2019

Possa,
la felicità,
cadere sulla strada di ogni uomo generoso,
che la dona per primo e,
come pioggia primaverile,
inzupparne i pensieri e il cuore,
promettendo che durerà per sempre …
Buon  2019
– Carla –

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Pitale

Il cuore che pulsa nel petto di un altro uomo
non è un Pitale,
anche se reso tale,
ma un piatto,
pulito,
in cui si era stati invitati a mangiare.
– Carla –

Promemoria!

Ti scorgerò,
nel solco di una ferita
che non rimargina,
in un pensiero
che non smette di indossare
l’inverno,
in una promessa
dissolta
come una bolla di sapone
e nel chiuderti
in un contenitore,
colmo di dolore,
mi raccomanderò al futuro
di non forgiarne più
la chiave.
– Carla –

E’ Natale

È Natale ogni volta che sorridi ad un fratello
e gli tendi una mano.
È Natale ogni volta che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.
È Natale ogni volta che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi ai margini della società.
È Natale ogni volta che speri con quelli
che disperano nella povertà fisica e spirituale.
È Natale ogni volta che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.
È Natale ogni volta che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.
È Natale ogni volta che permetti a Dio
di amare gli altri attraverso te …
si,
è Natale ogni volta che sorridi ad un fratello
e gli tendi una mano.

– Madre Teresa di Calcutta –

 

La gioia del Natale invada i vostri cuori e saturi la vostra casa!
                                                                                                             – Carla –

Incanto sotto le fronde

Il viale di cipressi, quello che Giosuè Carducci descrive nella poesia del 1874, Davanti a S. Guido, spalanca le porte di Bolgheri, un piccolo borgo fatato, frazione di Castagneto Carducci, abitato da meno di 200 persone.
Il cuore del poeta pulsa ai piedi della statua di Nonna Lucia, come nel cimitero monumentale, luogo in cui riposa, sfiorando i sassi levigati che lastricano le salitelle che lo attraversano, accarezzando i sogni di chi li ha calpestati fino a raggiungere l’ombra di un ulivo secolare.
Tre secoli di prime luci e crepuscoli, di sole o pioggia, di segreti inconfessati, appesi tra fronde senza tempo, annodati alla coda di una luna enigmatica che sfoglia i desideri di chi le domanda un sorriso.
Le mie mani, tanto tempo fa, hanno avuto la possibilità di sentirne la vita e l’anima, tra le rughe di un tronco deforme, i miei sensi di cogliere i sospiri di tanti cuori che, tra le sue braccia, si sono uniti in nome dell’amore.
Non credo esista un luogo più romantico, perso nel silenzio di un tempio senza pareti o confini emotivi, dove un soffitto di cielo e il vento, che si fa melodia nel danzare dei rami più alti, diventano la scenografia di un’emozione.
Con lo sguardo perso tra l’azzurro infinito, ornato di foglie, per un istante ho voluto dedicarmi due righe profumate d’amore, credere che esista un appuntamento, protratto all’infinito, che in quell’angolo incantato attenda me, un uomo e la benedizione di Dio.
– Carla –
Ulivo1720Bolgheri