– Poliamore –

Trasparenza ed integrità, consapevolezza ed accettazione, la preferenza di un percorso personale, temporaneo o duraturo, che ha come fulcro un’eticità che mai verrà meno, è quanto sostengono i “praticanti” del Poliamore. Relazioni multiple, sentimentali e/o sessuali, vissute nello stesso lasso di tempo da soggetti consenzienti, aventi chiare le dinamiche di un singolare stile di vita. Sono una bigotta, eh sì, lo sono proprio, perché la mia morale, il senso che, da sempre, attribuisco ai rapporti interpersonali non contempla una promiscuità, affettiva-passionale o anche solo fisica con più di un patner, per la quale rimediare “attenuanti”.  – Non tradisco, giammai, sono Poliamoroso/a! – Rispetto, anche se non lo comprendo, pensando alla pochezza del mordi e fuggi, di sterili allenamenti tra le pieghe delle lenzuola, il/la single che non si nasconde dietro una etichetta, ma vive non inseguendo il futuro e non escludendo d’incontrare l’anima che lo/a completa con cui progettare a lungo termine. L’amore non è forse un sentimento esclusivo? I coinvolti, da quel che ho potuto intendere, si sentono appagati emotivamente e, non di rado, intimamente legati ad ogni componente, amando. Caspita, sentirgli addosso ancora l’odore di un altro/a non gli fa girar le balle tanto da aprire un eliporto? Analizziamo il lato pratico … se capita che una pancia lievita, perché capita, alla faccia della pillola e di un impermeabilino griffato, come si risolve? Alè, una sbicchierata dopo il test del DNA? Se uno dei poliamorosi non gode di una salute intima ottimale e non lo pubblicizza per imbarazzo, in nome di un amore libero si divide anche un’infezione? Tralasciando quelle che sembrerebbero futilità contenibili … che fine miserabile fa l’Amore, quello stato di grazia assoluto che fonde due anime e genera nuova vita? Poliamore, una scusa per sbocconcellare in più piatti e non sentirsi giudicabili?

Carla

 

The Very Inspiring Blogger Award “2”

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Ringrazio, con un sincero abbraccio virtuale, l’amica Viola, creatrice del blog http://violetadyliopinionistapercaso.wordpress.com per questa nuova nomination.

Regole:

1. Ringraziare il/la blogger che vi ha nominato

2. Elencare le regole e visualizzare il logo del premio

3. Condividere 7 fatti su di voi

4. Nominare 15 blogger e notificargli la nomination

Sette nuove finestrelle aperte sul mio mondo:

Non sopporto le persone ingrate, premettendo che la gratitudine è un sentimento puro che non prevede tornaconti materiali.

La vigliaccheria è una delle caratteristiche che più mi schifa!

Il talento altrui, quello particolare, mi stupisce ed emoziona e mai mi fa provare invidia.

Ci sono voci che accarezzano l’anima, la mia vibra per quella di Alex Baroni.

Non metto il profumo, avendo la pelle sensibile, ma non rinuncio alle essenze … adoro quelle maschili.

Pur non avendo frequentato le elementari con Noè, so ricamare. Sono fantozziana con in mano i ferri e l’uncinetto … certi buchi!

Non so trattenere lo straripare di coccole quando m’imbatto in amici pelosi o altro, nemmeno se sto per strada e non ho mai visto prima i loro papà o mamme.

Nomination:

http://lothlorienr.wordpress.com

http://patriziaphoto.wordpress.com

http://orofiorentino.wordpress.com

http://vittoriot75ge.wordpress.com

http://gallicharl.wordpress.com

http://nicolettadematthaeis.wordpress.com

http://tuttolandia1.wordpress.com

http://venereisterica.wordpress.com

http://squarcidisilenzio.wordpress.com

http://ludmillart.wordpress.com

http://susabiblog.wordpress.com

http://ospiteincallita.wordpress.com

http://gattofebbraio.wordpress.com

http://ipensierielepoesie.wordpress.com

http://chezliza.wordpress.com

Grazieeee!     – Carla –

Chi s’accontenta …

Alcune volte, per me, trattenere una risata è davvero difficile … Le attività commerciali, anche le più piccole e sempre più spesso, tentano di smorzare la noia dell’attesa spandendo nell’aria la gioia del miscelarsi delle note musicali. Stamani, molto presto, ero in coda in panetteria e due uomini, sulla quarantina, non lontani da me, chiacchieravano fitto fitto, quando, ad un volume da “amplifon” è iniziata una canzone italiana parecchio ironica e ahimè veritiera. Uno dei due, rivolto all’altro, ha esclamato, con un visino inzerbinito – Anche una canzone può ricordarti che hai fatto una scelta da vero cxxxxxxe! – Ho riso, d’istinto, e incassato la mia quotidiana brutta figura, eh già, colleziono anche quelle! La canzone è questa

http://youtu.be/qe1gSaBcOzs

Che dire? Chi s’accontenta “gode”? Seeee, nelle favole … Chi s’accontenta “implode”! Piuttosto che scontare un ergastolo da innocente non è più salutare darsi alla raffinata arte della falegnameria?

