Manoscritto Voynich

Scritto in una lingua romanza scomparsa, il Manoscritto Voynich, che deve il suo nome al mercante di libri Wilfrid Voynich e che lo acquistò nel 1912 dai gesuiti del Collegio di Villa Mondragone a Frascati, è attualmente custodito nella Biblioteca di Beinecke dell’Università di Yale.
La risoluzione di un enigma, durato decenni, si deve a Gerard Cheshire, uno studioso dell’Università di Bristol, in grado di tradurlo integralmente e in maniera esaustiva.
Una datazione al radiocarbonio, del 2011, conferma l’ipotesi che sia stato redatto tra il 1404 e il 1438 e che, presumibilmente, fosse una sorta di enciclopedia, voluta da Maria di Castiglia, Regina di Aragona, e realizzata da una monaca domenicana del convento affiliato al castello aragonese di Ischia.
In pergamena di vitello, in formato 16x22x5 centimetri, che originariamente si componeva di 116 pagine, 14 delle quali mancano all’appello, è suddiviso in capitoli e descrive, con simboli sconosciuti, una punteggiatura in lettere e abbreviazioni latine, diversi argomenti.
– Parte “botanica”, con 113 disegni di piante a noi sconosciute.
– Parte “astronomica” o “astrologica”, con 25 diagrammi che sembrano indicare le costellazioni.
– Parte “biologica”, con rappresentazioni femminili nude e immerse, fino al ginocchio, in vasche di liquidi di colore scuro.
– Un “foglio ripiegato” in 6 parti, dove sono riprodotti 6 medaglioni con disegni che ricordano stelle, cellule, raggiere di petali e fasci di serpentine.
– Parte “farmacologica”, con ampolle e fiale simili a quelle presenti nelle farmacie storiche ed erbe che si presumono essere state indicate per scopi curativi.
Nella sua totalità può definirsi una raccolta di rimedi erboristici, di trattamenti terapeutici e, più in generale, di consigli benessere, nonché, una lettura astrologica approfondita.
Nella metà del 400 nasceva l’antenato, cartaceo, di Wikipedia!
Buona cena …
– Carla –

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