“Curve”

Un mio amico, qualche settimana fa, in una mail mi ha lasciato questa frase:
“Tu sei gnocca dentro! Finalmente, alla mia età, apprezzo le vere curve di una Donna e tu ne hai tante …”.
Ho deciso di condividerla, non per esaltarmi, quanto per dare valore ad un pensiero che di superficiale ha davvero poco.
È semplice fare un complimento fisico (e parlo di chiunque, uomo-donna, donna-donna, uomo-uomo, amici, parenti, soggetti sentimentalmente legati), apprezzare la generosità di madre natura o inseguire la lucentezza di “pomeriggi” ancora lontani, lo è meno vedere, nel rosso di un sole che affronta la china, lo scintillio che non si estingue, qualcosa in grado di alimentare un interesse destinato a resistere.
Già, accade proprio questo, una ruga è una poesia non scritta, la pancetta una coccola messa da parte per un fine giornata che ristora, ciò che non è più visibile o palpabile la magia di un sentimento autentico, quello che ha iniziato a vibrare un tempo e continua a farlo.
Chi pronuncia parole infelici come “Non sei più quello/a di una volta”, con inequivocabili riferimenti alla “copertina”, è chiaro che dell’animo dell’altro non ha sfogliato una sola pagina!
Ben vengano le “curve” dell’anima, gli addominali dell’intelletto, il tondo lato b dell’ironia e lo sguardo ammiccante di una sincerità che non si è mai venduta al miglior offerente.
Ho sempre guardato l’essenza, non mi smentirò, magari, starò solo un po’ più accorta!!!
Serena notte …
– Carla –

Parole …

Parole … piume che ondeggiano, sospinte dai sospiri del cuore, tinte di gioia e innocenza, profumate di zagare e passione.
Parole … sassi che giacciono sul fondo dell’anima, zavorrate ai ricordi, a promesse mancate, ad illusioni vestite a festa.
Parole … lettere disordinate, perse tra le pieghe della paura, accartocciate e strette nel pugno di una sgangherata ragione.
Parole … lame o carezze in cerca di evasione!

Serena notte …
– Carla –

Il punto …

Ci sentivamo fortunati, graziati per il vivere circondati dal mare …

Ci sentiamo “abusivamente modificati”, nel mostrare due belle maniglie, saldate sul retro prospetto, con le quali è più agevole la presa per il *ulo!
La differenza “contagiati” – “guariti” da 187 è passata a 2182
7 decessi in più
da 5 a 102 i ricoverati
da 0 a 19 in terapia intensiva
da 48 a 1910 isolati a domicilio
da 53 a 2031 i positivi attuali.
Ma come dice la signora di Mondello, “Il Covidi non cè” e il tutto può essere riassunto così …

Buonanotte …
– Carla –

Il biscotto bruciato

Ringraziamo Dio, la Vita, per il dono dei biscotti, ANCHE BRUCIATI, impastati con le mani del cuore e cotti con il fuoco dell’amore …
… a maggior ragione quando sappiamo di aver contribuito, davvero poco o raramente, nel portare gli ingredienti per realizzarli.
Serena notte …
– Carla –

Buon Compleanno

 

Nel Rispetto sboccia l’Amore

L’idea di questo post nasce così …

… lasciato sotto un video, dolcissimo, su Instagram, che un Signore mi commenta in questo modo:


La mia risposta è secca e non ne seguono altre.

Spero possiate capirmi, accogliere il mio sfogo e, magari, scoprirvi miei alleati in una battaglia tra Amore ed Empatia passata a miglior vita, perché di questo si tratta, del non saper indossare i panni degli altri, nemmeno da nudi e al Polo.
Da quando la parola Amore è sinonimo di Riproduzione?
Ma quando mai un bimbo si preoccupa di ciò che avviene in camera da letto di chi lo cresce e lo ama?
Evan, il bambino di due anni di Modica, viveva una “genitorialità” etero ed è stato massacrato, nascendo solo per patire fino a perdere la vita.
Due madri o due padri, equilibrati, amorevoli, orgogliosi e consapevoli della vera essenza di una famiglia, l’AMORE, lo avrebbero protetto NON UCCISO.
Cosa è più fuori dalla Grazia di Dio, levare dal mondo una creaturina indifesa o amare una persona del tuo stesso sesso?
In tutto questo, secondo il signore che ha ribattuto al mio pensiero, chi non è madre, chi non ha cresciuto bambini, è un’interdetta affettiva?
Non ho partorito, non ho fatto il tirocinio materno, alias non capisco un cappero?
Non ho diritto di espressione?
Concedetemi 5 minuti da “alterata”, perché in questo momento lo sono, che vedono nell’assenza di un confronto autentico, in un’affettività sterile, la ragione di vere valanghe di cattiveria.
Sono etero, non ho mai avuto dubbi sulla mia identità sessuale, ma questo non m’impedisce di sentirmi, ugualmente, parte della comunità LGBT, di sentire il bisogno di difendere NON un mio diritto ma i LORO.
Guardate questo video

