Se rinascessi …

Tutte le volte che mi capita di vedere animali-uomini trattare male gli amici pelosi e pennuti, mi viene la voglia di gridare “E se tu rinascessi BESTIOLA? Saresti contento di essere trattato in questa maniera?” seguita da quella, ben più grande, di GONFIARLI COME ZAMPOGNE! Se avessi la certezza di una nuova vita e di incarnarmi in una creatura non umana, sarei felice di potermi trasformare da donna in felino, un gatto per l’esattezza! Perché? Per l’abilità con cui riesce a camminare attraverso passaggi precari, come i cornicioni, i rami degli alberi, utilizzando minuscoli punti d’appoggio, per quell’andatura aggraziata e l’attenta valutazione di spazi e pericoli, per la velocità dei riflessi e per la vista acuta, per tutta una serie di particolarità che gli conferisce nobiltà. Il gatto, e qui ci metto una fetta di cuore, è esteticamente magnifico, una macchina perfetta! Mi ammalia il suo affrontare la vita, anche quella domestica, non accettando sottomissioni, difendendo la propria indipendenza ed imponendo un’allegra testardaggine, rivendicando una magica sensualità che divampa in uno sguardo screziato e seducente.

Carla

“Personaggi Virtuali” … un terreno minato?

Le frasi corrono sul monitor, perdendosi quasi nell’immediatezza o depositandosi in forum e blog da sfogliare come un giornale. L’ironia, la tristezza, la gioia, la serietà di determinate argomentazioni e, ovviamente, chi le affida ad una tastiera, finiscono con l’entrare a far parte della quotidianità, come il cappuccino al bar la mattina o l’aperitivo prima di cena, unico momento di relax, dedicato alle quattro chiacchiere che scaricano la tensione accumulata durante la giornata. Personaggi diversi, come nella realtà, con il senso dell’umorismo alla Littizzetto o quello di Fiorello, riescono a strappare sorrisi, altri “profondi”, padroni della lingua italiana come i grandi poeti o scrittori, a risvegliare l’entusiasmo sopito, i più sognatori a vestire di romanticismo e amore senza fine ogni evento del vivere. Vista da questa prospettiva la navigazione in rete apparirebbe esente da qualsiasi rischio, un’oasi felice popolata da angeli dalle ali tenute al caldo sotto le vesti. Siamo proprio sicuri? Sotto l’abitino bianco, non di rado, si cela anche la “codina”. Basta uno scossone per sgretolare la posticcia maschera di cristallo, biglietto da visita da mostrare ai “naviganti”. L’originale dal taroccato si distinguerà non certamente a colpo d’occhio, quanto cogliendo le più piccole sfumature, leggendo tra le righe, memorizzando le reazioni ad affermazioni che chiedono una presa di posizione che, chiaramente, dovrà mantenere sempre la stessa linea, pazientando per raccogliere tutta una serie d’informazioni che andranno a realizzare un mosaico, la personalità di chi scrive. Il virtuale è un po’ come una macedonia, dolce e nel contempo alcolica, preparata con frutti succosi di stagione ed esotici, nella quale si rischia di pescare anche la rossa fragolina alla quale si è allergici. Camminare, osservando con incredibile cura dove si poggiano i piedi, la sola precauzione a nostra disposizione, l’attutisci cadute o il salva scivoloni. Chi pazienta, però, quasi sempre è premiato, è il caso di rimarcarlo, perché dal calderone emergono anche persone realmente meritevoli di stima e rispetto. È questo un nuovo modo d’intrecciare rapporti umani, legami di amicizia che vanno al di là dell’età anagrafica e non conoscono confini geografici che, se hanno per presupposto la genuinità del contatto e non fini di rimorchio velato o prese in giro, possono rappresentare un valido scambio d’idee, un salotto senza pareti, aperto a chiunque ha qualcosa da dire.

Carla

La forza di una promessa

Quando il buio sembra divorarsi tutto e l’angoscia t’invade, lasciandoti in bocca una nausea persistente, ti convinci che non nasceranno più attese o occasioni di fuga … Padroneggerà il bisogno di lasciarsi sprofondare, di allentare le redini che in precedenza reggevi ben salde e la sofferenza diverrà la sola compagna di un viaggio senza senso né meta. Un cenno impercettibile, quasi astratto, e nell’immediatezza privo di significato, avrà il potere di squarciare le tenebre, di portare una luce, fioca, la scintilla che defibrilla la vita. È la promessa che attendevi, il gesto d’amore che devi a te stessa!  Le fiabe, sgattaiolando dalle pagine di un libro, s’avverano … perché non è vero che quell’uomo capace di amare, con la tua identica forza e purezza, non è ancora venuto al mondo.

Carla

Principesse sul pisello.

