MAMMA

Sono trascorsi pochi giorni, ma il tempo sembra essersi dilatato, diventando atroce eternità …
La caduta, il femore rotto, poi divenuto anche bacino (informazioni rincorse e sommarie), la polmonite sopraggiunta in ospedale, un quadro clinico da delirio e la FINE!
Al di là del domandarsi, giustamente, se esistano condizioni che potevano essere evitate, se una sanità alla canna del gas, senza mezzi e personale (gli sprechi e la follia sono troniste indiscusse) ha dato la spallata finale, resta il risultato: non ho più mia madre.
Aveva 90 anni, compiuti il 10 marzo, è vero, ma era anche l’incredibile creatura che ha avuto cura di me per 9 mesi, che ha sofferto per farmi conoscere la luce e che mi ha tenuta per mano in un mondo pieno di colori e, nel contempo, di buchi neri.
Ha sofferto la morte, come Nostro Signore in croce, con una sopportazione e un coraggio degni del Regno di Dio, senza passare dal via …
Ha lottato, con tutta l’energia che un corpo minuto e fragile potevano generare, per assecondare la supplica che scivolava dagli occhi di chi non si rassegnava a perderla.
Ha retto, finché ha potuto, per poi, dopo giorni di agonia, addormentarsi in un istante, davanti alle persone che più amava, i suoi figli.
Desideravo che ogni sua sofferenza cessasse, che perdesse lucidità e se ne andasse, che tornasse libera da un corpo che non sopportava più, un involucro crudele che stritolava la sua voglia di fare, di vivere la vita e non di essere sua schiava, lo desideravo, pur sapendo cosa avrei dovuto affrontare.
Sembrava dormire, nel suo letto, dove era tornata da non più di due ore, sorrideva, bellissima, i suoi occhi neri guardavano oltre questo mondo malato, un mondo che le tenevamo nascosto, perché è triste nascere durante la guerra e toccare il tramonto macchiata di pazzia.
Mamma sapeva che ci avrebbe abbandonati ad un dolore più grande di noi, lo confessò a mia sorella, prima che venisse meno anche l’uso della parola, spiegandole che dovevamo continuare a camminare e cercare la nostra fetta di felicità.
Ho fatto in tempo a dirle quanto fosse meraviglioso il dono di averla come madre, di chiederle perdono per averla fatta stare male, anche senza averne coscienza, di baciarla e accarezzarla …
Il tempo porta rassegnazione, sicuramente, ma ora è solo una presenza maligna che stritola l’anima e ti osserva annegare nelle tue stesse lacrime.
Come una bimba in cerca di conforto, mi racconto che è andata via, correndo, lungo un sentiero primaverile e, sul finire del percorso, ha trovato a farle festa tutti i nostri amati che l’hanno preceduta.
Ringrazio Dio per avermi dato una mamma degna della Sua …
Ti abbraccio, Mamma.
– Tua Carla –

