Giornata contro la Violenza sulle Donne

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Istituita dall’ONU nel 1999, la Giornata contro la Violenza sulle Donne, ha dato voce a chi, in precedenza, non ne aveva, smascherando i volti di persecutori protetti per vergogna e inoculati sensi di colpe, ma non è ancora riuscita a dissodare la terra più arida. Una donna non appartiene ad alcuno se non a se stessa, non ha doveri che non nascano dal rispetto sociale e familiare, nutriti dalla stima, dall’affetto e dall’amore, non deve MAI incontrare l’orrore del “non amore” tra le mura domestiche, accanto a chi le ha professato un bene che, non di rado, porta a morire.
– Carla –

Sulla scia di un dolore incessante.

Scrivere, anche solo una manciata di parole, non è facile dopo il 13 novembre, dopo l’ennesimo attacco al cuore di ogni uomo che fa della pace e della fratellanza una ragione di vita. In realtà, il pensiero, se solo trovasse il coraggio di ripercorrere un passato recentissimo, ancora intriso di sangue e lacrime, condurrebbe il cuore a costeggiare un baratro, dove i piedi, più volte, hanno avvertito il cedere del terreno.

Francia, 7 gennaio, Charlie Hebdo e Hypercacher, 18 vite rubate, mentre svolgevano il loro lavoro o acquistavano del semplice cibo.

Tunisia, 18 marzo, Il Bardo, perdono la vita 22 persone la cui unica colpa è stata la fame di bellezza e cultura.

Susa, 26 giugno, il desiderio di sole e mare, di una spolverata di gioia, cancella 39 esistenze.

Sinai, 31 ottobre, un aereo russo esplode e s’addormenta al suolo, portandosi al seguito 224 innocenti.

Pochi giorni fa … 129 nuovi angeli, spinti oltre il muro della vita, colpevoli di aver concesso a se stessi l’allegria, fratelli che hanno teso una mano, invocando aiuto, a tutti noi, incollati davanti ad uno schermo, inchiodati ad un’inutilità che si è nutrita di speranza, di una preghiera muta che chiedeva la fine del terrore, il conteggio di feriti e l’assenza di vittime. Scontro tra civiltà? No, perché chi soffoca la vita in nome di Dio, comunque lo battezzi, non conosce civiltà ma solo l’odio e l’egoismo più bieco. Donare la morte al popolo che ti ha accolto, vestito, nutrito, protetto, istruito e s’è prodigato affinché mai venisse meno il rispetto di un credo o di usi e costumi è uccidere “padre e madre”, rinnegare un fratello o una sorella. Non si ripaga l’amore, di chi non ha mai preteso nemmeno “scambievolezza” e da ospite, in casa tua, ha rispettato un mondo non suo, con la negazione dell’amore stesso! Col cuore lacerato, oggi, mi trovo a credere che l’amore che Dio, (il mio Dio, che non accosta mai il “giusto” alla morte procurata) mi fa provare per lui e per i suoi figli, per una umanità che mi ha cresciuta in una atmosfera satura di sentimenti benevoli, meriti di innalzare una barriera necessaria. Nessun individuo che sputa nel piatto in cui mangia, che sfugge alla trasparenza, merita le chiavi della nostra casa! Chi sente tra le nostre braccia il calore di un amore autentico, ha il dovere di restituirlo, con la stessa spontaneità, disconoscendo una innegabile barbarie.

La dimora di Dio possa regalare a tutti i nostri fratelli, scomparsi senza colpe, il cammino eterno nella gioia …
– Carla –

Flash Avvo Tag

avvocatolo
Un grazie alla meravigliosa padrona di casa di uno splendido blog, che io amo smisuratamente  http://tuttolandia1.wordpress.com per avermi inviato questo simpatico Tag, creato da Avvocatolo, ovvero Massimo Della Penna http://avvocatolo.wordpress.com . Blogger meritevole di lettura, “mai scontato”, propone ai suoi lettori un’opera intitolata L’ultimo Abele. Storia di una ossessione.
l'ultimo abele

Regole del tag :

– Inserire l’immagine del Tag

Scrivere una storia in una singola frase, come ha fatto lui “ Causa errato acquisto vendesi tomba vuota (mai usata) e kit decennale di chemioterapia (usato 80%); valuto permute con fucile a canne mozze o candelotto di dinamite, munirsi di autocertificato di morte, trasporto a carico della salma, NO contrassegno.”