Carla

Ma quando arriva il traguardo?

Sono partita così … il due Giugno, dopo qualche ora al mare e una leggera inquietudine nel vedere la mia nuova dama di compagnia, “Donna Trippetta”, avvinghiata a me, distesa al sole! Un “Cotechino”, spennellato di crema solare, avrebbe suscitato curiosa simpatia ed emanato carica erotica maggiore, eh sì, non avendolo mai fatto, non ho caldeggiato il rituale “prova costume” o mi sarei resa conto, nell’immediato, d’indossare splendidamente solo le infradito. Che saranno mai un po’ di chilozzi di troppo? Fanno la differenza … la fanno e come!

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Esaminando la foto, anche se scattata con un cellulare, e trascurando l’assenza totale di un minimo di restauro (la Cappella Sistina richiederebbe tempi meno lunghi) perché è chiaro che in spiaggia non si va “stuccati”, riesco a vedermi anche meno “mitile”. Ho idea che la posa tattica, anti-imbarazzo, a noi donne venga naturale, quale istinto di sopravvivenza e a salvaguardia dell’estinzione … il lato migliore, è risaputo, aumenta le probabilità di pesci in rete. Diamine, almeno uno dovrà pure restarci incastrato! Elucubrazioni malsane a parte, ne va di mezzo la salute, le articolazioni che cigolano come un mobile della nonna, la fatica del muoversi portando addosso una perenne fagottata di roba acquisita per negligenza. Erano buoni il bombolone farcito, le patatine fritte, la fettozza gigante di lasagna con una pioggia (100 grammi) di parmigiano, la birra gelata e le arachidi eh? Ed ecco che la gioia del palato diventa la penitenza del “culo”! Che fare se non correre cercando di abbandonare l’ospite sgradita, un po’ qua, un po’ la, ad ogni angolo di strada? Fosse facile … La costanza non premia, almeno per ora, e l’ombra del Signor Rovagnati incalza. Reparto salumi, alla Conad, prezzi “Bassi e Fissi”, un bell’acchiappo per le mie cosciotte!

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Che tempi da carcassa, ragazzi!!! Vabbè, io non mollo e mi porto a spasso ogni giorno, nonostante il fiato da enfisema, sognando un futuro da Velona!              – Carla –

 

 

 

 

 

Premio “Talento Innato”

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Il premio nasce dal desiderio (il mio, nel leggervi) di donare la meritata visibilità ai bloggers che, con la loro presenza, arricchiscono WordPress.com e, con accordata disponibilità, spalancare una finestra sul loro animo, scoprendoli un po’ di più. Ringrazio One Shot, appasionato di fotografia, http://lanimadiunoscatto.wordpress.com , per avermi concesso di usare uno dei suoi scatti.

Regole:

– Utilizzare il logo (perdonate la mia artigianalità)

– Menzionare chi vi ha nominato

– Nominare 10 Blogger, nei quali scorgete la dote del Talento, notificando loro la nomination

– Rispondere alle seguenti domande:

  • Quando hai capito di amare la “scrittura”?
  • Ti ispiri mai alla tua realtà?
  • Se potessi partecipare e vincere una competizione letteraria o fotografica importante, quale sarebbe?
  • In cambio di una ingente somma di denaro, riusciresti a realizzare qualcosa lontanissima dalle tue corde?
  • Ami sperimentare?

– Offri qualcosa di inedito alle persone che ti seguono e credono nelle tue capacità.

 

Nomination:

http://ombreflessuose.wordpress.com

http://sonoqui.wordpress.com

http://carmelocaldone.wordpress.com

http://lemieemozioniinimmaginieparole.wordpress.com

http://enricomscano.wordpress.com

http://vittoriot75ge.wordpress.com

http://ipensierielepoesie.wordpress.com

http://kalosf.wordpress.com

http://lanostracommediajalesh.wordpress.com

http://photopaulm.com

Grazie a tutti per le emozioni che donate!             – Carla –

Il peggior sentimento!

