Occhio alle parole!

Non sono madre biologica, è cosa nota, ma questo non mi ha impedito o m’impedisce di mettere da parte “perle” sui bimbi.
Sarà che la loro presenza è un regalo, sarà che la loro intelligenza e curiosità mi calamitano, ma se ne ho uno a tiro, non riesco a non interagire e, puntualmente, stuzzico, fino a diventare una piccola complice.
Una cosa che ho recepito, da subito, è che comprendono tutto, fin da cucciolissimi, immagazzinano e ripetono, senza filtri, tutto ciò che sentono, non appena ricevono il dono della parola.
La figura assurda non è mai troppo lontana e non si può dire, tutte le volte, “sono bambini!” perché alcune delizie sono germogli nelle bocche degli adulti.
Riportare tutte, o quasi, le situazioni da “fossa” sarebbe cosa lunga e sforzo di memoria impossibile, concentrato nel tempo di un post, quindi, mi limiterò a quelle che ricordo al volo
.

I giudizi estetici
Sala d’attesa dal medico e poca gente in coda, spalmata su più studi.
5 o 6 mamme aspettano il loro turno per una visita pediatrica, accanto ai loro bimbi, tutti neonati, tranne una di 4-5 anni che corre come una invasata.
Le donne chiacchierano, ridacchiano, lasciandosi andare a considerazioni sul giovane medico.
La peste le guarda e, in sordina, accumula e accumula, finché, non si apre la porta e s’affaccia un ragazzo da copertina.
Lo scruta e portandosi ma manina al volto, esclama – Sei davvero bono, hanno ragione! Imbarazzato, sorride e ribatte – Grazie, ma chi lo ha detto? –
Un piccolo indice spietato punta tutte – LORO! –
Nessuna ride più come prima, al contrario del medico …
Che figura da poracce morte di fame!!!

Mai raccontare cavolate
Cena a casa di amici
– Stai bene? – mi domanda la bimba
– Si Amore, perché? –
– Non stai tanto bene, io lo so … –
– Perché non starei bene? –
– Hai la pancia guasta, hai l’anello (lei intendeva la fede) ma nella tua pancia non ci vive un bambino! –
Anello-bambino, bambino-pancia, pancia piatta-pancia gusta!
Spiegare che non si è un soufflé è dura, lo sapete?

Tieni per te i pensieri che s’agitano nelle mutande
Sono al mare, sola, e sto leggendo un libro.
Non c’è tanta gente, l’estate è agli sgoccioli!
Un bimbo gioca sull’arenile, in completa solitudine, impila la sabbia con le formine e attende che la risacca la distrugga.
Di punto in bianco si avvicina, sussurra, alle mie spalle, qualcosa che non comprendo e non lasciandomi il tempo di voltarmi mi sferra una manata sul lato b.
– Ho detto ciao! – dice, quasi in tono seccato.
Rispondo al suo saluto ma, ignorandomi totalmente, mi spara un’altra pacca più forte.
– Mi rispondi? –
Lo prendo con le buone e cerco di capire.
– Papà ha detto che il tuo culetto parla! –
Spiego al piccino che un sedere non sa parlare, che suo padre è un burlone e quindi ha voluto fargli uno scherzo (perché dire che è un xxxxxone, che fa anche rima, non mi sembra educativo).
Lo riaccompagno dal genitore idiota, che sta giocando a fare lo splendido con gli amici e qui, ciò che non esprimo al figlio, con lui non resta in tasca.
– Non mandare tuo figlio lontano, gli effetti speciali li ha già a casa – e, indicandogli le sue labbra, proseguo – Il tuo culo, si, parla! –

Non dire mai bugie!
Lasciategliela qualche bugia bianca, di quelle che evitano di polverizzare il prossimo con una frase sola.
– Vieni in braccio! – dice il tizio alla figlia dell’amica, sollevandola da terra.
– Noooo! – strilla lei, puntandogli le manine sul petto e inarcando la schiena – … puzzi di sudore tutte le volte che ti vedo! –
Ora, “puzzola”, sa che un deodorante, efficace, può cambiare la vita …

Master Chef
Questa me l’ha raccontata una mia amica e ci ho riso fino a stare male.
Sua cognata è una pessima cuoca e quando dico pessima, intendo PESSIMA.
Nel corso di una cena mi capitò di lanciare, dal balcone, due sue polpette, agghiaccianti, sperando se le sbafasse il cane del vicino (cosa di cui dubito).
Tacere per l’armonia familiare ci sta (e poi lei è tanto carina e disponibile col mondo intero), ma se il silenzio ci deve essere, silenzio sia!
Invece, tra una risata perculatoria e l’altra, la parola “letale”, riferita alle prestazioni Master Chef, a qualcuno deve essere volata di bocca, più e più volte, davanti ad un angioletto di 3 anni.
– Vieni zia, entra … – dice il piccino, corso alla porta che, osservando le mani occupate, aggiunge  – porta in cucina il tuo “mangiare letale” –
Inutile sottolineare che non conosceva il termine e non voleva dare un pugno in faccia alla cuoca, innegabilmente, volenterosa .
“Te figura leggia!” (Che brutta figura!).
Insomma, se sono presenti bimbi, fate conto di dovervi difendere da piccole spie russe!!!
Serena notte … a domani per la passeggiata a casa vostra.
– Carla –

7 pensieri su “Occhio alle parole!

  1. I bambini sono pericolosi perché aggiungono all’ingenuità anche quasi subito un po’ di malizia dunque mai lasciarsi sfuggire una parola di troppo!!!

    Sherabbraccicarianzidi +

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