Bambini abbandonati nel bosco

Ebbene sì, sulla “fame di curiosità” è spuntato, ancora una volta, un germoglio!
Leggevo un articolo che, dal titolo, potrebbe sembrare di cronaca e abbracciare il “penale” ma che, in realtà, per quanto inverosimile, snocciola una tradizione olandese.
Una tradizione condannabile, c’è da dirlo, ma che analizzata fino in fondo, probabilmente, ha un perché non tanto irragionevole e, di base, utile.
I genitori d’Olanda sono fautori di una lezione di vita che un figlio riceverà come un dono, compreso non nell’immediato ma solo con il tempo.
Il periodo scelto è quello estivo, non esattamente africano ma sopportabile, e il momento la notte, i minori hanno compiuto il dodicesimo anno di età, indossano un indumento catarifrangente, per evitare incidenti nel non essere notati, hanno a disposizione un cellulare, un dispositivo GPS e non affrontano questo test in solitudine ma in tre.
Il luogo, per non facilitare il portare a termine dell’impresa, non di rado, lo raggiungono da bendati, dopo aver fatto un lungo giro in auto per confonderli.
Benché l’abbandono di un ragazzino rappresenti un reato, il tutto è accettato perché gli adulti seguono lo svolgersi della prova restando nei dintorni, pronti a prestare soccorso.
Lo scopo di una prova, per niente facile, che a me farebbe morire di paura anche adesso (che non sono una bambina da una vita), dovrebbe essere quello di fortificare una personalità in formazione.
Nel ritrovare la via verso casa, nell’avercela fatta, dovrebbero scoprire che possono risolvere situazioni impegnative anche senza il sostegno di un adulto, confidando nelle proprie capacità, sviluppando coraggio e spirito di adattamento.
Non da ultimo, comprendere che la collaborazione, lo spirito di squadra, il saper fondere il pensare dei singoli in un unico pensiero, rende più forti e determina un successo.
Sono contenta di essere nata in Italia … posso dirlo?
Buona cena …
A dopo per una passeggiata spensierata tra i vostri blog!
– Carla –

Gli “occhi”

La “mascherina” ci ha costretti ad accettare di dover nascondere, per chissà ancora quanto tempo, gran parte del volto, a vivere sorrisi che hanno un mittente e non un destinatario, ad offrire parole che, lontane dalle labbra, brillano di una luce diversa.
Per proteggere chi amiamo, per rispettare “La Vita”, che tenta di uscire da una tempesta fantascientifica, ci siamo schermati, e continueremo a farlo, negandoci la dolcezza di dialoghi muti.
È dovuto arrivare un “Bastardo” per imporci di guardarci negli occhi, per trascinarci tra i sentieri che arrivano dritti all’anima, dove si è nudi, dove anche l’ultimo degli infami non trova un angolo dove nascondersi e dove chi non ha mai avuto filtri, scopre una corsia preferenziale, dove correre senza più limiti.
Non ho mai evitato uno sguardo, forgiando in esso la chiave per aprire una porta sul mio cuore, per alimentare il fiorire di pensieri e inviali nel futuro, sicuramente, non sono stata ricambiata e non ho potuto godere della stessa riverenza …
Oggi, dietro una mascherina, sono loro a parlare per primi, vediamo chi saprà  ed avrà voglia ascoltarli!
Serena notte …
– Carla –

L’amore trova sempre la strada

Si può strillare – Ti voglio bene – anche senza usare la voce,
“esserci” in un’assenza che delinea una riservata presenza,
in una distanza, apparentemente, sconfinata ma in realtà, infinitamente, piccola.
L’Affetto & l’Amore si snodano, spesso, in un gesto, in uno sguardo o in un sorriso,
in una spontanea sincerità che nel tempo trova un alleato e mai un nemico.
Buona serata … un abbraccio!
– Carla –

… e arriverà Domani!

L’ombra del Covid, aggrappata alle abitudini che abbiamo dovuto uccidere, al ristorarsi, l’uno tra le braccia dell’altro, al viaggiare della passione, come una scossa orfana di parole.
Abbiamo costretto il cuore ad acconsentire alle distanze, ad imparare un linguaggio nuovo, tiepido, che vede il fuoco accendersi, solamente, in uno sguardo e in un sorriso o percorrere le sfumature di una voce.
Un nemico invisibile, ci ha piegati ad una solitudine tangibile, soprattutto per chi le mura di casa non può condividerle con nessuno diverso da un amore con zampe e coda …
Il silenzio imposto è un’arma a doppio taglio e se, da una parte, aiuta ad apprezzare e valorizzare il “buono” che, improvvisamente, non è più scontato, dall’altra, rispolvera pagine andate, evidenziando pensieri che, finalmente, si vestono di chiarezza.
Max Pezzali mi cammina accanto …

Nessun rimpianto … nessun rimorso!
L’anima ha sempre dettato le regole,
ha toccato il cielo
e si è schiantata al suolo,
ha rattoppato le ali e,
forte del suo saper amare,
aspetta sul davanzale di una finestra,
la fine della tempesta,
per riprendere il volo.
Serena notte …
– Carla –

Stasera cucina Isabella

Non potevo non farvela conoscere …
“Isa” è un pozzo di risate, una strada di riflessioni importanti, un sostegno per chi s’approccia con un paese diversissimo dal nostro, la Corea del sud, un bouquet di aneddoti che non si scordano …
Per me è un’amica social, lontana ma vicina, una ragazza alla quale è impossibile non voler bene!
Isabella è un po’ come l’arcobaleno, ci scorgi tutti i colori.
Ve la offro nella versione “allegri fornelli”, alle prese con uno dei suoi tanti piatti coreani.

Buona cena …
– Carla –

Il “Riccio”

Nel giardino dell’Amore germoglia, tenacemente, l’albero della “soluzione” …
Serena notte …
– Carla –

PS: Rimando a domani la lettura di una settantina di messaggi in moderazione e dei vostri blog!