“Infanzia e Patria”

Era il 1918 quando, durante un evento di beneficienza, fu presentato un progetto che aveva il solo intento di migliorare le condizioni di vita dei minorenni di un angolo del Sulcis, di proteggerli se orfani e di sostenere le loro famiglie economicamente disagiate.
Alla periferia di Iglesias, per volere di due donne, Alice Rosasco e Caterina Saccomanno, spostate con due dei fratelli Boldetti, di famiglia borghese e benestante, 5 anni più tardi, nel 1923, sorgeva l’orfanotrofio “Infanzia e Patria”.
Gli ospiti, per lo più orfani di minatori, di militari della prima guerra mondiale e poveri, avevano un’età compresa tra i 4 e i 16 anni, ricevevano un’istruzione elementare e, nel contempo, una preparazione professionale adeguata a svolgere, al meglio, un futuro mestiere o a trasformarsi in perfette “padrone di casa”.
Gli educatori, rigorosamente titolati, in accordo con le suore e le regole di vita salesiana, nella rigidità sociale del tempo, si adoperavano per far sì che la dignità umana non fosse un privilegio ma un diritto, che non escludesse alcuno.
Dall’Istituto sarebbero usciti uomini in grado di svolgere l’attività di meccanico, muratore, carpentiere, elettricista, falegname, sarto e altro, donne capaci di gestire, senza sprechi e costruendo un ambiente amorevole e sicuro, la vita familiare.
2/3 dello stipendio, ottenuto grazie al lavoro svolto all’interno della casa-scuola, veniva trattenuto dalla stessa, per sostenersi in autonomia, 1/3 messo sul libretto postale di ogni singolo ospite, come dote per inserirsi all’esterno in modo più sereno.
L’Istituto, nato con intenzioni lodevoli, però, si trascina dietro anche voci mai verificate e testimoniate, mai smentite o confermate, su abusi a cui i minori sarebbero stati sottoposti, violenze psicologiche e fisiche.
Intorno agli anni 70 divenne un centro di aggregazione giovanile, per poi essere dismesso, definitivamente, nel 1984.
Cosa resta, a parte una pagina di storia consegnata alla voracità del tempo?
Un luogo vandalizzato, dai muri scalcinati sui quali si leggono offese ai Santi, bestemmie, frasi irrispettose rivolte a bambini deceduti, o campeggiano simboli satanici, nudità, simboli religiosi capovolti o inneggiante la ferocia nazista.

Buona serata …
– Carla –

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