Amore Mio

Quando il mio collo
diventa il tuo cuscino
e il tuo respiro
si lega al mio,
rubo un drappo di felicità alla vita
e ci arredo l’anima.

Ame Ninna

Sereno sabato …
– Carla –

Conforto

Il Conforto ha a che fare con te
con l’inspiegabile che schiude i pensieri alla comprensione,
che spiega le vele per approdare al coraggio,
che afferra mani sporche di vita
e sorride nel ritrovarsi i vestiti macchiati d’amore.
– Carla –

https://youtu.be/0H-WHLI8YNg

Buonanotte …

L’immortalità dei sentimenti

Con le “mie” parole, stasera, ho voglia di raccontarvi una storia letta in rete, diverso tempo fa, e che è rimasta in un cassetto della memoria.

Un bambino, ogni giorno, si recava sulla spiaggia, davanti a casa, e sulla battigia, impugnando un legnetto, scriveva:
“ Mamma ti amo!”,
aspettando che la risacca cancellasse quelle parole, sorridendo nel momento in cui la sabbia ritornava ad essere una lavagnetta pulita.
Un anziano, che lo scrutava da tanto, incuriosito, pensando ad un gesto stupido e ripetitivo, decise d’avvicinarlo.
– Le scrivi sulla sabbia e il mare lo cancella, diglielo di persona! –
Il bambino, stupito, guardandolo gli rispose:
– Non ho più la mamma, Dio l’ha portata via, come fa il mare con il mio messaggio. Le scrivo che la amo, tutti i giorni, per ricordarle che né Lui né l’acqua possono cancellare il mio amore per lei –
L’anziano, inginocchiandosi, con l’indice, incise sulla sabbia
“Ti amo Nora”,
per ricordare alla moglie che in lui viveva immutato l’amore.

Chi ci ha fatto conoscere l’amore, quello infinitamente grande, capace di donare, prima di ricevere, non potrà mai evadere dal nostro cuore.
– Carla –

Noi

Sarò farfalla
e la tua mano sarà anima
che avvicina le mie ali
senza ucciderne il volo.
Sarai tela
e i miei sensi saranno la matita
che, nell’armonia del silenzio,
tratteggia un’altra vita.
– Carla –

Serena notte a tutti …

La “lettera”

