Viceversa

Incontrerai tante mani “scure”,
sporcate dalla fuliggine
di una brutta anima,
altre, che nello spalancarsi,
sprigioneranno il “sole”,
quello di un’anima piena d’amore.
Il buio sarà luce e,
tra i sentieri del vivere,
ritroverai,
chi come te,
ha scelto di “esserci”
e di cantare,
a gran voce …
“SEI TU CHE MI FAI STARE BENE
QUANDO IO STO MALE
E VICEVERSA”

https://youtu.be/AzKb0i7Bd_A

Francesco Gabbani – Viceversa –
Buona cena …
– Carla –

Hallelujah

Vorrei potervela cantare, ma non ho la fortuna di avere una voce che sfiori anche solo un “mediocre” risicato, per questa ragione vi lascio il link del brano Hallelujah, cantato in sardo (con i sottotitoli in italiano) da Francesca Lai.
L’amore di Dio, quello che vivo ogni giorno, vi sollevi e vi protegga … sempre …
La Preghiera, oggi più che mai, è la mia forza!!!

https://youtu.be/iaE7UZVHc5c

Buona Cena …
– Carla –

Affetti & Virus

Stanotte, complice l’insonnia, ho deciso di scrivere, per condividere più di un pensiero sull’affetto che, nutrito con il pane della sincerità, non si fa intimorire da nessun ostacolo.
Il bene scavalca, abbatte e prende a calci una “Corona” che non possiede un trono, per tendere braccia impalpabili e offrire carezze che, nel silenzio, con il solo sguardo sussurrano “Andrà tutto bene!”.
Dalle mie parti, fin da subito, l’isolamento è stato accolto responsabilmente, desertificando le zone abitate, imponendo un sonno surreale, confinando la vita tra le pareti domestiche, con il risultato che, per ora, tutto pare essere contenuto e sotto controllo.
La calma, si spera non solo apparente, stride con i numeri che scorrono altrove, con il peso della disperazione che per alcuni ha ucciso la speranza e che per altri è una potente signora alla quale chiedere clemenza.
Casa, la reclusione, che se hai fortuna diventa meno pressante quando hai “compagni di cella”, le idee che corrono sui binari della fantasia e il pensiero che rotola tra i ricordi e i sogni per il domani … se ti sarà concesso il domani!
Il sorriso della dirimpettaia che spalanca la finestra, le risate di un bambino che gioca con il fratellino, una voce lontana che, accompagnata dalla musica, canta una canzone che accenda la spensieratezza, piccoli segnali che il tempo non s’arresta e che altri, che non sempre conosci, ricalcano i tuoi stessi passi o tu i loro, guardando allo stesso traguardo, ad un’unica meta.
La tecnologia, e mai come adesso sia benedetta, accorcia le distanze emotive e chi è solo ha modo di mangiare, in compagnia, grazie ad una videochiamata, una pizza surgelata e bere un bicchiere di birra, di sorseggiare una tisana, prima di andare a dormire, di offrire e ricevere presenza e attenzioni.
Un messaggio, scritto o vocale, è conforto quando sai che chi ami sta fuori, nel caos, e con un coraggio d’ignota provenienza si espone.
È dura rilassarsi se non arrivano notizie dell’amica, di sempre, che indossa una divisa e si divide tra ufficio e strada, dall’infermiere in prima linea, entrambi in zone drammaticamente colpite.
Si scorre la rubrica e diventa vitale contattare chi, magari, non senti da settimane, si sorride per la notifica di un messaggio o una mail da parte di chi non t’aspettavi potesse riservarti un posto d’onore nel suo cuore.
Il “mostro” che ha dichiarato guerra alla vita, che s’aggira come un avvoltoio, che ghermisce le vesti di uno stuolo d’anime in lotta per impacchettargli la “sconfitta”, nel grondare crudeltà ha livellato l’umanità, non guarda in faccia a nessuno!!!
La sera, citata da Papa Francesco, in occasione dell’Indulgenza Plenaria Urbi et Orbi, caduta sui nostri giorni, finirà per scontrarsi con l’aurora, con le luci di un nuovo giorno che onori chi è “caduto” e renda più umano chi ha resistito.
Serena notte …
– Carla –

Un canto di speranza

https://youtu.be/WjsX7Ul-wR8

Mi unisco alle Clarisse del Santuario della Madonna del Buoncammino di Iglesias, con in cuore la speranza di giorni meno cupi, con la supplica che l’Amore di Dio lenisca il dolore di chi ha perduto un familiare o un amico e crei una catena di altruismo che leghi gli animi in un patto di solidarietà, non solo ora, per sempre!
Serena notte …
– Carla –

