Ciò che sei …

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Tramondo moletto

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Bronzo – Argento – Oro – TAG “Figuraccia” –

Per chi ancora non lo avesse realizzato o lo sospettasse, oltre ad essere la donna che se si trucca sembra una Drag Queen che lo ha fatto al buio, che possiede un piede bonsai che concede solo scarpe “prima infanzia” e che ha lo stesso sex appeal di un “panettoncino” con o senza canditi, ho una predisposizione innata per “cozzare” su tutto ciò che mi circonda e la vocazione a confezionare “figurette” destinate agli annali. “Bollata”, come la nota banana dieci e lode, devo spremermi le meningi per ricordare dove e quando ho sbattuto (e non si tratta di demenza, ci sono nata!) ma soprattutto sperare che nessuno pensi che subisco maltrattamenti in famiglia! La mia vera propensione, però, è la “figuretta” e, volente o nolente, ogni tanto, alla mia bizzarra collezione ne aggiungo una “involontaria”. Il TAG nasce dalla voglia di condividere un sorriso, forse una risata, di non prendersi troppo sul serio e di mostrare quella parte di noi ingenua, ridicola, fragile e, sotto-sotto, veramente tenera.

Regole:

Menzionare chi lo ha creato, Carla, https://ladimoradelpensiero.wordpress.com e chi lo ha “passato”.

Assegnare il Bronzo, l’Argento e l’Oro alle “figuracce” fatte.

Nominare 10 “vittime” ed avvisarle.

Prima di assegnare le posizioni devo fare una premessa, capirete il perché leggendo, ovvero, che ho avuto il terrore dei cani fino a 25 anni. Fobia che è cessata quando una cagnetta abbandonata, saltando attraverso il finestrino abbassato dell’auto, mi venne in braccio per offrirmi un viso a viso quasi umano.

Bronzo:

Località sul mare, piazzetta del paese da cui, verso il porto, scendono due viuzze, ho 17 anni e, insieme ad altre persone, mi trovo in una di queste, davanti al portone di casa di un amico che conosco fin da neonata … stiamo aspettando esca per andare in gelateria. Indosso una gonna a vita bassa, aderente e appena sopra il ginocchio, una maglia e un paio di sandali, nulla di vipettaro che possa attirare l’attenzione. Serata tranquilla, come tutte le altre? E nooo, la “figuretta” è in agguato! Alle mie spalle sento l’abbaiare di un cane e, senza nemmeno voltarmi per verificare, furiosamente impanicata, levo le scarpe, tiro su la gonna, troppo stretta per consentirmi l’arrampicata, e monto sul cofano e poi sul tettino di una vettura parcheggiata, scoppiando in un pianto disperato. Tutti gli ospiti della piazza vedono le mie mutande (e parlo di mutande vere non di un triangolino con filo interdentale) e il proprietario del veicolo che non ho danneggiato, pesando come una piuma, ha pietà di una folle che sclera per un vero mostro: un Chiwawa!

Argento:

Sono trascorsi 3 anni e per la serie – il quadrupede mi perseguita – ci ricasco in spiaggia, mentre la percorro per ritornare verso casa. Un enorme Pastore Tedesco, vedendomi camminare sulla battigia, mi corre incontro (oggi comprendo solo per farmi le feste) facendomi iniziare una corsa con lui al seguito, eccitato da morire. Come la sfango? Prendendo di mira una coppia, per essere precisi Lui, una bella “perticona” che scalo come un’abile freeclimber al grido di – tirami su, mi morde, mi morde! – L’assalito, imbarazzato e impossibilitato a lanciarmi a terra, come merito, riesce solo a fissare la ragazza con lo sguardo che implora pietà, mormorando – Non la conosco, te lo giuro, è la prima volta che la vedo! – Com’è finita? Il poveretto ha percorso, con me avvinghiata, gli ultimi 500 metri di spiaggia e la sua Lei, sensibile come poche, realizzando la demenza del soggetto, ha speso del tempo per rasserenarmi.

Oro:

31 enne, in vacanza in Inghilterra, entro in una toilette e nell’antibagno, in attesa del mio turno, mi metto a curiosare … – Toh, il distributore di dentifricio e spazzolino da viaggio, i fazzolettini umidificati e non e … che carinaaaa … una colonnina piena di caramelle “gommose”- Inserisco le monetine e ne porto via 4, arancia e fragola, suppongo, a giudicare dai toni! Fatta “plin plin”, raggiungo la persona con cui sto e, tutta contenta, estraggo dalla tasca i miei acquisti esordendo con – Vuoi una caramella? – Reazione? – Cosa hai preso??? – mi sento rispondere, come se le avessi rubate. Cosa ne so che la scritta “Condoms” equivale a “Vestitino per Gonario”? Sembrano simili agli “Orsetti Haribo” e la dicitura può essere una marca come Sperlari o Dufour! Ecco perché le “piscione” in coda mi fissavano come una depravata a dieta …

Nominati:

http://laurarosa3892.wordpress.com

http://calogerobonura.wordpress.com

http://rebeccaantolini.wordpress.com

http://raccontidalpassato.wordpress.com

http://cristinadellamore.wordpress.com

http://lemieemozioniinimmaginieparole.wordpress.com

http://ilcuoredibeatrix.wordpress.com

https://ordineecaos.wordpress.com

http://belindaraffaeli.wordpress.com

http://mairitombako.wordpress.com

Adesso tocca a me ridere!

