Istruzioni per l’uso

differenze unghie

La mia non è una critica, ve lo assicuro, non lo è assolutamente, considero le mani ed i piedi, “in ordine”, un elegante biglietto da visita, quanto, piuttosto, un interrogarmi sull’effettiva praticità delle “formazioni epidermiche cheratinizzate” che crescono naturalmente o di materiale plastico sintetico, abilmente applicato, di dimensioni dalla L a salire. Eh si, sto proprio parlando di unghie e, in alcuni casi, di vere e proprie istruzioni per l’uso. Avere le parti terminali “rapacee” (si può dire o vado a tenere compagnia a Matteo e al suo “petaloso”?), tolti i gusti personali sulla gradevolezza estetica delle stesse, che potrebbero definirsi opere d’arte in movimento, qualche problemino, suppongo (giacché la mia estensione massima, al confronto, è ridicola), lo crea. Come si desume dalle immagini, il mio panzerotto 34 indossa unghiette modello small, con sexyssimo smalto trasparente, il colore (fidatevi), lo renderebbe ancora più focaccina ripiena e il tentativo di farne una “esca” viva sarebbe imbarazzante, insomma, i miei punti d’appoggio non son pane per feticisti. Immagino, solo per un attimo, di essere equipaggiata di “artigliotti” … Non potrei più mettere i calzini, si forerebbero in men che non si dica, con effetto clochard, e le scarpe? Rigorosamente aperte sulla punta, sandali francescani, infradito? Ad agosto passi pure, ma a dicembre? I miei mini wurstel rigidi e surgelati, come surini appena pescati dal banco freezer, Nooo! E poi, farsi fare la pedicure dall’asfalto, farsi solleticare dall’erbetta, pucciare nel terriccio o nello sterco (che porta taaaaanta fortuna), non mi sembra estremamente igienico e glamour. Mi tengo i fagottini, impanati con calzino e serviti in “poco seducente” scarpa bassa (il tacco dovrei fregarlo a Barbie, la bambola). Il piede, in ogni caso, mi creerebbe meno difficoltà delle mani, è assodato! Dei bisturi o dei cucchiai rudimentali, posti alla sommità delle dita delle mani, m’impedirebbero di vivere la quotidianità, di svolgere le attività più semplici. Ho i capelli lunghi e, quasi sempre, li raccolgo … le barre di cheratina mi resterebbero intrappolate tra cranio ed elastico e gronderei sangue dalla cute, riuscendo, forse, ad amputarmi parti d’orecchio. Arerei più volte al giorno il viso, tentando di lavarlo, non sarei in grado d’allacciare le scarpe o un bottone, di lavare anche un ridicolo paio di slip o di strizzare un panno, non potrei fare una carezza ad un gatto o un cane, senza affettarlo e dovrei tenere le mani sempre “spianate”, come un palmipede. Chi ha unghie da porto d’armi come si organizza? Me lo chiedo seriamente!!!
– Chi impasta le polpette, vede sparire il macinato, rapito dalle palette?
L’amato/a di una chirurga a piede libero, durante una folle passione, rischia l’appendicectomia, un incontro ravvicinato con una proctologa o di smerciare salame a fette?
La portatrice sana di lame, a fine bidet raccoglie una patata julienne?
Pure sta volta la sfangano le mie unghie, curate e mai eccessive ma, soprattutto, inoffensive!!!
– Carla –

 

Felicità Cercasi

angeli mosaic

La definizione di “felicità” non sarà mai universale e mai coinciderà, perfettamente, con quella scritta da chiunque si sia convinto che la sua vestirà, comodamente, tutti. La realtà, oggettiva, le esperienze, soggettive, che accompagnano nel lungo viaggio del vivere, l’animo che sfoglia, ne scriveranno, lasciando spazio all’interpretazione e al coraggio di dissotterrare le parole, insabbiate nel cuore. La mia felicità, pur non morendo, nasce ogni mattina, senza fare rumore, esprimendosi con stupore, per l’incantesimo che, ciclicamente, si ripete, con la purezza del tutto che si fonde al niente. Sono felice, sento di esserlo davvero …

– quando, perdendomi negli occhi di mio padre e di mia madre, mi coccola il suono dei loro “ti voglio bene”. A distanza di 10 giorni, l’una dall’altro, i miei preziosi pesciolini, spegneranno 80 candeline lui e 84 lei, insieme ai loro figli, nella gioia e nell’amore.