”Noi donne, in più di una circostanza, non badiamo al colpetto sotto la cintura!”. La solidarietà al femminile è un bene rarissimo, anzi, per realizzare un tornaconto, guadagnare un gradino più alto nell’olimpo, non esitiamo a gambizzare, talvolta in modo più feroce di quello del sesso forte. La rivalità è una questione distante dal mio essere, vivo e lascio vivere, accolgo quello che la quotidianità mi regala e, come in un immenso prato, sfioro quel che non si trova tra le dita d’altri … nessuna mossa rapida e scorretta! I comportamenti umani, quelli che ho avuto modo di tastare con mano o che mi sono stati riportati verbalmente, evidenziano una maggiore scorrettezza tra donne, piuttosto che tra uomini che, animati da una sorta di fratellanza, difficilmente, indossano una maschera, nemmeno con il sesso opposto, quando s’instaura un legame di sincera amicizia. Trovare una spiegazione, che non si sgretoli non è facile. Di fondo, a parer mio, al gentil sesso non manca, quasi mai, quel pizzico di rivalità malsana, quel volere, in modo sciocco e infantile ciò che ha un’altra, partendo dalla posizione sociale alla benevolenza che si riscuote tra la gente, approdando alla condizione sentimentale e scivolando, con un carico di stizza non trascurabile, all’aspetto da copertina che, non si sa bene perché, non si possiede mai. L’accettazione non è un accessorio extra. Non mi piaccio alla follia ma ho la consapevolezza di potermi aggraziare un po’? M’impegno affinché questo avvenga o, più ingegnosamente, mi focalizzo su un’interiorità che non perderà fascino e che, se veramente brutta, nessun ritocco estetico potrà migliorare. Una donna che si ama e non ha come obiettivo una copertina patinata è genuina, piace, intriga a livello mentale per una sensualità eterea e non clonabile … non si mescolerà mai con la tristissima “Principessa sul pisello”. Ad una “scorreggia” cosmica, all’interno di un negozio affollatissimo, mentre attendevo si liberasse una cabina prove, uscì di bocca che non poteva perdere nemmeno un etto per scongiurare l’orda barbarica di uomini che, trovandola irresistibile, le avrebbero reso la vita impossibile! Se avesse sorriso per quella sua palese taglia 50, sicuramente, nessuno avrebbe pensato che della Stone poteva avere due calli sotto il piede e null’altro e notato un viso incredibilmente bello. Da bambina, persone poco attente alla mia sensibilità e quella di mia sorellina, con una frequenza imbarazzante, esordivano con questa frase “Signora, la piccolina è bellissima, l’altra tanto intelligente!”.  Fortuna che non si era due deficienti, diversamente si sarebbe cresciute con il complesso della Bona ma Cretina e Cessa ma con Encefalo da brivido … Ci tengo a precisare, per non aprire la caccia ad una persona che non c’è (e non farmi decapitare da lei), che oggi quella bambina è una donna davvero bella e non solo nella confezione, autoironica come poche. Ed io? Ah, ah, ah … io ho un cervello da sfilata … e basta!!!!

PS: W le donne che amano le donne …

Carla

Shine on Award & Liebster Award

ImmagineImmagine

A Daniele, proprietario del blog http://danielecerva.wordpress.com, che vi consiglio di visitare, va il mio “Grazie” per queste nuove segnalazioni.

Regole – Shine on Award:

– inserire il logo dell’Award sul fronte del post;

– riportare il nome del blog che ti ha nominato, ringraziandolo, all’inizio del post;

– nominare 15 bloggers per questo premio, riportando il link del loro blog;

– notificare ai bloggers la nomination.

7         cose su di me:

1-       Perché hai aperto questo blog?

Per l’esigenza di condividere la passione per la scrittura e, anonimamente, comprendere se possiedo le qualità per perseverare e mettermi in gioco.

2-       Quale è la cosa più importante nella tua vita?

La serenità, autentica, per tutte le persone che amo.

3-       Il cibo di cui non puoi fare a meno?

Parmigiano a pioggia!

4-       Il tuo posto nel cuore?

La cittadina dove sono nata, nel sud Sardegna.

5-       Come ti vedi nei prossimi 10 anni?

Mi auguro in salute!

6-       Tre cose senza le quali non esci da casa?

“Carta & Penna”

Fazzolettini imbevuti

Mini spazzola per capelli.

7-       Citazione che ti caratterizza?

Quella riportata sul mio blog: “La lettura è il viaggio di chi non può prendere un treno” di Francis de Croisset.

Regole – Liebster Award:

–          ringraziare e linkare il blogger che ti ha nominato,

–          rispondere alle 10 domande poste da chi ti ha nominato,

–          nominare altri 10 blog che hanno meno di 200 followers,

–          formulare 10 nuove domande,

–          comunicare ai nominati la loro la nomination.

Domande di Daniele:

1-       Chi ti credi di essere?

Solo e semplicemente Carla!

2-       Per te esiste una vita dopo la vita?

Non ho la certezza esista uno spazio fisico dove proseguire il cammino terreno, credo muti il nostro stato corporeo e non si muoia mai.

3-       Perché scrivi?

Principalmente per me, per ibernare le emozioni e poterle rivivere nel tempo.

4-       Se dovessi vivere altrove … dove?

In qualsiasi Paese dove i diritti e la dignità dei cittadini non vengono calpestati come nel nostro.

5-       Il tuo dolore più forte?

La dipartita fisica delle persone care …

6-       La tua gioia più intensa?

Voglio credere di non averla ancora vissuta!

7-       Il tuo piatto preferito?

Frittura di pesce con patatine fritte.

8-       Cosa è per te la musica?

La colonna sonora di ogni emozione.

9-       Ma l’anima esiste?

L’anima è ciò che ci identifica, la vera ricchezza, il bagaglio col quale affronteremo l’eternità. Non temendo di sembrare folle, aggiungo che anche i nostri amici pelosi o pennuti ne sono dotati e lo dimostra l’amore con cui ci inondano.

10 – E’ importante per te essere “qualcuno”?

