Il punto …

Ci sentivamo fortunati, graziati per il vivere circondati dal mare …

Ci sentiamo “abusivamente modificati”, nel mostrare due belle maniglie, saldate sul retro prospetto, con le quali è più agevole la presa per il *ulo!
La differenza “contagiati” – “guariti” da 187 è passata a 2182
7 decessi in più
da 5 a 102 i ricoverati
da 0 a 19 in terapia intensiva
da 48 a 1910 isolati a domicilio
da 53 a 2031 i positivi attuali.
Ma come dice la signora di Mondello, “Il Covidi non cè” e il tutto può essere riassunto così …

Buonanotte …
– Carla –

Il biscotto bruciato

Ringraziamo Dio, la Vita, per il dono dei biscotti, ANCHE BRUCIATI, impastati con le mani del cuore e cotti con il fuoco dell’amore …
… a maggior ragione quando sappiamo di aver contribuito, davvero poco o raramente, nel portare gli ingredienti per realizzarli.
Serena notte …
– Carla –

Buon Compleanno

 

Nel Rispetto sboccia l’Amore

L’idea di questo post nasce così …

… lasciato sotto un video, dolcissimo, su Instagram, che un Signore mi commenta in questo modo:


La mia risposta è secca e non ne seguono altre.

Spero possiate capirmi, accogliere il mio sfogo e, magari, scoprirvi miei alleati in una battaglia tra Amore ed Empatia passata a miglior vita, perché di questo si tratta, del non saper indossare i panni degli altri, nemmeno da nudi e al Polo.
Da quando la parola Amore è sinonimo di Riproduzione?
Ma quando mai un bimbo si preoccupa di ciò che avviene in camera da letto di chi lo cresce e lo ama?
Evan, il bambino di due anni di Modica, viveva una “genitorialità” etero ed è stato massacrato, nascendo solo per patire fino a perdere la vita.
Due madri o due padri, equilibrati, amorevoli, orgogliosi e consapevoli della vera essenza di una famiglia, l’AMORE, lo avrebbero protetto NON UCCISO.
Cosa è più fuori dalla Grazia di Dio, levare dal mondo una creaturina indifesa o amare una persona del tuo stesso sesso?
In tutto questo, secondo il signore che ha ribattuto al mio pensiero, chi non è madre, chi non ha cresciuto bambini, è un’interdetta affettiva?
Non ho partorito, non ho fatto il tirocinio materno, alias non capisco un cappero?
Non ho diritto di espressione?
Concedetemi 5 minuti da “alterata”, perché in questo momento lo sono, che vedono nell’assenza di un confronto autentico, in un’affettività sterile, la ragione di vere valanghe di cattiveria.
Sono etero, non ho mai avuto dubbi sulla mia identità sessuale, ma questo non m’impedisce di sentirmi, ugualmente, parte della comunità LGBT, di sentire il bisogno di difendere NON un mio diritto ma i LORO.
Guardate questo video

Lei è Federica, una ragazza che seguo da tanto su YouTube e da meno su Instagram (dove è più attiva), una persona che vale la pena di scoprire, dall’animo incredibilmente bello.
Cosa ha di speciale, a parte la simpatica, l’intelligenza, la sensibilità e l’umiltà?
Ama Elena, la sua compagna!
Sono una famiglia, vera, migliore di tante tradizionali, dove i valori sono visibili a tutti, come i quadri che abbeliscono le pareti della loro casa, dove la moralità è un gomitolo di lana che corre ovunque, rallegrando Ragù, il loro gatto …

Non credo ci sia altro da aggiungere, Fede ha già detto tutto!
A me non resta che augurare a lei ed Ele, se è nei loro desideri, piccoli piedini che corrono per casa, perché due madri così, per un bimbo, sono una pioggia di felicità senza fine.

Serena notte …
– Carla –

Un “salotto” sporco

Oggi pomeriggio, dopo qualche tempo, avendo compagnia, sono riandata a correre nel verde … ed ecco delle BELLISSIME SORPRESE, in 3 tre punti differenti:

Qualcuno ha ben pensato di “partorire”, nel salotto di tutti, angoli di DEGRADO.
Mi viene da aggiungere solo una piccola considerazione:
– Chi si comporta così, nell’alliga (spazzatura) ci vive anche in casa! –
Serena notte …
– Carla –

Occhio alle parole!

