2017 …

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George, talento senza fine …

Desidero ricordarlo così

Grazie George, per avermi accompagnata dall’inizio della tua carriera fino ad ora, per le carezze di una voce ineguagliabile che continuerà a viaggiare con me, per aver regalato sogni ad una ragazzina ed aver abbracciato teneramente una donna matura. La pace del Signore ti doni la felicità inesauribile che ti è mancata e la serenità per esibirti in un concerto universale … senza fine.
Con amore – Carla –

Auguri …

Il 2016, con tutto un carico di eccezionali difficoltà, s’appresta ad imboccare il tramonto ed a staccare dalla gruccia i panni da vestire per il 2017. Grazie, ad ognuno di voi, per le pagine con le quali avete saputo farmi sorridere, ridere, commuovere e riflettere, grazie anche per quelle che mi hanno fatto arrabbiare, perché specchio di una realtà dai toni cupi, e per quelle che mi hanno saputo insegnare qualcosa di nuovo. Grazie, ancora, per aver trasformato in “salotto” un angolo virtuale accogliente e dalle luci soffuse. Grazie, di cuore, per ogni commento ed ogni “stellina” che illumina la mia piccola “stanza” …
Auguro a tutti la salute, la gioia e la presenza costante di affetti attenti e generosi …
… a chi desidera un piccolino di poter accogliere, quanto prima, l’eco di passetti incerti che vivono casa.
… a chi attende un sincero “Ti Amo” di sentirlo sussurrare dalla persona giusta, quella che vede il cammino a due come una benedizione e non un ingombro.
… a chi non s’innamora da tempo, o non si è mai innamorato, di sentire sul cuore le tiepide carezze delle mani dell’Amore.
… a chi è in cerca di un lavoro di poter varcare le porte di una degna e duratura occupazione.
… a chi ha smesso di sognare di rianimare lo spirito per farlo, certo che i desideri importanti trovano sempre realizzazione.
Appeso, ad uno spicchio di luna, vi lascio un amorevole
                                                                                                           Buon Natale
                                                                                                               – Carla –

Amore … oltre ogni confine!

Chi ha fede si pone mille domande e sdrucciola, regolarmente, tra i sentieri del dubbio! – ne sono convinta, tant’è che non mi sento sbagliata quando realizzo di essere coinvolta in prima persona. Il rapporto con l’Altissimo non è poi così diverso da quello con chi condividiamo i nostri stessi spazi vitali, fondato sulla complicità e un dialogo che, di norma, dovrebbe affondare le radici tra emotività e raziocinio. Camminare, lungo le strade della vita, nutrendo la speranza di essere i futuri eredi di un dono di inestimabile valore, l’eternità, dovrebbe fornire la carica per affrontare al meglio ogni difficoltà, per dare agli ostacoli un valore equo e mai esagerato, per non dimenticare la promessa che dopo questa astrusa “anticamera” esiste un elitario “castello”. Un’illusione? Una fiaba scritta dall’anima per disperdere la paura di lasciarsi andare oltre lo steccato e sciogliere l’incognita di un buco nero? Qualcuno ha certezza che il “dopo” sia solo un triste “niente”? Io, sinceramente, no! E se un filo della luce del domani, di tanto in tanto, filtrasse oltre le nostre misere imposte? Una giovane donna, votata al Signore, nel chiudere gli occhi, ha saputo lasciare uno “scatto” di quel vivere appena abbracciato.
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Suor Cecilia, sorride nell’attimo che conclude la vita, a dimostrazione che non è improbabile passare da un banale monolocale ad un regno di indescrivibile bellezza e che non ha fine.
– Carla –

 

Prova a non perdere la calma!

Ho affittato due “bolas” che non smettono di girare, tant’è che fluttuo per casa in attesa d’atterraggio! Scommettiamo che riesco a farvi salire in quota per farmi compagnia? Guardate questo video https://youtu.be/ookGv44MMd4 … Sono io ad essere una bestia se penso – Fuori! – ? Dove sta la grande furbata ad aprire le porte di casa a certa mercanzia scaduta? Tempo fa ho letto un proverbio che noi italiani indossiamo perfettamente – Tutti finocchi col culo dell’artri – Ragà, mi alleno a camminare muro-muro!
– Carla –

I compagni di una Single?

