Dolore Emotivo

Oggi, nella quiete che governa i miei pensieri, vorrei condividere una riflessione che ritengo corrispondere al vero e che, spero, non appartenga solo a me (la solitudine di pensiero è più pesante di quella fisica, almeno per quanto mi riguarda).
In quest’ultimo anno ho avuto modo di stringere un’amicizia incredibile con me stessa, di raccontarmi, senza censure, non temendo di farmi del male, arrivando a toccare il fondo degli abissi per poi scorgere la luce rivolgendo lo sguardo verso l’alto.
Ho realizzato di essere venuta al mondo con “un’anima antica” (e con questo termine non intendo vecchia ma “vissuta”) che ha attraversato il tempo, probabilmente più vite, imparando, nella sofferenza, a vestire la sensibilità e l’empatia che ti fa “rispettare” il cuore del prossimo, che spinge a donare, spesso, non rendendosi conto che quell’affettività la risucchia un inceneritore che restituisce solo la cenere.
Mi è chiaro (grazie a diverse letture) che il riproporsi di uno stesso scenario non è una punizione, anche se potrebbe sembrarlo, ma il mezzo attraverso il quale apprendere una lezione non recepita in passato.
Oggi, suppongo di averla imparata, fino in fondo!
So esattamente cosa non voglio più nella mia vita e riesco a distinguere chi trasporta una tossicità con cui non merito di venire a contatto.
Non ho più il ricordo di emozioni nate dal nulla, proiettate dai miei desideri ma irreali, non riesco più a mettere a fuoco taluni sguardi, a rievocare il suono delle voci o a dare attendibilità a frasi vacue, quasi fosse passata una ruspa a risanare ogni cosa.
Avevo la certezza che i sentimenti nascono per non morire mai, che io fossi capace di nutrirli per sempre, invece, sfioriscono, rimpiazzati dalla pietà, dall’eco di una preghiera.
Il dolore emotivo è una benedizione che ciba l’anima d’amore puro, quello che si sposterà verso l’infinito.
Nessuno è immune, inflitto o autoprodotto (perché taluni, nel piangere, non hanno coscienza per valutare che le lacrime sono un effetto delle loro stesse azioni e che nessuno li ha feriti), il dolore tocca il microcosmo di tutti e c’è da augurarsi che venga apprezzato e accettato, quale occasione di cambiamento e crescita.
In questo preciso istante, mi sento “quasi felice”, perché quest’anima antica, nello spostarsi nel tempo, una cosa l’ha fatta sua, il “Saper Amare”, ora non le resta che registrare queste ultime informazioni, in maniera indelebile.
Dio benedica ogni mia lacrima, acqua viva nel giardino in cui, un giorno, spero mi vorrà ospitare …
Dio Benedica chiunque attraversa un altro cuore per scrivere la parola AMORE!
– Carla –

3 pensieri su “Dolore Emotivo

  1. Bellissime parole, degne di Rispetto; penso che certe parole andrebbero contemplate, magari nel silenzio di una chiesa, e fatte proprie: ciascuno di noi ha dei posti reconditi in cui sentirsi felice, e in cui – come scrivi tu – “Saper Amare”.
    In merito, invece, alla tua ultima osservazione, invece, posso dire che Dio mi ha dato l’opportunità di attraversare il tuo cuore, e pre questo ci ha benedetti. ❤
    Grazie, cara Carla, Amica spirrituale. ❤

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