Non sono interessata ad essere “qualcuno”, sono felice di essere me stessa. La popolarità e la vetrina ad ogni costo li avvicino ad una scarsa autostima.

Le mie domande per i Bloggers:

“Lascio ad ogni Blogger la possibilità di porsi 10 domande e di raccontarsi attraverso le relative risposte”.

Le mie nomination:

“Apprezzando, per motivi diversi, ciascuno dei blog che seguo, vorrei offrire a tutti i  proprietari, là dove lo gradissero, la possibilità di far proprie le 2 nomination e leggere e farsi leggere da nuove persone.

Carla

 

 

Arriva il conto …

Il mio pensiero, ogni tanto, va ad impantanarsi in un terreno dove trovare sabbie mobili non è poi così improbabile, un terreno i cui viali, alla fine, diventano il tragitto di tutti. La vita non regala ad ogni individuo le stesse gioie e le stesse amarezze, uguale scaltrezza per cogliere appetitose opportunità, identico cinismo per spolverarsi le spalle davanti ad un imprevisto o la medesima sensibilità per piangersi l’anima ed invocare la pace dinanzi ad una sofferenza violenta e senza riscatto, è disonesta anche nel dipingere, su troppi volti, gli stessi i sorrisi puliti. Siamo simili, nelle fattezze, ma mai uguali … per fortuna! Corriamo verso la stessa luce, miriamo ad uno stesso splendido futuro, ma quanti non scordano la dignità, la fatica, la correttezza? Tagliare il traguardo, conta solo il risultato, il “come” è un più che non va neanche considerato. È democratico il nascere e il non serbarne memoria, il crescere, l’invecchiare (destino permettendo) e il “tramonto”, quel non poter interferire e modificare il passaggio attraverso tali tappe. Non esiste un elisir capace di ibernare o rallentare ciò che, naturalmente, si deteriora quanto la speranza di poter contare su un solido bastone, con il quale sorreggersi, quando le energie verranno meno. È a ¾ del sentiero che il bisogno del sostegno si farà impellente e senza il quale il restante quarto sarà una Via Crucis. Penso ad una persona anziana che, a onor del vero, non è mai stata uno stinco di santo e davanti al bene familiare non ha esitato a porre il proprio egoismo e che raschia il fondo della sua esistenza nella trascuratezza affettiva più totale.  “Quel che semini, raccogli”, dicono, “I figli assorbono ciò che vivono, fanno propri anche gli insegnamenti più bassi, non sapendo scindere ciò che è giusto da ciò che non lo è, restituiscono, involontariamente o volontariamente, quanto ricevuto”. Sapere di qualcuno abbandonato, come una scarpa vecchia, è un colpo al cuore! Chi getta in un secchione non ha presente che quel panorama, un giorno, si riproporrà … “Il conto arriva per tutti e non ci son fughe, è da saldare!”.

Carla

Consigli per gli acquisti!

Consigli per trasformare gli amici in nemici, la persona amata in una belva assetata di sangue o farsi disconoscere dai parenti più stretti!  Ho calcato la mano, è chiaro, ma c’è da dire che certi “suggerimenti” televisivi, radiofonici o cartacei, per i regali, sono un po’ astrusi. Alcuni “pensieri” credo sia carino regalarseli da soli, acquistarli solo per il piacere o l’utilità di possederli o, in ogni caso, non come “dono affettuoso” per un anniversario, una festività romantica o, peggio ancora, per Natale. È un classico spacchettare i regali in compagnia, immersi in un’atmosfera carica di ricordi e buoni propositi per il futuro, suppongo che trovare qualcosa di “particolare” possa mettere il ricevente in leggero imbarazzo. Una Lei che si ritrova tra le mani un bel depilatore elettrico corpo o quello mignon per i baffi schianta di gioia? Come no!  I peli, chi più chi meno e con modalità differenti, se li estirpa ogni donna, anche da zone insospettate, e di quella bella ombretta vellutata sotto il naso ne possiamo fare a meno, non fungendo da filtro contro l’inquinamento, ma farne partecipi tutti non può definirsi una squisitezza. La gentile e rotondetta signora che riceve un elettrostimolatore dove la mettiamo? Gli astanti sussultano immaginandola mezza ignuda con gli elettrodi incollati in punti strategici, in un vibrare armonioso di ciccina poco tonica, con in volto il mezzo sorriso di chi sa benissimo che il sedere in zona scapole e il seno a quota tonsille, così, senza patire non s’ottengono. Il destinatario è un uomo? Stessa solfa! Un budinone cianotico, strizzato dentro una camicia aderente, che rantola per spacciare i maniglioni antipanico per maniglie dell’amore e ridacchia, prima di esalare l’ultimo respiro, nel vano tentativo di sottolineare che quell’aggeggio a lui non serve! Ad ognuno le sue fobie … Io gradisco poco, e mi guardo bene dal farlo notare, i profumi o i prodotti per l’igiene personale, donati da persone non abbastanza intime, che sembrano sottotitolare il “cadeau” con un neanche troppo velato “lavati … deodorati” e, non di rado, per il personale ph della pelle, sviluppano fragranze vicine a quelle dei repellenti per gomme, anti pipì cane o gatto. Un libro noooo?

