incantesimo. Le conseguenze? Scontate! La dolce cerbiattina si tramuta in un cane rabbioso, la donna guerriera in un soufflé che s’ammoscia lentamente, il tenero principe azzurro, tutto miele e rose rosse, in un essere scostante e romantico come un pugno nello stomaco, il clone di superman in un bambino che si piange addosso, affamato di conferme e arido come il deserto. Altra “stonatura”, che riscontro con una frequenza allucinante, è il SOFFOCARE l’altro, come se dal momento in cui si è coppia si ha un solo corpo fisico e, quel che è veramente grave, un solo cervello. Passatemi l’espressione … – Ma che palle! – Serbare i propri spazi, lasciare libertà di movimento, tenendo conto di ciò che può dispiacere all’altro, e non parlo di stupidi capricci, è segno di AMORE, di RISPETTO e di MATURITA’. I brontolii del tipo “dove vai?”, “con chi vai?”, “di chi è quel numero sul cellulare?”, “esci senza di me?”, oltre a sottolineare “fiducia zero”, sono urticanti. E che dire della “monotonia”? Altro virus letale! Il non saper più stupire, affascinare, corteggiare con ingegno, il dare ogni cosa per scontata sono un campanello d’allarme, un segnale di reale pericolo che preannuncia, se non si fa niente di concreto, la fine! E dire che bastano piccoli gesti per alimentare il fuoco …

Carla

BooK Nomination

Ringrazio l’amica “Affy” http://afinebinario.wordpress.com per avermi regalato la gioia di una nuova nomination, gradita in modo particolare perché occasione per aprire un cassetto molto intimo, custode di un legame affettivo intenso ed indissolubile. Questo Award prevede soltanto la citazione della parte di un libro che ci è piaciuto e la nomina di altri 5 blog.

Il “libro” che ho deciso di menzionare più che un libro è un lungo racconto, totalmente sconosciuto e che ho avuto modo di leggere quando era solo una bozza da limare. Sono stata io a “curarla”, navigando in pianti scroscianti e sorrisi appena accennati, ripercorrendo paure che, seppur lontane, non diventano meno reali. Vorrei che l’autrice, nonostante lo consideri carne viva da non esporre, sentisse l’esigenza di condividerlo, di donare ad altri la speranza di potercela fare, com’è accaduto a lei, e la forza per rialzarsi, anche quando la fine sembra tanto vicina. Vi propongo la mezza pagina con la quale presenta il suo incubo.

Una parente stretta e scomoda, causa di attriti ed imbarazzi, nel tempo ho imparato a vederla indossare queste vesti, a viverla come una presenza che si sopporta a stento e che, in ragione del vincolo di sangue, non si può esiliare definitivamente.

Rexìs, così la battezzai quando, con il coraggio di chi è ignaro, venni a conoscenza delle sue “aristocratiche origini”, esigeva una consistenza fisica che mi consentisse di identificarla nell’immediato e di respingerla ad ogni suo vile tentativo di sopraffazione.

La greca Anorexìa che trova antichi natali dall’unione di An e Orexìs, nefasto connubio capace di generare un solo effetto, una verace guerriglia intestina per conquistare i confini di un’esilità estrema, per tagliare il traguardo di una bellezza imperfetta, dai tratti atrocemente perfetti, un’invadente compagna di viaggio che ritenevo scaltro non inimicarmi, nella più autentica convinzione che quel che si conosce ha redini.

Il racconto termina con una vittoria schiacciante e una dedica che per me ha il profumo di Vita …

A me stessa,

una donna dalla forte fragilità,

capace di respingere al mittente

l’Anoressia.

Meravigliosa la mia “sorellina” …

I cinque blog nominati:

http://gallicharl.wordpress.com

http://strangethelost.wordpress.com

http://marisasalabelle.wordpress.com

http://poetella.wordpress.com

http://tuttolandia1.wordpress.com

Grazie, a tutti … Carla …

Lovely Blog Award 3

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Dalle pagine del blog della solarissima Liù, http://strangethelost.wordpress.com, giunge la terza nomination per il “Lovely Blog Award” … Un grazie è poca cosa, cara Liù, ma sappi che è sincero! La regola è soltanto una, rispondere alla sua domanda: 

  • “Perchè hai deciso di scrivere in un blog?”

seguita da

  • Nominare 10 bloggers
  • Porre loro una nuova domanda.

