Ancora poche ore …

Le pulizie di fine anno sono iniziate e, in un angolo dei 12 mesi, si spengono il cumulo di “situazioni & riflessioni”.
Da una parte il CESTINO per quel che verrà eliminato, dall’altra lo ZAINO da riempire, quello da portare in spalla prima di saltare oltre.
Nel primo lascio l’indifferenza che ha scandito il mio tempo, quella che ho visto indossare a tante, troppe, persone, intente a nutrire  l’IO, a svezzare un odio che si è fatto metastasi e che sarò duro da arginare e sconfiggere.
Ci abbandono la colonna di struzzi che, testa sotto la sabbia, emettono suoni simili a muggiti, soffocati dalla paura di affrontare la realtà, dove il dubbio è intelligenza e il vincere la paura del vero è salvezza.
Ci lascio scivolare, senza una lacrima, affetti svenduti, barattati con piccoli doni taroccati, con illusioni che smaterializzandosi lasceranno scenari per sorrisi forzati e scarni ricordi di gioia.
Lascio gli strascichi di una solitudine tinta di vigliaccheria, quella che impedisce di afferrare una mano amica, per non lasciarla scivolare nel buio, di manchevole empatia e, perché no, intelligenza, quella che dovrebbe scrivere una frase meravigliosa, cristiana: GLI ALTRI SIAMO NOI!

Accartoccio, senza ripensamenti, tutto ciò che non va trascinato, perché zavorra ed impedisce di riprendere il volo, quel che potrebbe cambiare colore, come i camaleonti, ma restare invariato nella cruda sostanza.
Nel secondo, ripongo, piegati a dovere, il coraggio per tener fede a se stessi, la nobiltà di ideali per i quali si sono spesi i popoli e che conservano il profumo inconfondibile dei nonni, la musicalità della parola AMICIZIA, che sboccia a tradimento, esplodendo in consolazione e colore.
Ci infilo, di tutta fretta, quasi per paura che mi sfuggano, i vocali e i messaggi di una grandissima persona, Raffaella, lasciati in piena notte, in risposta a mie paure e a momenti di sconforto, un bene che ci ha legate in un istante e che si è fatta linfa quotidiana.
Non lascio l’ironia, l’intelligenza e la pazienza di Adriano, uno scrittore che non ama essere chiamato tale, ma lo è (ho ricevuto in dono il suo libro, che merita), che con un torrente di sarditudine riesce a farmi ridere e comprende il mio essere fortemente isolana.

Porto con me, come fa una madre con la propria creatura, il blog e tutti voi, trascurati per forza maggiore ma non per questo non amati.
Salta con me Amelie, la mia compagna di viaggio che, tra una marachella e l’altra, rende il quotidiano sopportabile, anche quando fuori si scatena un’ingestibile tempesta.
Che il “salto”, di tutti voi, sia in un anno migliore degli ultimi “2”.
Un Abbraccio.

Carla –