Non sono madre biologica, è cosa nota, ma questo non mi ha impedito o m’impedisce di mettere da parte “perle” sui bimbi.
Sarà che la loro presenza è un regalo, sarà che la loro intelligenza e curiosità mi calamitano, ma se ne ho uno a tiro, non riesco a non interagire e, puntualmente, stuzzico, fino a diventare una piccola complice.
Una cosa che ho recepito, da subito, è che comprendono tutto, fin da cucciolissimi, immagazzinano e ripetono, senza filtri, tutto ciò che sentono, non appena ricevono il dono della parola.
La figura assurda non è mai troppo lontana e non si può dire, tutte le volte, “sono bambini!” perché alcune delizie sono germogli nelle bocche degli adulti.
Riportare tutte, o quasi, le situazioni da “fossa” sarebbe cosa lunga e sforzo di memoria impossibile, concentrato nel tempo di un post, quindi, mi limiterò a quelle che ricordo al volo
.

I giudizi estetici
Sala d’attesa dal medico e poca gente in coda, spalmata su più studi.
5 o 6 mamme aspettano il loro turno per una visita pediatrica, accanto ai loro bimbi, tutti neonati, tranne una di 4-5 anni che corre come una invasata.
Le donne chiacchierano, ridacchiano, lasciandosi andare a considerazioni sul giovane medico.
La peste le guarda e, in sordina, accumula e accumula, finché, non si apre la porta e s’affaccia un ragazzo da copertina.
Lo scruta e portandosi ma manina al volto, esclama – Sei davvero bono, hanno ragione! Imbarazzato, sorride e ribatte – Grazie, ma chi lo ha detto? –
Un piccolo indice spietato punta tutte – LORO! –
Nessuna ride più come prima, al contrario del medico …
Che figura da poracce morte di fame!!!

Mai raccontare cavolate
Cena a casa di amici
– Stai bene? – mi domanda la bimba
– Si Amore, perché? –
– Non stai tanto bene, io lo so … –
– Perché non starei bene? –
– Hai la pancia guasta, hai l’anello (lei intendeva la fede) ma nella tua pancia non ci vive un bambino! –
Anello-bambino, bambino-pancia, pancia piatta-pancia gusta!
Spiegare che non si è un soufflé è dura, lo sapete?

Tieni per te i pensieri che s’agitano nelle mutande
Sono al mare, sola, e sto leggendo un libro.
Non c’è tanta gente, l’estate è agli sgoccioli!
Un bimbo gioca sull’arenile, in completa solitudine, impila la sabbia con le formine e attende che la risacca la distrugga.
Di punto in bianco si avvicina, sussurra, alle mie spalle, qualcosa che non comprendo e non lasciandomi il tempo di voltarmi mi sferra una manata sul lato b.
– Ho detto ciao! – dice, quasi in tono seccato.
Rispondo al suo saluto ma, ignorandomi totalmente, mi spara un’altra pacca più forte.
– Mi rispondi? –
Lo prendo con le buone e cerco di capire.
– Papà ha detto che il tuo culetto parla! –
Spiego al piccino che un sedere non sa parlare, che suo padre è un burlone e quindi ha voluto fargli uno scherzo (perché dire che è un xxxxxone, che fa anche rima, non mi sembra educativo).
Lo riaccompagno dal genitore idiota, che sta giocando a fare lo splendido con gli amici e qui, ciò che non esprimo al figlio, con lui non resta in tasca.
– Non mandare tuo figlio lontano, gli effetti speciali li ha già a casa – e, indicandogli le sue labbra, proseguo – Il tuo culo, si, parla! –

Non dire mai bugie!
Lasciategliela qualche bugia bianca, di quelle che evitano di polverizzare il prossimo con una frase sola.
– Vieni in braccio! – dice il tizio alla figlia dell’amica, sollevandola da terra.
– Noooo! – strilla lei, puntandogli le manine sul petto e inarcando la schiena – … puzzi di sudore tutte le volte che ti vedo! –
Ora, “puzzola”, sa che un deodorante, efficace, può cambiare la vita …

