Guerra ai peli

L’estate, almeno a “casa” mia, non si è fermata a bussare alla porta, l’ha abbattuta, e noi donne, poco propense ad esibire l’allevamento invernale di peli e pelurietta, abbiamo iniziato ad avvertire l’esigenza di non sembrare le controfigure di un orango a “Il mondo di Quark”.
Falso? Uhmmmm …
Chi non ha un “Lui” e non è avvezza a “ballar la samba” con ballerini occasionali, beh, la pelliccetta è probabile se la sia tenuta stretta (tiene caldo nei periodi più rigidi), forse, a corrente alternata, accarezzando un blindatissimo letargo.
Oggi, ringraziando tutti gli Dei dell’Olimpo, dalla Dea Lametta, passando per la Dea Ceretta e finendo con il Dio laser, il problema è arginabile, ma in passato?
Quando si è iniziata la “guerra al peletto” e, soprattutto, dove?
Le prime crociate iniziano in Egitto, dove una donna somigliante, anche solo vagamente, a Cita era considerata poco sexy e impura e un uomo, quando ricopriva un ruolo importante, come quello del sacerdote, irrispettoso nei riguardi delle divinità a lui affidate, tant’è che era necessaria una rasatura integrale, capo incluso.
I mezzi utilizzati erano l’abrasione con pietra pomice, il taglio-lama con conchiglie affilate e lo strappo della cera d’api e resina, sulla quale veniva adagiata una stringa di tela.
Cleopatra era solita usare una poltiglia, la nonna della crema depilatoria moderna, aggressiva per la presenza di trisolfuro di arsenico.
Nella Grecia Antica e in età Romana chi non si depilava era considerato un soggetto dalla dubbia igiene personale, così, per le donne essere setose era un vero e proprio vanto estetico, segno di nobiltà, e per gli atleti il magnificare la prestanza fisica durante le competizioni.
Il metodo più conosciuto era la frizione con gusci di noce bollenti.
In Oriente e Arabia, l’antenata della ceretta era un mix di zucchero, succo di limone e acqua, sul quale applicare il tessuto che permetteva lo strappo e il filo che, sfregato sulla parte, epilava.
Quest’ultimo stratagemma non è andato scomparendo, per liberarsi dei baffetti e per rimodellare le sopracciglia.
Nel Medioevo i peli, ricettacolo di piattole, era fondamentale farli sparire e per ovviare era utilizzata la calce viva, con probabili reazioni ustionanti, e una tortura insensata, un ago rovente introdotto nel bulbo pilifero.
In Giappone la parte veniva trattata strofinando pelle di pescecane essiccata.
Fu Caterina de’ Medici, intorno alla metà del 500, ad introdurre una direttiva che proibiva, solo alle donne in gravidanza, la depilazione.
A Jean Pierre Perret si deve l’invenzione del rasoio, nel 1762, che ispirerà la moderna lametta.
Per quanto mi riguarda … siano benedetti i Santi Epilady & Silk-èpil!
Zona “rossa”, pelle liscissima e le pareti di casa che mi fanno un applauso, congratulandosi … mi pare giusto, no?
Buon pomeriggio … a più tardi!!!
– Carla –