– quando tra fratelli ci si stringe, forte-forte, e si diventa una cosa sola.

– quando, voltando lo sguardo al passato, scorgo quel volto amico che, in 32 anni, non mi ha mai lasciata sola (sto parlando proprio di te, Cry)

– quando realizzo che l’odio, assurdo e viscerale, che mi ha investita, non è riuscito ad indurire un cuore che sente solo amore.

quando ho la conferma che il donare, sostegno morale o, secondo le mie possibilità, materiale, non mi toglie nulla ma, al contrario, mi riempie le tasche dell’anima.

– quando riesco a strappare un sorriso o a scatenare una risata e la vicinanza di persone sensibili mi fa star bene.

– quando un amico a due o quattro zampe mi parla d’amore, pur non sapendosi esprime nella mia stessa lingua.

quando sento d’essere riuscita a rallentare i pensieri, per tramutarli in cordate di parole.

– quando un foglio bianco diventa memoria di ogni emozione.

– quando i ricordi prendono per mano il presente e scansano gli errori.

La felicità non va inseguita, stupidamente, o cercata lontano … s’agita in noi, tra le increspature del cuore!
– Carla –

Non sopporto …

La comprensione è una qualità, una propensione che, in alcuni casi, ha il sapore di una “raccolta punti” per guadagnare un pass per il Paradiso ma, parliamoci chiaro, non va considerata inesauribile e sfoderabile in qualsiasi condizione. La mia (chi mi conosce da sempre o ha modo vivermi del tutto, potrebbe confermarlo) è bella “cicciuta” e s’affaccia anche quando dovrebbe starsene a cuccia, lasciando correre i “vaffa”. Mando giù i rospacci e, disgraziatamente, mi ribello solo quando è indispensabile “tossire” per scongiurare il soffocamento. Non so voi … io non reggo, affatto, modi di fare che sconfinano nell’oppressione psicologica, nella villania e nell’egocentrismo pieno. Mastico, mastico e il boccone rimane in bocca, divenendo disgustoso e una volta deglutito, terribilmente, indigesto, finendo per intossicare lo spirito e opacizzare ogni sorriso. Lo sguardo tradisce le parole, calpesta il silenzio ed è manifesto il mio non sopportare:

  • Chi, per esternare un punto di vista, strilla come se un megafono gli accarezzasse le corde vocaliAumentare il tono di voce non accresce la ragione e mostra povertà di argomentazioniconcetto non semplice da recepire … pare!
  • Chi è venuto al modo sprovvisto della capacità di ascolto o l’ha lasciata avvizzire, non ritenendo opportuno venire a conoscenza del pensiero del mondo Con i monologhi, gli interlocutori muti, ci farebbero le zeppette per i tavolini sbilenchi, anche se non lo divulgano apertamente. Fregati due volte si daranno per dispersi, piuttosto che farsi crescere il muschio sulle orecchie!
  • Chi disconosce qualsiasi forma di confronto, ritenendosi idoneo al solo insegnamento, non avendo nulla da imparareAlè, il clone di Gesù Cristo, la perfezione assoluta!
  • Chi “sfrantocchia” le parti intime degli astanti, esaltando la sua magnificenza psichica e fisica, eccitandosi alla sola idea di mortificarli o trascinarli in una situazione di disagioLeonardo da Vinci o modelle/i, dall’indiscussa perfezione anatomica, cosa dovrebbero fare? Un falò della maggioranza del genere umano, distante dalla magnificenza?
  • Chi sconfessa le sue stesse affermazioni, rigirando la frittata, nel tentativo di disfarsi degli abiti da lupo ed indossare quelli da agnelloConfidare nella smemorataggine del prossimo non è una mossa astuta, tutt’altro … Un’offesa, intima, affonda le radici tra ricordi e anima, procurando un dolore sordo ed incessante, ogni volta che alle parole “scusa, mi dispiace”, si sostituiscono “non l’ho mai detto!”
  • Chi è affetto da ingratitudine cronica e abbranca tutto quello che gli viene elargito, senza mai restituire un “grazie” sentito o gesti di pari generosità Nulla è dovuto e ciò che si concede col cuore non va schernito o sminuito, ma valutato e rammentato
  • Chi fa del “taglia & cuci” una costante – Indossa mutande sgommate ma punta il dito per far pesare una cispa in un occhio!
  • Chi giudica in maniera spietata, generando attenuanti solo per i propri passi falsi, ingigantendo le pecche o esitazioni degli altri, per accompagnarli alla gogna Sviste e in nessuna occasione errori … i semidei non sbagliano, mai!!!
  • Chi dalla vita ha incassato una “grazia”, di qualsiasi natura, e pur avendo la possibilità di sdebitarsi non ci pensa lontanamente La tenerezza per chi soffre e il tendere una mano non sono contemplate, prendere, prendere, prendere … finché la mano non sentirà il fondo del sacco e la “carestia” aggredirà tutti, indistintamente
  • Chi si presenta come l’essere più sensibile e giusto e, al tirar delle somme, è cinico e inumano come pochi – Uno specchio per l’anima, se esistesse, non sconfiggerebbe ugualmente tanta cecità