 

L’animo umano, organo impalpabile capace di abbandonarsi alle correnti di trepidazioni positive, non di rado, sfigurato dagli eventi, si scopre inabile ad opporsi alle aggressioni di un “sentire oscuro” che miete, sempre e solo, un’unica vittima, quella della quale s’impossessa. Odio & Amore, Gioia & Dolore, Entusiasmo & Apatia, Ammirazione & Disprezzo … nell’avvicendarsi delle relazioni umane, di uno “scambio”, non sempre equo, d’intenti e di affettività, si inerpicheranno, uno alla volta, sulla giostra della vita, donando o sottraendo stimoli e sorrisi. In passato non avrei esitato ad affermare – Non esiste peggior sentimento dell’Odio! – oggi, dopo aver attraversato, a piedi nudi, una strada lastricata di sassi aguzzi e liquami urticanti, dopo aver scansionato gesti e parole, volutamente ambigue e razionalmente crudeli, so di poter collocare sul quel trono, per niente ambito, l’Indifferenza. In positivo o negativo, l’essere saturati dall’Odio o dall’Amore porta ad ospitare un soggetto tra le pieghe dei pensieri, l’Indifferenza lo priva della sua identità, relegandolo nel nulla. L’Indifferenza è il meritato contrappasso per chi ha realizzato, con le pagine sincere della vita di un altro, impietosi falò.

Carla

The Very Inspiring Blogger Award

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Un ringraziamento sincerissimo a http://ilsalottinodelleerbe.wordpress.com per una particolare nomination, incatenata ad un momento che io definisco di “grazia”, l’ispirazione! Leggo ciascuno di voi con uno stato d’animo diverso, sorrido, rido, mi commuovo, rifletto, scopro nuove sfumature di me e di quanto mi circonda … vorrei avere la possibilità di nominarvi tutti per non sentire addosso questo strano disagio.

Regole:

1. Ringraziare il/il blogger che vi ha nominato

2. Elencare le regole e visualizzare il logo del premio

3. Condividere 7 fatti su di voi

4. Nominare 15 blogger e notificargli la nomination

Sette finestrelle aperte sul mio mondo:

Ho una paura micidiale, non oltrepassabile, delle “blatte” e un’avversione per serpenti, serpentelli e tutto ciò che striscia e sibila.

Non temo, ma al contrario li trovo carini, i ratti e i pipistrelli. Da bambina, intorno ai 4/5 anni, finché non fui beccata e rimproverata, gettavo tra le grate di un tombino dei pezzetti di grana ed attendevo due toponi che venivano a prenderseli.

Non potrei mai vivere lontanissima dal mare.

I cibi dagli odori particolarmente forti per il mio olfatto, mi portano a “rigettare” … Il pecorino sardo (il mio naso percepisce il puzzo di calzini marci), il melone estivo (sembra respirare con un alito fogna di Calcutta) e la salsiccia fresca, cotta o cruda (un terribile aroma di carne cadaverica) sono il mio tallone di Achille.

Quando non sforo il mio peso ideale, 47 kg circa, mi piace indossare tubini aderenti, dai toni scuri d’inverno e solarissimi d’estate … finché la gravità non chiama, perché no?

Mi piacciono le persone pungenti ed ironiche, quelle capaci di portare allegria con grande umiltà. Non è da tutti non volare alto sapendo di riscuotere consensi!

Sono convinta che il bene o il male che si donano o infliggono, siano un boomerang …

Nomination:

http://laurarosa3892.wordpress.com

http://sonoqui.wordpress.com

http://accantoalcamino.wordpress.com

http://apiumani1.wordpress.com

http://silvia23459.wordpress.com

http://rebeccaantolini.wordpress.com

http://patriziaportoghese.wordpress.com

http://carmelocaldone.wordpress.com

http://belindaraffaeli.wordpress.com

http://afinebinario.wordpress.com

http://ombreflessuose.wordpress.com

http://viaggiandoconbea.wordpress.com

http://melodiestonate.wordpress.com

http://tramedipensieri.wordpress.com

http://shockanafilattico.wordpress.com

Grazieeee … di cuore! – Carla –

Premio Curiosità 2014

DIstrazione

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Ringrazio “Venere” http://venereisterica.wordpress.com per aver pensato anche a me ed avermi nominata per il – Premio Curiosità 2014 – che gradisco enormemente già solo per il logo. Eccovi le 5 domande alle quali dovranno rispondere altri 5 nominati.

1 – Preferisci fare le coccole o riceverle?

Farle! Non sono particolarmente “mielosa” tranne con i bambini, gli anziani e gli amici pelosi, piumati ecc. Non amo il contatto fisico, soprattutto con l’altro sesso, considerandolo una esclusività di un rapporto affettivo, fraterno o passionale d’amore.