– Carla –

“Cadeau” sgradito!

Lo chiamo “cadeau”, stringendo l’ironia tra i denti, perché, credo sarete del mio stesso avviso, non c’è proprio nulla attorno al quale ricamare qualcosa di divertente. Capoterra è una piccola e tranquillissima cittadina di 23-24 mila anime, nella provincia di Cagliari, una realtà in cui, quantomeno di vista, ci si conosce tutti ed è più semplice allacciare legami umani stretti, ritrovarsi a condividere gli stessi spazi ed emozioni, come in una famiglia allargata. La popolazione, di recente, si è vista recapitare un “presente” che l’ha sorpresa e, inevitabilmente, scossa non poco, un nuovo “ospite” c/o la struttura psichiatrica del territorio: Luigi Chiatti! Avete realizzato di chi e cosa sto “ragionando”? Penso di sì, in ogni caso, mi soffermo una manciata di minuti su un macabro dipinto che lo investe nel ruolo di unico autore. Luigi ha appena 24 anni, gli albori del viaggio di un uomo, quando strappa alla vita il piccolo Simone Allegretti, di soli 4 anni, e nemmeno un anno più tardi sottrae il futuro al 13 enne Lorenzo Paolucci, meritando l’attribuzione di “Mostro di Foligno”. Poco più di un ventennio di detenzione in un penitenziario possono mai ripagare due piccole vite spezzate e cauterizzare le ferite inflitte ai genitori, ai parenti tutti, agli amici e all’umanità che rispetta il dono del “vivere”? L’indignazione e la paura dei “Capoterresi” è paranoia o mira a salvaguardare la serenità che reclama l’infanzia? Gli stessi ospiti della struttura come posso sentirsi a vivere sotto lo stesso tetto con un uomo che ha ucciso due creature? Ha saldato il debito con la giustizia, ne prendo atto, ma questo non cancella l’assenza di amore e pietà per due poveri bimbi che prima di morire avranno, sicuramente, implorato di essere risparmiati e strillato “mamma”. L’indulgenza di Dio, in questo caso, non la conosco e mi schiero con un Paese che non è disposto a tollerare una presenza scomoda!

– Carla –

Selfie

Fino a qualche mese fa non sapevo cosa fosse un “selfie”, o meglio, non sapevo di saperlo … – Vivo in Italia, sono italiana, e l’ho sempre chiamato “autoscatto”! – Immortalare attimi della propria vita, in particolare quelli teneri o ridicoli, ai quali resteranno allacciati sospiri nostalgici o risate fragorose, è una opportunità a cui nessuno dovrebbe mai rinunciare, un sostegno per la memoria che potrebbe non custodirli accuratamente. I ricordi accarezzano, confortano, maturano e insegnano ad affrontare al meglio il presente e il futuro, tuttavia, produrne di assurdi, non proprio da cassetto polveroso, non so veramente quanto senso abbia. – “Deliberi” alla toilette? Sei troppo avanti se … ti scatti un selfie! – Click di questo genere hanno un contenuto? Non saprei, io non lo scorgo! Gli “autoscatti”che mi fanno sorridere, ispirandomi simpatia, sono i primi piani femminili, tra l’altro di donne che sarebbero belle anche nel fare una smorfia, con espressioni seducenti-imbronciate che sembrano domandare “Piaccio?”. È lecito chiedersi … – Perché tutte con lo stesso musetto?- Ebbene, anche io ho voluto immortalare il mio lato sexy, posando con la boccuccia “unta” e lo sguardo da “gnocca” …

sexy-imbronciata

L’espressione è da ebete e le labbra rammentano il “portone” che da cui escono le uova di gallina! Non guardatemi così … – “L’importante è partecipare” – ed io amo chiunque lo abbia detto!

– Carla –

Come “boomerang”

… e se le azioni, le parole o i soli pensieri, da domani, si trasformassero in “boomerang” lanciati nel cielo della vita? Quanti vedrebbero ritornare “a casa” sorrisi ed abbracci, preziosi consigli, premure ed un disinteresse che affonda le radici nell’anima, sbocciando con costanza? Quanti indifferenza, arroganza e gomitate, l’acido che rosicchia il cuore fino a farlo scomparire, una sofferenza che s’avverte solo quando marchia a fuoco la propria pelle? Quanti, nel timore di tramutarsi in vittime, perdendo il dominio del persecutore, prenderebbero le distanze dal passato per scongiurare il dolore ed allontanare i denti aguzzi della paura? Pochi, davvero pochi, vedrebbero recapitati i frutti del “bene” profuso, perché è più confortevole abbandonarsi alla discesa dell’approfittare piuttosto che inerpicarsi lungo i sentieri della fatica, imparando che solo ciò che si guadagna con integrità è salvo dalle grinfie del tempo e non paga dazio!

– Carla –