Lei è Federica, una ragazza che seguo da tanto su YouTube e da meno su Instagram (dove è più attiva), una persona che vale la pena di scoprire, dall’animo incredibilmente bello.
Cosa ha di speciale, a parte la simpatica, l’intelligenza, la sensibilità e l’umiltà?
Ama Elena, la sua compagna!
Sono una famiglia, vera, migliore di tante tradizionali, dove i valori sono visibili a tutti, come i quadri che abbeliscono le pareti della loro casa, dove la moralità è un gomitolo di lana che corre ovunque, rallegrando Ragù, il loro gatto …

Non credo ci sia altro da aggiungere, Fede ha già detto tutto!
A me non resta che augurare a lei ed Ele, se è nei loro desideri, piccoli piedini che corrono per casa, perché due madri così, per un bimbo, sono una pioggia di felicità senza fine.

Serena notte …
– Carla –

Un “salotto” sporco

Oggi pomeriggio, dopo qualche tempo, avendo compagnia, sono riandata a correre nel verde … ed ecco delle BELLISSIME SORPRESE, in 3 tre punti differenti:

Qualcuno ha ben pensato di “partorire”, nel salotto di tutti, angoli di DEGRADO.
Mi viene da aggiungere solo una piccola considerazione:
– Chi si comporta così, nell’alliga (spazzatura) ci vive anche in casa! –
Serena notte …
– Carla –

Occhio alle parole!

Non sono madre biologica, è cosa nota, ma questo non mi ha impedito o m’impedisce di mettere da parte “perle” sui bimbi.
Sarà che la loro presenza è un regalo, sarà che la loro intelligenza e curiosità mi calamitano, ma se ne ho uno a tiro, non riesco a non interagire e, puntualmente, stuzzico, fino a diventare una piccola complice.
Una cosa che ho recepito, da subito, è che comprendono tutto, fin da cucciolissimi, immagazzinano e ripetono, senza filtri, tutto ciò che sentono, non appena ricevono il dono della parola.
La figura assurda non è mai troppo lontana e non si può dire, tutte le volte, “sono bambini!” perché alcune delizie sono germogli nelle bocche degli adulti.
Riportare tutte, o quasi, le situazioni da “fossa” sarebbe cosa lunga e sforzo di memoria impossibile, concentrato nel tempo di un post, quindi, mi limiterò a quelle che ricordo al volo
.

I giudizi estetici
Sala d’attesa dal medico e poca gente in coda, spalmata su più studi.
5 o 6 mamme aspettano il loro turno per una visita pediatrica, accanto ai loro bimbi, tutti neonati, tranne una di 4-5 anni che corre come una invasata.
Le donne chiacchierano, ridacchiano, lasciandosi andare a considerazioni sul giovane medico.
La peste le guarda e, in sordina, accumula e accumula, finché, non si apre la porta e s’affaccia un ragazzo da copertina.
Lo scruta e portandosi ma manina al volto, esclama – Sei davvero bono, hanno ragione! Imbarazzato, sorride e ribatte – Grazie, ma chi lo ha detto? –
Un piccolo indice spietato punta tutte – LORO! –
Nessuna ride più come prima, al contrario del medico …
Che figura da poracce morte di fame!!!

Mai raccontare cavolate
Cena a casa di amici
– Stai bene? – mi domanda la bimba
– Si Amore, perché? –
– Non stai tanto bene, io lo so … –
– Perché non starei bene? –
– Hai la pancia guasta, hai l’anello (lei intendeva la fede) ma nella tua pancia non ci vive un bambino! –
Anello-bambino, bambino-pancia, pancia piatta-pancia gusta!
Spiegare che non si è un soufflé è dura, lo sapete?