Carla

NB: per la cronaca, anche se mi è capitato di ricevere un bel cestino di saponette , non puzzo …

“Dipartita” Apparente

“Gli altri siamo Noi!” … lo ripeto sempre …

La tragedia che ha investito i familiari della Signora Grazia Bruno, 68 enne palermitana, proprio per questo mio sentire, alla luce di quanto sta accadendo, mi sconvolge. Le ombre delle incertezze si abbattono sui soggetti non solo da Vivi ma anche da Morti, quando, in realtà, forse, morti non lo sono ancora. Sfogliando le pagine web, alla ricerca di verità capaci di smorzare un tormento, non ho fatto altro che appesantire i miei dubbi. La scomparsa di un caro, di norma, si comunica, ad un ufficiale dello Stato Civile, entro le 24 ore e segue l’inumazione trascorse le 48. La scienza definisce il “trapasso” come la cessazione permanente e irreversibile delle attività vitali di un organismo, ovvero, nell’ordine, la fine dell’attività cardiaca, respiratoria e cerebrale. Se un individuo è “intrappolato” in una perdita di coscienza generale, immobilità fisica con solo apparente cessazione dell’attività cardiaca e respiratoria e sembra solo, effettivamente, morto? Grazia, dopo 4 giorni aveva ancora le gote calde, nei successivi 3 continuava a non mostrare rigidità cadaverica o segni evidenti di un inizio di, naturale, decomposizione. Non tutte le cellule muoiono nello stesso momento, è assodato, ma se sono solo in uno stato di strano sonno? Il rispetto di sacrosante norme igieniche impone, come ultimo “abito”, una cassa esterna di legno ed una metallica interna, saldata, ermeticamente, lungo tutto il perimetro, a caldo o a freddo … non discuto … nulla di più corretto! E se Grazia fosse prigioniera di un torpore profondo che ne rende impercettibili i parametri vitali? Se lo fosse stata e la mancanza di una normativa, da applicarsi in casi come il suo, l’avesse uccisa al risveglio? Tremo al solo pensiero che coloro che la amano, dopo aver inseguito la burocrazia, possano ritrovarla in una posizione diversa, ferita, con in volto l’espressione di chi ha lottato contro una trappola mortale.

Carla

Mentire per non soffrire?

Mentire per non soffrire, ignorare, volutamente, verità emotivamente pressanti e scomode, dire: “Ma figurati, non me ne frega assolutamente nulla!”, negare l’evidenza, quella sensazione amara che vela lo sguardo, nell’improbabile speranza che il ripeterselo, con una certa continuità, possa compiere la magia. Ma quale MAGIA!!! Solamente un fatto piovuto dal nulla, qualcosa che non investe impetuosamente il nostro universo e non ne fa parte, ciò che dopo uno stravolgimento totale può essere rimosso e sepolto definitivamente, può rendere veritiera una simile affermazione, il resto è solo un’immensa bugia, una corazza ossidata che nessun prodotto renderà rilucente. Quante volte ci diciamo: “E’ meglio non farsene un cruccio, se non sto lì a rimuginarci il tempo guarirà più rapidamente la ferita!”, una mossa risolutiva, sempre che l’artefice del cratere, nel bel mezzo del nostro cuore, esca di scena. Non va sempre così, alcuni “soggetti difettosi” si trasformano in ombre, pronte a bussare alla nostra porta, sicure di prendere, pronte a serrare la loro a quattro mandate, al solo pensiero che nocche umane possano picchiarci. La mia visione degli eventi non conosce vie di mezzo, il dolore è dolore, la gioia è gioia, gli effetti speciali non esistono! La malignità, a mio avviso, è figlia dell’ignoranza e dell’insensibilità, una quantità di volte molto più grande di quello che si crede, tant’è che i “pensieri delicati” piovono addosso non solo sul reale bersaglio. Una persona non ti piace? Non rientra nei canoni della creatura degna della tua considerazione? (chi ha l’autorizzazione, umana e divina, per stilare la classifica della perfezione o del gradimento …) Perché prendersela con chi gli ruota intorno, che diamine ti ha fatto! Rammenta qualcosa la parola “suocera”? Vogliamo non ricordare gli “amici”? La prima (non esistono solo le arpie ma anche angeli buoni al pari di madri meritevoli di riconoscenza ed amore eterno) arriva a ripudiare il figlio stolto che si è innamorato di una disgraziata che non va bene, lontanissima dalla saggezza e magnificenza che solo a lei appartiene, mammina da manualetto, i secondi etichettano chi prima adoravano come uno colto da improvvisa demenza, pronto all’interdizione. Risultato? Non esistono più i compleanni, le ricorrenze importanti, una parola di conforto in una circostanza di sofferenza, una mano tesa nell’attimo del bisogno, il semplice grazie. Si diventa tappezzeria, un quadro appeso in un angolo nascosto della casa, un divano sfondato degno d’arredare una cantina e, solo all’occorrenza, limoni da spremere. La vera consolazione giunge al calar della sera, insieme ad un cielo ornato di stelle, a quella pace che permette di incontrare Morfeo e non farsi dare del “verme”.

Carla

Festa degli Amori con pelliccia e vibrisse.