Profezie 2022

Il futuro, nel corso dei secoli, è stato “annunciato” da svariati mistici, attraverso profezie che, più di una volta, si sono rivelate veritiere.
Il periodo storico attuale, confuso, narrato attraverso un sentiero di accuse reciproche, di scarna tolleranza e di comunicazione in agonia, ne fa parte.
Menzionare tutti i “veggenti”, che hanno voluto condividere il frutto di un “dono”, mi porterebbe a scrivere una enciclopedia, ragion per cui, mi limiterò ai più conosciuti e discussi.
Michel De Nostredame, conosciuto come Nostradamus (N. 1503; M. 1566), astrologo francese, nel 1555 scrisse 6338 profezie, toccando l’anno 3797.
Gli studiosi hanno così interpretato le sue parole.
Guerre, sbarchi, immigrazione, instabilità politica, con conseguente fine dell’Unione Europea, il crollo del dollaro U.S.A, nonché l’assedio della capitale francese ed esplosioni nucleari nel mediterraneo.
Si scatenerebbe anche la furia della natura con un violento terremoto in Giappone, uragani in diverse aree geografiche del mondo e la collisione di un corpo celeste con la terra.
Motivazioni climatiche potrebbero portare alla scarsità di risorse alimentari.
Si citerebbe, tra l’altro, anche l’assassinio di un potente leader politico, individuato in Putin o nel dittatore coreano Kim Jong Un e di robot e menti artificiali capaci di sopraffare l’uomo.
Tre giorni di buio totale segnerebbero il preludio della pace tra i popoli e del cammino verso la riconquista della normalità perduta.
Angelija Pandeva Dimitrova, nota come Baba Vanga (N. 1911; M. 1996), mistica, chiaroveggente ed erborista bulgara, cieca dall’età di 12 anni, che ha predetto fino all’anno 5079, non si discosta di tanto.
Profetizza una devastante crisi finanziaria e politica, a livello mondiale, l’attentato a Putin e la tecnologia, incalzante, che distrugge l’equilibrio psicologico dell’uomo.
Non mancano le rivolte di madre  natura con l’invasione delle locuste in India, l’Asia e l’Australia devastate da alluvioni, la siccità in altre aree del globo e l’acqua contaminata nei fiumi.
Il più dettagliato, per quanto concerne l’Italia, è stato Grigorij Efimovic Rasputin (N. 1869; M. 1916), monaco mistico russo, consigliere della Famiglia Romanov.
Le sue visioni profetiche vedono scorrere sangue nella città di Roma, il popolo esasperato e divorato dall’odio che sfoga la rabbia punendo, in pubblica piazza, politici, clero e nobili, legando ad un cavallo bianco un anziano e lasciandolo trascinare sul selciato, fino al sopraggiungere della morte, in un’escalation di orrore che culminerebbe all’alba, con i corpi dilaniati e sparsi ai 4 angoli della città.
La teoria di Lafayette non esclude il ritorno degli Anunnaki, gli dei della mitologia sumerica, provenienti dal pianeta Nubiru.
Capeggiati dal dio del cielo An, con altri 6 supremi, Enlil, Enki, Ninhursag, Inanna, Utu e Nanna, più 50 minori, denominati Igigi, grazie alla loro elevata conoscenza, restituirebbero un’evoluzione rapida e positiva.
Profezie terribili, non v’è dubbio, che sostituirei volentieri con la venuta di Nostro Signore, per rimettere ordine, stufo dei casini che i suoi figli combinano.
Serena notte …
– Carla –

Saltellando tra i pensieri …

Non ho bisogno di ciò che mi adornava l’anima “ieri”, del comune metallo, duttile e bagnato nell’oro.
La luce non riflessa, ma quella del cuore, lo rendeva regale, raro, eppure, era una contraffazione!
Avrei gradito la roccia che non brilla e non cede, che non perde smalto alla prima tempesta, sulla quale è possibile posare ciò che resiste e resta.
Aspiravo al sorriso della certezza, che cambia i colori nella stanza, alla risata dell’onestà, che stropiccia i vestiti e scompiglia i capelli, con il suo essere “straordinariamente” banale, al tepore della coerenza e della follia, gemelle “diverse” che cuciono il paracadute che frena ogni caduta.
Non ho … avrei gradito … aspiravo …
Parole soffiate sulla fiammella del passato, dimenticate e sovrascritte:
“Ho me stessa, gradisco la lealtà granitica, aspiro a sorridere con poco e a star bene con niente!”.
Un abbraccio …
– Carla –

Fiori?

Ieri, ore 15:10, esco da casa e, attaccato al parabrezza, vedo un mazzolino di fiori, moscio.
“Chissà da quante ore sta lì …” mi domando.
Dopo la canzone “Mi manchi”, gentilmente offerta con una telefonata, ora si è passati al “Dillo con i fiori”?
Rido? Ma siiii!!!
Le cose sono due, o le “frollate” (categoria che mi accoglie) vanno di moda e inizio a rimorchiare come neanche in gioventù, o l’autore è uno solo, tardo a capire!
Buonanotte …
– Carla –

Risorse “alternative”