 

Non sono perfetta, tutt’altro, mostro fragilità, limiti e paure, per i “magnifici” (i cessi ottimisti) non credo d’essere un prototipo da emulare, ma sapete cosa vi dico? Il mio q.i. è nella media, mi posso strizzare un  ciabellino di ciccina sui fianchi, rido come una pazza quando mi concio male e vado allo specchio, mi spezzo per chiunque sta peggio di me e mi rifiuto di prendere per mano aborti di sterco vestiti a festa, mi sento felice se rileggendomi mi stupisco per qualcosa che mi sembra carina (e mi pare non mia) e mi sento ricca da morire per ogni tvb, detto da chi mi adora per quel mare d’inoffensiva insufficienza che mi appartiene. Non mi cambierei, per nessuna ragione, provo una valanga d’affetto per la “perfetta- difettosa” che mi sorride ogni mattina!
– Carla –

Si cresce e … non si cambia!

Vi capita mai di ripensare all’ultima “sparata” che vi è evasa di bocca (superando la velocità del pensiero) e di ritrovarvi a riderne, appurando che tale “abilità” la possedevate fin da piccoli e, a dispetto del tempo, non mostra cedimenti? Bene, appartengo al gruppo gli “irriducibili” e persisto nel collezionare “uscite” di una finezza allucinante. Non si tratta dell’uso del linguaggio che trucida il bon ton e violenta, ripetutamente, la lingua italiana, al contrario, solo di educate “sottolineature” (vogliamo chiamarle così?) che disegnano una realtà senza veli. Osservate bene la foto della prima elementare …

io4
L’espressione non è delle più felici, ammettiamolo, e di lì a poco avrei scodellato un pianto-diluvio (sono stata la sola che il fotografo, armato di una sensibilità notevolissima, ha piazzato sopra una sedia, dicendo che ero – troppo bassa – e, diversamente, sarei risultata – ancor più nana – Bastardo cosmico!!!), ma gli occhi sono “cerbiattosi”, quelli di una bambina che esterna solo cose carine … Ehhhhmmm … NO!!! Una volta, mentre giocavo nel giardino della cugina di mamma, insieme a sua figlia, al cancello s’avvicinò una tipa corpulenta e abbigliata a lutto (aveva pure un fazzoletto nero, bombato sulla nuca), attaccandosi al citofono come una mignatta in cerca di sangue. La padrona di casa, sporgendosi da una delle finestre, mi disse – Non funziona il microfono, Carletta, puoi vedere chi è? – Giunta a pochi metri dall’ingresso, dopo una rapida occhiata, strillai – Zia, è una signora coi baffi! – La mora baffuta, e credetemi lo era, scatenò l’inferno, non capendo che avevo solo riportato quanto vedevo. Potevo mai aver colpa se sotto le sue narici domiciliava un gatto himalayano? In un’altra occasione, dalla parrucchiera, scoppiai a ridere (fino a farmi venire il singhiozzo), venendo pungolata, stizzosamente, dalle presenti per l’ostinato rifiuto a motivarne la ragione. Ridevo, come una posseduta, lo confesso, ma quale bimbo non lo fa in circostanze insolite? Messa alle strette (trattata un po’ a cavolo, a dirla tutta), confessai, candidamente, che trovavo buffa “nonna coniglia” (la etichettai proprio così). La nonnina, ve lo giuro, sembrava sul serio un incrocio tra un’anziana, stile “Muppet Show”, e un coniglio, ancor di più mentre confezionava smorfie impossibili, nel tentativo di tenersi in bocca due dentoni lunghissimi. Spessissimo, in quegli anni, l’abitudine a non filtrare nulla, tingeva di pallore il volto di mia madre, costretta a scalare gli specchi per porre rimedio, come la volta in cui, senza mezzi termini, dissi che non volevo che la merenda me la preparasse la sua amica – Perché? Ha il pane buono, fatto in casa, e il prosciutto che ti piace tantoNo, ha le unghie nere! – e non contenta, al suo ribattere, che evidenziava la mia sconfinata stupidità, rincarai la dose – Ha la kakka dei polli, là sotto! – Povera donna, finiva di pulire il suo piccolo pollaio e le mani se le sarebbe lavate e rilavate, fino a spellarsele, per quanto era ed è, ancor oggi, pulita. Si cresce … si cambia? Ehhhmmm … molto poco, l’inclinazione a produrre sfondoni resta! Analizzate bene questa foto …
io 4a