Rispondo ad una domanda, solo all’apparenza banale, che avvicinata con sincerità consente di spalancare il cancello del giardino che cinge il mondo di chi s’affida ad una tastiera e, forse, con il dovuto rispetto, di schiudere la porta di casa.

L’apertura di un blog nasce dall’esigenza di condivisione, di confronto e, non lo nego, dal voler riacciuffare una sicurezza personale minata dagli eventi. Ho sempre amato scrivere ed ho iniziato a farlo da bambina, consapevole che “fantasia e parole” possedessero l’energia per viaggiare senza spostarsi, per prestare la propria sensibilità al lettore e permettergli di vedere, udire, annusare ed accarezzare realtà differenti o inimmaginabili. Lo spazio, nel quale dimoro attualmente, oltre ad essersi trasformato in un amabile salotto, è divenuto il contenitore di nuova linfa, l’input per non smettere di sognare di fare dell’immaginazione un mestiere.

Nomination:

http://trameincompiute.wordpress.com

http://acasadisimi.com

http://lanostracommediajalesh.wordpress.com

http://tiferet74.wordpress.com

http://squarcidisilenzio.wordpress.com

http://lemieemozioniinimmaginieparole.wordpress.com

http://lothlorienr.wordpress.com

http://diaryfrancesca.wordpress.com

http://crazyaliceandwonderland.wordpress.com

http://pensieridistesialsole.wordpress.com

La domanda: – Hai mai detto o fatto qualcosa di non proprio lodevole e non hai ancora trovato il coraggio di dire “non volevo”? – Cogli la palla al balzo!

Carla

I Sogni

I sogni, ad occhi aperti o tra le braccia di Morfeo sono le ali con le quali volare e allontanarsi per un po’ da una quotidianità che, non sempre, concede quello spazio che profuma di fiaba, all’interno del quale nulla è impossibile. I primi, quelli dettati dal cuore, per me, sono una costante. Se non mi fosse concesso di progettare “castelli in aria” e non nutrissi la speranza di poter sudare per edificarli, credo non sarei più capace di sorridere. La realtà, annodata per tanti, pochi esclusi, da qualche tempo, un tempo che sembra dilatarsi, è l’ombra di un Dio degli inferi affamato di gioia che troppo pretende e poco è disposto a cedere. Responsabilità tradite, distanti dal rimorso, soppiantate dal più bieco egoismo e la pioggia acida di un conto che strizza le tasche solo degli “ultimi” … Inseguire una positività sfuggente, attendere il sole quando imperversa la peggiore delle tempeste, al momento, stride con il raziocinio … Vorrei non dover più vedere spalle ricurve sul selciato di un mercato ortofrutticolo sbaraccato, mani che accarezzano, con una umiltà che in “alto” rigettano, un frutto sfatto e foglie scartate, scialli stretti alla ricerca del calore di ciocchi che non bruciano e termosifoni marmorei, sguardi che hanno fotografato la guerra e mai avrebbero creduto di consegnare ai posteri tanta miseria. Sognare è un diritto, un sentiero che, a gomitate e morsi, è sacrosanto riconquistare! Domenica …  usiamo la testa  …

