Lettera a Babbo Natale

Vorrei avere 6 anni e, con il cuore pieno di sogni, impugnare una penna per scrivere una lettera a Babbo Natale.
Attendere la mattina del 25, cercando di non dormire, per sentire la risata del vecchio canuto che distribuisce doni e gli zoccoli delle renne sul tetto …
Potessi accostarmi, anche solo il tempo di poche righe, a quella bambina silenziosa e sorridente, con gli occhi pieni di sole e futuro, scriverei ciò che desidera un’adulta, con meno sogni in tasca e la consapevolezza che, non sempre, nel prossimo ci si specchia.
Domanderei di rallentare le lancette dell’orologio per chi ha la clessidra quasi vuota, una mamma di cuore, e non solo di pancia, per ogni bambino che aspetta braccia teneramente robuste, chiederei di essere, io, una di quelle mamme …
Chiederei di non perdere il sorriso, nemmeno quando i piedi fanno male per il troppo camminare e per l’ennesima salita, la capacità di alimentare la fiducia nel prossimo e credere che nessuno arriva al traguardo della vita senza aver conosciuto il vero Amore.
Pregherei di poter tornare indietro, di qualche mese, con in pugno un miracolo, capace di restituirmi Mia, il più grande dolore dell’anno che sfuma, tra non poche incertezze e il coraggio di chi si rialza, in nome del dono della vita, che non ha prezzo.
Concluderei con l’esprimere gratitudine, per ogni carezza, impalpabile, che mi ha fatta sentire indispensabile ed ogni parola che mi ha fatta sentire unica.

“Caro Babbo Natale, nel tornare tra le stelle, porta il calore di un abbraccio a chi, tra qualche giorno, non potrà sedersi alla mia tavola, ma troverà una fetta di panettone in un angolino speciale del mio cuore”.

– Carla –

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