L’assenza di un Amore o, comunque, di una compagnia piacevole seppur occasionale, sicuramente, non è qualcosa che tutte sanno gestire col sorriso. A me, francamente, non è mai importato un bel pifferozzo del cammino da Single, fortemente convinta che il detto – Meglio soli che male accompagnati – trattenga una dose considerevole di saggezza. Sole? Non sempre! Nel tempo ho focalizzato “dettagli” che viaggiano a braccetto e che identificano, molto spesso, le donne affettivamente non accompagnate (o freddolose o, ancora, quelle amate da chi apprezza un tocco di trasgressività … non vanno trascurate nemmeno le varianti). La parola “freddolose” dovrebbe aver già suggerito l’elemento mancante, si dai, è proprio lui. Non si presenta mai da solo, è chiarissimo, ambrato, di una bella nuance cioccolato o corvino, lucente e dalla personalità soft o tempestosa: il pelo!!! Appartenendo alla élite mediterranea, dissociata dal termine glabro, ho un bel da fare per decimare l’ospite molesto, prendendolo alle spalle e tirandogli il collo (benedetto l’inventore dell’epilatore) ma lo faccio seeeeeempreeeee, sentendomi (e con ragione) la gemella di Cita, dai leggings di calda pelliccia che non necessita l’uccisione di alcun animale, con i baffi di Dalì che scappano dai lati dello slip, con due roditori pelatini sotto le ascelle e le code di scoiattolo che dall’arco di Cupido penzolano fino agli angoli della bocca. Sola, ma mai gorillina!!! Comprendo che la pigrizia ha la meglio, quando non si ha nessuno a cui esibire un “liscio” che lascia senza parole, ma è di un brutto esagerato vedere una fetta dell’universo femminile che, incurante, lascia intravedere, quando sale il pantalone (un classico è la prova calzature), cavigliotti villosi, stile micio pettinato o barboncino scompigliato, pompon ai lati delle tette o tamerici selvagge fuori dalle mutande (prestando zero attenzione nel chiudere la tenda dei camerini nei negozi di abbigliamento) e, non per ultimo, spiaccica sotto una palettata di fondotinta i baffi. In caso di malore si evita una caduta di stile solo in una clinica veterinaria!!! Lo premetto, non è una critica feroce, quanto la scanzonata analisi di una realtà “teneramente tricotica”. Amiche mie, il pelo di troppo va sterminato, rinunciando al tepore da lui profuso, perché le prime persone su cui far colpo siamo NOI!
– Carla –

Io e il “mio” viso …

Le parole, quelle sane, che non evaporano o mutano non appena lasciate andare, hanno – per me – un’enorme importanza, anzi, sono vitali, il “tutto” … Si concretizzano nel quotidiano, generano il buono e nel silenzio sanno essere più significative che mai. Nel sentire il monologo che vi propongo, trovato su youtube e, ahimè, non goduto in diretta …  https://youtu.be/FtHLFar_ecs … (tra l’altro esposto da una donna che gradisco a tutto tondo), ho attraversato, ancora una volta, pensieri che il tempo fortifica. Il viso non è solamente il biglietto da visita di ciascuno di noi, è un romanzo che racconta chi siamo, cosa e chi abbiamo incontrato, dove siamo andati e quelli che sono stati i risultati di ogni nostra scelta. Non alterarla, per ghermire quel che diversamente andrebbe perso, non nasconderla quando ci è sgradita o ostentarla quando ci fa sentire padroni del mondo, non è stupidità, è coraggio. Esporre la faccia, sempre, comunque, senza paura di presentare il ritratto della gioia o la smorfia della sofferenza più intensa è vestire la coerenza, offrire uno strumento per imparare, incartare un dono che si ricicla all’infinito, l’Amore. La ruga non è una bruttura perpetrata dagli anni che scivolano, un dispetto della vita, ma una carezza, un graffio, una risata o un urlo di dolore, ciò che fa di ogni viso un quadro d’autore.
– Carla –