Carla

… e cammino tra le parole …

Convertire desideri ed immaginazione in un racconto, sintetizzare un concetto importante, imprigionare se stessi in una poesia, è un po’ come disporre di una bacchetta magica, capace di regalare e regalarci la magia del sognare. Le pagine custodiranno, senza possibilità d’alterazione, l’emotività di un momento, il crepitio di una passione inaspettata, la genuinità dell’affacciarsi sul mondo, la saggezza di chi ha attraversato il tempo, incontrando i tanti volti del vivere. A 80, 90, 100 anni (si spera, scortati da una buona salute psicofisica) nel rileggersi si riassaporerà il gusto frizzante della scoperta, della trasgressione, della maturazione, di un’evoluzione che ha sempre trovato il coraggio e l’energia per affrontare ogni tornante. Le parole “scritte”, non in pochi casi, eviteranno l’imbarazzo del faccia a faccia nell’esporsi, permettendo, a chi non sa trovarne di proprie, di prenderle in prestito da chi sa esprimersi con attenta semplicità. Quando il mio sguardo scivola tra le pagine di un buon libro, mi sento come se assistessi ad un prodigio e, distante da spazio e tempo, viaggio accarezzando la sensibilità di chi le ha scritte, avvertendo la sensazione di una conoscenza personale dell’autore. Ricordo quale diverso peso fui capace di attribuire agli scritti di William Shakespeare, dopo aver visitato la sua casa, nella cittadina di Stratford-on-Avon, nel Warwickshire in Inghilterra. Gli ambienti dell’abitazione, i profumi del legno, i particolari, apparentemente più insignificanti, erano come un film già visto, senza averne coscienza, da sempre ero stata in grado di esplorare l’animo di un uomo vissuto nella metà del 1500, di immedesimarmi al punto di sentirne le angosce o le vibrazioni di una felice quotidianità che, in quel momento, osservavo e potevo sfiorare con la punta delle dita. L’immortalità delle narrazioni è la vetta alla quale aspira ogni scrittore, a possedere un sasso, liscio e perfetto, sul quale scolpire la propria essenza, destinato a spostarsi, verso l’infinito, in ogni angolo del pianeta, testimoniando le sfumature di un uomo che trasporta un frammento di “storia”. Come un umile “scriba” anch’io incido le mie “tavolette”, senza pretese di fama o ricchezza, quanto per l’esigenza di non lasciar morire tra i labirinti del mio “io” l’amore che mi possiede, l’esuberanza del mio animo, un vulcano che borbotta e in fase eruttiva sputa sorrisi e voglia di tenerezza. L’esistenza di un “corpo” è limitata e, non è un segreto per nessuno, il momento della resa a chi ci ha concesso di possederlo, arriva senza preavviso … per me è rassicurante sapere che mi sarò guadagnata la presenza nei giorni di chi mi ama, di chi verrà dopo di me e potrà conoscermi non solo come una algida ed ingiallita  fotografia.

Carla

Lovely Blog Award

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Ringrazio http://chezliza.wordpress.com e http://mammaquasidecorosa.wordpress.com per una nomination graditissima e, tra tutte quelle viste o ricevute, davvero particolare. Siete sicure che io la meriti?

Il Premio non ha condizioni, chi lo volesse, però, ha la possibilità di raccontare 10 caratteristiche che la/o riguardano, rigorosamente vere.

10 bloggers saranno destinatari della nomination, seguita da una breve motivazione e dovranno essere avvisati.

  1. Condivido pienamente il pensiero di “chezliza” … non è tanto la catena umana ad essere degna di attenzione quanto l’occasione per mettersi a nudo, senza pretese, senza ledere la propria privacy, tendendo quasi una mano immaginaria per rendere un po’ più stretti i rapporti di amicizia. L’affetto, il sostegno, i momenti d’ilarità e svago, là dove esiste buona fede, non temono l’ostacolo dello schermo.

Nomination:

http://laurarosa3892.wordpress.com

http://rebeccaantolini.wordpress.com

http://sonoqui.wordpress.com

http://tramedipensieri.wordpress.com

http://belindaraffaeli.wordpress.com

http://accantoalcamino.wordpress.com

http://tuttolandia1.wordpress.com

http://francescapratelli.wordpress.com

http://vittoriot75ge.wordpress.com

http://mutazionidelsilenzio.wordpress.com

Per la loro “tenerissima unicità”, fatta di sorrisi, di commozione e di passionale dolcezza. – Grazie! –

Carla in 10 “mosse”:

1 – Ho un debole per i bambini, mi fanno sciogliere i loro sorrisi e la vivacissima intelligenza con cui tentano di fregare gli adulti.

2 – Spezzerei, volentieri, le gambine a tutte quelle persone, se così si possono qualificare, che non riconoscono nelle altre forme di vita, esseri dotati di sensibilità, anima e senso dell’amore, sentendosi autorizzati a torturarli o esporli a sofferenze. “Meglio un Cane per amico che un amico Cane”.