“Profezie”

Come state?
E’ la frase con cui mi sento d’incominciare a scrivere, perché tutta l’Italia, oggi, è dietro la porta di casa, le lacrime versate bagnano anche il mio viso e la preoccupazione di chi non conosco affatto o, come nel vostro caso, solo attraverso le parole e le emozioni, si è fatta strada tra i pensieri, sommandosi all’ansia per gli affetti reali e non accennando a nessuna tregua.
Ieri, via WhatsApp, ho ricevuto un’immagine, la pagina di un libro, intitolato “Profezie” e scritto da Sylvia Browne, una sensitiva statunitense, morta nel 2013 a 77 anni.
Il testo è stato tradotto e pubblicato, da Mondadori, nel 2006.
SylviaBrowne

14 anni prima, questa signora, conosceva il nostro destino?
La descrizione è particolareggiata e questo mi fa pensare ad una donna con un dono “importante” e non ad una furbetta che vuole vendere migliaia e migliaia di copie.
L’inverno si conclude oggi e, francamente, in un momento di disperazione, l’idea che il “mostro” svanisca per i prossimi dieci anni, credetemi, lo vivrei come un miracolo!
In un decennio, la scienza avrebbe il tempo di affilare non una ma un’infinità di armi con le quali restituirgli la morte.
Serena notte
– Carla –

 

Speranza

Le difficoltà che, da qualche settimana, graffiano le porte del pensiero e fanno tremare l’anima, ieri notte, mentre cercavo di prender sonno, mi hanno fatto venire in mente una poesia di Gianni Rodari, Speranza.
Il grido che il cuore, impaurito, affida al cielo, la tela sulla quale il Signore lascia traccia del suo Amore …

Speranza

Se io avessi una botteguccia
fatta di una sola stanza
vorrei mettermi a vendere sai cosa?
La speranza.
“Speranza a buon mercato!”.
Per un soldo ne darei
ad un solo cliente
quanto basta per sei.
E alla povera gente
che non ha da campare
darei tutta la mia speranza
senza fargliela pagare.

Vi stringo …
Serena notte!
– Carla –

Ascoltate questa DONNA

https://youtu.be/9cVn7E12-x0

Per mettere all’angolo il “Coronavirus”, prima,  è necessario sconfiggere i suoi alleati:
l’Ignoranza
l’Insensibilità
e il Delirio di Onnipotenza.
Vi chiedo di condividere questo link, affinchè, sui social, smettano di girare video con protagonisti “untori” senza cervello!!!
Vi abbraccio, augurandovi una serena notte …
– Carla –

La Famiglia

Le difficoltà, la libertà personale che diventa suddita di una necessità inderogabile … la “Paura”, quando si legano ad eventi che non è possibile arginare e mutare nell’immediato (anche non lesinando il dispendio di energie), bussano alla porta dell’anima.
La “noia”, quella della passeggiata ad un passo da casa, del gelato nella gelateria di sempre, del caffè nel bar di un amico, del volto baciato dal sole, mentre la natura si trasforma in cornice, diventa “bellezza”, “ricchezza” e quel che si aveva fonte di gioia.
La continua ricerca di novità e di adrenalina, un buco nero che ingoia la superficialità umana, perché, nell’istante in cui non si ha più niente, si realizza di aver avuto tutto ciò che arredava, al meglio, la reggia protetta nel petto.
La corsetta quotidiana, catalogata come abitudine, oggi, è diventata ossigeno e, sicuramente, non salterò più una giornata, dovesse anche esserci un caldo da forno ventilato o il gelo che accompagna un  pinguino.
La “Paura”, riscrive la parola FAMIGLIA, cancellando incomprensioni, allargando le braccia per accogliere con una diversa consapevolezza, donando la capacità di utilizzare parole libere da qualsiasi fraintendimento e nutre la terra in cui affondano le radici dell’Amore.

https://youtu.be/KSD7_0S0kbM

Serena notte …
– Carla –

Buonsenso

foglieGialle

 … si spera lo capiscano, rapidamente, gli imbecilli che, sentendosi invincibili, continuano a vivere sfidando la sorte, curandosi delle restrizioni.
Serena notte …
– Carla –

Capita

Capita che un ricordo
ciondoli dai pensieri,
che nel suo lento oscillare
escori, lievenemte, il cuore …
Capita di vederlo camminare,
lentamente, tra i sentieri deserti
del vivere e sentirlo respirare …
Capita di sorridergli …
nell’aprirgli la porta
per lasciarlo uscire!