Tieni per te i pensieri che s’agitano nelle mutande
Sono al mare, sola, e sto leggendo un libro.
Non c’è tanta gente, l’estate è agli sgoccioli!
Un bimbo gioca sull’arenile, in completa solitudine, impila la sabbia con le formine e attende che la risacca la distrugga.
Di punto in bianco si avvicina, sussurra, alle mie spalle, qualcosa che non comprendo e non lasciandomi il tempo di voltarmi mi sferra una manata sul lato b.
– Ho detto ciao! – dice, quasi in tono seccato.
Rispondo al suo saluto ma, ignorandomi totalmente, mi spara un’altra pacca più forte.
– Mi rispondi? –
Lo prendo con le buone e cerco di capire.
– Papà ha detto che il tuo culetto parla! –
Spiego al piccino che un sedere non sa parlare, che suo padre è un burlone e quindi ha voluto fargli uno scherzo (perché dire che è un xxxxxone, che fa anche rima, non mi sembra educativo).
Lo riaccompagno dal genitore idiota, che sta giocando a fare lo splendido con gli amici e qui, ciò che non esprimo al figlio, con lui non resta in tasca.
– Non mandare tuo figlio lontano, gli effetti speciali li ha già a casa – e, indicandogli le sue labbra, proseguo – Il tuo culo, si, parla! –

Non dire mai bugie!
Lasciategliela qualche bugia bianca, di quelle che evitano di polverizzare il prossimo con una frase sola.
– Vieni in braccio! – dice il tizio alla figlia dell’amica, sollevandola da terra.
– Noooo! – strilla lei, puntandogli le manine sul petto e inarcando la schiena – … puzzi di sudore tutte le volte che ti vedo! –
Ora, “puzzola”, sa che un deodorante, efficace, può cambiare la vita …

Master Chef
Questa me l’ha raccontata una mia amica e ci ho riso fino a stare male.
Sua cognata è una pessima cuoca e quando dico pessima, intendo PESSIMA.
Nel corso di una cena mi capitò di lanciare, dal balcone, due sue polpette, agghiaccianti, sperando se le sbafasse il cane del vicino (cosa di cui dubito).
Tacere per l’armonia familiare ci sta (e poi lei è tanto carina e disponibile col mondo intero), ma se il silenzio ci deve essere, silenzio sia!
Invece, tra una risata perculatoria e l’altra, la parola “letale”, riferita alle prestazioni Master Chef, a qualcuno deve essere volata di bocca, più e più volte, davanti ad un angioletto di 3 anni.
– Vieni zia, entra … – dice il piccino, corso alla porta che, osservando le mani occupate, aggiunge  – porta in cucina il tuo “mangiare letale” –
Inutile sottolineare che non conosceva il termine e non voleva dare un pugno in faccia alla cuoca, innegabilmente, volenterosa .
“Te figura leggia!” (Che brutta figura!).
Insomma, se sono presenti bimbi, fate conto di dovervi difendere da piccole spie russe!!!
Serena notte … a domani per la passeggiata a casa vostra.
– Carla –

Riflessione …

Corsa in compagnia e riflessione post “pensieri condivisi” …
– Taluni sentieri, imboccati per forza maggiore e non per volontà, ti cambiano, per quanto di sforzi di restare aggrappato a ciò che sei, ti cambiano!
Ti cambiano … in peggio …
Ottenebrando la visione anche del cielo più azzurro, perché t’aspetti lo squassi una tempesta ancor più forte dell’ultima, distraendo l’udito, che temi sentirà solamente ciò vuole, falsando l’olfatto, nell’avvertire il profumo di fiori che non ne hanno, disorientando l’intuito moribondo.
Un rivolo di ribrezzo scivola all’angolo della bocca dei miei pensieri è inconsistente e, forse, non ci farà caso nessuno, o sarà confuso con un ruscelletto di dolcezza, ma resterà là a tener viva la memoria.
Sul pavimento della vita un libro logoro, sul quale non troveranno impronta diverse dalle mie, un romanzo dozzinale, arricchito da una fantasia romanticamente perversa, quale è la mia.
Pagine ingiallite e in parte strappate che affido al tempo, perché le risucchi in un buco nero che non restituisce nulla.
Quale morte più gloriosa per il niente? –
Buonanotte …
– Carla –

L’Amore di una mamma

ChiaraCorbellaPetrillo

L’Amore che lega l’Uomo e Dio, quando è autentico, radicato e indissolubile, non si spiega, si vive …
Rende forti, anche quando le forze vengono meno, capaci di accettare la sconfitta più grande, confidando in qualcosa d’immenso e senza fine.
Chiara, una madre, degna della Madre di tutti noi, una mamma, con le ali, che al piccolo Francesco ha regalato la propria vita, in tutti i sensi …

https://www.chiaracorbellapetrillo.org/

Buona serata …
– Carla –