Ho 5 anni!

Se sparisco dal blog significa che i miei vicini mi hanno “seccata”, sappiatelo!
Scrivo e rido, da sola, perché mi sento vittima di un Dejà vu, di una situazione già vissuta e non parlo di fenomeni “paranormali”, “paraculari” … semmai!
Ho 5 anni, 49 anni dopo, e ciò che è da fuori di testa è che mi sento “affartara” (termine sardo, per definire lo stato d’animo di chi ne ha combinata una grossa, sa di aver sbagliato, ma è ugualmente contento del risultato), proprio come quella bambina.
Perché possiate capire, però, devo tornare indietro nel tempo e raccontare una breve storia.
Mia madre lavorava in ospedale e per vederla, considerando i turni (capitava che non la vedessi per giorni, io dormivo quando rincasava e al risveglio era già andata via), supplicavo mio padre di portarmi da lei, nella pausa pranzo.
Pochi minuti che per me erano il mondo, il suo sorriso e la stretta delle sue braccia, cancellavano attese e distanze.
Per proteggermi, o meglio per proteggersi dalla paura che contraessi chissà cosa, dovevo attenderla fuori dalle cucine, dove avveniva l’incontro.
Non ci volle molto per diventare la mascotte delle lavoranti e di uno dei cuochi, che morivano di tenerezza nel vedermi saltare come un grillo all’arrivo di mamma.
Il capo cuoco, perché erano in 3, che chiamerò Lucio, era il più carino di tutti, carino in senso affettuoso, sempre sorridente e pronto a voler intrecciare una conversazione.
Aveva occhi azzurri spettacolari e lunghe ciglia nere che, con l’incarnato mediterraneo, vedevi ad un miglio.
Era talmente gentile e dolce che, un giorno, sentendo una delle tipe sfotterlo, mi rigirai seccata per riprenderla, sottolineando che era bello e buono come un Principe.
Quella frase passò alla storia, con lui che si vantava che “la bocca della verità” lo aveva premiato.
Lucio mi regalava i cioccolatini o enormi fette di torte, che portava da casa, e quando cucinava il roast beef per i degenti, ci pucciava un pezzetto di pane, sapendo che ci impazzivo (come cuoco era una bomba).
Alla domanda – Ti posso offrire qualcosa? – però, rispondevo anche in modo strano!
Volevo le bucce del grana …
Passi una, due, tre, quattro volte, finché non ha iniziato a chiedersi che ci facessi, sapendo che i miei genitori non erano tanto dementi da nutrirmi in quel modo.
Esternato il dubbio a mia mamma, fui beccata, con le mani nel sacco, a fare da tata a due toponi che, al suono della mia voce, uscivano fuori da un tombino spaccato e, messi seduti, come scolaretti, prendevano, quasi dalle mie mani, il formaggio.
Secondo voi cosa è accaduto?
Il finimondo!!!
Mamma furiosa che mi rivoltava come un pedalino, al grido – Li hai toccati? Ti hanno mai dato un morso? – e Lucio che provvedeva a chiamare per la riparazione della loro via di fuga.
Bene, questa mattina, per la terza o quarta volta, non mi ricordo, ho dato del cibo ad un topo (è piccolino e sembra più da gabbia che di fogna), amico di una gattina vagabonda che scrocca i pasti ad Amelie.
Pino (To-Pino) che mangia i croccantini dei gatti è uno spasso!
L’unico problema sono i vicini Talebani, non abbastanza animalisti da consentirmi questa bizzarra adozione.
Cercherò di portarlo via, in qualche maniera, perché anche un topo ha diritto alla vita!
Buon pomeriggio …
– Carla –

Randonautica

Randonautica non è altro che una App, in grado di regalare, ai più curiosi e temerari, un momento di svago alternativo.
La rete custodisce una vagonata di video di chi l’ha scaricata e testata e, se andate a spulciare, oltre a quelli insignificanti, di gente che trova un braccialetto putrido con un cerca metalli o il nulla cosmico, ne esistono d’inquietanti o da “botta di deretano” formato family.
Ritrovare un cadavere, trattato come i tocchetti per lo spezzatino, chiuso in un sacco nero, non deve essere una scoperta piacevole e del gioco non possiede nulla, come non lo è rinvenire bigliettini con richieste d’aiuto in un cumulo di rifiuti a cielo aperto o disegni di bambini, in luoghi da pic nic, che descrivono violenze.
È piacevole scovare denaro nascosto da chissà chi, quello sì, magari sperando di non aver solleticato il nasino di qualche malavitoso che non poteva portarlo in banca.
La conoscete?
Se la follia mi acciuffa, una di queste sere la scarico e ci vado a correre, inserendo un raggio di ricerca breve.
Cosa domanderò?
Perché ho scordato di sottolineare che si può scegliere il tipo di avventura da vivere …
Beh, ovviamente, l’anima gemella, un uomo d’altri tempi che mi chieda in moglie!
… e fu così che Carla sentì dei passi in lontananza, vide del fogliame agitarsi e invece del cinghialetto affamato si ritrovò davanti lui, l’uomo d’altri tempi, ma proprio ALTRI, un 99 enne intento a realizzare un bouquet di cicoria.
Ahhhh beh, per un centenario sono tanta roba e a sto giro mi risposo, pregando di non “creparlo” la prima notte!
Scemate a parte, nel video che segue, troverete una precisissima spiegazione …

https://youtu.be/6dRcU4NS0dg

Buon pomeriggio … a stanotte per leggere i commenti in moderazione e “leggervi” …
– Carla –

