Santa pazienza!

La sopportazione delle persone amorevoli, quelle dalle cui labbra piovono, incessantemente, sorrisi e parole d’incoraggiamento, sempre ben disposte ad anteporre le proprie necessità a quelle di chiunque credono le meriti, raschia, raschia, presto o tardi, tocca il fondo. Abusare della loro accondiscendenza, con la malsana convinzione che aspirino alla beatificazione, può riservare grandi sorprese, eeehhh già, sicuramente impiegano un bel po’ a stancarsi e a mostrare il segnale di “STOP” ma pochissimo a stabilire di non essere disposte a riesaminare la decisione. Non ho mai pensato, o dato ad intendere ad alcuno, di essere una creatura celeste, nonostante per indole tenda all’altruismo e a depennare i “tiri mancini”, nel tempo, guardando i lividi sull’animo, ho realizzato che l’ALT va dato, sempre, quando il bene viaggia unicamente a senso unico.

– Carla –

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Confessione

Ammettere una colpa, trovare il coraggio di confessare una scorrettezza, una condotta morale riprovevole o un’azione che ha devastato la vita di un altro, è consegnarsi al patibolo, assumendosi, giustamente, tutte le conseguenze. È liberatorio smettere d’essere vigliacchi, consegnare, nelle mani di chi è stato oltraggiato e ferito, la coscienza macchiata, sperando di riaverla indietro un po’ più pulita. Nessuno vorrebbe trovarsi schierato dalla parte sbagliata, subire gli sguardi di chi osserva e valuta severamente, anche quando è indegno di qualsivoglia giudizio. Ciascuno desidererebbe poter occultare le proprie malefatte, auspicando di vederle autodistruggersi e scomparire definitivamente anche dalla memoria. La coscienza, se è viva, non si ripulisce mai tanto facilmente, tormentando pensieri e anima per riappropriarsi di quanto ha perduto. La mia chiede di uscire dallo spazio angusto in cui è rimasta confinata per troppo tempo, di smettere di rivedere, all’infinito, lo sguardo deluso ed amareggiato della donna a cui ho fatto a pezzi un bene prezioso. Ho un passato fosco ed insospettato che affonda le radici nella gelida terra di un tempo incredibilmente lontano …

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 … ebbene sì, ho un passato da Killer ed oggi sono pentita! Perdonami Nonna!!!

COSA PENSAVATE?     – Carla –

Inseguendo le nuvole

Inseguendo le nuvole mi alzo in volo.

Ad ali spiegate accolgo la brezza di fine estate

che accompagna le mie malinconiche evoluzioni,

umile tributo a ciò che s’appresta a diventare ricordo.

Chiedo ai pensieri di accarezzare il cuore infreddolito,

di produrre nuove immagini

e di impedire alla memoria di erigere la torre

che chiuderà in gabbia il mio spirito ribelle.

Volteggio in equilibrio precario,

scrutando l’inerpicarsi di percorsi che ho già calpestato

e guardo la mia ombra lontana

macchiare la purezza di uno specchio d’acqua.

Se è vero che per ogni stella che cade

s’avvera un desiderio,

inseguendo le nuvole aspetto la notte,

lo spegnersi di un piccolo puntino di luce,

la morte di un sogno,

la nascita di una realtà.

– Carla 2003 –

 

 

 

Pane & Fatica

I nostri Nonni, con sudore, sangue, rinunce e lacrime, giungendo da tutta Italia, hanno realizzato le fondamenta di questo Paese, donando ai Figli possibilità che il destino aveva loro negato: libertà di scelta, istruzione e un discreto benessere. La politica, in nome di un individualismo vergognoso, ha calpestato ogni loro sacrificio, stracciato la serenità dei nostri Genitori e incenerito i Nostri sogni.