Immagine

Nel 1990 la giornalista Claudia Angeletti, per onorare il felino più amato, il gatto, ebbe l’idea di proporre ai lettori di “Tuttogatto” la scelta di una data in cui celebrarlo. La proposta vincitrice arrivò dalla signora Oriella De Col che riuscì a motivarla con grande sensibilità ed intelligenza. La scelta del giorno “17” giunse  per antiche superstizioni (che taluni non hanno ancora superato) che lo ritenevano portatore di sventura, sorte che accomunava anche i gatti. L’anagramma del numero romano XVII, tra l’altro, è VIXI, ovvero “sono vissuto” o “sono morto” che attribuiva ai poveretti la possibilità di vivere tante vite, 17 … 1+7 … Il mese di Febbraio, nello zodiaco legato all’Acquario, identificava lo spirito libero, intraprendente e anticonformista, tipico dei gatti e perché quel particolare periodo dell’anno, secondo detti popolari, era dedicato alla magia, alle streghe e ai loro felini. L’ignoranza ha fatto si che i Nostri dolcissimi amici subissero vessazioni d’ogni sorta che, ancora oggi, non hanno trovato fine per i gatti neri, sacrificati in riti satanici.

Chi conosce i gatti li ama di un amore grande, ricambiato incondizionatamente!

Il mio tesoro ha smesso di girare per casa ma non di passeggiare nel mio cuore … Tvb Cirillo …

Carla

 

 

Un’eternità

                                                                                      Schiudo gli occhi ai bagliori

di una nuova alba.

Attraverso il mio sguardo, riflesso su uno specchio,

vedo la mia anima chiara.

L’orologio, appeso alla parete,

scandisce il trascorrere di un tempo remoto che mai

sarà sormontato da nuove epoche,

di un amore senza tempo che non sfiorirà.

Carla

 

Liebster Award “2” … una aggiunta …

Immagine

Da oggi chiamatemi “stordita” o “nonna” (l’età che avanza, non di rado, sgretola la memoria o le capacità di ragionamenti veloci e lucidi) … Le nomination ricevute erano 3 e non 2! Ringrazio http://susabiblog.wordpress.com per avermi fatta entrare nella rosa dei suoi 10 nominati, scusandomi per non essermi resa conto, tempestivamente, del suo “regalo”. Rispondo alle sue domande:

1-       Il tuo poeta preferito?

Potrei menzionarne uno noto ma non lo farò. Su WordPress leggo, quotidianamente, diversi blogger dotati di grande talento poetico … sono loro i miei preferiti.

2-       Lo scrittore preferito?

Adoro Luciano De Crescenzo.

3-       In base a cosa scegliete le vostre letture?

Al momento sono particolarmente attratta dal Gesù storico. La storia dei popoli è un terreno sul quale amo passeggiare.

4-       Siete sportivi?

Ho rincominciato a correre dopo due anni di pigrizia. Mi piace macinare km e spingermi a fare sempre meglio.

5-       Vi piace il mare?

Moltissimo, resterei ore a fissare il punto esatto in cui si fonde col cielo.

6-       Il film cult?

Giulietta & Romeo di Franco Zeffirelli.

7-       Tipologia di vino preferita?

Non mi piacciono i rossi o i rosati, il mio olfatto li avverte sgradevoli. Bevo, raramente, vini bianchi frizzanti.

8-       Animale che amate?

Io e il mondo animale siamo un tutt’uno, loro, sono migliori di noi. Ho un debole per i gatti e il loro modo di chiedere coccole.

9-       Mattino o sera?

Alba.

10-   Caffè o The?

Caffè amaro.

Grazie 65Luna …

Carla

 

Liebster Award “2”

Immagine

Ringrazio http://interrotta.wordpress.com  e http://belindaraffaeli.wordpress.com per avermi dato la possibilità, con la loro gradita nomination,  di partecipare, per la seconda volta, al “Liebster Award”, iniziativa che promuove i neo-nati blog con meno di 200 followers.

Regolamento:

–          ringraziare e linkare il blogger che ti ha nominato,

–          rispondere alle 10 domande poste da chi ti ha nominato,

–          nominare altri 10 blog che hanno meno di 200 followers,

–          formulare 10 nuove domande,

–          comunicare ai nominati la loro la nomination.

Domande di http://interrotta.wordpress.com

1-       In che direzione vai?

Cammino in direzione di una esistenza fatta di perdono e di ricostruzione.

2-       Riusciresti a descriverti in una parola?

Vera!

3-       Sai sempre cosa fare?

No, come tutti i comuni mortali.

4-       Se avessi la possibilità di un anno sabbatico nella tua vita cosa faresti?

Lo metterei a disposizione di un progetto in grado di migliorare l’umanità.

5-       Quale gesto non puoi proprio perdonare?

Il tradimento!

6-       Il viaggio della tua vita?

Un luogo che definisco dell’anima, Loreto. La grotta di Maria, al di là della leggenda legata al trasporto angelico e la teoria molto più terrena, mi ha avvolta con una persistente sensazione di “unione” uomo-Dio.

7-       Per cosa vorresti essere ricordata?

Mi piacerebbe essere ricordata per le mie fiabe e racconti.

8-       Non sapresti mai rinunciare a … ?

Al rispetto della morale.

9-       Quanto odi il tuo vicino?

Ho sempre avuto vicini di casa dei quali non lamentarmi. La minima tolleranza reciproca porta al quieto vivere e a scoprirsi, nel tempo, amici o semplici conoscenti.

10-   Sei soddisfatta?

Non al 100%, ma si, perché ho la volontà per continuare a ricorrere un numero il più vicino possibile a quella cifra.

Domande di http://belindaraffaeli.wordpress.com

1-       Chi ami?