Intrecciando pensieri …

Ci sono persone che nascono indossando una camiciola bianca, lontana da colpe e che, crescendo, l’affidano all’anima, imbastita alla capacità di non sporcarla e di mantenerla linda fino all’ultimo giorno della loro esistenza.
A parte mia madre, che per me è un Angelo che Dio ha affidato alla vita terrena, un contenitore pulsante d’amore autentico, posso usare le dita di una mano per tenere il conto di coloro che considero “patrimonio dell’umanità”.
Una di queste l’ho conosciuta, o meglio, mi ha notata, quando avevo 42 anni e lui 34 …
Non me la passavo benissimo e la scelta di andare a correre mi era sembrata una genialata, mi sarei data fino allo sfinimento, sperando di riuscire a trovar pace almeno la notte.
Si convinse che nell’incrociarlo, in uno dei percorsi del parco, lo avevo fissato per un tempo prolungato, in verità, ovunque vedevo il nulla, risucchiata da pensieri pesanti che non s’arrestavano mai, annullando la realtà.
Pensò, tra le altre cose, che avessi la sua stessa età e che in occhi tanto malinconici si nascondesse una dolcezza sconfinata.
Solitaria, senza orpelli, fatta di corse, luoghi di culto, amicizie che mi facevano scudo, diventai “diversamente interessante”, una donna senza grilli per la testa, dalla quale non difendersi, che non porta a muoversi chiappe al muro.
Mi accorsi della sua esistenza dopo parecchio, notando sempre la stessa auto ronzare attorno a casa dei miei o nei posti dove mi recavo regolarmente.
La prima volta che lo vidi in volto mi scappò da ridere!
Portavo a spasso il cane di mia sorella e nello spostare i capelli da davanti agli occhi, me lo ritrovai davanti, in auto, che si spostava a passo d’uomo.
Moro, capelli cortissimi, spettinati sulla fronte, un sorriso appena accennato e la curiosità che scivolava da occhi azzurro cielo.
L’uomo del mistero non lo era più!
Tutto sfumò così, non andando oltre il “ciao” e 2 parole scambiate al volo e per circostanza.
Sono fatta male, probabilmente, ma sulle macerie non ci costruisco nulla, metto da parte i soldini per comprare una ruspa, piuttosto …
In quest’ultimo anno e mezzo posso affermare di averlo conosciuto profondamente, con addosso tutti gli abiti che il destino ti tira dietro, e di poterlo inserire nella mia preziosa lista.
Non l’ho mai visto perdere la pazienza, anche quando l’avrebbe persa Padre Pio, reagire d’istinto, ma mostrare un’umanità genuina, empatica, che scavalca la buona educazione.
Ho assistito a conversazioni carine con gli anziani beccati in coda o per strada, con la stessa premura che dispensano figli o nipoti affettuosi, a gesti di generosità, mostrare una tolleranza degna di nota nel sopportarmi quando non è giornata o m’impunto.
Devo ammettere che ha tecniche di persuasione da applauso!
Stasera, però, ho sfogliato il lato più tenero del suo essere, quello che “colpisce e affonda”, l’intrattenere un bambino.
La piccolina in questione ha 3 anni e quando sbrocca non la tieni, così raccontava la mamma …
Dopo aver dato noia a 100 grammi di cane, imboscato sotto il tavolino di una gelateria, e aver rimediato dentini d’avviso, è partita di pianto e di capricci a valanga, mettendo a ferro e fuoco la pazienza dei genitori (deve essere tosta viverla in quella versione, tutte le volte che ha la luna storta).
La dolcezza di un uomo fa miracoli e se usi la testa, beh, la magia è servita.
Piazzato davanti a lei, ignorandola totalmente, si è messo a realizzare animaletti di carta e solo quando ha capito di averla in pugno, di aver attirato la sua totale attenzione, ne ha allungato uno nella sua direzione.
Lei ha sorriso, lui ha sorriso e con un fare da seduttore incallito, presentandosi, le ha chiesto il suo nome.
Smesse le bizze, genitori attoniti ed io divertita!
Ha rimediato un pupazzetto marcio, una caramella (che a me non ha dato) e un – Vieni a casa con me? – oltre la conoscenza con sua mamma e suo papà.
– Non sopporto il pianto! – mi ha detto, una volta soli – … basta poco per interromperlo –
La serata è finita nel giardino di casa sua, con una bottiglia di birra e due bicchieri (ehh sì, apprezzo la birra), a immaginare che cosa avesse subito il pupazzo uscito da una guerra, con un orecchio mozzicato (quel cretino si è inventato che è stato vittima dei soprusi di un’integralista islamica nana) e la coda scomparsa.
La mamma ha fatto festa, di sicuro, per essersi liberata di 10 cm di salma!
Attraente, sensibile, empatico, tollerante, intelligente, colto e amorevole, trovasse la donna giusta, ancora “viva”, potrebbe giocarsi la carta vincente e ritrovarsi a vivere un ruolo che veste a pennello, quello di padre.
Per la buonanotte, visto l’orario, sono in ritardo, mi porto avanti …
Buongiorno!!!
– Carla –