3 – Sono appassionata di Gesù Storico, consideralo uomo e collocarlo nel tempo, mi ha portata ad allontanarmi da alcune storture della Chiesa, per me tali, ad un cammino di Fede consapevole.

4 – Provo un tenero affetto per la Carla, che a dispetto del male, è riuscita a Perdonare.

5 – Violento, costantemente, il mio animo perché il Perdono sia totale, abbracciando anche una donna lontana da ogni forma di umanità. “Perdonare serve a chi perdona, non al perdonato!”.

6 – Sono cosciente di non essere una bellona e non faccio niente per esserlo. Mi piaccio rustichetta e mi sento fortunata a non avere ancora un tir di crepe in volto o i capelli bianchi, nonostante i 48 anni. Una giovane “cessa”, insomma!

7 – Detesto le mie guanciotte, da pizzicotto, che resterebbero tali pure se pesassi 25 kg. “Ho un bel faccino da Civrasciu”.

8 – Mi piacerebbe riuscire a scrivere il testo di una canzone destinata a diventare “indimenticabile”.

9 – Rileggendo le mie fiabe e racconti, mi capita di sentirmi “capace” …

10 – Vorrei essere ricordata come una “brava persona”!

Carla

 

La Staffetta dell’Affetto … chi mi segue?

La mia fantasia, stasera, indossa delle coloratissime scarpette da running e, per dar conto al cuore, che crede nella forza dell’amicizia, inizia a correre una “Staffetta” immaginaria che mi piacerebbe riuscisse a toccare un numero di mani impensabile …

Le regole?

Quattro, semplicissime :

  1. Menzionare chi lo ha consegnato
  2. Indicare il NR. progressivo
  3. Dedicare un pensiero affettuoso, a scelta, a chi, spero, vorrà proseguire la “corsa”
  4. Avvisarlo.

 

Il mio dono è il seguente:

 – La tenerezza di Dio –  di un anonimo brasiliano

Questa notte ho fatto un sogno … Ho sognato che camminavo in riva al mare con il mio Signore e rivedevo sullo schermo del cielo tutti i giorni della mia vita. Per ogni giorno trascorso apparivano sulla sabbia quattro orme: le mie e quelle del Signore. In alcuni tratti, però, proprio nei giorni più difficili della mia vita, ho visto solo due orme. Allora ho domandato: “Signore, ho scelto di vivere con te e tu mi avevi promesso che saresti stato sempre con me. Perché mi hai lasciato solo proprio nei momenti più difficili!”. E lui mi ha risposto: “Figlio mio, tu sai che io ti amo e che non ti ho mai abbandonato. I giorni in cui tu hai visto solo due orme sulla sabbia, sono proprio quelli in cui ti ho portato in braccio”.

Consegno la “Staffetta” al NR.2 “Mfantuz http://ipensierielepoesie.wordpress.com allegandoci un sorriso.

Carla

Angeli?

