Felicità

Più di una volta mi sono domandata se la felicità esiste o, comunque, se nel momento in cui ci inciampi non ti scansa, ma t’abbraccia e diventa tua.
Le risposte, che mi sono data, non sono mai state le stesse!
Talvolta mi è sembrata quel rarissimo fiore che sboccia su un cactus, ogni tot anni, e poi muore, lentamente, lasciando il ricordo della sua bellezza, l’ho anche accostata alla comune serenità, quella che ti regala uno stato di quiete, lontano da scossoni, dove tutto ha tinte tenui e i profumi coccolano, senza mai spezzare il fiato.
Ho pensato di averla sfiorata e mai acciuffata, di averla guardata negli occhi e di non averci scambiato nemmeno una parola …
Mi sono detta che, forse, non è per tutti e, un po’ come fa la dea bendata, non bussa ad ogni porta, che non sempre in casa c’è chi è pronto ad accoglierla.
Di certo qualcuno l’ha confusa con il seccatore che, di porta in porta, tenta di rifilare quel che non si vuole o di cui non si ha bisogno, lasciandola sull’uscio, quell’attimo necessario per darle ad intendere che non era aria ed era meglio riprendere la strada.
Qualsiasi cosa sia, in qualunque posto risieda o in qualsiasi persona alberghi, pronta per essere “adottata”, ciascuno le darà un nome o un volto, che non sarà mai uguale per nessuno altro.
Un abbraccio …
– Carla –

F. Sole

Voglio raccontarti una storia che può cambiarti la vita …
Sai, ci sono donne single che potrebbero insegnare l’amore a moltissime coppie.
Non sempre gli innamorati hanno una storia e non tutti quelli che stanno insieme sono innamorati.
Ma una donna single, che ha imparato a cavarsela da sola, non è che non vuole nessuno accanto, certo che lo vuole, solo che non si accontenta del primo coglione che passa, perché ha imparato che il cuore non è un puzzle incompleto, che deve essere riempito e l’amore non serve a tappare i buchi, perché ha imparato che le persone nascono intere, che le donne nascono intere e non serve loro nessuna metà.

Francesco Sole

Buona serata …
– Carla –

L’amore

L’amore non è un paio di lenzuola stropicciate
o un orgasmo raggiunto in un attimo di passione.
No …
L’amore è quello che resta
quando le lenzuola vengono stirate
e l’orgasmo abbraccia la realtà quotidiana,
con tutte le sue problematiche
e con la certezza che esiste un NOI,
fatto di pazienza, tolleranza, ma soprattutto rispetto.
QUESTO E’ AMORE!
– Ivan Boragine –

Non ci sono parole da aggiungere …
Buon pomeriggio e … a stasera per passeggiare nei vostri blog.
– Carla

“Perle” di saggezza

Margaritas ante porcos, la sempre verde locuzione latina che, tradotta letteralmente, dovrebbe significare perle dinanzi ai porci.
Questa “perla” di autentica saggezza, una esortazione di Gesù, la ritroviamo nel Vangelo di Matteo, VII, 6.
Nolite dare sanctum canibus, neque mittatis margaritas vetras ante porcos …
“Non gettate le cose sante ai cani e le perle ai porci, perché non le mettano sotto i piedi e vi si volgano contro per sbranarvi”.
Chi sono i “porci”?
Di sicuro non gli animali, per molti versi più umani di tanti uomini, ma i bipedi pensanti e dotati di parola, ma non dell’organo migliore, il più importante, il cuore-anima.
A ciascuno di noi sarà capitato di imbattersi (o di respirare la stessa aria, senza possibilità di spazi liberi dalla sua presenza) in amabili creature grugnitrici e di far propria quella frase.
Donare qualcosa di prezioso a chi non sa riconoscerne il valore, soprattutto umano, incapace di apprezzarlo, spiazza, c’è poco da girarci attorno.
Regali, a chi è indegno di riceverlo, ciò che di bello stringi tra le mani protese e, di contro, vedi un grifo sudicio che rovista e divora senza nessuna creanza.
Mentre scrivo rido …
In passato i panni di “benefattrice suina” mi andavano stretti, facendomi sentire una cretina, una persona sprovvista della minima capacità di giudizio, oggi, li trovo quasi speciali.
Eh, già!
Io, come molti altri del resto, potrei diventare porco, se scordassi chi sono e smarrissi, di conseguenza, i valori nati con me, ma il “suino”?
Il salto inverso è un po’ più complicato, occorre impegno, molto impegno, per lasciare il castro e una fortuna non indifferente, quella che offusca o cancella la memoria del “ferito”.
È più probabile per il porco resti porco e che, presto o tardi, non ci sia più nessuno che, per errore o per scelta, gli lanci le perle.
Buona serata …
– Carla –

