Ennegramma

Per capire di cosa parlo, vi rimando ad uno dei siti più esaustivi:

https://www.enneagrammaintegrale.it/che-cos-e-l-enneagramma

e al test che ho fatto io, curiosa come una scimmia …

https://www.psicologionline.net/test-psicologici-psicologia/test-personalita-enneagramma

Io sono il tipo 1 (ho guardato anche la descrizione presente nel primo sito)
… voi?
– Carla –

Donne che …

… hanno brevettato piccole e grandi cose …
Anna Connelly la scala antincendio.
Mary Anderson il tergicristalli.
Josephine Cochrane la lavastoviglie.
Tabita Babbit i denti falsi e parti della sega circolare.
Ruth Handler la Barbie
Marion Donovan il primo pannolino usa e getta.
Martha Coston il primo razzo di segnalazione in mare.
Bette Nesmith Graham il bianchetto.
Stephanie Louise Kwolek il kevlar, una fibra per rinforzare i giubbini antiproiettile e i componenti per aeroplani, imbarcazioni e auto da competizione.
Mary Elizabeth Walton due dispositivi contro l’inquinamento ambientale.
Ho scelto loro, a caso, per omaggiare la grandezza di donne che hanno attraversato la vita lasciando un segno.
Nel mio piccolo, dal momento che non ho figli e al futuro non dono niente, mi piacerebbe lasciare le parole, nello specifico quelle che animano le mie fiabe, per poter diventare la mamma di tanti bambini, una mamma senza tempo!
– Carla –

Empatia

Non la acquisisci, non la insegni, nasce con te, è parte del tuo corredo genetico, come il colore degli occhi, dei capelli o della pelle.
È il dono di saper scandagliare l’animo umano, utilizzando la bussola della sensibilità, sfogliando, nella gioia più grande e nel dolore più intenso, le pagine scritte da un sentire diverso dal nostro e che, in qualche modo, ci accomunano.
È un …
“Quando sei felice, lo sono di riflesso …”
“Segui il tuo istinto ed io ti sosterrò, qualsiasi scelta farai …”
“Ormai, non mi stupisce più che ci si comprenda senza parlare!”
“Io per te ci sarò sempre!”
“Sto arrivando!”
“Rendimi partecipe …”
“Non piangere … siamo in due!”
Ho la consapevolezza di essere una donna estremamente empatica, al punto di farmi carico, senza nemmeno rendermene conto, delle realtà altrui, soprattutto quelle infelici, di contro, realizzo di aver conosciuto poche persone come me …
Ho visto occhi, perdesi nei miei, e ignorare le spade che lanciavano, lasciandomi dissanguare, avvertito il peso di un’ingenuità che ha permesso a diverse persone di rosicchiarmi il cuore.
L’empatia è un dono dell’Altissimo, lo specchio che riflette l’essere fratelli e la vera essenza della parola Amore.
Chi non la conosce non sa che ogni grammo di bene, gettato nel giardino di un altro, fiorisce centuplicandosi, liberando la forza che permette di rialzarsi anche dopo le peggiori cadute.
L’empatia è uno stato di grazia che non intendo rinnegare o respingere, perché basta una sola persona che t’apre la porta dell’anima (o spalanca la tua) a rendere “piccoli-piccoli” coloro che pretendono e non donano, che piangono il loro male e insabbiano quello procurato e che, prima o poi, scavano, a mani nude, tra zolle di terra arida.
– Carla –

Tenacia

Se insisti e resisti
raggiungi e conquisti

… parole di Carlo Alberto Camillo Mariano Salustri, “Trilussa”, uomo diretto e tagliente, che non ha mai risparmiato nessuno!
Insiste … chi ha carattere e confida nelle proprie risorse, nell’onestà di un pensiero.
Resiste … chi non ha timore di mettersi il gioco e sminuendo dolore e stanchezza … punta il traguardo.
Raggiunge … chi ascoltando, unicamente, la propria ragione, madido d’umiltà, denuda la propria anima.
Conquista … soltanto chi nell’ammettere un errore … ha compreso che lo vedrà scomparire!
– Carla –

Forza “Mia”

L’amore, nella mia vita,
ha baffi e coda,
occhi che grondano l’immenso e gratitudine,
fusa che scandiscono un tempo
appeso alle trame del bene.
L’amore, nella mia vita,
indossa la lealtà
che solo chi è “diversamente umano”
conosce …
L’amore, nella mia vita,
sussurra solo il tuo nome,
MIA,
regalandoti i “Ti Amo”
che tuo cuore non saprà mai uccidere.
Mia malata maggio 2019
– Coraggio, Amore Mio, nel cielo s’agita tempesta, ma insieme dobbiamo pensare di farcela, di essere destinatarie della misericordia Divina –
– Carla –

 