Nonna, mia nonna paterna, aveva una casina di proprietà, nulla di esagerato: cucina, sala, due camere da letto (una delle quali, un tempo, era lo studio del marito) e un bagno.
Diversi anni prima che morisse, decise di ospitare una giovanissima coppia di sposi (ai quali, col benestare dei figli, decise sarebbe rimasto tutto, conto in banca compreso, quando lei sarebbe venuta a mancare) con i quali formarono una seconda famiglia, quella che avrebbe portato una ventata di novità e che, sicuramente, le allungò la vita, regalandole presenza costante e gioia.
Mio padre, nonostante i due ragazzi, è stato più che presente nella sua quotidianità, viziandola come una bambina, rispettando ogni suo desiderio, spingendoci a collaborare, amorevolmente, per metterla davanti a tutto (era l’ultima nonna che ci restava).
Noi nipoti eravamo il suo sole, in particolare mia sorella, il suo ritratto preciso, mora e con gli occhi chiari, gialli, però, a differenza dei suoi, celeste cielo.
Avevo 22 anni quando mi chiamò in camera sua e mi disse: – Cosa vorresti per ricordarti di me? –
Era forte, sana, nonostante avesse superato da un po’ i 90!!!
Restai a guardarla, sicuramente, con lo sguardo interrogativo, mentre lei, sorridendo, senza scomporsi, continuava: – Sono tuoi i 3 quadri alla parete (3 fotografie, lei a 25 anni, il marito a 20 e mio padre a 4, scattate lo stesso giorno e nella stessa posa) e questa scatola che aprirai solamente quando me ne sarò andata.
L’estate successiva, nonna, non ci sarebbe stata più!
La scatola, grande come quella di un paio di scarpe, non conteneva gioie o chissà quali segreti, ma scatti ingialliti, preziosi perché in pochi potevano permetterseli, attimi di gioia tra sposi, mio papà, miei zii e qualche viso che nemmeno mio padre riconobbe.
Sul fondo una lettera, scritta con la stilografica, con una grafia perfetta e su carta pregiata, intestata a mia nonna e senza un mittente.
Spiegare il valore d’amore di quello scritto è assurdo, perché mi è impossibile trovare le parole, perché l’autore io l’ho vissuto fino a 6 anni ed ho solo i ricordi che può trattenere una bambina.
Nonno aveva la mia età, quando si stava insieme, amava i pupazzi meccanici (che mi comprava in un negozio di Cagliari), i dolci, raccontava storie incredibili e, quando mi concedeva di giocare nel suo studio, si esibiva in giochi di prestigio che mi facevano credere fosse dotato di super poteri.
Ma torniamo alla “lettera”, preceduta da una breve premessa …
La donna che poi è diventata sua moglie, prima di conoscerlo, si è ritrovata orfana a 7 anni, con due sorelle più piccole (una morì a 3 anni per una malattia mai identificata) a fare la domestica, in cambio di vitto e alloggio, presso una famiglia facoltosa.
Nonno se ne innamorò a prima vista, vedendola andare a lavare i panni alla fontana e lei, in quel ragazzo molto più giovane e dai modi regali, scoprì la fiaba che mai avrebbe creduto di vivere.
Lui era colto, aveva un ottimo lavoro, la trattava come una Dea ed era pronto ad offrirle una casa con tutte le comodità che si potevano acquistare all’epoca.
La lettera fu scritta intorno agli anni 40, mio padre era piccolissimo ed era già rimasto solo (gli altri erano sposati, perché lui arrivò, tra capo e collo, quando erano maturi e dovevano pensare solamente al primo nipote), con mamma, attendendo che la famiglia si riunisse dopo l’ennesimo allontanamento paterno per lavoro.
Tra le righe, in maniera nemmeno troppo velata, si svela un uomo che conosceva profondamente l’Amore e la Passione, pazzo della sua donna, del suo profumo, dei suoi gesti, fedele a delle promesse che, certamente, si ripetevano ogni volta che si riabbracciavano e si perdevano tra le lenzuola.
Un uomo grato per il dono dei figli e di una felicità che non aveva mai sentito decrescere!
Nel leggerla, quella prima volta, mi ricordo trattenni le lacrime fino alle ultime righe, fino alla frase in cui rammentava che alla solita somma di denaro, che allegava, aggiungeva il tanto che sarebbe bastato per comprare i pasticcini, tutti i giorni, nella pasticceria di una città vicina, per il bambino.
Nonno era un amore di uomo, un Principe che ha trasmetto ai suoi figli il suo stesso modo di amare, che ha amato mia madre come sangue del suo sangue, che ha festeggiato come una benedizione divina l’arrivo di ogni nipote, che si è spento nella disperazione di non poter più proteggere la donna che lo aveva fatto sognare.
Ho ereditato, non so se per fortuna o sfortuna, il suo stesso sentire, il valore dei sentimenti, il saperli investire senza risparmiarmi.
Chissà cosa pensa, ora, nel guardarmi da lassù, con le gambe che ciondolando da una nuvola …
“Sono stata meno fortunata di te, nonno, lo so …”
In una lettera ho trovato parte del mio cuore e le mie radici, qualcosa di prezioso che l’incuria non può portarsi via, come ha fatto con il suo ultimo ufficio, sgretolato dal silenzio di una delle tante realtà minerarie del Sulcis.
– Carla –

Un giorno …

Un giorno ti accorgerai
che sarà troppo tardi,
capirai di aver perso la luna
mentre cercavi
di contare le stelle.
Gravina

… adagiata
 su uno spicchio di luna,
ogni sera,
guardo una sfilata di stelle!
Buonanotte …
– Carla –

Giornata Mondiale del “Gatto”

“Cirillo” e “Mia”, solamente un “Grazie” …
per l’Amore ricevuto e per quello che ancora, adesso, mi batte nel petto …
“Amelie”, compagna di viaggio che accoglie l’Amore che sento il bisogno di non far svanire …
Nessuno di loro è stato mai il “Mio Gatto” ma io la “Loro Umana”!!!
– Carla –

CiryMiaAmelie 2019

 

1000

Tutto è iniziato così …

Casa
Gocce di luce tra il rosso dei coralli,
versi che un alito turchese
scarabocchia sulle dune di sabbia
e una mano bambina
stretta alla coda dell’aurora.
Petali di luna tra le ciglia dorate di un faro,
carezze che nuvole d’avorio
tengono appese al cielo
e un volo mai stanco
traccia il profilo di casa.

