Il sogno “condiviso” …

Non so se mi sentirò di pubblicare ciò che sto scrivendo, in piena notte, perché è qualcosa di talmente assurdo che più ci penso e cerco un senso, più m’incarto e mi perdo tra i sentieri dell’inspiegabile.
Dormire era già un lusso, quando mamma stava male, quando avevo la convinzione che ogni giorno con lei fosse un giorno strappato alla “fine”, ma da quando non c’è più sono scivolata nell’insonnia mista al tormento.
Qualche giorno fa, stremata, decido di recuperare il sonno andando a letto di pomeriggio e, stranamente, con Amelie che si stende accanto a me, crollo di botto.
Sono le 15.30 e quando riapro gli occhi le 19.00.
Per la seconda volta, dal 2 di aprile, sogno mamma, o meglio, sento la sua voce da stanze vicine a quella dove mi trovo ma, fisicamente, non la vedo mai.
Mi ritrovo in una sorta di cascina che, a guardarla, sembra costruita nei primi del 900, è tenuta benissimo, ha due rampe di scale, una destra e una a sinistra, parallele alla facciata, che portano ad un balcone, ad una grossa porta di legno massiccio, e tante finestre ai lati, mentre, al piano terra, finestre immense con sotto le aiuole fiorite e un portone ad arco che è mezzo spalancato (non riesco a guardare oltre).
L’aia è un’esplosione di colori, è polveroso il selciato e sento il profumo della campagna.
È la casa dei sogni (reali) di mamma e so che ci abitiamo in 5, i miei genitori e noi figli, incontro tutti, tranne lei che resta una voce pacata, serena e rassicurante.
“Siete in pericolo …” le sento dire “Veloci, veloci, salite in mansarda e restate lì!”.
Nessuno di noi risponde, ma fa esattamente ciò che lei chiede, mentre, tra i miei pensieri corre una domanda – Perché ci vuole nascondere e lei non ci segue? –
Come se avesse sentito, risponde “Non possono più farmi nulla, sono al sicuro e posso proteggervi …”.
Mi sveglio, stranita, e qualche ora più tardi racconto il sogno a mia sorella.
La stranezza dove sta?
Aspettate!!!
Il giorno dopo vado da mio padre e ci trovo pure lei, mi chiama in disparte e mi mostra un video, registrato con il suo cellulare, dove nostra madre, un anno prima, racconta il mio stesso sogno.
Non l’ho mai visto prima, mia sorella non li condivideva, e mi sento paralizzata nel sentirla descrivere i miei stessi dettagli, nell’ascoltare la disperazione che la pervade nel tentare di mettere il salvo marito e figli.
Ci vuole mandare in cantina, dietro il portone socchiuso, ma si sveglia prima di riuscirci.
Siamo state nella stessa abitazione, ha visto tutti, io no, lei non c’era, se non con lo spirito (la voce), non era più agitata, ma calma e sicura ed ha sottolineato che nessun pericolo l’avrebbe più incrociata, quasi a dire che dove sta ora si vive una vita perfetta e che in mano ha il potere, straordinario, di badare a noi, nonostante l’assenza fisica.
È come se, attraverso me, avesse potuto scrivere il finale di un libro, quello della sua vita, firmandolo con l’inchiostro del suo amore immenso.
Oggi, a distanza di giorni, mi chiedo se dormivo davvero o sono stata da un’altra parte con lei …
Serena notte …
– Carla –

4 pensieri su “Il sogno “condiviso” …

  1. Il tuo sogno condiviso con tua madre potrebbe essere correlato al forte legame che li univa. E come ti riferisci, potrebbero aver attraversato stati cerebrali identici che hanno prodotto lo stesso contenuto cognitivo. In ogni caso, è ancora un vero mistero. Mi hai sbalordito con la tua esperienza. Spero che tu possa superare presto la tua insonnia. Buon fine settimana Carla.

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