Preghiera per la guarigione di un animale

Mia Ovetto

Padre caro, ti prego affinché Tu,
l’Arcangelo Raffaele e gli Angeli
circondiate la mia “Mia”
con la vostra energia di guarigione.
Aiutate me e “Mia”
a sentire la pace necessaria
perché avvenga il processo di guarigione.
Vi chiedo un miracolo,
anche se so che ai vostri occhi
la guarigione è già avvenuta.
Vi prego di aiutarmi ad avere fede
affinché possa sentire l’amore
che ci circonda in ogni momento.
Grazie
Amen
– Carla-

“Per Te”

Amore mio, vorrei poterti dire queste parole, sapendo che le puoi capire, invece, è il suono della voce, lo sguardo e una mano che ti accarezza a farti arrivare ciò che sente il mio cuore.
Mi domando, mentre ti guardo dormire, se comprendi che forzarti a mangiare, trattarti con la fragilità di un bambino o di un anziano, è amarti e desiderare soltanto che tu stia bene.
Il diabete non ti aiuta e non aiuta me ad affrontare anche la più piccola salita, a tenere lontana la paura di perderti, in un attimo, nonostante le attenzioni che non ti faccio mai mancare.
Sei entrata nella mia vita per caso, con le tue paure, vestita di una diffidenza che mi ha portata a mostrarti la parte più tenera di me, ed ora che sei luce dei miei giorni, un amore senza eguali, vivo ogni istante come fosse l’ultimo e prego il Signore di donarmi ancora tanto tempo insieme.
A chiunque ama gli animali chiedo una preghierina per lei!
Ti amo Mia …
– Carla –

Quando …

Quando capita che ti affacci tra i miei pensieri, non oppongo più nessuna resistenza, ti lascio vagare, come un fantasma, incapace di sollevare terrore, come una figura che giunge da un mondo parallelo e lontano.
Non avverto più l’istinto rabbioso, quello che giudica, che graffia le pareti della ragione, cercando un perché.
Mi fermo ad osservare, in silenzio, sconfitta dalla certezza di aver saputo edificare, tanto, sulle sabbie mobili del nulla.
Una città, senza più vita, battuta dal rotolare di ricordi che perdono la loro essenza, trafitti dalla luce che uccide, nascendo ogni giorno, dal cigolio di un cancello rugginoso che s’affaccia sulla pace eterna.
Il rumore dei sassi, sotto le scarpe, il grido di un gabbiano, quell’ultimo sorriso che si spegne, piano, piano e la mano, la mia mano, che posa un fiore su quattro manciate di terra che coprono ciò che eravamo.
– Carla –

Sei

Sei l’ombra che precede la mia,
il paracadute di pensieri che,
nel toccare il suolo,
s’alzano in volo.
Sei quel sorriso che,
scivolando sul palmo di una mano,
accende il giorno.
Sei quelle parole che
sperano di accarezzare il cuscino su cui,
ogni notte,
i miei desideri vanno a dormire.
– Carla –

“Grassa”

Dedico le parole conclusive di questo video ad ogni essere umano che si è sentito (o si sente) ferito da scarna sensibilità e intelligenza.
I chilogrammi in più si posso smaltire, per la mancanza di empatia … di “cuore” … beh, non c’è nulla cha si possa fare!
https://youtu.be/v_jVN_iOM2k
 “ … magari la bellezza di una donna, come quella di un uomo, aspetta il tuo sguardo alla fine di un sentiero che s’apre sull’anima.
Ma che ne sai?
Dai retta, incarta una bella figura, stai zitta/o!”
– Carla –

 