2 – Partecipi ad un raduno di bloggers; ti metti nel gruppo dei casinisti, dei tranquilli oppure degli associali?

Giro, non sopporto i confini!

3 – Ricevi una e-mail d’amore da un/una blogger che non ti attrae in quel senso, poco dopo ti risponde che si è trattato di un errore. Come ci rimani?

Sollevata!

4 – Vi sentite più voi stessi nel reale o nel virtuale?

Sono sempre e solo Carla.

5 – L’ostacolo più grande in una relazione virtuale è … ?

Il non sapere se dietro uno schermo esiste una persona vera.

Le mie nomination:

1 http://silvia23459.wordpress.com

2 http://laurarosa3892.wordpress.com

3 http://accantoalcamino.wordpress.com

4 http://tuttolandia1.wordpress.com

5 http://rebeccaantolini.wordpress.com

Grazie, ancora …

Carla

 

Ho trovato un Uccello

Un incontro fortuito, in una circostanza non delle più idilliache, è indubbio, eppure, per la sua atipicità, memorabile! Avrei voluto indossare abiti confacenti alla circostanza e affrontare un “vis-à-vis” liberando nell’aria profumo di pulito, invece, con mio grande imbarazzo, odoravo di autobus affollato …  ammetto di averlo anche tenuto in mano, una mano dal palmo sudato in maniera sconveniente, viscoso come la scia lasciata da una grossa lumaca.  Lo so, state pensando che non è da me, che vi ho deluso, che per l’ennesima volta vi siete fatti buggerare dalle pagine di un blog scritto a tavolino e lontano da ogni scintilla di sentimento, d’amore. Ebbene si, io sono questa, una donna avida d’affetto, incapace di voltare le spalle e di fuggire davanti a situazioni come quella che mi ha travolta venerdì, in un tardo pomeriggio afoso, iniziato in solitudine. Cosa avrei dovuto fare? Ignorarlo? Le occasioni vanno colte, repentinamente, evitando di torturarsi l’anima con i “se” e con i “ma”, sull’onda dello stupore e dell’emozione. Puntate pure il dito, giudicatemi, emettendo la più dura delle condanne morali, non importa, l’ho fatto e sarei pronta a rifarlo, infischiandomene di tutto e tutti. In realtà, non nascondetevi, siete tutti come me, peggio di me, e mai avreste resistito a quello sguardo “curioso”, ad un’eccitazione pronta a spiccare il volo. Siamo stati insieme una sola notte … magica, indimenticabile! Oggi, è probabile abbia spiegato le ali e preso, veramente, il volo verso un nuovo focolare … per qualcuno la fissa dimora, si sa, ha gli spazi angusti di una gelida gabbia. Continuerete a leggermi? Chissà! In fondo cosa ho fatto di male nell’arrestare la mia corsa (abbatti ciccia) per fermarmi e prendere in mano un minuscolo volatile, caduto, da chissà dove, sul selciato ed incapace di volare? L’ho nutrito ed ospitato per la notte e, sabato mattina, consegnato a chi, dopo le cure del caso, gli farà assaporare una libertà lontana dai pericoli. Vicini per poco, amici per la vita …

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Le ho dato un nome, quando l’ho salutata … Agata.                   Cosa pensavate?

Carla

Un membro della famiglia

Per quanto mi possa sforzare di velarlo, quanto si tirano in maniera violenza le corde del mio animo, il sorriso scivola in cantina e la collera, per “preziosi” non valutati come tali e allontanati, miscelata ad un dolore sordo, scrive la trama di un racconto che è possibile sfogliare accarezzando il mio sguardo. Non mi sento pappamolla, e nessuno mi farà sentir tale, ma carica di quell’umanità che tutti dovrebbero conoscere, destinataria di un dono che non necessita l’appartenenza ad una stessa specie, l’uso di una stessa lingua o le medesime abitudini … L’immagine di un cane, ridotto all’ultima stilla di vita, caricata da Osvaldo, quasi a puntare il dito al grido di “vergogna”, la richiesta di aiuto per ritrovare un gatto bianco, abbandonato ad una gara contro la roulette russa, l’avvicinarsi di una notte che, indenne, attraverserà il tempo, da qualche giorno li vivo come una zavorra dal peso insostenibile. Quale animo incancrenito bisogna possedere per liberarsi di un membro della famiglia? Quale coscienza per dormire, mangiare, muoversi come nulla fosse, sapendo che chi credeva nell’amore, un amore inesistente, ha fame, ha sete, ha il cuore che gli esplode in petto per la paura e agonizza in attesa della fine? Non erano amati ed amavano, chissà se il loro ultimo pensiero sarà andato, comunque, a quel padrone che mai avrebbero riconosciuto con il giusto nome, “bastardo”!

