Messaggio “affettuoso”

Woody Allen insegna:
“Il vantaggio di essere intelligente
è che si può sempre fare l’imbecille,
mentre il contrario
è del tutto impossibile”.
 … la bellezza di talune conoscenze “virtuali” risplende, ancor di più, nell’accostarsi al nulla assoluto, al miserabile tentativo di mescolare la bontà con l’idiozia che non mi appartiene.
Dico male … Sofia???
– Carla –

 

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Grazie, di cuore!

 

La discrezione che impera nel mio spazio, oggi, verrà meno, scansata dalla necessità di ringraziare due di voi …
Non ci saranno nomi, ho deciso di non farli, per rispettare la grazia di parole che non mi aspettavo, per dare valore a gesti di straordinaria umanità, quella che non ti aspetti di trovare in una mail, che non pensi sia possibile veder sbocciare tra i pensieri e nel cuore di chi non ti conosce di persona.
Sento il bisogno di condividere una riflessione che vorrei non lasciasse indifferente chi legge, ma che al contrario lo conducesse ad analizzare quanto lo circonda, a soppesarlo, in positivo o negativo, per attribuire a ciascuno meriti o pecche.
Escluso che risponderò privatamente, un “grazie”, stretto ad un abbraccio che profuma di ammirazione, lo porgo ad una Signora (e non uso il termine Signora come forma di rispetto, perché lei lo è fino all’ultima sua cellula e anfratto più nascosto dell’animo) che mi legge e leggo da sempre, che ha avuto la capacità di farmi sentire amata e vera compagna di viaggio, nonostante ci si conosca solo per lettura reciproca.
“Il bene che mi hai donato lo ricambio totalmente, ripromettendomi, in futuro, di trovare l’occasione per incontrare il tuo sguardo e lasciare che siano i miei occhi a dirti quanto sei meravigliosamente speciale e grande!”.
L’altro “grazie” lo intreccio ad un sorriso, che una mano attenta ha tracciato su un volto segnato da una profonda amarezza, da una tristezza legata non tanto agli eventi, nudi e crudi, ma a chi e cosa li ha prodotti.
A differenza dell’amica che avrete difficoltà ad individuare, la seconda persona, un lui, per la schiettezza di alcuni interventi, è facilmente riconoscibile (non ha un suo spazio, quindi non rischio di violarne la privacy).
Mi dispiace che non scriva per condividere pubblicamente, sono convinta avrebbe un grosso seguito, per caratteristiche interiori che nutrirebbero ogni suo pezzo, per inconsapevoli suggerimenti da cui attingere positività quotidiana e per tante piccole schegge di sensibilità che andrebbero a segno.
Insegnamenti familiari, un dolore pregresso?
Non lo so, di sicuro chi ha attraversato panorami simili, alle persone con cui si interfaccia, li analizza con accuratezza e non vede in una lacrima la debolezza ma una scintilla di umana rabbia.
Nel fiume di parole di quest’uomo non ho avuto difficoltà a capire che ha, veramente, sfogliato il mio spazio dalla prima all’ultima pagina, con lo stesso entusiasmo ed interesse con cui si divora un buon libro, andando alla ricerca di ciò che sono e non di come sono.
“Avere in comune una fede forte, quella “spinta celeste” che cerca anche nel peggio una ragione benigna e persuade alla accettazione, te lo assicuro, è una mano fraterna, tesa con sana generosità cristiana, che apprezzo!”.
In dirittura d’arrivo vi lascio i miei stessi interrogativi – E’ possibile che esseri umani lontani, con cui non si condivide nulla di tangibile, riescano a vederci per ciò che realmente siamo, a denudarci, mostrandoci come solo noi riusciamo a vederci? È immaginazione, la mia, o qualcuno ha la capacità di tenerci in palmo di mano, di conferirci qualità che chi ci sta accanto non vede più o forse non ha mai notato? –
Non mi rileggerò, quindi siate clementi perché, sicuramente, ho bastonato la lingua italiana!!!
Desidero che la spontaneità sia protagonista …
Serena domenica, Dio attraversi il vostro cuore, muova il vostro pensiero e la vostra mano nella direzione di chi vi ama.
– Carla –

Sete

S.Antioco-Brocca – immagine personale –

Avrai sete
e non ci sarà acqua in grado
di placare l’arsura.
Uno scrosciare cristallino
condurrà i tuoi passi
tra i ricordi,
fino alla bocca del pozzo
e nel calare il secchio,
non aspettarti nulla di più
del tonfo sordo
di un desiderio accartocciato.
– Carla –