Gli Angeli, per chi crede nell’esistenza di una dimensione diversa da questa, sono esseri puramente celesti, voluti dall’Altissimo, con lo scopo benevolo di assistere l’uomo nel corso della maturazione spirituale ed attendere alle sue esigenze terrene. Il termine, di origine latina, Angelus, ma di derivazione greca, Anghelos, ha un significato intenso: Messaggero. Chi non vorrebbe ricevere Posta dal Cielo, curiosare tra i sentieri di quel che verrà, godere di un bonus da spendere per dissipare le incertezze. La mia percezione degli “Angeli”, che potrebbe apparire sacrilega e negare la loro esistenza, s’allontana da quella di creature alate, dalle piume imbastite di nuvole e le vesti di luce, accostandosi alle sembianze, una volta palpabili, di chi ho amato e che continua a camminarmi accanto, stupendomi con sonorità che possono far a meno delle parole. È chi ho vissuto, e mi ha amata, a proteggermi, a non nascondersi, squarciando quel drappo invisibile che ci divide, per sottolineare che non sarò mai sola, che l’affetto muta ma non si estingue. Non teme e quasi si diverte a palesarsi nei momenti non di mia solitudine affinché io possa parlarne, se ne sentissi il bisogno, senza essere tacciata di pazzia. La mia vita è costellata da fatti singolari, lo è sempre stata, penso di far parte di quella fascia di persone alle quali giungono, da lontano, segnali d’affetto. Sui primi pezzi inseriti nel blog aleggia il profumo di un “cherubino biondo” al quale non ho mai smesso di raccontarmi, nemmeno dopo aver saputo che aveva spiccato il volo, chiudendo guidasse la ragazzina, che sono stata, alla scoperta del domani. Durante un trasloco, piuttosto imponente, andarono perdute due sue lettere, le uniche che mi scrisse, prendendomi in giro in maniera smodata, tratteggiando una 17 enne assemblata in maniera scombinata. Si divertì ad inventarmi più strana di quella che sono ed io con lui, sapendolo lontano, anche se per poco, da una sofferenza che lo avrebbe schiacciato qualche mese dopo. Le cercai ovunque, in ogni dove, scivolando in una tristezza abissale, come fossero cadute in un inceneritore le sue carezze, gli sfottò tra fratelli che s’adorano. Diverso tempo dopo, sarei rientrata in quella casa, non più mia, in una vita sgretolata, con le spalle incurvate e l’animo piagato, per riprendere ricordi e null’altro, raccogliendo l’ultimo frammento di un lungo messaggio.

Due giorni prima

Siamo tutti a tavola, gli altri chiacchierano, io e mia sorella, sedute una davanti altra, no. È aprile e fuori fa caldo, le finestre sono chiuse e la temperatura in cucina è perfetta, quando, un misterioso spostamento d’aria passa tra il mio e il suo viso. È qualcosa di simile alla corsa di qualcuno che ti sfiora con un lungo mantello. Vedo i capelli di mia sorella spostarsi da sinistra a destra, sento i miei andare nella stessa direzione, i nostri sguardi si cercano, increduli … Nessuno ha notato nulla, solo io e lei! Suggestione?

Un giorno prima

Siamo in auto e sto guidando io, giungo al semaforo, davanti ad una piazza, attendo il verde per svoltare a sinistra quando, al lato passeggero, accosta un’utilitaria bianca, anni 80. Dovrà attraversare la piazza ed imboccare la lunga salita se andrà dritta o svoltare a destra, sempre a fine piazza, in ogni caso, sarà visibilissima ed a lungo. Alla guida, lo vediamo entrambe, non è una allucinazione, c’è lui, mi fissa e sorride. Ironizzo – Se non sapessi che non è possibile, direi che … – non termino la frase, scatta il verde, inizio a svoltare e l’auto si dissolve, non ci siamo che noi due, tutto sembra ibernato, sostiamo un istante, guardiamo nelle due direzioni, nulla, nulla di nulla, l’auto bianca non ha attraversato l’enorme spiazzo e sembra non esserci mai stata.

Il giorno dopo

Entro a casa, piango e stringendo nel cuore quegli eventi gli sussurro di non lasciarmi sola.  Sono trascorsi pochi minuti, afferrato un libro a caso, per svuotare la libreria, mi cadono sui piedi le lettere e la sua foto. Non è una combinazione, i libri li sfogliavo costantemente, per evitare che polvere e tempo li ingurgitassero!

Alati o no, spero che ciascuno di voi ne abbia almeno uno e che, usando la vista e l’udito del cuore, possa comprendere l’estensione del suo amare.

Carla

Perchè?

Nello “sfogliare” i pensieri dei cittadini virtuali di WordPress ho constatato che gli argomenti più ripetuti rincorrono, sviscerano, espongono la sfera affettiva, l’amore-attrazione tra sessi opposti, la tenerezza che dovrebbe prevalere all’interno di un nucleo familiare, il bene-amicizia tra perfetti sconosciuti. Una parte non trascurabile dei rapporti, per motivazioni che andrebbero scandagliate singolarmente, è tortuosa e vede almeno una delle parti soffrire e desiderare mutamenti delle modalità di dialogo, là dove si è in presenza di dialogo e non di un indifferente soliloquio. Mi chiedo se la parte “sorda” o “distaccata” da ogni forma di segnale, e non per incapacità d’intendere ma perché persuasa che il meglio si trovi sempre oltre l’orizzonte (spesso è lì, proprio sotto il naso) non si sia mai soffermata a pensare che – L’uomo, inteso come essere pensante, evolve emotivamente, raggiungendo traguardi inaspettati, proiettando nel futuro la sua grandezza, eppure, non di rado, si perde in un bicchier d’acqua, cadendo nella ripetitività dello stesso errore, realizzando l’importanza delle cose, di un momento, di una persona, solo quando le ha perse o sta per perderle! – Sarebbe sufficiente un pizzico d’attenzione in più per trovare la felicità … forse.