Quando ero …

Ho sempre adorato scrivere, mettermi in discussione per verificare quale impatto avessero i miei pensieri.
La mia prima “espressione letteraria”, per la gioia di mamma, si è abbattuta su un mobile bianco (non esattamente economico) che il mio anno e mezzo di vita viveva come un grandissimo foglio bianco, sul quale far scorrere la mina di una matita.
Papà, da quel momento, non mi ha fatto mancare i mega album da disegno e le matite, visto che i colori non li amavo più di tanto.
Imparare a leggere e scrivere, per me, è stato un dono importantissimo, da subito, la scoperta di un mondo da decodificare, la magia per liberare ogni emozione.
Certo, all’inizio, qualche gaffe l’ho fatta (in un temino, in prima elementare, descrissi la mia maestra col termine “donnaccia”, ma in realtà volevo dire che era tanta, un “donnone”) ma, col tempo, ho cercato di “pesare” le parole e, soprattutto, di non legarle alla rabbia di un momento e di non sporcarle con volgarità verbali che, non di rado, sono dirette ed efficaci, nonostante la loro rozzezza.
La parolaccia mi può scappare, intendiamoci, ma non scritta … la imbelletto e riesco ad essere, ugualmente, tagliente.
In rete, scrissi per la prima volta nel 1999, in un forum, di Libero (se non ricordo male), con il nick Ambrosia, ma durai come un gatto in autostrada.
Le persone non sempre si commentavano con educazione e capitava di assistere a provolonaggi terra-terra, parecchio imbarazzanti.
Tra il 2001/2002, fu la volta di uno spazio concesso da Jumpy, chiamato “Mio Diario”, dove era possibile solo scrivere e ricevere commenti dai lettori.
Ambrosia diventò Angelica e, senza mai dare riferimenti geografici, età o qualsiasi indizio reale, iniziò a raccontare la quotidianità di una donna impacciata che cercava il grande amore.
Indossava gambaletti color pelle di wurstel, sotto tubini che dovevano essere seducenti, e vedeva ogni uomo lasciarla come un carciofo sfiorito.
Il personaggio che avevo tratteggiato mi permetteva di ridere come una matta mentre scrivevo e faceva simpatia a un numero di persone che cresceva in maniera esponenziale ogni giorno.
Se non avessero chiuso quello spazio, senza avvisare nessuno, penso sarebbe ancora viva, buffa e buona.
Siamo arrivati all’ultimo abito di scena, perché qui non ne indosso, di cui dirò poco, perché nutro la speranza che qualcuno si riconosca, sappia dirmi come si chiamava quello spazio, il nick che utilizzava per chiacchierare tutti insieme e mi contatti.
Sono stati anni bellissimi, ho incontrato persone serie, madri di famiglia, padri, un intreccio di generazioni che si scambiavano insegnamenti ed esperienze, atte alla crescita.
Chi si ricorda di “Rosalexia”?
– Carla –

Delizie all’ora dei pasti

Quando si dice, “La simpatia è tutto!”.
Un uomo simpatico, ha addominali scolpiti, è alto, moro, con gli occhi oceanici, una voce sensuale e un sorriso che scioglie, anche quando allo specchio riflette Alvaro Vitali e parla con la voce di topolino.
Enrico Brignano, non è messo male, esteticamente un 7 lo realizza senza sforzo, caratterialmente becca un 11 a mani basse!

https://youtu.be/rHufY2m_h4g

Dopo aver riso per la sua vena ironica, inesauribile, ho riflettuto sulla delicatezza che le emittenti televisive ci regalano ad ore pasti e …
“C’è un problema che fa soffrire le persone in ogni parte del mondo … le emorroidi!”.
“Le emorroidi, erano un problema, poi, ho scoperto Preparazione H …”.
Da acquolina quando hai nel piatto le polpettine al sugo, eh?
“Per chi soffre di stitichezza, ogni mattina è una mattina triste, ma c’è un modo per tornare a sorridere … Eva/Qu …”.
“Il tuo corpo è uno strumento perfettamente accordato, ma quando hai la diarrea può perdere il suo ritmo. Per un rapido sollievo, Imodium orosolubile …”.
Una mousse al cioccolato, ti si scioglie in bocca col sorriso, ovviamente!
“Contro l’aria nella pancia? Mylicongas per sgonfiare la tua pancia!”.
L’odorino del cavolo che danza in cucina non ti fa pensare, esattamente, che faaaameeee!”.
“La tosse non devi calmarla, ma scioglierla con uno sciroppo mucolitico …. Lisomucil!”.
Qualsiasi cosa vagamente molliccia o gelatinosa ti farà gridare W la dieta!
Se le sparano mentre mangiamo, secondo loro, ci restano impresse?
Forse le sensazioni di schifo rafforzano la memoria?
Le pubblicità che mi fanno smettere di mangiare sono quelle sulla tosse, le parole “catarro” e  “espettorare”, credetemi, hanno una immagine immediata che non sopporto!
E, come sempre, chiudo con il raccontare qualcosa che mi è accaduto personalmente, sgabbiando la Fantozzi che mi possiede.
Cena da amici, la loro bambina ha 4 anni e un debole per me, che la faccio giocare tutte le volte che ci vediamo.
Sono gli anni 90 e una nota pubblicità bombarda le donne, facendole sentire eroine invincibili anche durante i giorni no!
La bimba saltella per casa, guarda un po’ di cartoni animati in sala, viene da me per portarmi un pupazzo, va via un’altra volta, torna con un libro, riappare per darmi un bacio, insomma, è il terremoto d’amore di sempre, ad un certo punto il silenzio …
È entrata in bagno e ci sta da qualche minuto!
Il padre sorride e dice “Starà giocando con il sapone liquido, si stancherà presto!”
Seeee, arriva a tavola con un assorbente spalancato, tenuto per le ali, guarda tutti con aria interrogativa e, secondo voi, chi punta per la figuraccia?
Carla, giustamente!
Si avvicina, tiene il reperto per una sola ala e, posando la manina libera sulla mia gamba, mi dice “Ho provato ma non volo, mettilo te e poi dimmi se ci riesci!”
Tra le risate di tutti, per non offendere la piccola, l’ho ripiegato e messo in borsa!!!!
– Carla –