Il “nome”

https://www.nostrofiglio.it/famiglia/test-e-quiz/quale-dovrebbe-essere-il-tuo-nome

Secondo questo test dovrei chiamarmi Grace,
possiedo il dono speciale dell’armonia, che diffondo attorno a me, grazie ai miei modi gentili e alla capacità di trovare parole che rasserenano ed invitano ad andare d’accordo.
La mia casa rispecchia perfettamente la mia essenza: è calda, accogliente, fa sentire chiunque a proprio agio.
Avermi come mamma e moglie è una fortuna!
Invece mi chiamo Carla, il mio nome l’ha scelto papà, registrandolo ad un soffio della mia nascita, senza dirlo a mamma, che se la legò al dito, scegliendo lei i nomi dei miei fratelli.

Mi chiamo come la fornaia di un mercato al coperto, una ragazza bellissima che tutti amavano per i modi cortesi e per l’assoluta incapacità di vedersi uno schianto.
Voleva essere di buon auspicio …
Sono mora come lei e non sono, caratterialmente, un cinghiale, il resto … mancia!
Non sono stata investita dal dono della maternità diretta, ma sono una mamma di cuore, innamorata folle di tanti bambini, anche cresciuti, che si ripete, di sovente, che nel mazzo di madri meravigliose che la vita fa sbocciare, esistono anche quelle avariate, che ai figli lasciano in dote solo il loro debordante squallore.
I carceri ospitano ree confesse o meno di delitti che d’amore materno hanno ben poco, quindi meglio madre mancata per destino che madre biologica indegna.
Moglie, compagna?
Passo, grazie!
Mi chiamo Carla e non Grace, sono un’amica di valore, questo Sì, capace d’incendiare il proprio cuore per scaldare quello di chi vive, al sicuro, sotto la sua ala d’amore.
Buon Pomeriggio …
– Carla –

Andrea

Lui è Andrea

AndreaOrsini

Andrea Orsini, una scoperta “romana”, un ragazzo estroso capace di animare l’inanimato e dalla voce particolare, se chiudi gli occhi e la ascolti, infatti, la riconosci subito.
L’ho scoperto così, restando affascinata dalla scelta di oggetti, decisamente strani, con cui far musica.

Shape of you
https://youtu.be/TPM3Qp-jTYY

Andando a ficcanasare, per vedere se le sue erano solo interpretazioni, è venuto fuori dell’altro ..
Scrive, arrangia e suona …

Senza cuore è la mia preferita, trovo abbia un testo che racconta una pagina di vita di tutti noi.
https://youtu.be/RFnlD4aDB2o

Stalkerizzatelo sui vari social!
– Carla –

Mehendi

I “Mehendi” sono tatuaggi temporanei, realizzati con la Lawsonia Inermis, un hennè naturale di colore rosso, a mano libera o con stencil particolari.
Nascono in Egitto, come decorazione funeraria sulle salme, per compiacere gli Dei dell’Aldilà e garantire al defunto un’eternità felice, trasformandosi, nel tempo, in elementi di decorazione cosmetica.
I disegni, mai casuali, non erano solo decori atti a sprigionare bellezza ma una sorta di “iscrizione” magica, capace di attrarre la fortuna, la ricchezza materiale e di allontanare gli spiriti malvagi.
In india, per esempio, ancora oggi, si decorano le mani delle spose, affidando ad essi tutti i segreti per una vita coniugale lieta e duratura.
Esistono diversi stili e simboli conosciutissimi.
Lo stile Asiatico ha la caratteristica, inconfondibile, dei polpastrelli completamente colorati; quello Africano le forme geometriche, le strisce e i cerchi; quello Indiano raffigura piante e animali, a formare dei veri e propri guanti o bracciali; lo stile Arabo è rappresentato da elementi vegetali e floreali.
I decori più noti sono il Paisley, il cetriolo turco, raffigurato, molto spesso, accanto ad una lingua di fuoco o un seme ed esprime salute, fertilità e ricchezza; la Mano di Hamsa, riconosciuta come un potente talismano; il Lotus, il fiore amuleto, femminile, che attrae la buona sorte; i Cerchi di Mandala che donano equilibrio interiore; il Pavone e l’Elefante che rappresentano creatività e svolta positiva.
Non importa cosa raffigurano e simboleggiano, li amo, trovandoli una forma d’arte antica e raffinata, il passato che continua a vivere, grazie al talento di chi li realizza a mano libera, e che regala schegge di magnificenza del suo popolo.
Ho trovato un sito dove ammirarne alcuni molto belli.

https://reviewit.pk/mehndi-designs-2020/

Il mio preferito è questo

Arabic-Mehndi

Sereno pomeriggio …
– Carla –

AMATA!