L’espressione imbecille è rimasta la stessa e con lei la piccola tiratrice scelta, con un colpo sempre in canna. Non volendo risarcire nessuno, per danni esistenziali, mi limiterò a riportare soltanto due tiri andati a segno, uno del 2008 e uno decisamente, recente. Volo Rm- Ca, un uomo sui 30 anni mi siede accanto e per tutta la durata del viaggio mi “provoloneggia” sul collo, facendomi assaporare l’orrenda sensazione dell’essere assediata. Il tizio parla, parla, parla e parla ancora, realizzando un ritratto di sé dettagliato e palloso da paura, io rispondo a monosillabi e, tra me e me, sgrano un rosario affinché il momento in cui potrò darmela a gambe giunga rapidamente quando, finalmente, penso – lassù qualcuno mi ama – sentendo il comandante che avvisa della discesa anticipata … Attendo l’arrivo del mio bagaglio, sollevata nel rendermi conto che l’avvoltoio è misteriosamente evaporato, quando, una voce che giunge alle mie spalle mi fa sfiorare l’infarto – Vuoi il mio cellulare? – Non so spiegarmi cosa mi sia balzato per la mente (probabilmente saturata) … con gentilezza, ho preso in mano il suo telefonino, l’ho guardato nel dettaglio e nel restituirlo, sorridendo, ho risposto – No, grazie, non è un modello recente! – Potevo essere più sgradevole? Il meglio di me, però, l’ho sfoderato con il papà (odio la parola “padrone”) di un barboncino, col pelo diradato come se fosse stato colpito da una gravissima alopecia, che vedevo ogni volta che andavo a correre (ho usato “incontravo” perché ora scodinzola tra le nuvole). Una pettegola ballista, perché va chiamata così, mi diede ad intendere che la bestiola versava in quelle condizioni per un lavaggio non esattamente tiepido, innescando in me una lenta “lievitazione” di collera, che il giorno dopo sarebbe sbordata, sommergendo quel povero uomo – Si vergogni!!! Pensava di lessarlo?  – gli urlai – mentre, guardandomi sconvolto, non emetteva più di qualche – Ma io … veramente …Taccia, è una persona orribile, glielo farei io lo stesso bagnetto rovente … – M’allontanai, non smettendo mai di insultarlo, non permettendogli, neppure per un istante, di ribattere. Il pomeriggio successivo, mi fermò una signora, sua moglie e, prima che potessi dilaniare anche lei, mi spiegò che il loro “bambino”, un tenero centenario sordo e quasi cieco, era calvo per la vecchiaia, che una volta a settimana lo visitava il suo veterinario e che avrebbero patito qualsiasi sofferenza piuttosto che fargli del male. Mi sono sentita l’essere più putrefatto del creato … Ho saputo della sua dipartita, qualche settimana più tardi, in silenzio, leggendo i visi rigati di lacrime delle persone che lo avevano tanto amato. Il vomitare quel che si pensa, non toccando mai il pedale del freno, passi da piccini, da adulti merita … impone … maturità, verifiche ed autocontrollo. L’impegno, da parte mia, c’è … spero dia ottimi risultati.
– Carla –