Sorridere, qualche volta, aiuta a spazzare via le nubi, a tenere lontani i pensieri legati a “limiti”, a “imposizioni” e all’incubo di una guerra, dagli scontri che si consumano, già, oltre la porta di casa nostra.
Le mie considerazioni sono note, non devo snocciolarle ancora una volta: LA MANCANZA DI DIALOGO, IL NON VOLER TROVARE UN ACCORDO, RENDE IDIOTA CHIUNQUE!
La crisi economica è evidente, non sta a me raccontarla, ciascuno sa cosa avviene all’interno della propria sfera personale e quali sono le difficoltà a cui deve far fronte, quali le soluzioni a cui si accosta.
Comprare cibi in offerta?
Fare acquisti in saldo?
Utilizzare auto e moto solo se strettamente necessario?
Rispolverare la bicicletta o andare a piedi?
Credo stiano diventando abitudini comuni a tanti di noi!
Si taglia dove si può, speranzosi in una ripresa che, francamente, vedo lontana se non impossibile …
Lo sguardo si lancia lontano e con lui la ricerca di fonti alternative che, magari, non conosciamo e che, forse, tanto sperimentali lo resteranno ancora per poco.
Si ritorna alle origini per riscoprire la grandezza del nostro pianeta, attraversando sentiri bizzarri e buffi!
La rete mi ha regalato due simpatiche alternative che voglio condividere.
La prima è il carburante generato dalla “popò” il cui impatto ambientale è meno dannoso di quello del diesel.
Fantascienza?
Eh NO!
La tratta Bath-aeroporto di Bristol, a Lulsgate Bottom in Inghilterra, viene effettuata da un autobus che va a “cacca umana”, biometano che arriva dall’impianto fognario di Wessex Water.
Un pieno, con cui è possibile percorrere 190 km, corrisponde alle sedute sul “trono” di 5 persone nell’arco di un anno.
In futuro, quando si dirà “vai a cagare”, non si offenderà più nessuno, sapendo che andrà a creare ricchezza!
Ma spostiamoci a casa nostra.
A Castelbosco (Piacenza), esiste il MUSEO DELLA MERDA, www.museodellamerda.org dove, credetemi ci si stupisce non poco.
Personalmente, sono rimasta senza parole per i cotti cristallizzati, manufatti, anche da tavola, realizzati in “merda cotta”.
Il vasellame, i pezzi d’arredamento, sono carini e non li disdegnerei, magari per piatti, tazze e altro, non lo nego, avrei problemi a non pensare al “foro” che li ha gentilmente donati.
Il viaggio tra i profumi termina in Sardegna con ARGO, l’automobile alimentata ad “urina”.

https://www.argoit.com/it/sezione_id,44/il-carburante-del-futuro-potrebbe-essere-la-pipi-dalla-sardegna-il-sistema-ecologico-sperimentato-in-varie-parti-del-pianeta/divisioni.html
Franco Lisci, un imprenditore di Gonnosfanadiga (SU), ha realizzato un progetto per ottenere energia dalla “pipì”, da impiegare per i mezzi di trasporto e per uso domestico.
Insomma, le due “gocce di Chanel”, come dice la Marini, sarà un delitto non accumularle per il benessere collettivo.

Buona giornata …
– Carla –

La GUERRA


Nel “giardino interiore” di ogni uomo dovrebbe essere piantata una sola bandiera, quella coi colori del CUORE, che simboleggi la pace, l’uguaglianza, l’accettazione dell’altro, senza pregiudizio o la pretesa che, volente o nolente, si uniformi a noi in tutto e per tutto.
La “divisione” è un atteggiamento che partorisce, ogni giorno, la follia, una macchia che s’allarga, come l’inchiostro su un foglio immacolato, impedendo di realizzare opere d’arte di rara bellezza, quelle che uniscono gli animi e i popoli.
Eppure … basterebbe molto poco per rincominciare a “dipingere” e a “creare”, accantonando l’IO, il VOI, per un meraviglioso NOI!



Buon pomeriggio a tutti …
– Carla –

La situazione attuale


Premettendo che l’impegno per migliorare la vita umana è imprescindibile, che il “bene” è di primaria importanza e che non devono esistere “barriere” di sorta, ho diritto a pormi “due” domande, senza per questo rischiare la lapidazione immediata?

– Va da retro al tuo vicino, al parente o all’amico non “punturato” perché portatore del male assoluto, ma braccia aperte per l’uomo oltre confine?
– Il “mostro” da terapia intensiva non osa valicare la frontiera?
– Il 70% di loro, così pare, non ha fatto la tua stessa scelta, lo accogli, amorevolmente, ma con una siringa in mano?
– Giustamente, umanamente, offri un tetto, del cibo, quanto possa garantire serenità e dignità, ma come mai, ancora oggi, non spendi una sola parola in favore di chi ti vive accanto e non ha diritto al lavoro, l’accesso a luoghi di primaria importanza o una vita sociale?
Sono entrambi umani che hanno fatto la medesima scelta!
– Se il braccio non sarà, spontaneamente, offerto lo rispedirai al mittente o sarai più morbido?