Tra 15 giorni tutte le storie finiranno in una pagina sul blog e la migliore di esse verrà inserita nel suo libro.

I nominati che non proseguano nel Tag: saranno dati in pasto a mia suocera e condannati ai pozzetti di burraco forzati per tre ere geologiche.

– Non si possono cambiare le tre regole sopra.

– Non ci provate…anche la regola numero quattro è immodificabile

La regola numero cinque si può cambiare a piacimento

La regola numero sei NON va applicata (le violazioni comportano l’applicazione della regola numero tre).

Premettendo che non so se ho compreso pienamente l’essenza del Tag (Avvocatolo potrà dirmi, come a scuola “Carla sei fuori tema!”), ci provo ed offro la “mia”:

La sera del 5 gennaio i piccoli, Rebecca, Mirko e Jacopo, chiesero al papà di appendere le loro calzette davanti al camino. La mattina seguente, al solo osservale, si resero conto che erano vuote e, nel rivoltarle, stizziti, che contenevano tutte lo stesso bigliettino: “A sto giro nun ciavevo nulla da mettece, me devi da scusà! Li sordi se ne so annati pé magnà, pagà ‘a luce, er gas e ‘a monnezza … l’IMU sta ancora là, ‘a fà compagnia a l’IRAP e l’IRPEF pé l’attività, non sto en paro manco co’ l’affitto e temo, giorno e notte, pé lo sfratto. Fijo mio nun t’arrabbià e, se poi, famme la carità, lasciame n’euro … perché la Befana viè , SI, de notte co le scarpe tutte rotte e pé colpa de st’austerità manco nà mutanda se po’ più comprà!”.

(Chiedo perdono a tutti i romani per aver devastato il romanesco, anzi, se qualcuno s’offrisse per la correzioneeeee …).

Nomination:

http://belindaraffaeli.wordpress.com

http://raccontidalpassato.wordpress.com

http://calogerobonura.wordpress.com

http://lemieemozioniinimmaginieparole.wordpress.com

http://ilcuoredibeatrix.wordpress.com

http://tramedipensieri.wordpress.com

http://mairitombako.wordpress.com

http://massimobotturi.wordpress.com

http://manutheartist.wordpress.com

http://ravanellorosa.wordpress.com

https://filippofabiopergolizzi.wordpress.com

– Carla –

 

Passi

Frettolosi, riguardosi, opprimenti, lievi, curiosi, spensierati, mesti … un’infinità di “passi” attraverseranno le stanze dell’anima … solo pochi diventeranno incancellabili!
  – Carla –
cuore con piedeal centro