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Cirillo è arrivato nella mia vita nell’aprile del 1997, portandosi al seguito un miracolo … Una delle gatte di mia madre, la nonnina, grigia tigrata, Lulù, sfidando la natura, a sorpresa e dopo anni luce, era incinta. La tenerezza con cui affrontava quella che poi sarebbe stata la sua ultima gravidanza, mi portò a desiderare di aver cura di uno dei suoi piccolini, di una di quelle minuscole vite venute al mondo con un dispendio di energie impensabile per lei. Avrei accolto 1 dei 3, 4 … gattini! E gli altri? Tenerli tutti in un appartamento? Non potevo, casa era un monolocale di 38 metri quadrati, non potevo proprio!  Fu allora che tra i pensieri si affacciò la gatta che avevamo amato da adolescenti, Cleopatra, un visino infinitamente dolce, modi aristocratici, dimostrazioni di affetto che non lesinava mai, una presenza che saturava casa dei miei genitori, a dispetto dei sei anni trascorsi da quando era “andata”. Come farebbe una bambina che crede nelle fate, desiderai di non dover scegliere e di ritrovare la nostra gattina. Il 20 marzo, una telefonata di mia madre mi suggeriva di correre da lei, appena avessi potuto, perché dovevo vedere qualcosa che mi avrebbe lasciata a lungo in silenzio! Era nato solo lui, una grossa polpettina pelosa, il clone perfetto di Cleopatra, stessa mascherina, stessa pancia e zampe bianche, stesse macchie.  13 anni, un compagno di viaggio senza pari, una “persona”, e credetemi lo era, a cui non servivano le parole per parlare d’amore, pronto ad arrestare la caduta di una lacrima, a condividere ogni emotività, brillante ed ingegnosa. Le sue malefatte, umane, erano motivo di risate e mai di rimproveri, gli slanci d’affetto motivo di commozione. Ciry, sapeva abbracciarmi, incrociando le lunghe “bracciotte” dietro la mia nuca, sapeva sorridere, apriva le porte, sollevandosi in piedi e usando la maniglia, portava davanti alla lavatrice le sue copertine sporche, mangiava anche la frutta e la verdura, sollevava e richiudeva il miscelatore del bidet per bere, apriva e svuotava le borsette delle mie ospiti … l’elenco sarebbe lunghissimo! La mattina del 28 giugno 2010 lo portai dal veterinario, pensando che il richiamo, data l’età, lo avesse particolarmente indebolito, portandolo a respirare in modo anomalo. – I suoi polmoni sono pieni d’acqua – mi fu detto – prega che il prelievo sia chiaro e si tratti di una polmonite – Acqua e sangue! In poche ore, mentre lui dormiva, furono eseguiti controlli scrupolosissimi e la diagnosi fu la mia morte: Cirillo, nonostante il suo aspetto sanissimo, era in totale metastasi ad eccezione dei reni. Non mi vergogno nel raccontare che piansi con tutta la disperazione che avevo nel cuore, suscitando la pena del medico che s’adoperò, facendo un giro di telefonate in tutta Italia, per darmi una chance di tenerlo con me, per non lasciare che la malattia me lo portasse via. Una gatta, nelle sue stesse condizioni, sottoposta ad un trattamento sperimentale era sopravvissuta … – E’ una cura costosissima e i risultati, probabilmente, non ci saranno – mi spiegò – vuoi tentare ugualmente? – Avrei venduto la macchina, al tipo che mi aveva fermata qualche giorno prima, volevo disperatamente avere fiducia e vincere …  Le mie speranze s’infransero alle due del mattino quando, stremato, Cirillo s’alzò dal suo materassino per allungarsi e toccare il mio braccio che pendeva dal letto, fissandomi con i suoi grandi occhi verdi. Lo presi tra le braccia, come fa una mamma col suo bambino, gli parlai con dolcezza, bagnandolo di lacrime mentre, con un miagolio profondo e straziante, lui salutava per sempre. Ho amato Cirillo, lo amo ancora e non posso non provare schifo, uno schifo viscerale, per chi poteva avere altro tempo e lo ha stracciato in nome di un egoismo infame.

Ti voglio bene Ciry –             Carla

 

In soccorso di un povero GATTO!

Confidando nel potere di propagazione dei messaggi in rete, affido alla vostra, ormai nota, sensibilità un grido di aiuto, sperando che in un moltiplicarsi di “rimbalzi” si possa scongiurare una morte inflitta con premeditazione ed estrema cattiveria. Riporto il messaggio:

La crudeltà umana non ha fine.