Domando perché, due pesi e due misure, qualche interrogativo, probabilmente,  lo sollevano in chiunque.
Dio benedica la Pace e l’Amore che legano, sinceramente, ogni uomo!

Sereno pomeriggio …
– Carla –

Il coraggio delle proprie idee …

Difendere le proprie convinzioni ha sempre un prezzo e, non di rado, riscrive percorsi agognati da una vita, inseguiti nel sacrificio più grande.
Alcuni cedono, per il timore umano, comprensibilissimo, di dover reimpostare ogni cosa o dovervi rinunciare, altri si fermano, sussurrando a se stessi che quella è la scelta migliore.
Se mai la vita dovesse regalarmi un uomo, con cui camminare fino al tramonto, vorrei indossasse il profumo della sua anima.
Buon pomeriggio …
– Carla –

Grandi UOMINI

La grandezza di alcune anime, votate al raggiungimento di traguardi che aiutino, l’intera umanità, a vivere meglio e più a lungo, la luce di una conoscenza dettata dall’incessante ricerca e da intuito innato, non moriranno mai.

Il Signore gli conceda di aver cura di tutti noi dall’Alto dei Cieli!

Serena notte …
– Carla –

Giorno della “Memoria”

Non importa dirti il mio nome perché non ne ho solo uno …
Sono Marta, Clara, Piero, Nicola, Margherita, Paolo, Vincenzo e anche Chiara …
Sono qualche milione di italiani che, non piegandosi alla sperimentazione o che forzati ad accettarla, sotto ricatto, hanno deciso di dire basta!

Sulla mia pelle si commemora la giornata della “Memoria”, eh già, sono trascorsi decenni, eppure, la storia si ripete, quasi a dar ragione a chi sostiene che gli errori umani seguono una ciclicità e che da loro non si impara mai abbastanza.
Sono la persona che fino a ieri sedeva al caldo, insieme agli altri, , all’interno di un ristorante o di una pizzeria, che sorrideva allenandosi in palestra o in piscina.
Sono sempre io, un coriandolo di povera Italia, dove una voce ordina e mio fratello, ciò che resta di lui, esegue e non discute.

Chiamalo appestato, portatore di ogni male e sarai premiato!!!
Non bisogna fare paragoni assurdi?

Direi che è necessario, perché le libertà di allora sono le stesse, violate e minate oggi, perché si chiede di ignorare i rischi e di cedere a cieca obbedienza.
Siamo tanti, stretti in un abbraccio silenzioso che sussurra la NON VIOLENZA, occhi che guardano il vicino di casa, l’amico o un parente e, senza proferire parola, domandano …

Dove è scivolata la tua coscienza?
Dove si è nascosto l’amore che ci univa e che scriveva ovunque “saremo amici per sempre”?
Fino a ieri si cantava sui balconi, si coloravano striscioni e si rincorreva la speranza che TUTTO SAREBBE ANDATO BENE.
Così non è stato …

Divisi da un odio smisurato, il tuo nei miei confronti, perché io sono rimasta ciò che ero e nel decidere per me stessa non ho mai voluto il tuo male o desiderato che venisse edificato un ghetto.
Io, questo coriandolo di vita che resiste, ho il diritto di accarezzare le pagine del passato perché non le calpesto e il dovere di ricordare che il cielo sopra la mia testa non è un tetto per buoni o per cattivi, ma per tutti.
Serena notte …
– Carla –

Ancora poche ore …

Le pulizie di fine anno sono iniziate e, in un angolo dei 12 mesi, si spengono il cumulo di “situazioni & riflessioni”.
Da una parte il CESTINO per quel che verrà eliminato, dall’altra lo ZAINO da riempire, quello da portare in spalla prima di saltare oltre.
Nel primo lascio l’indifferenza che ha scandito il mio tempo, quella che ho visto indossare a tante, troppe, persone, intente a nutrire  l’IO, a svezzare un odio che si è fatto metastasi e che sarò duro da arginare e sconfiggere.
Ci abbandono la colonna di struzzi che, testa sotto la sabbia, emettono suoni simili a muggiti, soffocati dalla paura di affrontare la realtà, dove il dubbio è intelligenza e il vincere la paura del vero è salvezza.
Ci lascio scivolare, senza una lacrima, affetti svenduti, barattati con piccoli doni taroccati, con illusioni che smaterializzandosi lasceranno scenari per sorrisi forzati e scarni ricordi di gioia.
Lascio gli strascichi di una solitudine tinta di vigliaccheria, quella che impedisce di afferrare una mano amica, per non lasciarla scivolare nel buio, di manchevole empatia e, perché no, intelligenza, quella che dovrebbe scrivere una frase meravigliosa, cristiana: GLI ALTRI SIAMO NOI!