Master Chef
Questa me l’ha raccontata una mia amica e ci ho riso fino a stare male.
Sua cognata è una pessima cuoca e quando dico pessima, intendo PESSIMA.
Nel corso di una cena mi capitò di lanciare, dal balcone, due sue polpette, agghiaccianti, sperando se le sbafasse il cane del vicino (cosa di cui dubito).
Tacere per l’armonia familiare ci sta (e poi lei è tanto carina e disponibile col mondo intero), ma se il silenzio ci deve essere, silenzio sia!
Invece, tra una risata perculatoria e l’altra, la parola “letale”, riferita alle prestazioni Master Chef, a qualcuno deve essere volata di bocca, più e più volte, davanti ad un angioletto di 3 anni.
– Vieni zia, entra … – dice il piccino, corso alla porta che, osservando le mani occupate, aggiunge  – porta in cucina il tuo “mangiare letale” –
Inutile sottolineare che non conosceva il termine e non voleva dare un pugno in faccia alla cuoca, innegabilmente, volenterosa .
“Te figura leggia!” (Che brutta figura!).
Insomma, se sono presenti bimbi, fate conto di dovervi difendere da piccole spie russe!!!
Serena notte … a domani per la passeggiata a casa vostra.
– Carla –

Riflessione …

Corsa in compagnia e riflessione post “pensieri condivisi” …
– Taluni sentieri, imboccati per forza maggiore e non per volontà, ti cambiano, per quanto di sforzi di restare aggrappato a ciò che sei, ti cambiano!
Ti cambiano … in peggio …
Ottenebrando la visione anche del cielo più azzurro, perché t’aspetti lo squassi una tempesta ancor più forte dell’ultima, distraendo l’udito, che temi sentirà solamente ciò vuole, falsando l’olfatto, nell’avvertire il profumo di fiori che non ne hanno, disorientando l’intuito moribondo.
Un rivolo di ribrezzo scivola all’angolo della bocca dei miei pensieri è inconsistente e, forse, non ci farà caso nessuno, o sarà confuso con un ruscelletto di dolcezza, ma resterà là a tener viva la memoria.
Sul pavimento della vita un libro logoro, sul quale non troveranno impronta diverse dalle mie, un romanzo dozzinale, arricchito da una fantasia romanticamente perversa, quale è la mia.
Pagine ingiallite e in parte strappate che affido al tempo, perché le risucchi in un buco nero che non restituisce nulla.
Quale morte più gloriosa per il niente? –
Buonanotte …
– Carla –

L’Amore di una mamma

ChiaraCorbellaPetrillo

L’Amore che lega l’Uomo e Dio, quando è autentico, radicato e indissolubile, non si spiega, si vive …
Rende forti, anche quando le forze vengono meno, capaci di accettare la sconfitta più grande, confidando in qualcosa d’immenso e senza fine.
Chiara, una madre, degna della Madre di tutti noi, una mamma, con le ali, che al piccolo Francesco ha regalato la propria vita, in tutti i sensi …

https://www.chiaracorbellapetrillo.org/

Buona serata …
– Carla –

L’Amore uccide la paura

Lea

Non avevo ancora 30 anni e Lea, la cagnolina che accarezzo, è stata l’Angelo che, con un gesto d’Amore inaspettato ed unico, mi ha fatto passare il terrore dei suoi simili.
Saltò in auto, dal finestrino abbassato, sedendoti sulle mie ginocchia, viso a viso …
Restai paralizzata, convinta mi addentasse, invece, restò a fissarmi, con gli occhi di chi sussurra
– Amami e portami a casa, la nostra casa! –
Così è stato …niente più giaciglio di corde marce, in un porto, o pesci crudi pescati con la stessa abilità di un pescatore …