Carla

Morti vivi, uranio e il Titanic

Ieri notte, prima di addormentarmi, leggevo un libro sulla civiltà egizia, che mi appassiona da sempre, ed ho scoperto tre particolari che non conoscevo ancora, nonostante divori tutto ciò che la riguarda. È noto che tutte le ricerche effettuate, benché approfondite, fino ad ora, non siano riuscite a sciogliere alcuni intriganti misteri, legati soprattutto alle piramidi e alle maledizioni che le mummie profanate avrebbero il potere di far ricadere su chi viola la pace dei Faraoni o loro cari. Si afferma che alcuni adepti, vissuti nel corso dei 3000 anni di storia, siano ancora in vita e che “riposino” nelle tombe, talmente mimetizzate da non poter essere scoperte né dagli archeologi né da eventuali saccheggiatori senza scrupoli. Non si tratterebbe di cadaveri imbalsamati, nonostante l’apparenza, e i feretri nei quali giacciono, ma di soggetti caduti in una sorta di trans che permette loro di avere nozione di due modi, quello ultraterreno e il nostro. Il loro spirito dovrebbe rientrare il possesso del corpo, risvegliandolo dallo stato comatoso, per poter raggiungere l’esterno, a patto che il meccanismo venga innescato da persone “capaci” e dotate d’ogni conoscenza, compresa la comprensione di frasi di carattere religioso, da cantare con la stessa intensità con cui si recita una preghiera. Gli eletti, a differenza delle vere salme, non sarebbero stati privati dei loro organi interni, avrebbero solamente lo stomaco essiccato ed appiattito, a causa dell’assenza di alimentazione, volto e fisico ricoperto di cera, applicata dopo la raggiunta condizione di trans. Altro enigma insoluto è la presenza dell’uranio nei pavimenti delle tombe, che lascerebbe intendere la conoscenza d’evolute tecniche per l’estrazione e l’utilizzazione dello stesso, nonché le leggi sulla radioattività, sfruttate da sapienti sacerdoti per proteggere i loro santuari. L’esposizione a radiazioni, è risaputo, provoca lesioni gravi. La più imponente catastrofe marittima, quella del Titanic, secondo alcuni studiosi, sarebbe legata alla maledizione di una mummia del periodo d’Amenophis 4, che viaggiava a bordo del maestoso transatlantico. Ricca d’amuleti, compreso uno con riprodotta la figura d’Osiride e la scritta  – Svegliati dal sonno in cui sei piombata, lo sguardo dei tuoi occhi trionferà su tutto ciò che sarà intrapreso contro di te –  era stata sistemata non tra i bagagli ma dietro il ponte di comando. Le fu attribuita la capacità di provocare la follia del Capitano, incapace di attuare, tempestivamente, le procedure di salvataggio mentre le radiazioni, sprigionate dalla spoglia, mettevano fuori uso la strumentazione di bordo. Che dire? Continuerò a documentarmi, è impossibile sottrarsi al magnetismo liberato da simili letture.

Carla

Si apprende o è inclinazione?