Chi merita il mio amore e me stessa!

2-       Cosa odi?

La vigliaccheria delle azioni.

3-       Cosa non dici mai?

Parole irrispettose nei confronti di qualsiasi religione, non tollerando minimamente chi bestemmia.

4-       Chi perde la tua fiducia?

Le persone che non sono né carne né pesce.

5-       Nero o grigio?

Sfumatura, sempre!

6-       Puoi dire di avere mai amato veramente?

Si, passando dal Paradiso all’Inferno.

7-       Cosa ti commuove?

La spontaneità nell’esternare un sentimento e l’amore che sanno dare gli animali.

8-       Perché sei qui?

Perché amo scrivere e leggere e, non lo nego, perché è una vetrina interessante per scoprire talenti e mettersi in gioco.

9-       Chi o cosa vorresti che ancora non hai?

La memoria riscrivibile.

10-    Sei felice?

Si, abbracciando, ogni giorno un po’ di più , la pace interiore.

Le mie nomination vanno ad altri 10 bloggers che ritengo creativi e che meritano una vetrina più ampia.

–          http://lefrivolezzedisimowordpress.com

–          http://assonanzedissonanze.wordpress.com

–          http://mortina.wordpress.com

–          http://maricri48.wordpress.com

–          http://incompagniadiunapenna.wordpress.com

–          http://farguspage.wordpress.com

–          http://appuntidivitanuova.wordpress.com

–          http://blucielo.wordpress.com

–          http://dubitandoabaeterno.com

–          http://.bubburixina.com

 

Dieci domande per i nominati:

1-       La fiaba della tua infanzia?

2-       24 ore nei panni di un altro/a … chi?

3-       La canzone che avresti voluto scrivere?

4-       L’Italia in 3 parole!

5-       Puoi ottenere enormi vantaggi, insabbiando un valore importante, come ti comporti?

6-       Il paesaggio che ti rappresenta?

7-       Guardandoti allo specchio cosa vedi?

8-       Scopri che la persona che ami follemente è un/a traditore/trice seriale, come ti comporti?

9-       Cambia un evento della storia!

10-   Scopri che il tuo amico a 2 o 4 zampe parla la tua stessa lingua, la prima domanda che gli poni?

Grazie, a tutti!

Carla

 

Vergognati di vergognarti!

Il titolo della pagina non dice molto, me ne rendo conto … Dove andrò ad infilarmi, questa volta? Il soggetto della riflessione è una persona che è entrata nel mio giro di conoscenze per amicizie comuni. Mi trovavo con lei, per strada, quando, nel vedere in lontananza alcune persone, che abitano davanti a casa dei suoi familiari, ha volutamente cambiato rotta, mettendomi in difficoltà. Come se avesse letto nei miei pensieri, un “perché???”, scritto a lettere cubitali, prontamente, mi ha fornito una singolare spiegazione: “Le evito perché parlano sempre in dialetto e mi fanno vergognare!”. VERGONATI di VERGOGNARTI!!!! Primo, il sardo non è un dialetto ma una lingua e, anche se così non fosse, non credo ci sia niente di più bello delle espressioni o cadenze regionali. Ciascuna terra emana una diversa attrazione, dico il falso? Secondo, fino a ieri le trattavi da amiche ed oggi sono appestate? Ti sei guadagnata le stellette perché vivi in città e non più in un paese immerso nel verde? Terzo, non provi pena per te stessa? Con quale coraggio si mettono al rogo le proprie radici? Premesso che TUTTO IL MONDO E’ PAESE e che mi piace pensare al pianeta  che ci ospita come ad uno spazio privo di confini, mi sento orgogliosa della terra dove sono nata. Non mi sforzo di levarmi fino all’ultimo grammo di inflessione, esprimendomi con modi che non sono altro che la brutta imitazione di un mix atroce. Con ciò non voglio dire che non vedo i lati negativi. Non vado fiera delle bassezze umane che non risparmiano nemmeno l’isola, apprezzo il sano, l’onesto, l’altruista, indipendentemente dal mestiere, posizione sociale o quant’altro … Concludo, fiera della mia “sarditudine”, con un proverbio sul buonsenso: “Su molenti sardu du frigas una bolta scetti!”… Il somaro sardo lo freghi una volta sola!

Carla

Adottai una Nonna

La salutai così, trasformando in parole i suoi sguardi, i sorrisi appena accennati, le carezze che non lesinava mai, la saggezza di cui potevi nutrirti e che lasciava a disposizione di chiunque avrebbe potuto farne buon uso.

“Ti lascio il ricordo di un sorriso

e una voce che allontana il silenzio.

Ti offro l’amore che ha reso grande il mio cammino,

affinché non avvizzisca,

ma disegni nuovi arcobaleni di pace.

Ti offro il tempo di capire che

solo Dio ci rende liberi”.