– Carla –

Il momento è critico e angosciante … vi penso e vi ricordo nei miei dialoghi con il Padre.
Ne usciremo ammaccati ma più forti, non dimenticando mai il dolore di chi ha visto (o potrebbe vedere) andarsene una parte del suo cuore.
Vi abbraccio, visto che qui è ancora possibile, con amore …
Serena notte.

Timore & Pensieri

La giornata è agli sgoccioli, io l’ho trascorsa a casa, senza vedere nessuno, in compagnia della gattina (ho smesso di abbracciare e baciare anche lei) e di riflessioni altalenanti.
La Paura, per chi, come me, è affettivamente “affamata”, è la scintilla che accende tanti pensieri, quelli che si legano alle persone che ami, hai amato o hanno contato qualcosa nel tuo percorso di vita …
7375 contagi e 366 decessi, ad oggi, alle 18.30, scandiscono un tempo che non è possibile calcolare … che non si conosce e che potrebbe sollevare il muro del silenzio, tapparci la bocca e non darci più l’opportunità di esternare i sentimenti o di smontare fraintendimenti.
Mi sono domandata se ho situazioni in bilico, se le persone a me care hanno idea di quanto le ami, cercando di ricordare l’ultima volta in cui ho detto loro un “tvb”, rispondendomi che ripetere ciò che ho già detto, più di una volta, non andrà perduto, ma accenderà solo la luce di un sorriso in più.
Ho pregato, come ho sempre fatto, pure nei periodi in cui non dovevo chieder nulla e solo ringraziare per la grazia di salute e serenità, anche per chi il mio bene non l’ha voluto, perché Dio non ha nemici!
Un’infinità di mesi fa, mandai un messaggio, “cristallizza dolore”, certa che avrebbe dato modo a chi lo leggeva di vivere una vita felice, in ragione di scelte trainate dal cuore.
Oggi, quella sofferenza non solo è lontana ma non ha, veramente, più un senso, soppiantata dalla rincorsa della tranquillità più intima, dalla presenza di anime capaci di spegnere la mia sete.
Come ho già scritto, in precedenza, non temo per me, sono pronta ad accogliere ciò che sarà, certa di non lasciare un libro incompiuto, il mio tallone di Achille è la fragilità di chi mi è caro.
Tutto questo discorso per suggerirvi un uso più dolce della parola, di vuotare le tasche del cuore e non aspettare che arrivi domani.
Vi abbraccio, tutti, con in pugno un TVB sincero!
Serena notte …
– Carla –

Sottovalutando …

3 marzo 2020 – 7 marzo 2020
Nella normalità, di sempre, quella che ci vede fare colazione, uscire di casa, vivere la giornata, rincasare e addormentarci davanti alla televisione o trascorrere del tempo con gli amici … sono solo pochi giorni!
In questa realtà, da film, sono un lasso di tempo che gronda ansia e impotenza!
1617 ricoveri
338 in terapia intensiva
843 in isolamento domiciliare
2798 positivi al virus
429 guariti
154 deceduti
 … non sono il totale, ma i numeri da sommare a quelli del giorno 3!

Coronavirus

Manca il buonsenso collettivo, il rispetto della salute del prossimo, la maturità per comprendere che il contagio dilaga per superficialità e delirio di onnipotenza.
Non è un gioco a “livelli”, non si può usare l’opzione “esc”, è la vita vera e azioni sbagliate “uccidono sul serio” …
Che cifre si devono leggere per ufficializzare una pandemia, per capire che ridimensionare le proprie abitudini è vaccinare tutti?
– Carla –

 