La lingua italiana la definisce come la condizione psicologica che porta un individuo a farsi influenzare da stimoli, connessi ad accadimenti o conversazioni, che abbracciano l’emotività e l’affettività. È possibile tramandarla, insegnarla, consegnarla al cuore delle persone con le quali si dividono spazi comuni e si è stretto un rapporto affettivo o è una “particolarità” ricevuta in dote alla nascita? La sensibilità è, forse, molto più semplicemente, solo un dono prezioso, dal mittente ignoto, che non cessa di fiorire là dove il sole dell’intelligenza e generosità non smette mai di sorgere. Sono convinta sia proprio così, diversamente non potrei spiegarmi perché, in un rapporto di coppia o amicizia, capita che il disabituato all’affettività non impari dall’altro ad attribuire valore ad una carezza, alle parole che sgorgano dall’anima, alla condivisione, non distaccandosi, quasi mai, dal prendere e disdegnando, senza sensi di colpa, il dare. Nello stesso modo, non trovo giustificazione nel mutilare la vecchiaia della sua gemella, la saggezza … – Sei vecchio, m’intralci, scansati sul ciglio della vita! – o il non saper leggere nello sguardo di un animale, incredibili e mai scontate, dichiarazioni d’amore incondizionato. La sensibilità è parte inscindibile di chi la distribuisce non avendone coscienza, non si riceve in eredità e non può essere lasciata nell’asse creditario.

Carla

Stiamo lavorando per voi

No, non si tratta di un avviso dell’ANAS quanto di un messaggio, neanche tanto velato, inviato  da donne e uomini intenti ad imbellettare la mercanzia da piazzare in vetrina. Sicuramente è la mia propensione al “ruspante”, il litigare con gli elementi per uno strabiliante maquillage, a fare la differenza, a sottolineare ciò che è consueto per tanti e stonato per me. Un classico? – Devo acquistare dell’intimo carino, xxxxxx, finalmente, mi ha chiesto di uscire! – S’incontreranno in una sauna? Comprendo e sostengo il vestitino tentatore, un pantalone che evidenzia un lato B meritevole, una maglia attillata o una camicia sagomata che offre un vedo, non vedo, ma l’intimo? Appartengo al genere “muffe”, non ho dubbi, ma è passata di moda la conoscenza verbale, “l’incastro”, lo consiglia il medico, è d’obbligo la prima sera? Un incontro, maschio-femmina, ha il potere di rinnovare il cassettino delle mutandazze slabbrate e reggiseni corazzati? Se così fosse, amici miei, si sta veramente grattando il fondo. Chi è che di norma veste intimo sformato? Nessuno, spero! Mi viene da pensare a chi ha un appuntamento col podologo e s’affanna a cercare le mutande adatte da indossare. Il piede si trova all’estremità del corpo, in “basso” non nelle “parti basse”. Non si è mai sentito di un alluce valgo infastidito da due chiappe! Fermi tutti!!! Logico, scontato, pettegolo, il pensiero, il vostro pensiero che corre alla scoperta delle mie mutande … Non indosso capi firmati Luigi XXVI ma neanche balconcini che comprometterebbero la mia attività polmonare (cosa dovrei esaltare il bicchierino di whisky mascherato da coppa di champagne?) o 3 cm quadrati di slip inesistenti che, fino a prova contraria, dovrebbero avere la funzione di coprire e non denudare. Sono di cotone, il pizzo gratta, e sempre puliti, questo è assodato, fondamentale per me nota come “lady lava” tutto ciò su cui inciampa. – Perdonami, oggi vado di fretta, devo ancora compare un completino nuovo, la tipa, non so se afferri, ha accettato una cena! – L’uomo in questione possiede una collezione di magliette tarmate e mutande a costine dall’ampio giorocoscia? Un amico, abbandonandosi alle confidenze ridicole, fatte in compagnia di persone alle quali era legato da particolare sintonia, raccontò di un incontro casuale, sfociato in una nottata infuocata, con una donna che il mattino aveva sembianze tutt’altro che appetitose. “Un gatto spelacchiato”, così la definì, elencando le mutazioni della bomba sexy. Gli occhi blu riposavano in un porta lenti a contatto, la balconata da condono giaceva, in bella vista sul comodino, dentro le coppe di un reggiseno e i fluenti capelli ricci erano piccoli scalpi scivolati tra le pieghe delle lenzuola. Un lui che occulta l’angurietta, andando in apnea, si cotona 4 sparuti capelli, convinto d’ottenere un look da cappellone, non accarezza il grottesco? Cosa non si fa per piacere? Verrebbe da dire! Cosa non si fa per farsi evitare, penso io … Non dico di emulare le gorillesse, perché anche mia bisnonna conosceva una spartana epilazione, non dico di identificarsi in un budino in canottiera, calzini e infradito, ma nemmeno “travestirsi” per accalappiare disgraziati in buona fede. La vera “gnocca” e il gran “figo” non sono quelli che curano una naturalezza che fa di ogni  essere una meraviglia non clonabile?

