Quando nasci per 1°

Non so quanti di voi sono il 1° figlio o figli unici (per loro non è nemmeno arrivato il 2°, a spostare il tiro di 2, ipotetici, soggetti “ansiogeni”) ma solo chi lo è può capire quanto possa stare stretto il tirocinio di mamma e papà, nel mio caso soprattutto materno.
Con chiunque ho parlato, ricordando cose che, oggi, mi fanno sbellicare dal ridere, ha attraversato lo stesso sentiero, subendo un amore talmente forte da diventare oppressivo.
L’arrivo dei miei fratelli, a distanza ravvicinata tra loro, è stato il mio 25 aprile e per loro una vita meno “controllata” … la cavia c’era già stata!
Le ossessioni più leggere erano legate all’igiene personale e al mantenersi “senza macchia”.
– Lava le mani tutte le volte che le porti alla bocca, non stropicciarti gli occhi, se pettini i capelli non lasciarne addosso o in giro quelli caduti e pulisci la spazzola, non sederti sui gradini, controlla le panchine, non sporcare i vestiti toccando robaccia … –
In pratica, mancava solo l’asportazione degli organi, un soggiorno nel natron e la mummia era servita!
Di quei primi anni di vita mi porto addosso lo schifare in maniera pesantuccia e il controllare, igienizzandola, silenziosamente, ogni cosa.
Se vedo il minimo luridino prendo le distanze!!!
Il patimento peggiore, però, era legato alla salute, per mamma ero sempre malaticcia, troppo gracile e verdognola (sono olivastra e non posso essere bianca e rosa).
Penso fossero vitamine, quelle fiale rosse che mi facevano venire le nocciole sulle chiappe e che mi tenevano infilzata per un tempo che non finiva più, mentre, non ho mai capito a cosa servisse quella poltiglia, contenuta in un barattolo stile nutella, color diarrea di neonato che non sta benissimo, che mi veniva spalmata sul petto e sulle spalle, applicandoci delle bende.
Fastidiosa come poche, si solidificava e al risveglio ero “l’Uomo Pietra” dei Fantastici 4.
Niente patatine, cioccolata, dolci confezionati e tutte quelle schifezze che fanno impazzire un bambino, con una sola frase di risposta, se ne chiedevo – Ti viene il culo rosso come le scimmie! –
Che fantasia mia madre, eh?
Fatto sta che me la bevevo perché il deretano con gli stop accesi non lo volevo!!!
Vogliamo menzionare le lezioni di “sicurezza” (identifichiamole così)?
– Non parlare con sconosciuti, non prendere nulla da nessuno, se vedi o ti accade qualcosa di strano dillo, subito, a mamma o papà, non ti allontanare dalla via quando giochi e se vai nel giardino degli amichetti avvisa –
Avevo le antenne sempre dritte, tanto che, in prima elementare, allertai maestra Irma della presenza, continua, di un signore davanti alla cancellata della scuola.
Aveva tentato di adescare diversi bimbi, tra i quali una mia compagnetta …
Il cumulo di avvertimenti, lo confesso, mi hanno fatta crescere abbastanza paurosa, tant’è che faccio cose che per alcuni sono esagerate, quali, per esempio, non fare mai rifornimento nelle stazioni di servizio isolate e con il solo self service attivo o evitare di correre, da sola, dove non transita un’anima.
Beccassi uno alto, un minimo allenato, con due falcate mi raggiungerebbe e servirebbe a poco sognare d’essere Usain Bolt.
Ancora adesso, mamma, stressa con i suoi – Fatti accompagnare fino alla porta se rientri in piena notte. Hai mangiato? Guarda che le persone non cambiano, chi fa schifo una volta si ripete! – ma invece di seccarmi, come avveniva in passato, l’abbraccio o rispondo – Certo mamma! – lasciando che i suoi 88 anni diventino i 34 di quando mi ha messa al mondo.
Con papà è andata meglio, dovevo solo rispettare gli orari e fargli conoscere gli amici (venivano volentieri a casa mia, mamma li ingozzava di manicaretti e la loro simpatia faceva colla, senza contare che da “freschi” qualche cottarella l’hanno fatta scintillare) e le imposizioni erano uno spasso: teatro, cinema, librerie, compiti fatti insieme, solo io e lui.
Le sue passioni sono diventate le mie!
Sono nata per 1°, desiderata come non mai, protetta fino allo sfinimento e la prova più ridicola ve la mostrerò, se la trovo tra i loro ricordi fotografici.
Triciclo rosso Ferrari, con abbinato un bel casco da “impedita”.
Come si fa a cascare, spaccandosi male, da un veicolino ridicolo a tre ruote?
Buonanotte …
– Carla –

21 pensieri su “Quando nasci per 1°

    • Dovevi avere miei fratelli, te la diversificavano loro la giornata. Sono arrivati a farmi credere che ero adottata perché non somigliavo, palesemente, a nessuno. Si divertivano in modo sadico ….

