Titty

Stanotte non ho chiuso occhio, dopo essermi rigirata per ore, nervosamente, nel letto, calciando (per allontanarli) pensieri e sensazioni pesanti, ho deciso di leggere, non riuscendo ugualmente a “spegnermi”.
Ieri pomeriggio un’amica mi ha chiesto la cortesia di non lasciarla sola, di accompagnarla dal veterinario per far visitare la sua cagnolina che stava malissimo.
Non le serviva un passaggio, ci vuol poco ad intuirlo, ma un animo che, unito al suo, fosse roccia per affrontare anche il peggio.
Titty, la sua compagna di viaggio da 15 anni, aveva il cuore arrivato allo stremo e, umanamente, come ultimo gesto d’amore autentico, era giusto accompagnarla davanti al Ponte Arcobaleno, togliendole il peso di una sofferenza che si sarebbe protratta fino a consumarla.
Mia era lì con me, in quelle lacrime che scendevano roventi nel vederla spirare, nel silenzio condiviso con la sua mamma umana che, doveva affrontare il mio stesso strazio.
Non è la presenza di una coda a sminuire l’amore, l’assenza di una stessa lingua, se conosci quella universale, non una diversa forma di vita che, meglio di quella umana, senza eccezioni, conosce i sentimenti più puri.
Nel silenzio di una stanza in penombra, il desiderio della mia bambina, dei suoi occhi zuppi di bene, di annullare quell’ultimo tratto che ci ha separate, si sono fatti macigni.
Mia, con la sua bontà e il suo scegliermi, ogni giorno, ha saputo lasciarmi tante piccole luci accese, quelle che hanno illuminato il volto di chi c’era fuori dalla clinica veterinaria, mentre imploravo il Signore di non prenderla, il cuore che bussava alla mia porta per lasciare un bouquet di parole di consolazione ( … ancora un GRAZIE, a tutti voi che ci avete sorrette, nei momenti in cui  avevamo bisogno di speranza), il pensiero che ha cercato un batuffolo che le somigliasse.
Nella sofferenza, quella vera, per la malattia e la dipartita di una creatura che ha cercato di coltivare amore anche in qualche cuore desertico (perché dinnanzi alla sua perdita, il resto è acqua zozza, senza valore, indegna di anche un minimo di patimento o rimpianto), Mia ha innalzato un muro di amore, colorato, che parla di lei e con lei.
Ciao “Titty”, grazie per avermi fatta sentire parte della tua piccola, grande, famiglia.
titty
– Carla –

4 pensieri su “Titty

  1. Ciao dolce Titty, ora starai nuovamente bene e tornerai a correre con tutti i tuoi amici che ti hanno preceduta. Un abbraccio a te Carla e alla tua amica.
    Pat

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