Carla

Un tuffo nel passato, chi incontrare?

Vi capita mai di desiderare di fare un viaggio nel tempo e vivere, anche una sola giornata, nel passato? Sarà che m’invade un desiderio di “conoscere” improbabile da sedare e, ogni volta che leggo, la fantasia mette a fuoco immagini e personaggi, rendendoli quasi palpabili, a me succede di sovente. Avessi una simile opportunità, senza pensarci due volte, sceglierei un incontro con Garibaldi. Le sue gesta, il coraggio con cui ha affrontato situazioni, emotivamente e militarmente, non semplici da gestire, ho la certezza siano note a tutti, i testi scolastici non sono avari d’informazioni. L’uomo, con in cuore l’amore per la famiglia, gli amici, l’epoca storica e la magnificenza della terra che l’ha ospitato, fino all’ultimo, si possono cogliere solo visitando l’isolotto di Caprera. L’emozione è garantita! La casa dove dimorò, oggi, è uno splendido museo che custodisce, inalterati, i momenti di una quotidianità che avrei gradito gustare non in differita. E’ presente una prima piccola dimora, nella quale visse all’inizio del soggiorno, accanto alla quale fu edificata un’abitazione più grande e la stalla dove, ancora adesso, si possono ammirare le selle e gli strumenti da lavoro. La casa per tutta la famiglia è rimasta quasi intatta, la sala nella quale riceveva gli ospiti, l’antica scrivania, la camera da letto che divideva con Francesca, la seconda moglie, le camerette dei figli ( diventò padre diverse volte, di Teresita con Anita, sua prima moglie, di Anita con Battistina, la giovane governate con cui intrecciò una relazione, di Clelia, Rosita e Manlio con Francesca ) e una infinità di oggetti personali ai quali, a giudicare dalle condizioni in cui sono giunti fino a noi, doveva tenere davvero tanto. È impressionante vedere il letto ortopedico o le carrozzine, utilizzate per spostarsi dopo la lesione alla gamba, cose non fantascientifiche nemmeno per quegli anni, ammirare il vecchio poncho color sabbia, il mantello rosso, la camicia bianca e gli stivali, il binocolo, le sciabole, i fucili dell’epoca, il letto da campo e una ciocca di capelli tra il biondo e il rosso. Ciò che tocca il cuore e fa capire che anche un eroe può essere un uomo tenerissimo, tuttavia, è l’odore di sensibilità e umiltà che trasuda dalle pareti,  i giocattoli che regalò ai bambini, i loro ritratti, le fotografie di alcuni uomini che lo seguirono nella spedizione dei mille, un vecchio organetto con i dischi di cartone, che permetteva di ascoltare la musica, sua grande passione, e tre candele tricolore che, durante un soggiorno negli Stati Uniti, fabbricò nella bottega di Meucci. Intatta anche la cucina con un enorme camino e comodità che oggi fanno sorridere ma, ai tempi, di grande lusso, quali tegami pregiati, un girarrosto e la pompa che portava l’acqua direttamente nell’abitazione. La visita termina là dove la vita del Generale si spense, l’ex sala da pranzo, trasformata nella stanza da letto dove volle essere trasferito prima di morire. L’atmosfera è malinconica … una cristalliera piena di farmaci, la carrozzina e un letto bianco, protetto da una teca di vetro, rivolto in direzione di un’ampia finestra dalla quale ammirare le coste della Corsica, un calendario fermo al giorno della sua scomparsa, 2 giugno 1882. Sarei felice di ritrovarmi faccia a faccia con l’uomo dai capelli e barba canuti, seduti sotto la quercia secolare del giardino, intenta a sfogliare qualcuno dei suoi pensieri, pronta ad estorcergli aggettivi per descrivere l’amore per panorami inimmaginabili, capaci di stregargli il cuore.

Carla