Era il 1984 …
Elton John e Sad Song (Say So Much), mi tenevano compagnia e facevano da cornice a qualcuno dei miei desideri, oggi, nel risentirla, ha aperto un album pieno di bei ricordi e mi sono sentita felice.
Le persone più care, di quei momenti, sono ancora con me, per scelta, perché non sono miei parenti, e questo fa di me una persona amata, decisamente, AMATA!

https://youtu.be/X23v5_K7cXk

un pensiero da cui ciondola un sorriso ne cancella 10 da cui sono scaturite lacrime!
Serena notte …

– Carla –

Complicato da spiegare …3 di 3

Siamo arrivati, più o meno, al presente …
“Ciò che non posso arginare, assecondo!” è diventata la mia filosofia di vita, vivo con serenità l’indefinibile, accettando anche il manifestarsi di cose materiali (e non sempre sono sola, quindi ho testimoni della totale assenza di follia) che ritengo tenerezze che giungono da lontano.
Un gesto che ho nel cuore, al momento, è la sensazione (inizialmente pensai a suggestione) di una mano che mi accarezza i capelli, con amore quasi paterno, mentre piango, pressata da un dolore che sembra volermi strappare l’anima e, subito dopo, il vedere una ciocca di capelli, che ciondola dalla fronte, venire sollevata e tirata indietro.
Chiaramente, so a chi appartiene quella mano e il significato di quel gesto, fatto tante volte quando in quella meraviglia umana pulsava la vita.
Non sono una strega, le streghe sono altre, e il mio timore di Dio, mi spinse a chiedere a quel Parroco se, inconsapevolmente, fossi ostaggio del male vestito di bene.
“In sa domu prena de su Signori, su Dimoniu non agattara lettu!” (Nella casa-animo- piena di Dio, il Demonio non trova un letto!) fu la sua risposta!
Effettivamente, se mi guardo indietro, le palate di letame non le ho mai tirate, sono entrata nella vita di chiunque con garbo e, se ho potuto, mi sono prodigata per portare sostegno e Amore.
Se ho sbagliato, non l’ho pianificato a tavolino e non ne sono cosciente!
A questo punto del lunghissimo monologo, iniziato giorni fa, due domandine uno se le fa, no?
Ha un nome tutto questo?
Da dove arriva?
Sono schegge impazzite che piovono da un passato lontano, che ricorda la memoria dell’anima?
Se così fosse, si spiegherebbero piccole cose che ho scoperto di saper fare, così, di punto in bianco, “nozioni” mai apprese che conosco, luoghi descritti prima di vederli.
Ed ecco che si riaffaccia Omm Sety, la donna vissuta due volte e, forse, più!
Se, come lei, come tanti altri (youtube pullula di testimonianze verificate), ripetessi una vita precedente?
Fermi, fermi …
Volo di fantasia?
Allora come posso spiegarmi, durante una visita nella piccolissima tomba di un Visir egiziano, poco noto (non ricordo il nome preciso, dovrei guardare dietro la foto che scattai), la descrizione, particolareggiata, fatta ad una ragazza del gruppo, di una scena amorosa, su una parete interna, mai vista da nessuna parte?
Come si spiega l’essere stata attratta da un libro sui tarocchi (avrei volevo scriverci un racconto), l’aver trovato gli arcani maggiori in allegato e, senza aver sfogliato una pagina, saper descrivere al top il significato di ogni carta?
La prova del 9 è arrivata quando mi sono fatta lasciare un mazzo da 78 (spero di aver azzeccato il numero) e conoscevo anche tutte le altre!
Quando mai ho letto carte?
Quando mai mi è stato insegnato?
Non so fare nessun gioco di carte e mi fanno schifo!!!
Ma la regina di tutte le anomalie è la paura dell’acqua.
Se mi si propone un corso di nuoto, divento aggressiva in modo esagerato, se mi si deride rispondo con toni non miei ma da portuale, il tutto perché se l’acqua supera l’altezza dei polmoni, quando sto in piedi, vivo un incubo vero, vivo la morte.
Non scherzo, non auguro a nessuno di vivere quei minuti … la vita che ti abbandona per annegamento.
Per scrupolo, ad un mio amico medico, chiesi cosa accede, fisicamente, a chi muore annegato, ritrovando tutti gli step di quell’incubo.
Devo essere un uomo, suppongo prestante e che sa nuotare, inizialmente reggo e non mi dispero, poi arriva il panico, mi agito con le braccia verso l’alto, il cuore va a mille, il respiro accelera, mi brucia il petto, vedo la luce attraverso l’acqua, bevo, riemergo, vado sotto e bevo ancora, tossisco, sono terrorizzata e so che non rivedrò terra perché sto perdendo i sensi.
Per me non esiste mettere la testa sott’acqua, fare giochi con il contatto fisico, un getto d’acqua dritto in viso, nemmeno sotto la doccia.
Se vivo quei momenti non sono in me e arrivo a piangere come un bambino!
Ai tempi delle superiori, nel corso di una cena scolastica, una supplente di Economia raccontò del terrore delle scale, una paura che, nel scenderle, la paralizzava, facendola sentire malissimo.
Nel momento in cui il problema arrivò a rovinarle le giornate, decise di sottoporsi ad ipnosi regressiva, raccontando di una caduta mortale e dando dettagli anagrafici e di luoghi.
Conclusione?
Riuscì a trovare la casa e, dal nipote della donna, a sapere che aveva perso l’equilibrio nel toccare i primi gradini ed era morta sul colpo.
Ho aperto questo lungo racconto con la frase – Complicato da spiegare … – e lo è, perché l’ignoto fa paura e imbastisce etichette, perché è difficile sperare che la vita non s’arresti, mai, in nessuno di noi.
Non sono nessuno, non ho super poteri, ho solo il sospetto di aver attraversato altre vite e di averne un ricordo annebbiato che si ripropone a tradimento.
Percepisco qualcosa?
Si, senza scadenze o appuntamenti, non posso e non voglio fare domande, qualsiasi cosa sia non è a mio uso e consumo e, posto che lo potesse essere, non lo sarebbe per mia volontà.
La mia esistenza è sempre stata affidata alle mani di Dio, a lui domando e a lui rispondo, se poi arriva una “mail” carina per qualcuno, apro la posta, leggo e riporto.
Siamo umani e un “tutto andrà bene”, una sorpresa d’amore o un “guarda dove metti i piedi” non confezionano reati.
Tutti abbiamo le orecchie del cuore, basta non farsi distrarre dal frastuono e ascoltare …
Buon pomeriggio …
– Carla –