Nella serata di ieri, 9 giugno 2014, nella vastissima pineta di “Nuraxi Figus, località che dista circa 7 km dal comune di Gonnesa, nella provincia di Carbonia-Iglesias, è stato avvistato un bellissimo gatto bianco dal pelo lungo che, terrorizzato, correva senza trovar pace, emettendo lamenti disperati.

Visibilmente domestico, sarà condannato a morte lenta e atroce, non essendoci abitazioni in zona e quindi alcuna possibilità di contatto umano.

Chi ama gli animali sa bene che l’esclusiva vita domestica non consente di sviluppare l’istinto alla sopravvivenza.

Salviamo la vita a chi ha una sola colpa, aver avuto padroni che non sanno cosa sia l’amore e il senso pieno della parola umanità.

Chiunque risiede in quella zona o può raggiungerla agevolmente e sa come approcciarsi ad un gatto spaventato, potrebbe fare la differenza. Amici, aiutiamolo … Grazie! – Carla –

Guardare film hard ;-)

Sbavare davanti ad un film hard nuoce gravemente alla salute eh si, miei cari “sudicetti” e se prima il confessore non tralasciava di raccomandarvi le manine al loro posto e non “in quel posto”, pena cecità, oggi, vi rendo partecipi dei sinistri risultati di recenti studi, eseguiti al Max Planck Institute for Human Development di Berlino e pubblicati su “Jama”, secondo i quali, per i cultori delle proiezioni a luci rosse, si mette davvero male … Già, quel genere d’intrattenimento, pregiudica il buon funzionamento del cervellino! Eccovi l’articolo:

La ricerca ha reclutato 64 maschi di età compresa tra 21 e 45 anni, con una media di 4 ore a settimana passate davanti a contenuti ‘hot’. Successivamente, il gruppo è stato sottoposto a risonanza magnetica durante la visione di film erotici disponibili online e altri dal contenuto più morigerato e il risultato è stato che nel primo caso, la risonanza ha evidenziato una diminuzione della materia grigia nel corpo striato del cervello. Sul rapporto causa-effetto tra visione di film a luci rosse e materia grigia più ‘magra’, tuttavia, bisogna ancora far luce: una delle ipotesi, spiegano gli scienziati, potrebbe essere che “gli individui con un volume inferiore del corpo striato possono avere bisogno di più stimoli esterni per provare piacere e quindi potrebbero avere la necessità di un consumo più frequente di immagini pornografiche”.

Fosse vero!  Nel dubbio, io, fossi in voi, mi disintossicherei con i 248 episodi di “Los Ricos También lloran”, occhio, lo spagnolo inganna … si tratta di “Anche i Ricchi Piangono”, Mariana Villareal è un anafrodisiaco che ha fatto cilecca solo su Luis Antonio Salvatierra.

Carla

Mah!!!