Una vacanza, la sotto, potrebbe risvegliare tante coscienze!     – Carla –

Omicidio Stradale

Vuoi eliminare la suocera velenosa ed impicciona? La moglie che da Biancaneve si è trasformata in Priebke in guepiere? Il marito taccagno, irriconoscente e divanato? Un vicino di casa bacchettone e petulante? La vicina che sembra attendere che i panni siano stesi per sbatacchiare tappeti, tovaglie e lenzuola (anche i figli se potesse), ricoprendoli di briciole, palline di polvere e pelazzi di varia natura? Amici profittatori o qualsiasi altro soggetto fastidioso? INVESTILO e RESTERAI IMPUNITO! Detto così, in un contesto festoso, dovrebbe accendere l’ilarità collettiva, in realtà è la mannaia che s’abbatte sui familiari delle vittime della strada. Omicidio non è solamente uccidere imbracciando un fucile, impugnando una pistola o sferrando fendenti con una lama, usando mani nude che non regalano carezze … esistono armi a due e quattro ruote, letali, che lo Stato italiano non è ancora arrivato a chiamare tali. Asfalto tinto di sangue, rena impastata di lacrime e la rabbia di chi non chiede vendetta ma una giustizia in grado di arrestare un massacro. Mario era il marito della cugina di mia madre, faceva il portalettere, aiutava gli anziani in difficoltà, aveva per tutti una parola carina e sorrideva sempre. È morto nello schianto, con quel suo sorriso straordinario sulle labbra, dopo aver scambiato una battuta con un amico, una mattina, al bivio del paesino in cui lavorava, travolto da qualcuno a cui nessuno avrebbe mai dovuto dare la patente. Maria Vittoria era una ragazza bella, intelligente e sensibile, la conoscevo fin da piccina, quando entrava nella macelleria di suo padre, portando allegria. Si è spenta sui gradini di una casa dirimpetto alla sua, un caldo pomeriggio d’estate, colpita come un birillo, mentre stava sul marciapiede e gettava la spazzatura, da un’auto guidata da un ragazzino ammaliato dalla velocità. Ondate di follia intrise di morte e nessun colpevole se non su carta … Lo Stato non vede?    – Carla –

Rincorrendo la “perfezione” …

 … si rischia d’incagliarsi nella solitudine! Si definiscono “esigenti”, quasi a voler motivare scelte incoerenti o ritirate repentine e strategiche, stillando addosso ai malcapitati di turno la stanchezza causata dall’essere perseguitati da una sfigaccia cosmica, vittime di una macumba recapitata dal destino. In realtà, seppur consapevoli di essersi infilati, volontariamente, in un imbuto, s’intestardiscono nel viaggiare nella stessa direzione, chiamando infantili pretese, gusti decisi. La strada corre veloce, dietro un finestrino, chi aveva giocato a carte scoperte, sfogliando le pagine dell’animo, scavalcando la soglia dell’esteriorità, intelligentemente, ha scelto d’imboccare percorsi diversi, sperando in compagni di viaggio meno superficiali, lasciando lo spazio ad incontri marginali e senza futuro. Gli “anta”, di qualsiasi anta si tratti, non dovrebbero regalare saggezza? Un uomo e una donna sono papabili soltanto se giovani e statuari? Alla faccia della profondità di pensiero! Veleggiando sugli “anta-anta” si può mai pensare di far presa su un/a 20 enne? Credere che un/a coetaneo/a non meriti? Margherita Hack non è mai stata una velina, ma quanto era “intergalattica”, Charlie Chaplin non esibiva pettorali da competizione, eppure, ha conquistato il mondo. Stracciare la lista delle pretese, guardar oltre le banali apparenze, scioglie gli ostacoli che dividono dalla felicità.     – Carla –

Casalinga? No!!!

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Casalinga? No!!! Imprenditrice domestica … I “grazie”, dovuti, talvolta rimangono in tasca, quasi le mansioni domestiche appartenessero, esclusivamente, alla donna di casa, alla nonna, alla mamma, alla sorella e per ultimo alla moglie. Le faccende non hanno una targa, non tendono le braccia per essere acciuffate dal solito paio di manine, stanno là ed attendono soltanto che qualcuno le svolga. Un aiutino e un minimo di gratitudine per chi non ha scelto, ma forse gli è capitato tra capo e collo, questo posto fisso, che ha l’amaro primato di non scarseggiare mai, di non incappare in un licenziamento e di non essere, assolutamente, retribuito, renderebbe meno pesante l’orario lavorativo, illimitato, di chi non ha obblighi ma si spezza, ugualmente, per amore.      – Carla –