Si posarono, con mia grande sorpresa, dietro una fotografia, donata a chi l’aveva amata e, forse, sentendole sue, vi avrebbe colto una qualche consolazione. Era entrata nella mia vita con la stessa leggerezza con cui un arcobaleno allontana un temporale, posando sulle mie spalle, infreddolite e doloranti, un amorevole scialle materno, facendomi sentite a casa, aprendomi il suo cuore per farne la mia stanza segreta. La mia Isola, all’epoca, mi aveva vista partire, da poco tempo, e quella mattina, zuppa di malinconia, percorrevo il vialetto condominiale con gli occhi bassi, non riuscendo ad arrestare lacrime silenziose. “Amore, non piangere!”. Una voce tenerissima mi costrinse ad asciugare gli occhi per metterla a fuoco. Una nonnina bellissima, dai grandi occhi scuri e l’incarnato color cioccolata, incorniciato da fittissimi ricciolini grigi, sorrideva, allargando le braccia. Quell’abbraccio suggellò un legame, breve ma intenso, che vive in me, vincendo la morte. Le nostre vite s’incrociarono, quasi quotidianamente, i colori della mia Isola s’affacciarono nel suo mondo, i profumi della sua lontana Eritrea nel mio. Al tramonto della sua vita, quando alle sole figlie era concesso di entrare nella stanza ospedaliera che la ospitava, le scrissi una lettera, avevo bisogno di farle sapere che aspettavo il suo ritorno e che la sua assenza fisica mi rattristava. Se la fece leggere un’infinità di volte e non volle mai separarsene. Due delle sue figlie, mi vollero unire a lei, in quell’ultimo viaggio verso il Padre, ponendola sotto le sue mani … “Ti voglio bene, Nonna, e tutte le volte che accarezzo il foulard, che spesso ti vedevo al collo, è come  se toccassi il tuo viso”.

Carla

L’album dei ricordi

Sabato da reclusa … una tosse magnitudo 3 della scala Richter e una vocina alla Platinette lo impongono … Mi aggiro per casa come un povero cane legato alla catena, devo fare qualcosa, devo trovare una distrazione! Ma siiii, acciuffo alcuni album di fotografie, sarà divertente ripercorrere decenni di scatti rubati ed espressioni imbarazzanti. Credo si sia già capito che, da sempre, mal digerisco essere il soggetto di una fotografia e che il suono della frase “foto di gruppo?” mi può trasformare nel tenerissimo Hulk. Mia madre, bella come una donna da copertina, sorride, tenendo in braccio un fagottino … ha un viso grande come un mandarino, un cespuglietto liscio di capelli, manine da pianista con le ditina grosse come stuzzicadenti: sono io, 2 kg e 150 di micio senza pelo. “Migliorerà, nessuna creatura è brutta!” direbbe chiunque, trascurando il sottotitolo “Ogni scarrafone è bello a mamma soja” (chiedo perdono a tutti i campani). Otto mesi, o giù di lì, prima trasformazione! Un enorme cotechino (alla faccia del sottopeso iniziale!) dalle fattezze simili a quelle di Kizzy, la figlia di Kunta Kinte. “Com’è possibile? Mamma ha una pelle di luna … va beh … è cioccolatoso il mio papà … ma sono davvero scura!”. Ho 5 anni e corro, infuriata, tra piccoli aeroplani, mamma mi ha vestita come un maschio, con una salopette in jeans e una maglietta azzurro cielo e, non contenta, mi ha fatto fare un taglio di capelli, cortissimi, che sembra una terribile potatura. “Eri alla moda!”, sostengono i miei genitori, ogni volta che rinfaccio loro quella falciata ignobile. Le immagini continuano a correre ed eccomi più grande. Sono cresciuti i capelli e sono lunghi, lisci, trattenuti dalle fascette, abbinate alle maglie, o legati con delle buffissime codine. “I giocattoli dove stanno? Mi sono domandata, una infinità di volte. Libri, album da disegno giganti, matite, colori, il mio inseparabile mega mappamondo luminoso e il microscopio … caratterialmente della femminuccia ho, davvero, ben poco, a dispetto di un’esteriorità delicata e un visetto che sembra disegnato.  Non sono mancate le punizioni per i murales sui muri di casa e su una costosissima parete attrezzata, bianca, laccata, per la pretesa di pungere i polpastrelli di chiunque e chiazzare i vetrini del microscopio, non sono mancati i perdoni per le genialate che mi autorizzavano a fare di un appartamento un cortile per animali. Nonna, mia nonna materna, la mia salvezza, l’anima nobile capace di intervenire e convertire una mia follia in una generosità esagerata che la vedeva unica destinataria. Fu lei a doversi accollare 6 pulcini, realizzando un riparo per loro nel suo curatissimo giardino, che avevo pensato bene di acquistare da un allevatore che passava con un furgoncino, sottraendomi alla vigilanza della baby sitter. Gli anni volano, cambia ripetutamente il look, diventa sempre più femminile il volto e lo sguardo, che si esprime più delle parole, la neonata pagnottona non sembra mai esistita, tutt’altro, una ragazzina filiforme fa da controfigura ad una pertica. “Ahhhh bene, diventerà alta!” sono pronti a giurare tutti, macché, me l’hanno tirata prendendo bene la mira. La crescita rigogliosa si è fermata di botto, iniziando dai piedi, un 34 che amo follemente, per di più non proporzionato all’altezza. Ogni volta che scendo dal letto, spunta un quesito: “come faccio a stare in piedi?”. L’adolescenza mi ha vista coi capelli alla Valentina ma non per questo particolarmente femminile, indossare colori cupissimi o esageratamente colorati, fissarmi col rossetto rosso vivo pur non tollerando nient’altro, adorare le unghie laccate coi toni più improbabili, tingermi i capelli di nero come lady Mortisia. Un bambino, quando avevo 18 – 19 anni, una sera d’estate, fissandomi con uno sguardo incredulo, disse che sembravo Sade, la sua cantante preferita … carinoooo … in compenso, da adulta, una bimba mi chiese se facevo parte de l’Albero Azzurro, che non avevo mai visto, se non mezza volta, e la tipa tutto era tranne bellina. Il tempo continuerà a scorrere, al momento, di quella ex pallotta, ex pertica, ex camaleonte, conservo il volto, è facile riconoscermi, anche nelle allucinanti fotografie scolastiche e la ringrazio … tutto sommato non mi dispiace dimostrare una manciata di anni in meno.