Complicato da spiegare …2 di 3

Sono una donna adulta e sto vivendo un periodo terribile, la Fede è la mia arma più grande e scandisce le giornate, alla fine delle quali non perdo un rosario collettivo, converso con Dio davanti al Tabernacolo e partecipo a Messa.
Il Signore è un anestetico potente e senza controindicazioni, lentamente cauterizza le ferite, soffro ma non morirò dissanguata.
È proprio durante una di quelle presenze in chiesa che il tutto rincomincia, senza che nemmeno me ne renda conto.
Una giovane donna prega, in ginocchio, ha gli occhi rivolti a Maria, muove le labbra ma non sento le parole.
Sono lei, in testa corrono pensieri tremendi, l’immagine di un bimbo, un dolore che sembra una morsa stretta da mani invisibili.
Non penso a ciò che faccio, mi frugo in tasca, prendo il mio rosario (me l’ha regalato una suora e per me è prezioso, anche se è di legno malandato) e vado verso di lei.
Le prendo la mano, le apro il pugno e dopo averlo posato lo richiudo, le sorrido e le dico – Stai tranquilla, andrà tutto bene, tienilo tu, il tuo bambino ne ha bisogno! –
Mi guarda, incredula, non dice nulla ma lascia scivolare due lacrime enormi.
Due giorni dopo, il Parroco vuole parlarmi, la ragazza le ha raccontato l’accaduto e l’ha autorizzato a condividere con me la sua storia.
Il bimbo esiste, è malato, e quella donna si sente in colpa, crede che il figlio sconti i suoi errori.
Un gesto piccolo l’ha convinta a reagire, perché, per lei, la presenza dell’Altissimo si manifesta anche così.
Il mio animo è colmo di piaghe, decido di accettare quel che sarà e di seguire quelle sensazioni se serviranno a qualcuno, il pensare agli altri mi distoglie da me!
Rincominciano a presentarsi questa sorta di “anticipazioni”, come quando, anni prima, fermai il braccio di una mia vicina (tentava di avere figli da 20 anni e con ogni mezzo), dicendole di non bere quel bicchiere di prosecco perché era incinta (era di due settimane).
Sono tutte carine e positive, sono quasi contenta di essere considerata, come dice la mia amica, una Bruscia Rosa.
Passano i mesi, gli anni, continuo a camminare con questa bizzarra compagnia accanto, finché nel mio mondo non s’affaccia un nuovo enorme dispiacere.
Quel sentire, adesso, non parla solo per gli altri ma anche direttamente a me, lo ascolto e riesco a montare un mosaico sconcertante, fatto di dettagli inverosimili.
Seguo l’istinto e arrivo alla realtà, restando, veramente, di sale.
Racconta cose spiacevoli, anche per terzi, cosa mai accaduta, avverto, mentre continuo a vedere scenari senza sorrisi.
Per ben due volte metto a fuoco qualcosa di preciso, una casa scalcinata con le grate alle finestre, un tabacchino e di fondo il suono delle campane (mi ci vuole un’eternità per capire il luogo) e un volto.
Il secondo lo incontro quasi nell’immediato (ora lo incrocio quasi tutte le volte in cui vado a correre), è un ragazzo moro, dagli occhi scuri, altissimo e abbronzato.
Come nella “visione” mi guarda da lontano (lo guardo anch’io, perché lo riconosco e perché Dio ci ha fatti per apprezzare il bello), sorride a distanza ravvicinata e mi saluta.
È difficile da spiegare, mi capita di leggere pagine del giornale di domani, non posso scegliere la notizia, è casuale, non so mai di chi o cosa verrò a conoscenza.
Buona giornata …
– Carla –

