L’uomo senza testa

Stasera ho deciso di accantonare le tinte rosa (tra l’altro è un colore che non sopporto, fin da piccola) e di rispolverare le nuances più cupe, che dividono la luce dal buio, delineando le zone d’ombra … mi sento in vena di “strizzetta”!!!
Nelle vicinanze di una fonte d’acqua, tra Arbus e Guspini, nel medio campidano, al calare della notte, pare vaghi una presenza, lo spettro di un uomo, privo di testa, che illumina i suoi passi, reggendo in mano un lume rosso.
Si racconta che quel corpo, mutilato, appartenesse ad un ministro di Dio che, in vita, guidava la comunità di Arbus, non mettendo in atto, esattamente, i suoi insegnamenti.
Era sua abitudine essere scarsamente affettuoso, con i parrocchiani, utilizzare un frasario poco educato e provare soddisfazione, estrema, quando i malcapitati erano colpiti da una qualche disabilità.
L’avidità che lo contraddistingueva era talmente radicata da spingerlo ad attuare raggiri ed inganni, a plagiare i fedeli, soprattutto quelli non in salute, allo scopo di ottenere donazioni in denaro.
Nel tempo, l’abilità poco cristiana, gli fece accumulare una vera fortuna che pensò bene di occultare nei pressi della fonte citata.
Stanchi di subire angherie, gli abitanti di Arbus decisero di usare i suoi stessi mezzi, la cattiveria e la furbizia, mandando in “missione” un giovane del paese.
Fingendosi stolto e malato, peculiarità alle quali il prete non avrebbe saputo resistere, attese l’offerta di aiuto e la promessa di una completa guarigione, in cambio di una cospicua somma di denaro.
Smascherato, fu costretto a confessare ogni malefatta, ma non ci fu verso di fargli confessare il luogo in cui era stato sepolto quanto, ingiustamente, sottratto.
Ingiuriato, minacciato verbalmente, restò irremovibile, esasperando a tal punto i paesani, da condurli a non sentire più nessuna umana pietà nei suoi riguardi, a percuoterlo fino a ridurlo in fin di vita e, alla fine, a decapitarlo.
Portò con sé il segreto e da quel giorno, “Su Predi Sconcau” (il prete senza testa), attende le tenebre per tornare là dove ha nascosto il tesoro che gli è costato la vita.
Raggirare le persone non porta bene e, prima o poi, metaforicamente, la “testa salta”!!!
Serena notte …
– Carla –

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