Lealtà

Lealtà, realizzata a mano, da un artigiano chiamato “Animo”, adatta a calpestare salotti e non ad attraversare distese limacciose.
Una calzatura, curata nei dettagli che, indossata senza mai sfilarla, si avverte stretta, capace di infliggere un dolore acuto e incessante.
Lealtà, la “mia” lealtà, quella presenza invisibile e mai lontana che mi ha sempre costretta ad obbedire a coerenza ed onestà, a valori che anche nelle condizioni più scomode e avverse non ho mai messo da parte.
Lo specchio riflette lo sguardo della coscienza, nella leggerezza di pensieri che si sono espressi a modo loro, ma sempre usando il linguaggio del bene, eppure, non basta a sentire addosso un senso di pace, a veder contraccambiato quell’agire.
Sfogliando il diario dei giorni andati, mi accorgo di aver dato, dato e dato ancora, come mio solito, e di stare a raccogliere fasci di ortiche.
Il pensiero corre, veloce, inciampando in quegli attimi in cui le mie mani erano piene di nulla e il cuore era stato saccheggiato … scrivendo la parola “stupida”!
A te che, forse, leggerai, portatore sano di infelicità, ultimo ma non ultimo anello di una collana che segna il collo, cedo la spietata superficie riflettente che incontro ogni mattina … avvicinala e non fingere stupore se ti sentirai dire che l’ottusità ti accompagna e che non sei per nulla una bella persona.
– Carla –

La bellezza dell’animo umano?

Ciao, mi chiamo Carla, ho 6 anni e credo nella bellezza dell’animo umano!

Ieri, nel giardino della scuola, Sergio mi ha spinta e sono caduta, sbucciandomi mani e ginocchia. Angelica, la mia miglior amica, ha aiutato la maestra a medicarmi e con un fazzolettino bianco mi ha asciugato le lacrime. Oggi, lei, nel dettato ha fatto un sacco di errori, i suoi occhi erano tristi, così, l’ho abbracciata e le ho detto, visto che sono un po’ più brava, che i compiti, d’ora in poi, li faremo sempre insieme. Ci vogliamo bene e se lei è felice lo sono anche io …

Ciao, mi chiamo Carla, ho 12 anni e credo nella bellezza dell’animo umano!

Arianna e Letizia, dopo la scuola, da qualche tempo, mi invitano sempre a casa loro. Hanno 14 anni, sono alte e magre, le più belle della classe, le più popolari dell’istituto. Sono simpatiche e mi trattano come se fossi più grande, mi dicono spesso che sono molto intelligente e mi spronano a svolgere la gran parte dei nostri compiti, sottolineando che ho una marcia in più. È bello avere amiche che mi incoraggiano e mi apprezzano!

Ciao, mi chiamo Carla, ho 18 anni, e credo nella bellezza dell’animo umano!

Ho tanti amici, alcuni storici, altri relativamente nuovi, con i quali trascorro una buona fetta del mio tempo libero, condividendo pensieri ed interessi. Qualche giorno fa, casualmente, ho intercettato una conversazione tra Lara e Giorgia, la prima diceva che ho una personalità magnetica, la seconda che serve a poco se poi metto i ragazzi in fuga, perché ho troppi lucchetti da scassinare e sono una frana nel realizzare una bella vetrina. Il resto del gruppo è concorde nel distanziarle, poco a poco, a me dispiace. Esiste davvero cattiveria ad auspicare che io abbracci la loro stessa “sfacciata esuberanza”?

Ciao, mi chiamo Carla, ho 25 anni, e credo nella bellezza dell’animo umano!

Nella mia vita è entrato l’amore e, come un tornado, ha scompigliato tutto, creando uno straordinario e ordinato disordine. Sono felice e sento di agire per il meglio nell’ascoltare i suoi suggerimenti, nell’ignorare quel che, in realtà, non andrebbe ignorato!

Ciao, mi chiamo Carla, ho 40 anni, e credo nella bellezza dell’animo umano!

Il panorama attorno a me è lo specchio della devastazione più assurda, cammino tra le macerie di un amore e la polvere che solleva il sentirsi appagati per la mia infelicità … non ho più lacrime! Gli affetti di una vita mi si sono stretti attorno, le loro parole sono carezze, gli abbracci incredibili punti di sutura. Ho paura di non farcela e per la prima volta metto in discussione l’animo umano, scoprendo una parte in ombra, dove sorge la fabbrica di ogni nefandezza.

Ciao, mi chiamo Carla, ho 50 anni, e credo, nonostante tutto, nella bellezza dell’animo umano!

Mani sensibili e generose mi hanno aiutata a rimuovere le macerie, regalato i mattoni del cuore con cui realizzare la mia nuova dimora. Sorrido, a dispetto della convinzione che non sarei più riuscita a farlo, sentendo scorrere, tra le dita, un nastro di gioia, serenità e spensieratezza.

Ciao, mi chiamo Carla, ho 52 anni, e credo nella bellezza dell’animo …
DI QUALSIASI ESSERE VIVENTE NON UMANO!

I monologhi di YouTube hanno ispirato questa mia riflessione e una pagina del mio “io” ora vola, sperando di non cadere in mani che ne faranno una pallina di carta inutile.
– Carla –

La “memoria”

La memoria è la “banca dati” della mia anima, un archivio, mai colmo, che non cessa di registrare sensazioni.
La gioia è un sorriso e la ferita una lacrima che ciondola dalle ciglia … il pensiero una mano invisibile che cerca, disperatamente, la combinazione dei tasti per guadagnare l’uscita.
– Carla –