Il Tesoro

Stasera voglio condividere una leggenda legata alla mia infanzia, una di quelle storie che, nelle sere d’estate, gli anziani raccontano ai bambini che giocano per strada, con l’intento di frenare la loro esuberanza e, spesso, con una punta di cattiveria, per intimorirli un pochino.
In giro per l’isola, si narra, esistano non pochi tesori occultati che cambiano nome a seconda della zona, io ho trovato questi:
Scussorgiu, Scrixoxu, Siddadu, Suiddatu, Iscraxoxu e Posidu.
La ricchezza consta in un gruzzoletto di monete d’oro, custodite in un vaso di terracotta o di rame, che tre persone, né una di meno, né una di più, devono cercare, osservando ciascuna un ruolo ben preciso.
Una deve leggere un testo, tratto dal libro “Libbru de su cumandu”, con lo scopo di tenere lontano la figura del demonio e scongiurare il materializzarsi di entità terrificanti e le altre due scavare con le zappe.
Di fondamentale importanza non interrompere la lettura o, per i partecipanti, la morte sopraggiunge entro l’anno da quel momento.
La ricerca deve avvenire, rigorosamente, di notte, dopo il rintocco della mezzanotte e terminare prima del terzo canto del gallo (mi sono sempre chiesta, se il luogo fosse stato in mezzo al nulla, che vitaccia avrebbe fatto un povero pennuto tutto solo).
Chi si avventura, identificato il punto preciso, si pone all’interno di un cerchio, tracciato sul suolo, che ingloba i tre coraggiosi, , il tesoro e un tavolino sul quale si collocano candele accese.
Il bottino può anche non essere legato ad alcuna potenza demoniaca, quando, dopo un violento temporale, ad indicarlo è l’inizio o la fine di un arcobaleno.
Se cercato prima del momento stabilito si tramuta in carbone.
Chiunque ne entra in possesso e lo nasconde nella propria casa, in caso di morte, condanna parenti, conviventi, a vivere nell’angoscia che il diavolo si presenti per riprenderne possesso.
Pensate quanto può diventare “stronzetta” un’anziana, quanto fosse perfida e poco empatica la vicina di mia nonna che mi fece credere che, dietro un largo e pesantissimo portone di legno massiccio, al piano terra di una abitazione sul finire della loro via, ci fosse un tesoro, custodito da un uomo dall’animo malvagio e sfigurato dalle fiamme.
Fino a 11 anni ho vissuto nel terrore, evitando di passarci davanti (attraversavo la strada per camminare sul marciapiede opposto), finchè, un pomeriggio non lo vidi completamente spalancato e notai, all’interno, donne normali, per nulla deturpate, intente a preparare sughi e confetture.
… Buonanotte …
– Carla –

6 pensieri su “Il Tesoro

  1. E se di notte si fossero trasformate in orribili megere? io e mia sorelle eravamo convinte che nostra nonna, donna affabile, laboriosa e pia, si trasformasse in lupo mannaro. La povera donna dormiva con noi e russava come un orco… cercavamo di addormentarci al più presto per non assistere alla sua metamorfosi!

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