Matrimonio Mauritano

Detto anche Sa Coia Maurreddina, il Matrimonio Mauritano è un antico rito, caratteristico del popolo sulcitano, che si svolge a Santadi (SU) la prima domenica di agosto.
In tutta l’isola esistono altre due celebrazioni similari, Sa CojaAntiga Cerexina di Selargius (CA) e S’Antigulsposongiu di Busachi (OR).
Etimologicamente il nome è dato dai sulcitani, Maurreddinus, discendenti dal popolo della romana Mauritania, invasori di terre sarde nel VI secolo d.C.
Si ipotizza possa derivare anche da Meurra, ovvero, Merlo, pennuto dal colore scuro che richiama l’incarnato degli isolani.
Celebrato, secondo rito Cattolico Apostolico Romano, nel piccolo centro sulcitano in quanto, in passato, luogo di rilievo ecclesiale, perché presente una delle due Cappellanie del Sulcis, dove il Cappellano celebrava questa unione dalle caratteristiche rurali.
La prima edizione, a sfondo religioso-cultuale, si svolge nel mese di giugno del 1968 per toccare, anno dopo anno, il traguardo attuale.
I preparativi sono lunghi, meticolosi (nel rispetto, inviolabile, della tradizione) e partono dall’allestimento dei due carri, Is Traccas, sui quali si sposteranno gli sposi.
Trainati dai buoi, saranno addobbati con arazzi e tappeti realizzati al telaio, abbelliti con spighe di grano, rami di mirto e fiori di diversa specie e colori.
Sul carro della sposa prenderanno posto lei, i suoi genitori e i testimoni, sull’altro lui e famiglia.
La Vestizione è un altro passaggio di vitale importanza e vede i futuri coniugi venire abbigliati con i costumi tradizionali del luogo, ciascuno in seno alla famiglia d’origine.
Chi ha la possibilità di sostenere una spesa non trascurabile, vedrà indossare l’abito tipico anche dai congiunti più stretti.
Sarà lo sposo a recarsi presso l’abitazione della sua amata per poi spostarsi, con i due mezzi dedicati, accompagnati dal corteo nuziale, composto da parenti amici, paesani e gruppi folkloristici, giunti da tutta l’isola, vestiti con il loro costume tradizionale.
Nella piazza più grande del paese, su un palco montato per l’occasione, davanti a tutti i cittadini, si svolgerà la celebrazione.
Altro rito, irrinunciabile, è la benedizione delle nozze, attraverso la grazia, Sa Gratzia, dispensata dalle madri ai loro figli.
Inginocchiati, su un cuscino bianco, la madre della sposa benedirà sua figlia, offrendole dell’acqua da bere, e poi il genero, stessi gesti verranno ripetuti dall’altra madre, posando sul capo dei ragazzi una manciata di un curioso mix, contenuto in un piatto che verrà spaccato sul selciato, per ultimo, per scaramanzia.
Si tratta di grano, di petali di rosa, di sale e di monetine, ad augurare nella loro vita a due la presenza di abbondanza, di felicità, di ricchezza e di saggezza.
Scambiate le promesse, i coniugi offriranno a tutti i presenti il pane degli sposi, riservandosi poi di sottrarsi alla folla il tempo per festeggiare, privatamente, con amici e parenti, ricomparendo a tarda sera, per i balli e canti dei gruppi folk, il taglio della torta e l’offerta, a tutti, di dolci e vini santadesi.
Serena notte …
– Carla –

11 pensieri su “Matrimonio Mauritano

  1. Un matrimonio da cerimonia molto pittoresco. Le usanze ancestrali vengono preservate e questo rende la cerimonia più suggestiva. Mi è piaciuta la lettura. Buona domenica Carla.
    Manuel Angel

  2. Ma lo sai che nonostante io sia sposata civilmente,dopo il rito mia suocera con le scale addobbatedi fiori e tappeti sardi bellissimi..ci regalò “sa beneissione de sas mamas”????
    Che mi è rimasta nel cuore e nell’anima…. 😊

    • Io non ho ricevuto la benedizione, regiorni diverse e diverse usanze … Se mi risposo, anche se non sono una bimbetta, ci faccio un amorevole pensiero! Serena notte …

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