Numeri & Paura

Alle 18.00 di ieri 4 marzo, la situazione nel nostro paese, rispetto al giorno precedente, alla stessa ora, era questa:
Ricoverati con sintomi 1346 – 1034
Terapia intensiva 295 – 229
Isolamento domiciliare 1065 – 1000
Positivi 2706 – 2263
Dimessi/guariti 276 – 160
Decessi 107 – 79
… penso, ripenso e rincomincio a pensare, mantenendo la lucidità che, l’amore per i miei genitori e la tenerezza nei riguardi di chi ha patologie particolari, che non consentono al fisico di reagire al meglio, minano, in maniera sistematica.
Ho paura, SI’, ho una “fottutissima” paura che il “VIRUS” tocchi i miei affetti (perché di me, ve lo posso assicurare, non m’interessa affatto) e la sola idea di vedere chi è già fragile di suo, lottare contro un “mostro” (che lo è davvero per chi impugna una fionda per battere chi ha i fucili), mi fa deflagrare l’anima.
Sarei meno preoccupata se non notassi che la troppa sicurezza di taluni (che credono di essere immuni a tutto, come se gli atri non fossimo noi), che pensano ad un’influenza un po’ più tosta di tante altre, si trasforma in stupidità, in un’empatia che non gli resta attaccata addosso nemmeno con la spara punti.
Nella mia regione ci sono solo due casi, al momento, due persone uscite dall’isola e rientrate con la “corona” in tasca.
Non voglio entrare nel merito della necessità di spostarsi, in un momento, tra l’altro, non di allarme e restrizioni (più che altro consigli, come non recarsi al pronto soccorso da ipotetici infettati), ma ora?
Navi e aerei, nel nostro caso, sono quei luoghi in cui si sta, per forza maggiore, a contatto prolungato e ravvicinato …
Se sei malato, consapevole o inconsapevole da asintomatico, in entrata o in uscita, il “regalino” da qualche parte lo consegni ad altri.
Esagero? NOOO!
Ho sentito discorsi, sconsiderati, di momenti ottimali per spostamenti in luoghi distanti, sull’ondata di “offerte”.
Brevi vacanze, all’insegna del risparmio, forti di una mascherina, noncuranti della salute?
E parlo di quella collettiva e non personale, perché, per me, un idiota può scegliere di rischiare per se stesso, ma non sulla pelle degli altri!
Se ciascuno di noi si attenesse al buonsenso, spostandosi solo quando non può farne realmente a meno, mettendo da parte le futilità che non si possono barattare con la salute e che ibernate non appassiscono, si procrastinano soltanto, a breve si potrebbe tornare ad abbracciarsi, baciarsi, ad una vita sociale piena e spensierata, felici per un pericolo aggirato e ucciso.
… perdonate lo sfogo …
Serena notte
– Carla –

Amelie “insegna”

Osservo Amelie che, in questo momento, va in giro per casa con il cinghialetto (il suo pupazzetto) stretto tra i dentini (non sta ferma un momento, gioca con qualsiasi oggettino le offri, dal tappino al fusillo di pasta, dal topino meccanico alla pallina) e penso alla frase, detta da mia sorella, il giorno in cui me l’ha affidata (3 settembre 2019):
“Questa gattina sarà la tua fortuna!”
Più che fortuna la battezzerei “salvezza” perché è grazie ai suoi insegnamenti, preziosi e muti, che i panorami, tra i miei pensieri, si sono evoluti, lasciando spazio alla volontà, al ritorno della creatività e al colore.
Una gatta ha questo potere?
Sì, ve lo assicuro!
Amelie, come saprà chi mi legge con una certa continuità e da tempo, arriva da un bidoncino dell’umido, gettata come la buccia di una banana o un morsetto di pane avanzato, malgrado ciò, il suo vissuto non la condiziona …
I primi giorni di convivenza, bastava un piccolo spostamento, un rumore domestico o proveniente dalla strada che si guardava attorno, con terrore negli occhi, pigiandosi in un angolino, il dopo è stato, solo ed unicamente, un crescendo di fiducia nei miei confronti.
Dovrebbe odiarmi, rappresento la “specie vivente” che l’ha chiusa in 3 sacchetti di plastica, a vivere il dolore dell’essere rosicchiata dalle formiche, a respirare ossigeno sempre più rarefatto (miagolava a stento e quando è stata liberata era inerme, la sola cosa che riusciva a fare era gonfiare, velocemente, i polmoni per restare in vita), eppure, non mi odia, mi ama.
Sentire il suo respiro, sereno, sul collo (le piace addormentarsi così), mi fa sentire valutata per la persona che sono, una donna che non chiude il pugno stritolando la vita.
Da lei sto imparando che il dolore può essere confinato e distrutto, che se ti chiudi al “sentire” finisci per privarti dei 5 sensi, per cannibalizzare i sogni.
Amelie è piccola, cocciuta e determinata, ti sfida con la tenerezza e ti mette K.O. piegandoti ai suoi voleri.
Ha capito che le mani assassine non muovono il pensiero di tutti, che il suo miracolo, forse, non l’hanno portato a casa altre vite, che per ogni carogna che viene al mondo, nascono qualche migliaio di anime straordinariamente buone.
Amelie è un torrente d’amore ed io, come lei, voglio essere vita nella vita!
– Carla –