Orgogliosamente debole!

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gen 2019 is urigus (2)

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La felicità

Donala … non pretenderla,
esaltala … non deprezzarla
… e nel riconoscerla, proteggila.
Non è scontata,
non è dovuta
e,
ignorata,
si consuma,
perdendosi tra i vicoli della vita.
– Carla –

Uno, due, tre STALLA!

Da bambini si giocava a “Uno, due, tre STELLA!”, da adulti, non di rado s’incappa in un gioco meno divertente, “Uno due, tre, STALLA!”, scivolando nella popò mollata da compagni di vita discutibili.
Gli uomini, quando sono superlativi lo sono all’ennesima potenza, fabbri capaci di piegare il mondo, di forgiare il destino, al meglio,  per donarlo alle loro donne.
La tragedia è che sono pochi e quei pochi sono andati o vanno a ruba …
Non ho grandi esperienze affettive “dirette” (e non voglio rivelare quale categoria ha “rallegrato”, si fa per dire, la mia esistenza), tuttavia, il confronto verbale con altre “graziate” da intensa magnificenza maschile, mi concede di stilare una lista che comprende 5 tipologie di uomini (alcuni per identità di genere e basta).
1° “Ho timore di mamma …”
È colui che si presenta come un tipo tutto d’un pezzo, sicuro di sé, pronto ad attraversare un Vietnam facendovi da scudo e che al primo “richiamo” materno, china la testa, obbedisce ad oltranza e vi fa fuori per non contrariarla.
2° “Ho sempre ragione!”
Un soggetto che nega, spudoratamente, davanti all’evidenza, che preferirebbe farsi evirare piuttosto che ammettere di essere un idiota senza speranza.
3° “Ma quanto sono figo?”
Il tizio con la messa a fuoco danneggiata, capace di notare 4 capelli bianchi sulla vostra testa e di non badare che sulla sua ne sono rimasti lo stesso numero, pronti a suicidarsi.
L’essere che nota la vostra ruga e ignora un kulo a prugna secca, dentro le proprie mutande.
4° “Il tempo mi scansa …”
Un vero ottimista, in grado di autoconvincersi che il suo appassire, in maniera plateale, lo migliora, conferendo non “vecchiume” ma fascino, quello che desidera ogni giovane donna.
Se la canta e se la suona, ma la realtà è che la preda “fresca” vuol addentare pane di giornata e non una pagnotta scongelata.
5° “Non ti ferirò mai!”
Il più meschino tra tutti, il bugiardo seriale al quale non puoi che augurare di incontrare un mostro, con il suo stesso cuore!!!!
– Carla –

Sa sedd’e su Diaulu

Qualche giorno fa, in compagnia di mia sorella, ho fatto una passeggiata davanti al Poetto (Cagliari).
A piedi nudi, ignorando la stagione sbagliata, per una manciata di minuti, ho accarezzato la sabbia, spingendomi fino alla battigia.
Amo quell’angolo di mondo, dove i desideri assomigliano alle stelle cadenti, dove il promontorio di rocce sedimentarie, di età  miocenica, che affiora dal tratto di mare chiamato Golfo degli Angeli e che separa la spiaggia del Poetto da quella di Calamosca, trascina in un’avventurosa leggenda biblica.
Si narra che i demoni, guidati da Lucifero, stregati dalla bellezza del luogo, decisero di tentare d’impadronirsene, per includerlo tra i loro possedimenti.
Dio, contrariato, per impedirlo, inviò un nutrito esercito di angeli, condotti dall’Arcangelo Michele.
Sul cielo del golfo, angeli e demoni, ingaggiarono una battaglia senza esclusioni di colpi, conclusasi con Lucifero che, disarcionato da cavallo, perse la sella.
Caduta in mare, si tramutò in una roccia che ne riproduce la forma.
Le piume angeliche bloccano, sempre, la coda del diavolo!!!
– Carla –

Negli occhi

Quando si sceglie di restare soli, consci di rischiare di perdere delle opportunità di concedersi la felicità, si abbraccia il non voler più mettere se stessi alla mercé di un’eventuale delusione, di raccogliere i petali di cuore, strappati dalla brutalità di una tempesta.
Non è vigliaccheria ma spirito di conservazione, quell’amore, tradito o venuto a mancare, che decidi di donarti da solo, perché hai la certezza che nessuno lo saprà proteggere e rispettare.
Si vive nella convinzione che nessuna emozione è meglio di una “brutta” emozione.
Il domandarsi quale “effetto” si può scatenare nell’altro sesso, vien da sé, si annienta, lasciando spazio ai sentimenti di simpatia ed empatia spicciola.
Una premessa lunga, la mia, ma doverosa per porre l’accento su uno stato d’animo che, quasi, rasenta il ridicolo.
Seduta sul lettino di un bimbo di soli tre anni, nella penombra, attendo si addormenti (oggi gli gira così, ha paura e sente che potrà raggiungere gli angeli del sonno solo tenendo la manina sulla mia gamba, con la stanza illuminata dalla luce del cellulare) e scrivo, quasi per esorcizzare il fastidio di tornare in mezzo agli altri, per concludere la cena in salotto, chiacchierando amabilmente.
Siamo in pochi, chi ci ospita, tre loro parenti, io e due colleghi dei padroni di casa, l’atmosfera è familiare …
Cosa mi disorienta?
Due occhi che per tutta la cena mi hanno guardata con ammirazione … in silenzio!
Avete presente quel qualcosa che scava per andare oltre la superficialità dell’apparenza?
Mi sono sentita “gradevole” e non per come sono, ma per quello che quegli occhi credono possa essere.
Non ci sono più abituata e, se fosse possibile, non uscirei più da questa cameretta.
Buonanotte.
– Carla –

Agli sgoccioli

Agli sgoccioli di una emozione,
alcuni,
accarezzano i ricordi,
sentendo sotto i piedi,
nudi,
i cocci taglienti del cuore.
Altri,
contano i passi da affrontare,
non domandandosi se la nostalgia
li potrà far implodere,
convinti di indossare una corazza impenetrabile che,
in realtà,
è di cartone.
– Carla –