Serena notte …
– Carla –

Quando nasci per 1°

Non so quanti di voi sono il 1° figlio o figli unici (per loro non è nemmeno arrivato il 2°, a spostare il tiro di 2, ipotetici, soggetti “ansiogeni”) ma solo chi lo è può capire quanto possa stare stretto il tirocinio di mamma e papà, nel mio caso soprattutto materno.
Con chiunque ho parlato, ricordando cose che, oggi, mi fanno sbellicare dal ridere, ha attraversato lo stesso sentiero, subendo un amore talmente forte da diventare oppressivo.
L’arrivo dei miei fratelli, a distanza ravvicinata tra loro, è stato il mio 25 aprile e per loro una vita meno “controllata” … la cavia c’era già stata!
Le ossessioni più leggere erano legate all’igiene personale e al mantenersi “senza macchia”.
– Lava le mani tutte le volte che le porti alla bocca, non stropicciarti gli occhi, se pettini i capelli non lasciarne addosso o in giro quelli caduti e pulisci la spazzola, non sederti sui gradini, controlla le panchine, non sporcare i vestiti toccando robaccia … –
In pratica, mancava solo l’asportazione degli organi, un soggiorno nel natron e la mummia era servita!
Di quei primi anni di vita mi porto addosso lo schifare in maniera pesantuccia e il controllare, igienizzandola, silenziosamente, ogni cosa.
Se vedo il minimo luridino prendo le distanze!!!
Il patimento peggiore, però, era legato alla salute, per mamma ero sempre malaticcia, troppo gracile e verdognola (sono olivastra e non posso essere bianca e rosa).
Penso fossero vitamine, quelle fiale rosse che mi facevano venire le nocciole sulle chiappe e che mi tenevano infilzata per un tempo che non finiva più, mentre, non ho mai capito a cosa servisse quella poltiglia, contenuta in un barattolo stile nutella, color diarrea di neonato che non sta benissimo, che mi veniva spalmata sul petto e sulle spalle, applicandoci delle bende.
Fastidiosa come poche, si solidificava e al risveglio ero “l’Uomo Pietra” dei Fantastici 4.
Niente patatine, cioccolata, dolci confezionati e tutte quelle schifezze che fanno impazzire un bambino, con una sola frase di risposta, se ne chiedevo – Ti viene il culo rosso come le scimmie! –
Che fantasia mia madre, eh?
Fatto sta che me la bevevo perché il deretano con gli stop accesi non lo volevo!!!
Vogliamo menzionare le lezioni di “sicurezza” (identifichiamole così)?
– Non parlare con sconosciuti, non prendere nulla da nessuno, se vedi o ti accade qualcosa di strano dillo, subito, a mamma o papà, non ti allontanare dalla via quando giochi e se vai nel giardino degli amichetti avvisa –
Avevo le antenne sempre dritte, tanto che, in prima elementare, allertai maestra Irma della presenza, continua, di un signore davanti alla cancellata della scuola.
Aveva tentato di adescare diversi bimbi, tra i quali una mia compagnetta …
Il cumulo di avvertimenti, lo confesso, mi hanno fatta crescere abbastanza paurosa, tant’è che faccio cose che per alcuni sono esagerate, quali, per esempio, non fare mai rifornimento nelle stazioni di servizio isolate e con il solo self service attivo o evitare di correre, da sola, dove non transita un’anima.
Beccassi uno alto, un minimo allenato, con due falcate mi raggiungerebbe e servirebbe a poco sognare d’essere Usain Bolt.
Ancora adesso, mamma, stressa con i suoi – Fatti accompagnare fino alla porta se rientri in piena notte. Hai mangiato? Guarda che le persone non cambiano, chi fa schifo una volta si ripete! – ma invece di seccarmi, come avveniva in passato, l’abbraccio o rispondo – Certo mamma! – lasciando che i suoi 88 anni diventino i 34 di quando mi ha messa al mondo.
Con papà è andata meglio, dovevo solo rispettare gli orari e fargli conoscere gli amici (venivano volentieri a casa mia, mamma li ingozzava di manicaretti e la loro simpatia faceva colla, senza contare che da “freschi” qualche cottarella l’hanno fatta scintillare) e le imposizioni erano uno spasso: teatro, cinema, librerie, compiti fatti insieme, solo io e lui.
Le sue passioni sono diventate le mie!
Sono nata per 1°, desiderata come non mai, protetta fino allo sfinimento e la prova più ridicola ve la mostrerò, se la trovo tra i loro ricordi fotografici.
Triciclo rosso Ferrari, con abbinato un bel casco da “impedita”.
Come si fa a cascare, spaccandosi male, da un veicolino ridicolo a tre ruote?
Buonanotte …
– Carla –