È tutto il giorno che mi sento come una pentola a pressione, con i valvolini di sfogo otturati, e che rovisto tra i pensieri alla ricerca di una spiegazione che, chiaramente, NON C’E’! “ Vivi e lascia vivere” è, da sempre, il mio motto e non invadere gli spazi altrui una forma di rispetto alla quale mai venir meno, fermo restando che la libertà non deve trasformarsi in un mostro che distrugge tutto ciò che incontra, ledendo la serenità del prossimo. Credo di non essere la sola a subirsi, ciclicamente, il disgusto di avere a che fare con persone “indefinibili”, falsi perbenisti, benefattori per immagine e non di cuore, “contabili” fino alla nausea che offrono solo in caso di un sicuro tornaconto, squali affamati che trangugiano, senza pentimenti, anche la parte spettante ad altri, infischiandosene se quella porzione rappresenta, per la vittima della razzia, la sopravvivenza. Che gente!!! Impongono la loro presenza, prediligono stare in vetrina e, con visini di bronzo e sorrisini ponderati davanti allo specchio, hanno quasi la pretesa di essere trattati da “Santi”. “Ma fatemi il piacere!” Ci credono per davvero o sono i primi prigionieri di quelle stesse macchinazioni? L’aria, nelle loro immediate vicinanze, emanando un odore di putrefatto, la sento irrespirabile e patisco, mordendomi la lingua, per non spingerli spalle al muro ed umiliarli rovesciandogli addosso tutto quel che penso. La ripugnanza che li pregna è tanta da non ammettere pietà nemmeno dinanzi alla sofferenza più autentica, a episodi che dissanguano chi li vive, forti di una fortuna che, in realtà, non stipula contratti con nessuno e come la roulette non dà la sicurezza di numeri vincenti. “Le cose sgradevoli non capitano sempre agli altri” è pazzesco non lo capiscano! “Finché la ruota gira me la godo!”, forse, è questa la filosofia che inseguono, scavandosi  la fossa, perché nel momento NO, di sicuro, assaporeranno il vuoto e l’eco disperato delle loro richieste d’aiuto che, difficilmente, qualcuno confesserà di sentire. “Si raccoglie ciò che si semina”, così dicono! Chi mi sta leggendo forse comprende o forse no, lo capisco. Per soppesare le mie parole bisognerebbe conoscere i soggetti dei miei discorsi, avere a disposizione i miei occhi per vedere azioni veramente basse, espressioni mimiche deplorevoli e raggiri, che solo la diffidenza mi fa cogliere pienamente, udire con le mie orecchie espressioni che grondano cattiveria, sputate a bruciapelo con un tono di superiorità o dette a mezza voce, strette tra i denti, ma sempre e in ogni caso alle spalle. “Chi cavolo sono per giudicare chi, spesso, neanche li pensa? Possiedono, casualmente, un’unità di misura che dà l’assoluta certezza d’essere migliori degli altri?”. Scrivo e mi viene il sospetto che qualcuno di voi stia formulando questa domanda  – “Non stai facendo lo stesso?”   in effetti, SI, ma dalla mia ho il non giudicare nessuno per quel che sceglie per se stesso, per come veste, per l’aspetto fisico o altro, mi sta bene tutto, non mi interessa per l’esattezza, purché non si perpetri ingiustizia. Le cose “intollerabili”, la maggior parte delle volte, le ho viste rivolte a chi conosco, altre a sconosciuti, qualche volta mi hanno vista protagonista e, francamente, mi sono data una sola spiegazione : “invidia o pazzia!” In sostanza, come il prezzemolo, entrano in scena la popolarità che qualcuno riscuote, quasi inconsapevolmente, il bene che riesce ad ispirare, l’ammirazione per i risultati di sacrifici che vanno a buon fine o, addirittura, per doti innate o per l’aspetto decisamente piacevole. Gli episodi da menzionare potrebbero portarmi a digitare tutta la notte … uhmmm che tentazione!

Carla

“Angeli” senz’ali

Un bambino che stava per nascere domandò a Dio: – Mi dicono che sto per essere inviato sulla terra, come potrò vivere là se sono così piccolo e indifeso? –

Dio rispose: – Tra la moltitudine di Angeli, ne ho scelto uno speciale. Sta aspettandoti e si prenderà  cura di te –

– Ma dimmi, qui in cielo io non faccio null’altro che cantare e sorridere, ciò è sufficiente per essere felice là? –

– Il tuo Angelo canterà e sorriderà per te. Ogni giorno, ogni istante, sentirai il suo amore e sarai felice –

– Come potrò capire, quando mi parleranno, se io nemmeno conosco la lingua che le persone parlano? –

– Con tanta pazienza e amore il tuo Angelo t’insegnerà a parlare –

– Che cosa potrò fare quando avrò il desiderio di parlarti? –

– Il tuo Angelo t’insegnerà a mettere le mani giunte e a pregare –

– Ho sentito che sulla terra ci sono uomini cattivi. Chi mi proteggerà? –

– Il tuo Angelo ti difenderà anche con il rischio della propria vita –

– Ma io sarò sempre triste perché non potrò più vederti? –

– Il tuo Angelo ti parlerà sempre di Me, t’insegnerà il modo per venire a Me e sarò sempre dentro di te –

 

In quel momento il Cielo si fece silenzioso e si udirono le voci sulla terra. Il bambino, avvicinandosi, chiese sottovoce  – Oh, Dio, io sono pronto per partire ma dimmi, per favore, il nome del mio Angelo  –

Dio rispose: – Chiamerai il tuo Angelo, MAMMA! –

Antonietta – autrice palermitana –

Tutte le volte che m’imbatto in queste parole m’intenerisco, meditando su quanto può essere sconfinato l’amore di una mamma e penso alla mia, che mi ha desiderata come non mai.

Carla

 

L’aspetto fisico … una maledetta fissa!