Complicato da spiegare …1 di 3

Domenica, come faccio di solito, ho seguito Freedom (rete 4), il programma di Roberto Giacobbo che permette di esplorare il mondo senza uscire dalla porta di casa.
Alcuni di quei luoghi sarebbero impossibili da visitare anche stando sul posto, va sottolineato!
Uno dei servizi, che vi consiglio di andare a “recuperare”, parlava di Omm Sety, la reincarnazione di una Sacerdotessa di Iside.
Dorothy Eady nasce a Londra il 16 gennaio 1904 e a 3 anni, in seguito ad una caduta dalle scale, viene dichiarata morta per poi, inspiegabilmente, tornare in vita e iniziare a vivere esperienze che avranno, sempre, riscontri oggettivi.
Muore a El Araba El il 21 aprile 1981, accanto al suo popolo!
L’Egitto, la sua storia, fanno parte di me fin da quando ho iniziato a leggere, riuscire ad andarci, cercando di cogliere il massimo da quell’esperienza, ha riacutizzato tante sensazioni latenti e, forse, ha smorzato la paura di qualcosa di sconosciuto che, probabilmente, lascerò vivere allo stato brado, non sapendolo gestire.
Quanto voglio raccontare, sicuramente, per riuscire a capire qualcosa in più e, magari, imbattermi in qualcuno che ha vissuto o vive qualcosa di simile, lo dividerò in più giorni, per non uccidere di noia chi legge o mettere alla prova la sua pazienza.
Ma torniamo alla storia di Omm Sety e alle percezioni che prova chiunque si trova a dover gestire situazioni sulle quali non ha il controllo e che è conscio non siano partorite da una mente malata o suggestionata.
La mia vita è costellata di stranezze, di episodi che non so spiegare e che, in linea di massima, non mi hanno mai intimorita, pur non comprendendole (forse perché sono iniziate da bambina e pensavo fossero comuni a tutti), tranne la fobia dell’acqua, che spiegherò per ultima.
Da che ho memoria, tutto inizia a 11 anni, con la morte di mia nonna materna, che io guardo negli occhi pochi minuti prima del trapasso (muore mentre la caricano di peso in auto, tra le braccia di mia madre).
Sono nerissimi, sgranati, mi fissano pieni di paura, sono piccola, non so cosa sia la “fine” ma il cuore mi dice che la sto vedendo.
Vengo allontanata, trascinata via da una vicina di casa, mi sento spezzata in due e so che non la rivedrò più, nemmeno in un sonno apparente.
Mia nonna era dolce e protettiva, sapeva capirmi anche nei silenzi, quindi era conscia del mio terrore e del dolore che mi avrebbe lasciato.
La notte, sentivo il suo peso, da seduta sul letto, accanto ai miei piedi, vedevo il materasso pressato e, qualche volta, vaporosa e in penombra, lei che sorrideva, accarezzandomi le gambe.
È andata avanti per parecchio, finchè non ho accettato l’accaduto, pensando che dovevo essere felice per lei che era tornata tra le braccia del suo amato sposo.
Gli anni passano ed io dico o faccio cose che riferiscono quel che non posso sapere, smaschero tradimenti, oggetti vengono ritrovati, inizio a realizzare che riesco ad attraversare chi soffre, anche se non lo conosco e lo vedo casualmente, come se migrassi dal mio animo al suo e leggessi una storia.
Sono impressionata, questa cosa non la freno, sta prendendo il sopravvento!
Sono molto giovane e con un’amica “inciampo” nella tavola ouija e nella scrittura guidata (per chi fosse curioso il post s’intitola Gianluca G), partecipo ad una seduta spiritica, gestita da un amico medium (coetaneo) e qui decido di stroncare e zittire qualsiasi cosa mi arrivi.
Dalla pancia del mio amico esce una voce, lui non muove le labbra.
Ventriloquo?
Non lo è, ma avrei dubitato se non avessi riconosciuto quella di una persona venuta a mancare tempo prima.
La testa è voltata dalla mia parte, non sbatte le ciglia e ironizza su cose solo nostre, piange perché ci vede disperati, conferma di stare bene, finalmente, e mi detta un numero di telefono perché vorrebbe facessi qualcosa che non può più fare.
Quel numero risulta essere di una persona con cui ha degli insoluti affettivi.
Tutto s’interrompe per un numero considerevole di anni!
Buonanotte …
– Carla –

Se le cose stanno così, rallento e mi fermo!

https://youtu.be/5Wiio4KoGe8

… ragazze, mi rincorresse lui, Madre di Dio perdonami, rallenterei la corsa e mi lascerei acciuffare!!!
I sogni non si negano, nemmeno, ad una over 50 e per la bellezza fisica di Adam Levine e Marco Mengoni alzo la paletta con un “10”, come a “Ballando con le Stelle” (si chiama così il programma di Milly Carlucci?).
Buon Pomeriggio, a stasera per la lettura dei vostri blog!
– Carla –

Io & Coccolino

Ieri, dopo uno scambio di commenti, sotto un post di quell’antipatico e magro di Sephiroth, mi sono soffermata a ragionare, con un sorrisino beffardo sotto i baffi (ebbene SI, la mascherina mi concede di non disturbare il furetto che staziona sotto il mio naso, di non “scalparlo”), sulla sua frase “Non ti starai ammorbidendo?”.
Oggi, al massimo, sono morbida di “frollato” e meno di quella bontà-fessa che la vita mi ha dato in dotazione alla nascita.
Dico, io, non poteva darmi uno stacco di coscia che fa fermare il traffico e l’intelligenza di Rita Levi Montalcini?
Eh, NO, troppo facile, meglio un bel secchiello con cui pescare dall’anima e dare, dare e dare …
La carrucola che cigolava nel pozzo di Montale, qualcuno se ne è già reso conto, altri ci metteranno un po’, l’ho schiaffata in cantina, il secchio non cala!
L’acqua sale alla luce se paghi dazio, mentre “sussurro”, perché non si strilla mai, il fegato va tenuto intero, – Se non sai giocare, le regole del gioco le detto io! –
Regole semplici, a dire il vero è una sola, rispettare il “cancello ed evito”!
I sassi tenuti nelle scarpe fanno male, non si sorride con le chiappe adagiate su un cactus dagli aculei spessi e non si va da nessuna parte con lo “strizzone” in corso o la comunione del 1982 che ti si “ripropone” (perché le condizioni “NO” a me fanno venire, davvero, mal di pancia e di stomaco).
Non la afferri alla prima?
Eh vabbè, lascio correre e mi scanso, dilatando le distanze.
Non la afferri alla seconda?
Continuo a non scompormi, aumento il distacco e fingo di non capire.
Non la becchi alla terza e persisti?
La tolleranza va in vacanza, perdindirindina (quanto volevo dirlo!), ti spingo all’angolo del ring e quando arrivo a tanto so di poterti imbalsamare.
Un bagno nel “coccolino” lo faccio solo se sono sicura che il “profumo di primavera” non viene ucciso, al volo, dal tanfo.
Dio mi chiede di essere cristiana e non scema!
Buonanotte …
– Carla –