Sei mancino?

Che sui mancini, in passato, se ne fossero dette di ogni è sicuro, restano infatti espressioni come:
– “Tiro mancino” per definire una scorrettezza,
– “Sinistro” per identificare un incidente,
– “Personaggio o luogo sinistro” in relazione a qualcuno o qualcosa di inquietante,
– “Scendere dal letto col piede sinistro”, col piede sbagliato e quindi destinati ad affrontare una giornata storta …
Il termine mancino deriva da Mancus, un dolcissimo sinonimo di storpio o mutilato, che gioia eh?
Nel medioevo le persone con questa caratteristica erano considerate “mano del Diavolo” e, soprattutto i bimbi, esseri demoniaci, frutto di rapporti molto stretti tra loro madre e il Demonio.
Per la religione Mussulmana, ancora oggi, quella mano è considerata impura, poiché utilizzata per la detersione delle parti intime.
Nel nostro Paese, fino agli anni 70, con l’ingresso nella scuola primaria, il “difetto” veniva forzatamente corretto, non di rado con metodi discutibili, come legare il polso alla sedia.
Tutto perché, nel 1900, la psichiatria considerava l’uso principale dell’arto sbagliato come rivelatore di demenza.
In realtà, sembra che la predilezione della sinistra abbia una qualche correlazione genetica e che si ripeta saltando una generazione, un po’ come ci veniva spiegato a scuola con i piselli, lisci e rugosi, gialli e verdi, dell’esperimento sui caratteri ereditari del biologo Mendel.
Gli studi successivi, ringraziando il cielo, hanno restituito ai mancini, che rappresentano il 10% della popolazione, dignità, dimostrando di possedere una marcia in più.
Chi usa la destra, pare utilizzi prevalentemente l’emisfero sinistro, sede del linguaggio e del pensiero logico-razionale, chi l’altra l’emisfero opposto, sede della creatività, dell’immaginazione e dell’elaborazione delle emozioni.
I mancini hanno una diversa percezione dello spazio, risultando molto più coordinati, armonici e con uno spiccato senso dell’orientamento (cose che in me mancano, quindi confermo!).
Sono mnemonici, trovando più semplice apprendere per immagini piuttosto che per concetti, incredibilmente intuitivi, tendenti alla sintesi.
La loro visione è a 360°, per una migliore connessione tra i due emisferi.
I mancini sono di due tipi, omogenei o franchi, per l’uso prevalente di mano, piede ed occhio sinistro, oppure, disarmonici con solo la mano.
Una minoranza, gli ambidestri, circa il 4%, usa entrambe senza problemi.
Curioso è scoprire che i mancini fanno meno fatica ad usare la destra e non il contrario, che possono esserlo anche gli animali e che i nati da genitori over, over 40, hanno il 130% di possibilità di esserlo.
Personaggi illustri o, comunque, molto conosciuti lo erano:
Leonardo da Vinci, Einstein, Giovanna D’Arco, Michelangelo, Beethoven, Napoleone, Charlie Chaplin e Marylin Monroe.
Buona cena …
– Carla –