La melodia dei ricordi

Daniel  – Elton John –

https://youtu.be/y-yYKvHp2sw

Daniel, il “mio” Daniel, il bambino con cui ho diviso i giochi sul largo marciapiede davanti a casa nostra, al quale bastava strillare dalla finestra per farmi correre alla mia, che tenendomi per mano mi accompagnò, fino alla porta dell’aula, il primo giorno delle medie, un nipote per i miei genitori, un fratello maggiore per me, paurosa e timida.
Si piange, con il sorriso sulle labbra, anche dopo 36 anni, se tra due cuori si è spostato, senza sosta, un affetto vero e si affoga nei ricordi anche per una canzone che contiene il suo nome.
Nella memoria del cellulare ho una sua foto, doveva avere 8 anni, spettinato, con le guance rosse di chi ha corso fino ad un istante prima, è serio ma i suoi occhi grondano dolcezza.
Fino alla soglia dei suoi 19 anni, ci siamo fatti tante promesse, io ho cercato di mantenerle tutte, qualcuna anche sua …
Ogni tanto mi chiedo se è orgoglioso di me, ancora adesso, e come sarebbe stata la mia vita se non se ne fosse andato, troppo presto …
Una cosa è certa, sarebbe stato importante, ciò che io chiamo famiglia!
Serena Domenica …
– Carla –

I puntini sulle “i” …

Eravamo un’isola “felice”, quando quest’incubo semina morte è iniziato … pochi casi di Covid 19.
– Nessuno è stato capace di frenare la fuga dalle zone a rischio, verso le regioni “salve” e la mia terra è una di quelle prese d’assalto pre-chiusura dell’intero Paese.
– Siamo stati tutti “sgabbiati”, senza distinzioni o criteri adeguati, e via mare o cielo, qui, è entrato ed uscito di tutto, con controlli approssimativi o totalmente inesistenti.
I filmati, su youtube, di sbarchi come se nulla fosse accaduto, nei mesi precedenti, non si contano e fanno, veramente, andare in bestia chi li guarda.
– Diversi sardi non sono stati capaci di ragionare, di limitarsi a vacanze isolane, senza recarsi in luoghi oltre confine italiano, dove “NON C’E’ COVIDI!”, si mai nei sogni bacati di chi baratta la salute collettiva con 4 serate pidocchiose da leone.
E senza controlli, chiaramente, porti a casa e spandi!!!
– Non c’è verso di arginare gli sbarchi, e qui basta una “zattera” per arrivare dalle coste africane più vicine al sud dell’isola.
Profughi giunti in spiaggia, mentre i bagnanti prendevano il sole, osservando il giusto distanziamento sociale.
Razzismo? Si scherza vero?
Personalmente non li voglio a casa mia e non perché neri, ma perché malati, perché portati in centri di accoglienza, dove l’abbandono della struttura e il girovagare dei soggetti non sono fantascienza.
Avevamo toccato quota zero, guarivano i contagiati e tutto sembrava destinato a rimanere una triste pagina di storia, ma ecco che arrivano i mesi di punta, luglio e agosto, e da puliti diventiamo una spugna.
Non siamo gli “Untori” ci avete UNTO!
Mi possono girare, fino al decollo, se leggo articoli in cui si chiede il tampone “in uscita” per non portare lo schifo nelle regioni o nazioni di provenienza?
Importare sì, esportare no?
Chiudete porti e aeroporti, lecchiamoci le ferite e cerchiamo di limitare i danni!
Oggi altri 44 casi, cosa bisogna aspettare?
Mi scuso per lo sfogo, ma sono satolla …
Buona cena.
– Carla –