Gli animali pensano?

L’ultimo video di Mick Odelli

https://youtu.be/Xa__FO5oOmc

mi ha ricordato in quante occasioni mi sono posta questa domanda e, senza tentennamenti, mi sono risposta … SI!
Ok, ok, amo i “diversamente umani”, ritenendoli più corretti, sensibili ed empatici di tanti, troppi, bipedi della mia specie, ma non per questo tendo ad umanizzarli per sentirli più simili a me.
Mi limito a constatare che quelli che hanno fatto parte della mia vita o lo fanno ancora, hanno mostrato e mostrano di utilizzare, sicuramente, meglio di taluni umani, il cervello.
Potrei fare esempi per ogni mio piccolo-gigante d’amore, rammentare episodi in cui il ragionamento era palese, come quando la dolcissima Mia ci evitò di morire uccise dai fumi della combustione e poi finire disintegrate dalle fiamme.
Non lo farò, mi limiterò a menzionare il mio primo gatto, Cirillo (il mico b/n), preso quando aveva ancora gli occhietti chiusi, nutrito con le attenzioni di una mamma gatta e vissuto (nel senso pieno della parola) dal 1997 al 2010.
Ciry pensava, ragionava e comunicava usando una quantità esagerata di versi, ciascuno ancorato ad un oggetto o un’emozione.
Se lo snobbavo faceva l’offeso e, dopo avermi guardata, voltava la testa, seguendomi con la coda dell’occhio, quasi a dirmi – Dai, chiedimi scusa! – e bastava una sola frase – Dammi un bacio d’amore … – per vedergli arricciare gli angoli della bocca e offrirmi il nasino in segno di pace.
M’invitava a giocare e, credetemi, non era solo in grado di portare il giocattolo che gli chiedevo, ma di identificare i colori delle 4 palline di gomma (rosso, blu, verde e giallo) e di arrivare con quella giusta.
Pensava, mostrava felicità o dolore, percepiva i miei stati d’animo e mi faceva da scudo se qualcuno usava un tono di voce poco affettuoso.
Distingueva i nomi dei cibi e dopo averglieli elencati, mostrava una preferenza, scortandomi ai fornelli per il carpaccio appena scottato, al frigorifero per la polpa di granchio o alla cesta che conteneva le bustine di umido o i croccantini (e qui la zampata era la scelta).
Sapeva che la notte era destinata al sonno e aspettava di sentire “Buonanotte” per mettersi a dormire.
Se scordavo di salutarlo, con un salto, accendeva la luce e al suono della parola magica, nella stessa maniera, la spegneva.
I nostri “Amici Speciali” pensano?
Ragionano?
Sono sensibili ed empatici?
Avete ancora dubbi?
Io non ne ho mai avuti!
Buonanotte a tutti …
– Carla –

Di che “segno” sei?

Di che segno sei?
Non è complicato rispondere, non lo è mai stato, i segni zodiacali sono 12, suddivisi in 4 categorie, Acqua, Terra, Aria e Fuoco.
Sicuri?
Sembra che per un errore, compiuto 3000 anni fa dai Babilonesi, sia stata esclusa una costellazione che si trova al centro della Via Lattea, non distante da Scorpione e Sagittario, “Ofiuco”.
I segni zodiacali, quindi, potrebbero essere 13 …

Ariete 19 aprile – 14 maggio
Toro 15 maggio – 21 giugno
Gemelli 22 giugno – 20 luglio
Cancro 21 luglio – 10 agosto
Leone 11 agosto – 16 settembre
Vergine 17 settembre – 31 ottobre
Bilancia 1 novembre – 23 novembre
Scorpione 24 novembre – 29 novembre
Ofiuco 30 novembre – 18 dicembre
Sagittario 19 dicembre – 20 gennaio

Capricorno 21 gennaio – 16 febbraio
Acquario 17 febbraio – 12 marzo
Pesci 13 marzo – 18 aprile

Il segno “intruso”, tra l’altro, non appartiene a nessuna delle categorie conosciute.
Allora, di che segno sei?
Il mio non sarebbe più lo stesso!
Serena notte …
– Carla –

“Cuccioli” nell’Anima, si “ritorna” a scuola!

