Intrecciando pensieri …

Ci sono persone che nascono indossando una camiciola bianca, lontana da colpe e che, crescendo, l’affidano all’anima, imbastita alla capacità di non sporcarla e di mantenerla linda fino all’ultimo giorno della loro esistenza.
A parte mia madre, che per me è un Angelo che Dio ha affidato alla vita terrena, un contenitore pulsante d’amore autentico, posso usare le dita di una mano per tenere il conto di coloro che considero “patrimonio dell’umanità”.
Una di queste l’ho conosciuta, o meglio, mi ha notata, quando avevo 42 anni e lui 34 …
Non me la passavo benissimo e la scelta di andare a correre mi era sembrata una genialata, mi sarei data fino allo sfinimento, sperando di riuscire a trovar pace almeno la notte.
Si convinse che nell’incrociarlo, in uno dei percorsi del parco, lo avevo fissato per un tempo prolungato, in verità, ovunque vedevo il nulla, risucchiata da pensieri pesanti che non s’arrestavano mai, annullando la realtà.
Pensò, tra le altre cose, che avessi la sua stessa età e che in occhi tanto malinconici si nascondesse una dolcezza sconfinata.
Solitaria, senza orpelli, fatta di corse, luoghi di culto, amicizie che mi facevano scudo, diventai “diversamente interessante”, una donna senza grilli per la testa, dalla quale non difendersi, che non porta a muoversi chiappe al muro.
Mi accorsi della sua esistenza dopo parecchio, notando sempre la stessa auto ronzare attorno a casa dei miei o nei posti dove mi recavo regolarmente.
La prima volta che lo vidi in volto mi scappò da ridere!
Portavo a spasso il cane di mia sorella e nello spostare i capelli da davanti agli occhi, me lo ritrovai davanti, in auto, che si spostava a passo d’uomo.
Moro, capelli cortissimi, spettinati sulla fronte, un sorriso appena accennato e la curiosità che scivolava da occhi azzurro cielo.
L’uomo del mistero non lo era più!
Tutto sfumò così, non andando oltre il “ciao” e 2 parole scambiate al volo e per circostanza.
Sono fatta male, probabilmente, ma sulle macerie non ci costruisco nulla, metto da parte i soldini per comprare una ruspa, piuttosto …
In quest’ultimo anno e mezzo posso affermare di averlo conosciuto profondamente, con addosso tutti gli abiti che il destino ti tira dietro, e di poterlo inserire nella mia preziosa lista.
Non l’ho mai visto perdere la pazienza, anche quando l’avrebbe persa Padre Pio, reagire d’istinto, ma mostrare un’umanità genuina, empatica, che scavalca la buona educazione.
Ho assistito a conversazioni carine con gli anziani beccati in coda o per strada, con la stessa premura che dispensano figli o nipoti affettuosi, a gesti di generosità, mostrare una tolleranza degna di nota nel sopportarmi quando non è giornata o m’impunto.
Devo ammettere che ha tecniche di persuasione da applauso!
Stasera, però, ho sfogliato il lato più tenero del suo essere, quello che “colpisce e affonda”, l’intrattenere un bambino.
La piccolina in questione ha 3 anni e quando sbrocca non la tieni, così raccontava la mamma …
Dopo aver dato noia a 100 grammi di cane, imboscato sotto il tavolino di una gelateria, e aver rimediato dentini d’avviso, è partita di pianto e di capricci a valanga, mettendo a ferro e fuoco la pazienza dei genitori (deve essere tosta viverla in quella versione, tutte le volte che ha la luna storta).
La dolcezza di un uomo fa miracoli e se usi la testa, beh, la magia è servita.
Piazzato davanti a lei, ignorandola totalmente, si è messo a realizzare animaletti di carta e solo quando ha capito di averla in pugno, di aver attirato la sua totale attenzione, ne ha allungato uno nella sua direzione.
Lei ha sorriso, lui ha sorriso e con un fare da seduttore incallito, presentandosi, le ha chiesto il suo nome.
Smesse le bizze, genitori attoniti ed io divertita!
Ha rimediato un pupazzetto marcio, una caramella (che a me non ha dato) e un – Vieni a casa con me? – oltre la conoscenza con sua mamma e suo papà.
– Non sopporto il pianto! – mi ha detto, una volta soli – … basta poco per interromperlo –
La serata è finita nel giardino di casa sua, con una bottiglia di birra e due bicchieri (ehh sì, apprezzo la birra), a immaginare che cosa avesse subito il pupazzo uscito da una guerra, con un orecchio mozzicato (quel cretino si è inventato che è stato vittima dei soprusi di un’integralista islamica nana) e la coda scomparsa.
La mamma ha fatto festa, di sicuro, per essersi liberata di 10 cm di salma!
Attraente, sensibile, empatico, tollerante, intelligente, colto e amorevole, trovasse la donna giusta, ancora “viva”, potrebbe giocarsi la carta vincente e ritrovarsi a vivere un ruolo che veste a pennello, quello di padre.
Per la buonanotte, visto l’orario, sono in ritardo, mi porto avanti …
Buongiorno!!!
– Carla –

13 pensieri su “Intrecciando pensieri …

    • Ahhh, si, lui lo è. Sono molto fortunata ad averlo nella mia vita, a sapere che ci posso contare (e viceversa), a vedere che per qualcuno starmi accanto è un privilegio.

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