      • Pensa a me, sorella maggiore con accanto la piccolina più alta di me e di conseguenza più pesante. Sai quale era il suo gioco preferito? Girare intorno al tavolo, tenendoci a cavallino a turno. Chi faceva meno giri si beccava un punto di matita nera in viso.
        Piccola, magra, morivo portando lei che, al contrario, correva.
        Quanto dovevo essere scema da bimba?
        Spolmonata, con le gambe di pongo e il maquillage di Bruno Vespa …
        L’analista del passato mi disse che ero una ragazza equilibrata e intelligente.
        Secondo me beveva!!!
        Serena notte

  1. Per quanto riguarda l’igiene, tua madre ha anticipato i tempi del covid! Scherzi a parte, è vero che possono generare ansia, ma sono tutte raccomandazioni sensate! È che se le pensi tutte non riesci più a campare e non fai campare neppure i figli. Io ho soltanto una bimba, ancora troppo piccola per le raccomandazioni, perciò agisco direttamente 😂 ma sono sicura che adotterò alcune, forse molte, di queste raccomandazioni. Sarà che è stata desiderata, sarà che è la Prima, sarà anche che l’età matura (con troppe consapevolezze) gioca un ruolo cruciale, secondo me, in questo…

    • Le attenzioni che infastidivano, oggi, sono coccole. Tutto ciò che farai con amore e premura, sboccerà in altro amore, quello che sosterrà tua figlia lungo i sentieri della vita, che non la farà mai sentire sola.
      Ora è mamma ad aver bisogno di me e forse le di fastidio nello stesso modo, ma come lei agisco di cuore. Ti abbraccio 🤗

      • Grazie per le tue bellissime parole! E poi è raro e prezioso sentire una figlia con la consapevolezza che il tempo finisce per invertire i ruoli, come in un inevitabile gioco di dare-avere ❤️

      • Vuoi ridere? Settimane fa le ho vuotato gli armadi e i cassetti, per liberarli da ciò che non mette più. Ho beccato una camicia da notte super sexy ( che certamente ha almeno 40 anni) e le ho detto -la buttiamo via?- Mai avessi pronunciato quelle parole – noooo, tu non butti nulla, a tuo padre piace!- 88 anni lei, 84 lui, si sono messi a battibeccare per un cencio… la cosa si è interrotta quando ho riso e ho detto – rimetto nel cassetto, mamma, per far contento Siffredi – Morale? Ha tenuto la camicia e spinti da chissà quale tenerezza si sono messi a guardarsi le foto del matrimonio. La felicità è questa , sono vecchi ma li vivo e tutto passa.

  2. Cosa dire… ci si è passati un po’ tutti. Non mi sento di condannare a priori quegli insegnamenti, perché applicati con buon senso ti evitano un fracco di casini. Ciò da cui vorrei distinguermi, rispetto a quel tipo di genitori, è la trasmissione della prudenza al posto della paura e della fiducia, lasciando la possibilità di sbagliare. Magari fallirò miseramente, ma cerco sempre di spiegare il motivo di una raccomandazione o di una sgridata.
    Mia mamma ne ha 90… cerco di fare come te, ma a volte perdo la pazienza e me ne pento… ma forse questo è più un problema di noi maschi figli unici cresciuti alla catena dell’induzione del senso di colpa…

    • Ho omesso di avere un bimbo di 5 anni a cui parlo , a volte, come fosse grande e – sorpresa – capisce più di quello che un genitore al primo figlio, come me, immagini.

      • Ciò che stai facendo con tuo figlio lo renderà forte e sicuro, stanne certo! Anche io con i bambini parlo come se fossero adulti e, spessissimo, mi arrivano risposte che mi fanno capire che è piccolo l’involucro ma per il resto, il loro essere cristallini, li fa ragionare meglio di noi.

  3. Non per l’igiene, ma per altre manie di mia madre, io e mia sorella eravamo entrambe figlie uniche, isolate da tutti gli altri bambini, mai abbastanza “all’altezza” delle nostre qualità. Sempre allertate sui pericoli del dare confidenza agli estranei, tutti gli sconosciuti essendo infallibilmente ladri di bambini, ce ne stavamo guardinghe a veder scorrere la vita, confinate nel ristretto spazio della fraterna coppia…

  4. Cara Carla, non so perché, ma non sono più riuscito a trovare il commento che avevi fatto al mio brano di Mina; comunque ricordo di averti promesso di ascoltare quello stesso brano dalla voce della Dessì. 🙂
    Non so ancora cosa scrivere; forse, un giorno, mi verrà in mente! 😉
    Oggi è piovuto, e sono stato quasi tutto il giorno davanti al PC; domani vorrei tornare al campo ad allenarmi, visto che il tempo dovrebbe essere migliore…
    Visto che in questo periodo non sto andando nella mia libreria di fiducia per evitare di prendere i mezzi, ho intenzione ordinare due saggi su internet: il primo è un saggio sul clima; il secondo, invece, mi è stato consigliato da una cra amica della Basilica.
    Maria protegga il tuo sonno, e ti custodisca nel suo manto.
    Buonanotte, dolce Carla… ❤

I commenti sono chiusi.