ESSERE … ESSERE … ESSERE, belli a tutti i costi, con corpi da “top model” o da “gladiatori romani”, figure scolpite e tanto perfette da dare l’impressione di presentarsi artefatte. È questo ciò che desideriamo veramente, oppure, ci sentiamo quasi in dovere di non sfigurare davanti ai canoni estetici che c’investono ovunque ci voltiamo? La realtà, non prendiamoci in giro, è proprio questa, la continua violenza psicologica inflitta dalla visione di “bellissime” che, sulle copertine dei giornali o sui tanto apprezzati calendari, mostrano una fisicità tale da fare impallidire Afrodite, di uomini simili a statue greche, alle quali è stata data vita. E’ tutto reale ciò che viene proposto? La bellezza, chiaramente, non è sempre il risultato di manipolazioni chirurgiche o di elaborazioni fotografiche quanto una donazione di madre natura o l’effetto di sacrifici fisici estenuanti e di rinunce alimentari. Il “dono”, in ogni caso, va preservato dalla decadenza ad opera del tempo, perché nessuno, e sottolineo nessuno, può spacciarsi per un prodigio del creato senza impegno alcuno. Sotto i jeans, diversamente, non mancheranno il filino di cellulite, la pelle un pochino rilassata o la smagliatura e sotto la maglia la sexyssima maniglia dell’amore. Personalmente non so quale peso abbia sulla psiche il non sentirsi in piena armonia col proprio “involucro”, ho la fortuna di piacermi con le mie imperfezioni e la costanza per eliminare l’eliminabile. Amarsi è un dovere … la vita ci ha consegnato la “custodia” della nostra anima, sarebbe carino riconsegnarla, nel momento in cui dovesse richiedercela, non ridotta ad una carcassa che cigola e perde i pezzi. Aver cura di noi, patire per toccare un traguardo, in tante occasioni, porta dire – Ma chi me lo fa fare? – Chi se ne frega, la fetta di torta in più la mangio ugualmente! –  ad affrontare una camminata che richiede una volontà ferrea e l’intelligenza per recepire che la “pillola miracolosa” non può nulla se non regalare l’illusione di addormentarsi e risvegliarsi “graziati”. Mi rendo conto che, soprattutto da ragazzini, è poco allettante il posto in panchina mentre tutti giocano e conquistano punti, ma vale la pena di vivere un flash da divi e subirsi ciò che resta da relitti? Il miracolo può viaggiare sotto braccio ad effetti collaterali devastanti, imbucare vicoli oscuri con indicazioni da brivido come l’anoressia e la bulimia e concretizzare disturbi fisici senza ritorno.  È umano desiderare di piacere ma non a costo di rimetterci le penne, abbracciando l’idiozia allo stato puro! La scintilla, il magico interesse che richiama uno sguardo, che accende l’attrazione fisica non sono legati alle misure canoniche, 90-60-90, ad una muscolatura esagerata ma, più semplicemente, ad una reazione chimica che implode tra le pieghe dell’anima. È un sorriso, un modo di muovere le mani, la voce, lo sguardo, un dettaglio a far la differenza, a schiacciare tutto il resto. Il complimento più gradito non dovrebbe mai essere – Sei bella/o! – quanto – Possiedi fascino, personalità, dolcezza! – se non altro perché, come il bocciolo si schiude per offrirsi rosa e poi sfiorire, allo stesso modo, l’uomo è una divina creatura destinata ad arrendersi alla decadenza, che non avrà ripercussioni se ad accostarla non mancherà ciò che non ha età, la bellezza dello spirito. Detto questo, volteggio su me stessa (lasciatemi fare Wonder Woman, almeno con la fantasia), indosso indumenti da corsa e scappo, prima di ricevere una offerta Rovagnati per i cosciotti e dover condonare il lato B …

Carla

Gessetti Colorati

Seduta su un prato verdissimo, mi abbandono alle coccole dell’erbetta che mi sfiora i piedi nudi. Con gli occhi chiusi e il viso rivolto al cielo annuso l’aria che profuma di menta e lascio che il suo tepore m’infiammi gradualmente la pelle. Sulle ginocchia reggo un blocco di fogli bianchi ed al lato, addossati su una gamba, un pacco di gessetti colorati.  Sogno, come facevo da bambina, e sulla scia del desiderio di sorridere alla vita, immagino ciò che vorrei trasferire su carta. Scarabocchio con le dita e, senza rendermene conto, riconosco il mio mare, lievemente increspato, il sole che timidamente fa capolino tra le nuvole … È lo scenario che da sempre custodisco nel cuore, l’energia che spezza ogni pensiero malinconico, respingendo la sofferenza stretta alla coda della memoria.

Carla

Il mio ultimo acquisto!

Immagine

Per far comprendere alle donne che Amore non sempre è Amare.

Perché ogni uomo possa stupirsi per la bellezza dell’universo femminile e nel rispetto della sua grandezza conosca il Vero Amore.

Il fondo, nasciamo tutti da una “donna”!

Grazie Vale