 

A.A.A. Affittasi “Incubatrice” e Offresi “germogli”

Intestazione “velenosa e provocatoria”, ne sono consapevole e mi scuso, non tanto per il senso che ad essa è, inequivocabilmente, legato quanto per l’irriverenza con cui esprimo un pensiero, forte, pesante, non condivisibile da tutti. I media, negli ultimi tempi, come cecchini deliranti, centrano la morale di chiunque si sofferma a riflettere, cercando risposte non facili da confezionare, lacerando, sempre e comunque, la sensibilità collettiva. L’arrivo di un bimbo, il desiderio di passetti che sbriciolino il silenzio, del rimbalzare di risate cristalline, di sguardi capaci di uccidere il buio di un sogno taciuto, non possono considerarsi colpe, richieste esagerate per le quali provare vergogna … è ovvio! Il prolungamento di noi stessi, di una vita che, diversamente, pare spegnersi senza aver dato frutti e generato un “senso”, per la maggioranza del genere umano si esprime con il dare alla luce un figlio, non trovando sentieri alternativi da esplorare. Non ho figli biologici, eppure, il destino non mi ha negato la grazia di sentir ardere l’amore materno, di sentirmi amata da un angelo, messo al mondo da una donna capace di instillare la grandezza del “donare”. La genitorialità non va rincorsa e artigliata, violando e stravolgendo la natura, non rispettando, non tanto i protagonisti attivi, quanto chi verrà catapultato nel mondo e non ha voce in capitolo. Ami e vieni ricambiato/a? Non basta? Il puzzle dell’anima è un incastro perfetto e quello “biologico” no? Quindi? Allora? Il ventre accoglie gameti o ovuli acquistati come surgelati in un negozio “Bio” e quel che si smercia per gioia, in realtà, nasconde egoismo!!! Affittare, donare, forzare il destino a riscrivere pagine già scritte, per quanto mi riguarda, è deturpare l’amore … Figli “creati” per l’esigenza malsana di volerli partorire ad ogni costo, uteri in prestito per mordere una paternità diversamente negata e, al centro, creature che un giorno, guardandosi allo specchio, accarezzando tratti “diversi”, non potranno non desiderare di ritrovare le proprie radici. Vuoi sentirti chiamare Mamma o Papà? Lo comprendo, chi non lo vorrebbe! Esiste una via diversa da percorrere, non dico più semplice, perché la burocrazia incancrenisce tutto ciò che sfiora, ma, indubbiamente, tappezzata di scaglie d’anima, quella dell’adozione. Aprire le braccia a chi è già nato, e le brama, è diventare genitori due volte!
– Carla –

TAG Would you rather – Cosa preferiresti? –

tag wouldyou rather
Ringrazio l’amica del blog
http://raccontidalpassato.wordpress.com per l’opportunità di partecipare a questo simpaticissimo tag …
Domande:
Preferiresti perdere tutti i tuoi mascara, eyeliner, rossetti e lucidalabbra oppure tutte le palette e gli om
bretti?
Uso solo mascara trasparente, lucidalabbra e, raramente, un rossetto rosso fuoco … il resto è fantascienza, quindi, quelli che possiedo per sbaglio, potrebbero scomparire senza procurarmi nessun dispiacere.
Preferiresti rasarti i capelli o non poterli tagliare mai più?
No, Signore benedetto, rapata no, mi farei kakare follemente, opto per capelli ai talloni!
Preferiresti avere delle guance color corallo o rosa?
Rosa non credo si vedrebbe sulla mia pelle scura.
Se avessi 1000$ da spendere li useresti per i vestiti o per il make up?
Per il make up, assolutamente, NO. A dirla tutta nemmeno per vestiti … Li donerei per gli animali affamati.
Preferiresti usare il rossetto come eyeliner o l’eyeliner come rossetto?
Scelgo la seconda possibilità, fa più trasgressiva … ahahahah …
Preferiresti comprare solo da Mac o solo da Sephora?
Nessuno dei due, amo Natura Sì e Bio Bottega.
Preferiresti utilizzare per il resto della tua vita un solo colore di ombretto o un solo rossetto?
Ombretto, che resterebbe a marcire nel cassetto.
Preferiresti indossare vestiti invernali d’estate o vestiti estivi d’inverno?
Soffro troppissimo il freddo, ragion per cui, non potrei mai indossare vestiti estivi durante la stagione fredda e fare la fine del bastoncino Findus!
Preferiresti avere per tutto l’anno unghie scure o unghie brillanti?
Le mie amate unghie non si toccano, brillanti a vita!
Preferiresti rinunciare al tuo prodotto per labbra preferito o al tuo prodotto occhi preferito?
Decisamente occhi …
Preferiresti essere in grado di legare i capelli solamente con una coda o con un chignon scompigliato?
Solamente con una coda!
Preferiresti non essere in grado di metterti più lo smalto o non usare mai più un lipgloss?
Il mio smalto è, sempre o quasi, trasparente e a base di sostanze che fortificano l’unghia, non potrei rinunciarci.
Preferiresti rasare del tutto le tue sopracciglia o doverle disegnare con un pennarello tutti i giorni?
La penso come la mia amata “Dama”, che impressione averle rasate!!!
Preferiresti vivere senza make up o senza smalto?
Viso che spaventa i passanti e smalto curativo assicurato!
Chi nomino? È troppo carino, questo Tag, quindi, NOMINO OGNI FANCIULLA CHE PASSERA’ DA QUESTE PARTI.
 … Baci … – Carla –