Accartoccio, senza ripensamenti, tutto ciò che non va trascinato, perché zavorra ed impedisce di riprendere il volo, quel che potrebbe cambiare colore, come i camaleonti, ma restare invariato nella cruda sostanza.
Nel secondo, ripongo, piegati a dovere, il coraggio per tener fede a se stessi, la nobiltà di ideali per i quali si sono spesi i popoli e che conservano il profumo inconfondibile dei nonni, la musicalità della parola AMICIZIA, che sboccia a tradimento, esplodendo in consolazione e colore.
Ci infilo, di tutta fretta, quasi per paura che mi sfuggano, i vocali e i messaggi di una grandissima persona, Raffaella, lasciati in piena notte, in risposta a mie paure e a momenti di sconforto, un bene che ci ha legate in un istante e che si è fatta linfa quotidiana.
Non lascio l’ironia, l’intelligenza e la pazienza di Adriano, uno scrittore che non ama essere chiamato tale, ma lo è (ho ricevuto in dono il suo libro, che merita), che con un torrente di sarditudine riesce a farmi ridere e comprende il mio essere fortemente isolana.

Porto con me, come fa una madre con la propria creatura, il blog e tutti voi, trascurati per forza maggiore ma non per questo non amati.
Salta con me Amelie, la mia compagna di viaggio che, tra una marachella e l’altra, rende il quotidiano sopportabile, anche quando fuori si scatena un’ingestibile tempesta.
Che il “salto”, di tutti voi, sia in un anno migliore degli ultimi “2”.
Un Abbraccio.

Carla –

Rosa Louise

Rosa Louise McCauley nasce il 4 febbraio 1913 a Tuskegee, capoluogo della contea di Macon, Alabama.
Sono gli anni in cui le discriminazioni nei confronti delle persone di colore, come lei, sono forti, sorrette da regole sociali duramente sanzionate, che possono condurre anche alla reclusione.
Figlia di un reverendo metodista episcopale che s’impegna, attivamente, per l’uguaglianza tra gli uomini, respira, fin da bambina, aria di giustizia, sentendo di doverne fare il fine della sua esistenza.
Nel 1932 sposa un bianco, Raymond, un uomo che condivide i suoi stessi ideali, divenendo la Signora Parks e vivendo un matrimonio molto felice.
A 28 anni inizia a lavorare nella base militare di Maxwell Field, dove assapora serenità ed integrazione, si rafforzano le sue idee e maturano progetti di liberazione.
Due anni più tardi ricopre il ruolo di segretaria del movimento cittadino, consapevole di voler portare avanti, senza timori, i valori con i quali è cresciuta.
Il 1954 la vede impiegata presso i coniugi Durr, Clifford e Virginia, bianchi, grazie ai quali ha accesso al Centro Studi per i diritti dei Neri, Highlander Folk School.
Rosa è un’attenta attivista, proiettata verso una meta che è sicura di poter toccare, in nome di diritti civili che non creino più alcun tipo di disparità.
È il 1955, il 1° dicembre per l’esattezza, e la Signora Parks, dopo una dura giornata di lavoro, in un magazzino sartoriale della città, sale sull’autobus 8857 che la riporterà a casa.
Il mezzo è affollato e il solo posto libero è uno di quelli riservati ai bianchi, del quale è possibile usufruire fino all’arrivo di chi ne può disporre per “precedenza”.
Rosa viola l’obbligo di cederlo, il conducente arresta la corsa e, con l’arrivo di un agente, viene eseguito l’arresto.
Giudicata colpevole, perde il lavoro ma, in suo sostegno, inizia un anno di boicottaggi nei bus che porta alla modificazione delle leggi in vigore fino a quel momento.
È un anno difficile, dove la forza per resistere giunge anche dall’incontro con Martin Luther King.
I coniugi Parks, al centro di incessanti ritorsioni, come il rincaro dell’affitto e le minacce di morte, optano per cambiare città, scegliendo Detroit dove, nel 1975, Rosa riceve un lungo abbraccio da Nelson Mandela.
Rosa entra nella storia, ricevendo la Medaglia Presidenziale per la Libertà, la Medaglia d’oro del Congresso nel ’99, il Golden Plate Awards e la Medaglia Spingarn.
“Non devi mai avere paura
di quello che stai facendo
quando sei nel giusto!”
Rosa Parks

Buona cena … a più tardi per una passeggiata a “casa vostra”!
– Carla –

L’uomo bicentenario

Ricordate l’uomo bicentenario, il film del 1999 con Robin Williams?
Ebbene, io ne ho scovato uno reale, il signor Li Ching Yuen.