… era il 30 ottobre 2013 e nasceva “ladimoradelpensiero”.
Ieri, l’ho realizzato qualche ora fa, ho pubblicato il 1000 esimo post, la 1000 esima scheggia di me, condivisa con più di 1000 persone (iscritte) e con chiunque passa per buttare uno sguardo tra le mie parole.
All’incirca 28.000 “mi piace”, 108.000 “visualizzazioni” e 10.500 “commenti”, visitatori che arrivano non solo dal nostro Paese, ma anche da luoghi più lontani, quali Romania, Austria, Spagna, Belgio, Regno Unito, Serbia, Svizzera, Germania, Francia, Grecia, e ancora più distanti, come il Cile, l’India, il Venezuela, il Canada, il Giappone, il Brasile e Hong Kong, cifre che in rete sono “caccole” ma che per me sono sorrisi, abbracci e, non di rado, conforto.
In più di 6 anni ho affidato a queste pagine lo stupore per ciò avviene nel mondo, l’ironia, l’autoironia (il mio essere nata bellina come la nipotina di Kunta Kinte, il mio piedino da bimba di 8 anni, le mie fobie, mi rendono particolare, sinistramente particolare!), la rabbia per le ingiustizie perpetrate sui più deboli ed indifesi, i momenti di serena felicità e quelli in cui le stanze della mia anima sembravano non avere più punti luce.
Ho condiviso ciò che mi colpiva, nel bene e nel male, ed ho apprezzato, smisuratamente, il delicato scambio di percezioni e di idee, con chiunque mi ha letta o ha stimolato la mia voglia di interagire per ciò che concedeva nella propria “casa virtuale”.
La “Fatina dei dolcetti”, le “Dive” del cibo sano, semplice o ricercato, le Donne della “Mia terra”, con il vento tra i capelli che le profuma di mirto e mare, le “Maestre di Vita” che non sanno d’esserlo, il Poeta delicato, quello terribilmente magnetico e sensuale, lo Scrittore che impastando un ricco abbecedario lievita sogni, il Filosofo che punta una torcia nel buio, l’Artista e l’Uomo di Dio al quale tirare la veste per chiedere “Mi Ama?” … Amici, pazienti!
Grazie per i “1000 momenti” di “noi”, che rendono “ladimoradelpensiero” un prezioso album di ricordi!
Serena notte …
– Carla –

San Valentino 2020

Buon San Valentino …
al vecchio canuto, che ha visto la mano della sua amata scivolare tra le nuvole, che affida ad un aliante, capace di varcare le porte del cielo, un altro “Ti Amo”.
Buon San Valentino …
a chi è a metà del percorso e, volgendo lo sguardo al passato, rammenta a Dio la fortuna di aver afferrato quella mano e lo ringrazia per poterla sentire ancora persa tra le dita.
Buon San Valentino …
a chi sull’Amore ci ha appena “inciampato” e già cuoce i mattoni per edificare una nuova casa, sentendo il dondolare di una culla nella camera accanto.
Buon San Valentino …
a chi la felicità l’ha perduta e non sa che è tempo di asciugare le lacrime e di mettere a fuoco il cammino, perché l’Amore, che non scorda, mai, chi l’ha “nutrito”, ha chiara la strada che riconduce a casa.
Buon “Amore” a tutti!
– Carla –

