Caddos Birdes

Da quanto tempo non percorro uno dei tanti sentieri incantati della mia terra?
Mi sembra passata una vita!
Così, ho deciso di ripartire da una leggenda, quella dei Cavallini dal vello verde, i Caddos Birdes, creature di dimensioni più piccole dei puledri della Giara, presumibilmente estinte, e dai magici poteri non sempre benigni.
Il racconto fiabesco più popolare, che li vede protagonisti, è quello legato a Monteleone Rocca Doria (SS) e alla valle del Temo, all’epoca della loro presenza, zona dalla vegetazione fitta e complicata da attraversare.
Il solo a possederne un bellissimo esemplare si narra fosse il Re di Monteleone e che, per attirare la buona sorte, la smania di averne uno simile, fosse motivo di scontri, tanto violenti da far scomparire paesi come Barace e Sant’Antioco di Bisarcio.
Pura fantasia?
Sul Monte Germinu, su una roccia, è visibile “Sa urmina de su caddu”, una piccola improntina che dovrebbe dare prova del contrario e che, se calpesta, si dice porti sfortuna.
A Castelsardo (SS) si crede che siano la trasformazione maligna, delle piante in fanti e cavallini, operata da una arpia, mentre, a Borore una loro piccola riproduzione sarebbe gradita sui tetti delle abitazioni, per scacciare il destino avverso.
I cavallini attenderebbero l’arrivo di un Re Pastore che, rendendo docile uno di loro, Etedlla Bilde, otterrebbe la fiducia di tutta la mandria, offrendo, in tal modo, serenità ed equilibrio tra i popoli.
Buonanotte …
– Carla –