Lo siamo stati & lo diventeremo

Lo siamo stati, piccoli, indifesi, spensierati o intimoriti, pronti a tuffarci, senza indugi, tra le braccia degli adulti, giganti buoni il cui unico dovere è (o dovrebbe essere) amarci, accompagnarci, proteggerci … Lo diventeremo, stanchi, ricurvi, lucidi o confusi e, ancora una volta, indifesi, nuovamente bambini, costretti ad affidarci alle “premure” di chi ha ancora le energie per gestire una quotidianità in cui non cadano, mai, ombre sulla dignità. L’alba e il tramonto, l’inizio e la fine, fette di vita agli antipodi, con in comune un grande denominatore, la fragilità, il non poter tenere tra le mani un timone o far valere la facoltà di quando e come affrontare una virata! La coscienza, i valori che trovano riparo in ogni animo pulito, il donare amore, come pioggia che nutre la terra, che offrirà i frutti che ci sapranno nutrire, dovrebbero essere sinonimi di certezze, serenità e gioia … invece … Nei “giardini” dell’infanzia accade che i boccioli vengano trafitti dalle spine, nelle dimore che accolgono chi avanza con gli anni, l’inservibilità di un corpo sfatto, soppianti la vecchiaia che trattiene saggezza ed, ancora, negli istituti per chi bambino lo era e lo resterà, la diversa abilità venga smerciata per stupidità, demenza ed inutilità. Pistoia, San Costantino Calabro, Roma, Pavullo nel Frignano, Prato, Palermo, Revere, Pisa … il giro d’Italia degli orrori! Indifesi, aggrappati alla dolcezza o ghermiti dalla durezza, ingurgitati da un silenzio che ha voce solo quando le violenze restano impresse e valicano mura assassine. L’indicibile rimbalza tra le pagine di cronaca, macchia spazi televisivi e web, percuotendo la sensibilità di chi, come me, deflagra di rabbia nell’avvertire impotenza. L’orrore diventa passato, graffia il presente e s’incammina verso il domani, indisturbato, protetto da una privacy che dovrebbe andare a farsi benedire … a farsi FOTTERE ! Eh, già!!! La privacy, la tutela illogica di spazi comuni, di rapporti umani che non hanno nulla da nascondere, perché l’affetto e il rispetto non necessitano di censura. La “videosorveglianza”, semplice, immediata, economica, con accesso garantito soltanto a genitori, figli o parenti autorizzati, adeguata a garantire l’incolumità dei più deboli, la sola soluzione. Le telecamere, immagini visionabili in tempo reale, messe a disposizioni non di chiunque, va sottolineato ripetutamente,  ma degli affetti più cari, non sono un G.F. a reti unificate, non ammanettano i movimenti di chi insegna o assiste, non ledono il privato ma rilevano un ineccepibile operato. – Male non fare, paura non avere! – Chiunque si oppone, ad una libertà chiesta a gran voce, non ho dubbi, ha sfumature cupe da nascondere
– Carla –