“Schifezze” abbellite

Lo abbiamo fatto e lo facciamo tutti, chi più chi meno, colti da rimbecillimento affettivo o messi K.O. dalla tenerezza delle creature più pure del creato, i bambini e pelosini (piumati, gusciati e così via …). Come scrivevo … “Chi più chi meno” … IO MENO, avendo una tolleranza-“schifezze” non abbastanza “elevata”, che concede il massimo soltanto con gli esserini che parlano una lingua diversa dalla mia e i cuccioli d’uomo, tutti troppo spontanei, indifesi e impossibilitati a sfoggiare l’arte del Bon Ton! Il non restare infastiditi, in determinate situazioni, devo proprio ammetterlo, è un punto di forza, un gran bel regalo della vita che non costringe ad implodere ed a commentare, in solitaria, con toni tra l’ironico e l’irritato, tra i meandri del pensiero, ma non chiamare le cose con il loro nome è l’inizio di una demenza bonaria. E daiii, puoi mai chiamare un malloppozzo puzzolente, trattenuto da un pannolino, “kakka santa”? Uno scroscio di pipì che ti lava la faccia a tradimento, “oro degli angeli”? Polpettine, mollicce o essiccate, che s’affacciano alle naricine, “pietre preziose”? Sono feci, urina e caccole, anche se il produttore è un piccolino!!! PUFFF o PrRrRrRrrr, dipende dal carico effettuato, e Lei, portando la mano alla bocca e sgranando gli occhioni, si giustifica con Lui – Opppsss, mi è sfuggita una “puzzetta”! – I fiori recisi ciondolano ai lati di un vaso, sulle pareti prospicienti compaiono le spugnature, il poveretto diventa cianotico e tu la battezzi “puzzetta”? E’ un peto pestilenziale che modifica i connotati e anestetizza un elefante, hai “Scorreggiato”, punto e basta! SBUFFF o RoOoOoTtTtT ed è Lui ad impietosire Lei – Mi è scappato un “ruttino”, perdonami, la coca cola ha effetti collaterali indomabili! – Dalla bottiglia mancano pochi cc, l’aria è pregna dell’aroma di carcassa putrefatta, a Lei si è sciolto il maquillage e tu lo chiami “ruttino”? E’ una phonata, calda, che ripropone le portate del ferragosto di 3 anni prima! – Non ti saluto abbracciandoti, non mi sento “freschissima” … – Ehhhh? Come? Scusa? La “primavera” ti ha mollata, l’ascella dialoga con universi lontani, indossi Eau de Chien Mouillé (Cane Bagnato) di, semplicemente, “sono sudata”. – Le scarpe le tengo? – domanda chi entra in una casa col parquet sul quale è possibile specchiarsi – i piedi, però, potrebbero “puzzacchiare”! – I graffi evitati hanno un prezzo, le zaffate di 2 caciotte stagionate, un tanfo, quasi vischioso, che s’impossessa di abiti, tende e annienta il profumo di balsamo che coccolava i capelli. “Puzzacchiano”? La differenza tra caseificio e profumeria la conosci? Kakka, pipì, peto, rutto, sudore, puzza di piedi … non è che cambiando denominazione diventano Ferrero Rocher, Champagne o petali di rosa! I nonni, saggi come pochi, direbbero – Parla come mangi! –
– Carla –                    

“Animo” Vs “Ragione”

È convinzione comune che l’Animo di un uomo coli a picco, trafitto dal dolore, solo quando a colpirlo è una delusione affettiva e che nei casi in cui i sentimenti fanno da “contorno”, avverta solo il contraccolpo. Mi pare d’essere il perfetto Bastian Contrario e, come mi succede di frequente, mi perdo in una visione tutta mia, in cui il Cuore è uno “sforacchiato” bersaglio per freccette, lanciate da mani estranee o conosciute. Il Cuore, suo malgrado, si trova sempre schierato in prima linea, con ai piedi la fragilità ed sulle spalle l’emotività, un’assurda armatura di carta che perde consistenza al contatto con semplici lacrime. È chiaro, parlo di un Cuore che morde le emozioni e non teme di lanciarsi da trampolini appesi alle nuvole, non di un muscolo la cui unica funzione è tenere in vita l’individuo che lo trasporta. È lui il primo ad avvertire umiliazione (per un impegno lavorativo non riconosciuto, le cure per la famiglia, considerate dovute, per accordi non rispettati e che procurano inconvenienti …), delusione (per progetti falliti in cui si è profusa fino all’ultima energia e gettato ogni risparmio), irritazione (per una corsa spasmodica in cui vince chi ha un mezzo di locomozione, usato a tradimento, e non gambe costantemente allenate), tutta una rosa di sensazioni che la Ragione metterebbe, da subito, spalle al muro. La componente “pensante”, difficilmente mi persuaderò del contrario, interviene per cauterizzare le lacerazioni e nulla può per fare in modo che l’Animo si comporti come una parete da rimbalzo. Colei o Colui che si spolvera le palle, qualunque cosa accada, proseguendo serenamente l’avventura della vita, è “fulminato” o, probabilmente, non appartiene al genere umano.

– Carla