Ti lascio un’emozione …

Lei è Vera, _veralya su Instagram …
Veralya

… è giovane, amabilissima (perché risponde ad ogni commento) e soprattutto “umile”, tanto che i complimenti, meritatissimi, quasi la mettono in imbarazzo.
Oggi mi ha scritto che sono una delle sue iscritte più presenti, autorizzandomi a parlare di lei in questo mio spazio, sentendosi lusingata, visto che non ritiene di essere “pazzesca” come la considero io …
Ditemi se non è un’esplosione d’arte!
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Le sue tele “vivono” e riuscire a lasciarvi un segno che non sia un “pasticcio” che, il più delle volte, si trascina il pentimento e richiede qualcosa che lo copra o l’eliminazione, che possa “raccontare un’emozione” o “trattenere un sentimento” non è cosa da tutti.
Amo il suo tratto e nel vedere i suoi lavori sorrido di tenerezza, talvolta ripercorro attimi della mia vita o mi commuovo.
Le mani di un bambino, che resterà il cucciolo di chi lo ama, il volto di un figlio a 4 zampe, che magari è venuto a mancare, un occhio dal quale grondano parole, sono solo gocce di un torrente in continuo movimento …
A Vera dedico una frase dell’ultima canzone di Chiara Paradisi, “Tutto bene”, “Ho l’inchiostro sulla pelle, dice ciò che non dirò …” perché lei sa fare proprio questo, imprime petali d’anima sulla pelle, non permettendo al silenzio di far ombra sulle pagine della vita.
Prima o poi i miei “figli felini” (Cirillo e Mia), correranno dal cuore all’epidermide e Vera parlerà d’amore al mio posto.
– Carla –

 

La Signora “Menagramo”

Ad uno sputo da casa mia abita una iettatrice, un’uccellaccia del malaugurio, una spargi “cugurre” (parole vestite di sorrisi ma che olezzano di zolfo), una donna, non più giovanissima, che chiamo, affettuosamente, (mortacci suaaaaa) la Signora Menagramo.
Tutte le volte che passo davanti alla sua abitazione o la incrocio per strada, ormai è certo, apre la sua dolce boccuccia e, puntualmente, mi faccio male …
I suoi “Buona camminata” o “Buona Corsa” mi fanno ingrigire i capelli!
Tre giorni fa, le è bastato porre l’accento sul mio rincasare un po’ più tardi, qualche giorno prima (quello dei 15 km), per iettarmi il piede sinistro.
Le scarpe erano le collaudate Saucony (che mi ha regato mia sorella), i calzini da runnig, il percorso quello abituale, eppure, al 9° km sono tornata a casa per il dolore che avvertivo al lato del piede, per una bolla (lampo) grossa come un mandarino.
Questa estate, con un paio di scarpe diverse, nel percorso del parco, tra gli aghi di pino, ho rimediato, conficcato, verticalmente, un ago sartoriale che mi ha sfiorato di pochi millimetri il retro del tallone.
“Ti conviene andare all’ombra dei pini, fa tanto caldo … Buona corsa!” … sono state le ultime parole famose … ah … ah … ah!
Un ginocchio scricchiolante, la puntura, su un polpaccio, di uno strano insetto (ho patito prurito e bruciore per due giorni), un’abrasione stile marchio a fuoco sulla pianta del piede destro e una caduta per colpa di un razzo-gatto, sono solo una parte delle sue benedizioni.
Esagero?
Oggi ho riso fino a star male, perché pare che Lady “Pindaccia” (altro modo di definire la iella, in sardo), secchi anche gli elettrodomestici della mia dirimpettaia.
Tutto ciò che vede entrare a casa sua (e commenta con festosità) dura da Natale a Santo Stefano, ultima sua prodezza è uno scaldabagno che ha 15 giorni di vita e perde acqua … eh … eh … eh …
Un idrante, caricato ad acqua santa, sparato sulla sua porta, nel cuore della notte, credete possa essere la svolta?
Buonanotte, mondo …
– Carla –

Sensibilità

… sotto un cielo cosparso di stelle, tetto di una terrazza sul mare, il freddo si tuffa in una tazza di tisana fumante e un sorriso diventa una zolletta di zucchero!

“La sensibilità non è donna,
la sensibilità è umana.
Quando la trovi in un uomo
diventa poesia”
Alda Merini

Buonanotte … e buona domenica …
– Carla –

Due papà

 https://youtu.be/OeiSrCW7cIQ

Grazie ad Andrea Cerrato per aver saputo tradurre in parole un sentimento così importante, per l’amore che scivola tra le note e per aver sottolineato che la paternità è un dono biologico, ma anche un regalo di Dio, un figlio che cresci ed ami più della tua stessa vita!
Potessi chiedere, al Signore, un compagno perfetto, oggi, vorrei fosse un padre, un pacchetto completo che profuma di donna e di mamma, anche se solo in prestito …
– Carla –