Carla

… penso …

Quando siamo felici siamo sempre buoni,

ma quando siamo buoni non siamo sempre felici.

O. Wilde

 … la bontà che viene data per scontata e alla quale il ricevente non sa attribuire il suo reale valore, scatena, in chi la offre, con spontaneità e certamente troppa ingenuità, sofferenza e quell’infelicità difficile da spiegare …

Carla

Dimmi ciò che fai e ti dirò chi sei!

Vi capita mai di soffermarvi ad osservare gli “atteggiamenti” delle persone? A me spessissimo! È un gioco che scatta involontariamente e mi ritrovo a scrutare, incuriosita, gesti e piccole manie che, in qualche modo, rivelano la personalità di chi li compie. “Dimmi ciò che fai e ti dirò chi sei!” direbbe qualcuno … C’è chi, in determinate circostanze, cerca la concentrazione “ciucciando” o “rosicchiando” il tappino della penna; chi, in totale relax, parlando al telefono, scarabocchia un foglio (i disegni sono tra i più curiosi e vanno dai piccoli animaletti al groviglio di figure geometriche); chi, per nascondere l’imbarazzo, si sistema in continuazione ciò che indossa o gioca con le chiavi, innervosendo chi gli sta davanti. Qualcuno, ipnotizzato all’ascolto di un racconto o perso tra i suoi pensieri, fa indigestione di
unghie, qualcun altro, mentre parla, si piazza davanti al suo interlocutore, ad una distanza ravvicinata, nemmeno fosse il suo dentista, toccandolo con insistenza, prediligendo colletti e bottoni. Come tutti, anch’io compio azioni inconsapevoli e ripetitive! Se l’animo è tranquillo, converso, scrivo, leggo, rifletto, facendo scorrere tra le dita una ciocca di capelli (me lo hanno fatto notare le persone che mi conoscono bene e mamma sostiene che è una cosa nata con me e che, tra l’altro, faceva pure sua madre); se ho burrasche in corso,
mostro un’apparente calma piatta, in netto contrasto con la necessità, per scaricarmi, di rivoltare casa e metterla ancora più in ordine di quanto lo sia normalmente (in quei momenti, potrei essere la gioia di una cordata di disordinati). Il nostro corpo parla per noi, c’è poco da fare! Il vostro cosa dice?

Carla

Pensano di me.

L’abito non fa il monaco”.

“Non giudicare un libro dalla copertina”.

Parole sante! Invece è un errore che si compie di sovente. Mettermi a fuoco non è una passeggiata, ne sono cosciente, ma non significa sia impossibile farlo. Spesso si è portati a “bollare”di fretta ciò che ci transita sotto il naso, un po’ per pigrizia, un po’ per la presunzione d’essere psicologi mancati. Io vengo catalogata in due modi completamente opposti. Chi non mi conosce per niente e m’incrocia per caso, anche se con una certa frequenza,  o mi conosce relativamente, giusto per le frasi di cortesia o la buona educazione, si è convinto che io sia altezzosa, acida come uno yogurt scaduto e, soprattutto, convinta, per l’aspetto ancora lontano dall’imbalsamazione, d’essere un’ex Miss Italia in grado di sedurre il mondo, una che se la tira senza nessun ritegno, in parole povere! Chi mi conosce, al contrario, mi reputa uno zuccherino in grado di dolcificargli la vita, una persona che alle qualità di donna matura ha saputo accostare l’ingenuità di una bambina, una che non s’arrabbia mai e tollera all’infinito, in pratica un piccolo angioletto da spolpare! Caspita, la malata convivenza di due personalità? In realtà non sono né tutta carne né tutta pesce, ma un piatto gustoso che può rivelarsi indigesto, realizzato con ingredienti che, solitamente, fanno a botte tra loro e che, nel mio caso, si sposano perfettamente. Ho un carattere mite e l’altruismo è la mia qualità predominante, tollero e volutamente evito chi m’ispira scarsa simpatia, evitandomi implosioni letali “ma”, perché c’è un “ma”, a nessuno è mai balenata l’idea che di Madre Teresa di Calcutta né è vissuta una sola e che non sono in corsa per la beatificazione?

Carla

Accadrà … domani!

Ad una poesia, talvolta, si affida un desiderio, genuino, non monetizzabile, unico ed insostituibile, quello di viaggiare sui binari dell’Amore e di non farlo a Senso Unico! 

 

Scivola in un brivido

il mio bisogno di te,

insabbiandosi nella smania della tua presenza,

schivando i polverosi ingranaggi

di una gioia stinta,

indossando petali di nuova luna

e drappi di speranza.

Danzano in un respiro,

come giunchi adulati dal vento,

vestiti di scaglie di sole,

i miei sensi in cerca dei tuoi,

di un pentagramma

dove liberare i battiti del cuore

e ritrovarsi, stretti,

in una lacrima d’amore.

Carla