… e se domani ci “risvegliassimo” bambini o ragazzini?
Se alle 8.15 la campanella ci invitasse a varcare il portone della scuola?
Io ne sarei felice, non tanto per la strizza dell’interrogazione (sono sempre stata Lady Ansia) ma per la gioia di ritrovare tutti i compagni, l’amichetta del cuore  e i bidelli, angeli custodi, capaci di insabbiare le ragazzate e di asciugare le lacrime.
Anna era la spugna di tutti i nostri drammi sentimentali!
Ma veniamo al dunque …
Ho scoperto che il tempo non mi ha resa esperta di geografia e scienze, facevo schifo e lo faccio ancora adesso e che Storia e Letteratura restano il mio primo e unico amore.
Volete mettervi alla prova?
Buon divertimento …

https://www.lasailunga.it/index.php

Un bacino sul naso, buonanotte …
– Carla –

Buonanotte

Stasera sono “lessa” (e non quella gnoccolona cosmica di Fernanda, ma bollita, sfatta, sbriciolata), la settimana da seduta su un cactus prosegue, nonostante mamma sia a casa ed esploda di felicità solo per lo stare accanto al marito, l’ansia non molla la presa.
Mi fa salire il crimine il sentire frasi tipo – … ma ha 88 anni! –
Quindi? Allora? Tu “sfiati”, sei inutile, ma non auspico la tua evaporazione, ehhhh daiiii!!!
Per fortuna l’empatia morta in alcuni, germoglia rigogliosa in altri …
Vado ad infilarmi sotto le lenzuola in compagnia di un uomo che adoro … Alberto Angela e I tre giorni di Pompei, lasciandovi con una canzone che mi fa stare bene da paura.

https://youtu.be/V1bFr2SWP1I

L’arcobaleno più vivo possa risplendere nella vostra vita …
Serena notte …
– Carla –

 

 

“Scirarindi su sonnu!!!”

Non è un’espressione masai e non sono impazzita …
È la frase che spari addosso ad un sardo, campidanese, quando è apparentemente in sé ma, in realtà, dorme: SVEGLIATI DAL SONNO!!!
A me è capitato oggi, al supermercato, e benché debba ammettere di avere un talento straordinario nell’imbottigliarmi in situazioni scomode, questa volta avevo solo una fretta indiavolata e di testa ci stavo tutta.
Il momento esatto in cui ho innescato la figura di “cacchina” non lo so, il coprotagonista ha avuto la delicatezza di sorvolare, ma ho idea di averla spalmata in 5/10 minuti, buoni, dei 20 trascorsi a girare tra le varie corsie.
Venendo al “succo”, mi sono impossessata del carrellino di uno sconosciuto, mettendo la mia spesa sulla sua, non notando, assolutamente, ciò che sotterravo, fino all’arrivo in cassa.
Qualcosa di strano, in realtà, l’avevo notata, Pollicino cresciuto che sembrava seguire mie molliche impalpabili, mollate lungo il tragitto, qualche sguardo lanciato a caso e risate trattenute.
– Una caccola affacciata, il cadeau di un piccione affettuoso, la faccia da panettoncino? Vabbè, chi se ne frega, se la facesse per bene una risata! – ho pensato, non indugiando, per darmi una mossa.
La cassa era a qualche metro da me ed ecco che arriva lui, mi guarda, si passa una mano tra i capelli e quasi ridendomi in faccia abbassa lo sguardo.
– Questo idiota ha problemi seri e con il manuale del bon ton ci si è pulito il lato b in camporella – è la sola cosa che mi passa per la testa, mentre poso gli acquisti sul rullo.
Fungi sott’olio? Marmellata di more? Lamette? Cerotti?
– Io non ho preso queste cose! – dico alla cassiera, che mi guarda come se fossi stata interdetta e sfuggita al controllo della famiglia.
Il tizio scoppia in una risata, contagiosa, che fa ridere tutti, porgendomi le mie cose, che ha sistemato, ordinatamente, in un angolo del carrello ritrovato al posto del suo.
– Ha portato in giro il mio carrello! –
– Non poteva fermarmi subito? – ribatto, scusandomi e scavando con i piedi la fossa dove vorrei nascondermi.
Ride ancora e prosegue – Credevo se ne sarebbe accorta, invece … –
Il – Pezzo d’imbecille! – me lo sono tenuta in tasca.
Lui è un cretino che si sollazza con fessate da bambino, ma io ho fatto la figura della stordita che ogni tot, amici e parenti, cercano a “Chi lo ha visto?”
Sto salendo in macchina e il tizio si avvicina, si presenta, si dispiace per avermi messa in imbarazzo e mi consegna il suo scontrino con scritto un numero di telefono e un nome.
Secondo voi lo chiamo?
Si è portato a spasso 2 confezioni, da 6, di carta igienica (va a ruba per i regalini di Amelie) e avrà pensato che ho l’intestino sfatto, ha rinvenuto un barattolone di nutella e quindi si sarà detto che è il solo incontro erotico della mia vita, ha visto una boccia di olio di mandorle per il corpo e, di conseguenza, ha chiara la scena di me che mi ungo come una foca, per non somigliare a Lucy la mummia, e ha realizzato che pure alle frollate piacciono i biscottini per lattanti.
Si parte male … sono credibile come il denaro del monopoli e attraente (e non sto parlando di carrozzeria, perché sono una Uno degli anni 80) come una delibera sulla tazza.
Aspetta, amore santo, che sono già evaporata …
Serena notte …
– Carla –