Erborista, custode dei preziosi segreti di fiori ed erbe di montagna, maestro di arti marziali, esperto di tattiche militari durante l’impero di Daoguang, della dinastia Qing, potrebbe sembrare un uomo completo come tanti, invece …
La particolarità che lo riguarda, in verità, evoca la longevità di Andrew Martin, il robot positronico del film e, tra realtà e mito, il nostro amico cinese ha attraversato, veramente, un lungo sentiero.
Deceduto il 6 maggio 1933 nella Contea di Kai, affermava di essere nato nel 1736, toccando, già così, un traguardo straordinario, 197 anni, un record.
Il mito data la sua venuta al mondo il 3 maggio 1677, tenendo invariata quella di morte, aggiungendo altri 59 anni ai 197.
Di documentato si ha il reclutamento nell’esercito della contea di Kai, nel ruolo di insegnante di arti marziali, all’età di 71 anni, e i 3 auguri imperiali, di buon compleanno, che l’Imperatore inviava ad ogni cinquantennio di vita, per un totale di 150.
Nella vita privata, alla sua persona, sono associate dalle 14 alle 24 mogli e 180 discendenti.
Mio zio, con i suoi 93 anni e 3 matrimoni, è stato un principiante!
Buona cena …
– Carla –

Li Ching Yuenimmagine dal web

Ridimensioniamoci

“Presta attenzione a ciò che dici o a quel che fai … Si muore anche d’ignoranza!”.
Una frase che ripeteva spesso mia zia suora, una donna dalle mille risorse, un animo puro, che si è consumata nel bene, nel tendere mani aperte per offrire e mai per chiedere.
Se fosse possibile, ne ho la certezza, morirebbe per la seconda volta, nel vedere il miracolo di Dio, l’umanità, spaccarsi, puntare cannoni caricati d’odio e calpestare l’amore che il suo amato ha donato e per il quale ha vissuto e si è spenta.
Mia zia, col sorriso sulle labbra, ha lottato contro un tumore, per tre anni, conscia, nonostante fosse ancora giovane e forte, di non poter contare sulla speranza ma solo su una Fede immensa, quella che ha sopito i dolori, che avrebbero dovuto stroncarla, rendendole possibile essere degna “Sposa del Signore”, nella gioia, fino all’ultimo respiro.
Mi sapete dire dove sono finite le anime come la sua?
Due assurde fazioni, a torto o a ragione, dove chi non ti somiglia è un “bastardo” da relegare in gabbia, un umano scaduto che merita di soffrire e morire.
In un disordine mentale, che non credevo si potesse raggiungere, e coi sentimenti avvizziti, dubbi e incertezze alimentano solamente il fuoco che incenerisce la fratellanza e il rispetto, in primis, per se stessi.
Sento i pensieri andare in frantumi e guardo l’animo piangere sangue …
A me non importa chi sei, quali sono le tue scelte o perché le hai fatte, ti guardo e ti amo ugualmente, quando vedo che il tuo essere non toglie nulla a nessuno, cerco di comprenderti …

Sappi, però, che mi fai male quando spingi, pressi e non senti ragioni, invadendo la vita di un altro, provando una gioia perversa nel vederlo in lacrime, prigioniero della disperazione, volendo la sua pelle perché non è l’esatto riflesso di ciò che sei.
Concedimi una domanda, stupida, benevola:

“Chi ti ha messo tra le mani l’unità della misura della ragione, privandoti dell’ascolto?”.
Già sento piovere le giustificazioni più strampalate e fantasiose!

Sappi che nessuna di quelle corrisponde al vero e che per Nostro Padre non esiste un figlio migliore di un altro.
Da che parte sto?
Non ha senso rispondere, se non altro perché mi sembra palese che sto, là dove, il diritto alla serenità non viene mai messo in discussione per nessun uomo e per nessuna motivazione.
Un abbraccio, grande e sincero, quello che ricevo ogni giorno dal Signore …
– Carla –