Un sorriso

Tra le increspature dell’anima,
riesco ancora a raccogliere le briciole di luce
che disegnano il tuo sorriso,
una “virgola” che illumina la notte!
– Carla –

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Un Fiore “Speciale”

Ieri …
… noto una scarpa con il fiocco allentato, rallento, mi fermo e, in prossimità di un muretto, tiro sù il piede per scioglierlo e rifarlo (mi manca solamente di chiudere in gloria l’estate, sbriciolandomi le ossa con un bel ruzzolone).
Dal nulla, e ribadisco dal nulla, spunta un bellissimo uomo in miniatura che mi porge un fiorellino, stretto tra due piccole dita di una manina cicciotta.
Abbasso la musica, sfilo le cuffie e dopo averlo preso, mentre lo annuso, gli dico. “Grazie, che profumo stupendo!”.
Il più grande seduttore di tutti i tempi, a questo punto, toglie il ciuccio di bocca e mi regala un sorriso che spazza via ogni pensiero.
La madre, che compare un istante più tardi, ride …
Edoardo, 1 anno e ½, fugge via, esibendo un meraviglioso lato B “tutto panno”, si volta e nel vedermi riprendere la corsa mi scarica addosso un cartucciera di baci lanciati con la mano.
Voglio tornare bambina e fidanzarmi con lui …

fiorellino

Gli ho scattato una foto, prima di restituirlo alla natura …
– Carla –

 

La Panchina

panchina iglesias

Seduta, sulla Panchina della vita,
ogni anima attende qualcosa …
Quella “Nera”, soffocata dai sensi di colpa, aspetta i colori, stringendo un bouquet di scuse che, forse, non gli verrà mai tolto di mano.
Quella “Straziata”, il giunger di parole, autentiche, la richiesta di un perdono che possa medicare le ferite e alleggerire il peso delle lacrime versate.
Quella “Chiara”, che non ha mai avvertito la violenza di una tempesta, che le si sieda accanto l’Amore, portando con sé il seme di un fiorire incessante.
Quella “Disillusa” che dall’alto cada una piuma di speranza …
La Mia Panchina, apparentemente vuota, ospita uno sguardo che, silenzioso, attraversando il cielo, fa festa in me … per me!!!
– Carla –

Nella vostra????

Lady “Ostinata”

TomTom

… un piedino (tristemente felice del mio “34”, che concede solo scarpe atroci, da bambino) “acciaccato” non mi ha impedito di percorrere, ugualmente, i 10 km quotidiani.
Non importa correre ma solo non mollare!!!
Io e la mia Testardaggine ci amiamo …
Buonanotte “amici”.
– Carla –

Brebus

La traduzione esatta del termine “Brebus” è “Parole-Verbo” e raccoglie tutta una serie d’invocazioni atte ad allontanare malattie (si parla di malesseri curabili con farmaci da banco e non di patologie gravi che necessitano l’attenzione di un medico e di controlli specifici, un mal di pancia, un mal di testa, i porri ecc.) o sciolgono malefici.
Sono recitati nel corso di semplici ritualità, più che altro domestiche, in cui il paganesimo e il cattolicesimo si mescolano nel rispetto della Fede e del sentire umano.
Si tramandano da “Vecchio” a “Giovane” e, una volta donati, cessano di avere un potere benevolo per chi li ha ceduti.
Trattandosi di gesti d’amore, non hanno un corrispettivo di alcun tipo, né in beni materiali né in denaro, si mettono a disposizione degli altri per nutrire il proprio animo e nell’altro.
In famiglia ho la testimonianza diretta che il bene genera bene, avendo assistito alla guarigione, totale e fulminea, del fuoco di Sant’Antonio, operata da un anziano, attraverso semplici preghiere, sussurrate e incomprensibili per il “colpito”.
10 giorni fa, circa, nel far visita ad una amica, ho assistito a qualcosa che conoscevo solo per sentito dire e che viene praticato, spessissimo, da persone anziane.
Davanti a me c’era una signora, con un bicchiere d’acqua in mano, qualcosa giaceva nel fondo e lei, concentrata, si ritirava per qualche minuto in una stanza lontana da sguardi.
Aveva appena cercato di scrollare di dosso, alla mia amica, un malessere fisico persistente!
Non avevo mai domandato nulla di simile a nessuno, ma dopo aver condiviso il tempo con un mal di testa, sopportabile, ma incessante, per più di un mese, umilmente, le ho domandato se poteva operare lo stesso gesto pure su di me.
Ha preso 3 chicchi di frumento, 3 grani di sale grosso e li ha gettati in un bicchiere diverso dall’altro, pieno d’acqua, ritirandosi in solitudine, come la volta precedente.
Al ritorno mi ha fatto notare delle bollicine e la posizione dei chicchi (che non ricordo, perché intenta ad ascoltarla), dicendomi che, ciò che chiamerò “malocchio”, giusto per farmi capire (ma che non ha a che fare con la cattiveria ma è solamente legato al pensiero, insistente, nei miei riguardi), arrivava da 3 persone: un uomo e una donna con la testa (pensiero) e un uomo col cuore (per sentimenti che lo divorano).
Ha impugnato un coltello e con la punta ha fatto esplodere le tre bollicine!
Morale?
Sono passati circa 20 minuti e il mal di testa si è dissolto, come le nubi sospinte dal vento, facendomi avvertire una leggerezza incredibile che ancora non mi abbandona.
Fantasia?
Chissà!!!
Nel documentarmi, nei giorni a venire, ho trovato una preghiera che viene recitata in questi casi e il Credo (che enunciano tutti i guaritori) alla fine.

“Deu ti toccu e Deus ti sanit
(io ti tocco e Dio ti guarisca)
e ti ndi pighit sa maladia
(e ti porti via la malattia)
e ti ndi pighit s’oghiagura.
(e ti porti via il malocchio)
Est prus forti su soli de sa luna,
(E’ più forte il sole della luna)
e sa missa de sa giobia santa
(e la messa del giovedì santo)
forti come che cussa
(forte come quella)
atra non nci dd’at atra
(non ce n’è altra)
e sa missa de sa notti de Natali
(e la messa della notte di Natale)
forti che cussa
(forte come quella)
atra non nci d’at
(altra non cè n’è)
e sa missa de Sant’Anastasia
(e la messa di Sant’Anastasia)
deu ti toccu, Deus ti sanit
(io ti tocco, Dio di guarisca)
e ti ndi pighit sa maladia.
(e ti tolga la malattia)

https://youtu.be/YOnLo2BPviU

L’Amore di Dio si manifesti in ogni modo, per portare Sorrisi e Pace nella vita di chiunque!
– Carla –

Chi è la bestia?

Amelie

Lei è Amelie e il suo pianto disperato le ha salvato la vita!
Due giorni fa, all’alba, durante la sua solita corsa mattutina, mia sorella si è accorta di un lamento straziante che giungeva da un bidoncino dell’organico.
Chiusa dentro un sacchetto, tra i rifiuti, stava diventando un ristorante vivente per formiche.
Come si nota dalla foto, ha perso due polpastrelli, ma non l’allegria e la voglia di vivere.
Chi è la vera bestia?
Non lei, ma chi voleva la sua morte e in un modo atroce!
30 anni di reclusione, forse, farebbero riflettere certi avanzi umani, che dite?
– Carla –