Verificare l’affinità

Un tempo, per verificare l’affinità tra le persone, in particolare quella di coppia, Noi, allegri attempatelli, vestiti d’ironia contagiosa, ci affidavamo alle decine di test psicologici, raccattati sui settimanali più disparati. Una bella risata nel non riconoscersi o un leggero stupore nel ritrovarsi, in improbabili responsi, il solo ricordo da ripescare, all’occasione, con gli amici di sempre. Pezzi d’antiquariato, veri resti archeologici, scagliati lontani e giunti fino al presente, ebbene SI, siamo questo … Testare l’attrazione tra due persone, adesso ha un nome … “UNDRESSED” (Deejay TV), l’esperimento che mette in gioco un uomo e una donna (mi chiedo perché NO, uomo – uomo, donna – donna) desiderosi di approcciarsi con qualcuno affine. Nulla di così innovativo, verrebbe da pensare, e invece NO! Le “cavie” si mettono davvero a nudo … Le dinamiche, che variano di poco, ripropongono a tutti i partecipanti 3 step: spogliarsi a vicenda, accomodarsi sul lettone e baciarsi. Uhmmm … penso a me in una situazione del genere, ad un soffio dai 50 anni ma anche alla metà esatta … Ritrovarmi davanti ad un estraneo, da giovane e mediamente “appetitosa”, come da frollata e vagamente “adiposa”, non mi farebbe impazzire di goduria, anche se gli abiti dovessi sfilarli e lanciarli sul pavimento da sola. Le aspiranti, anche quelle non esattamente da copertina, indossano, SEMPRE, intimo non “garibaldino” e non sembrano sentirsi, quasi mai, a disagio. E qui mi domando … Io che non ho mai usato il reggiseno, perché non equipaggiata dalla giusta materia prima da reggere (e anche sulla via del crepuscolo, non essendosi “disidratate”, non devo preoccuparmi della gravità) come dovrei presentarmi? Canottierina della salute, lana fuori e cotone sulla pelle? Castagnole al vento? E lo slip? Soffrendo di gelate alla provincia, e non gradendo l’attraversamento al centro, mi resterebbe la micro mutanda “comodosa” di Bridget Jones … e quella non acchiappa!!! Valicato lo strip geriatrico o alla “Signorina Silvani”, sarei in grado di condividere, per trenta minuti, materasso e lenzuolino con un tizio scagliato dal nulla? E no … proprio NO! Se si adagiasse con la grazia di un cetaceo spiaggiato o sistemasse lo slip, inventariando tra le chiappe e facendo schioccare l’elastico? Se incrociassi il guizzare di bulbi oculari che analizzano quel che passa il convento o, ancor peggio, leggessi, sul mega-schermo, scritte come – ABBRACCIATEVI! FAGLI UN MASSAGGIO! FAGLI LE COCCOLE? – Già soffro di un “rifiuto mentale” di palpeggiamenti o strizzate ambigue, vogliamo sorvolare sul rischio, non così remoto, di sentire mani bagnaticce che spennellano sudore sul corpo o sui capelli o il dover “impastare” pelle unta? TI PIACE IL SUO PROFUMO? IL TUO DESIDERIO PROIBITO? Misericordia divina, non vorrei sentire la presenza, da nessuna parte, di un naso che aspira e scansiona il mio odore o dover compiere la stessa analisi olfattiva. Taluni si docciano col profumo e alla minima sudorazione sprigionano un mix stordente! Si può mai spiattellare un desiderio recondito, sul muso di uno che ti fissa, magari erotizzato o schifato (perché gli fai kakare da morire) e in presenza di telecamere? Al culmine dell’esperienza, quando corrono le immagini di baci che sfiorano le tonsille, un esplicito invito ad emularle, potrei infartare … Seguire le puntate, quando mi capita, lo confesso, mi fa sorridere, ridere e riflettere sulle sfumature caratteriali umane, rafforzando le convinzioni che mi accompagnano quotidianamente. È vero, l’attrazione è anche chimica, istinto, l’intuito che placca la ragione … ma le carezze delle parole, la complicità di pensiero e d’intenti non hanno valenza maggiore? Bastano una spruzzata di minuti per vivere anche un minimo di intimità fisica? È palese come la penso …
– Carla –