Anima Gemella

Chi non ha sperato (o lo spera ancora) d’incontrare l’Anima Gemella?
Tanti, sospinti dalle mani amorevoli di Dio (è un pensiero radicato in me, e nessuno lo smuove, che tutto il meglio che ci piove addosso sia un suo dono), l’hanno incrociata, riconosciuta ed apprezzata, tramutando il loro vivere in un viaggio meraviglioso che ha come destinazione, ultima, l’eternità.
Intercettarla e concederle lo spazio per una sincera conoscenza, regala il ritrovarsi davanti a qualcuno, spesso, diversissimo da noi, eppure, affine in maniera sorprendente, di sperimentare come due esistenze sentano l’esigenza di fondersi in una sola.
È bizzarro, difatti, avvertire la sensazione di aver frequentato, quella persona, da sempre.
L’altro/a è un congiunto spirituale!
Come è possibile individuarla, riconoscerla?
– Ha, quasi sempre, passioni e modi di pensare che discordano dai nostri, nonostante questo ci calamita, quasi avesse il potere di scandagliare la nostra personalità più nascosta e che, noi stessi, scopriamo grazie alla sua vicinanza.
– Ha un carattere lontano dal nostro ma il suo fare ci stupisce piacevolmente e ci sorprende.
– Ha la capacità di completarci, come i pezzi mancanti di un mosaico di rara bellezza, non diventando mai, unicamente, il guaritore di tutti i mali che ci affliggono, la zattera su cui trovare salvezza verso lidi sicuri.
– L’affinità, soprattutto emotiva e mentale, è sorprendentemente, immediata e vive una comprensione reciproca, una sintonia tale che anche il silenzio possiede parole.
– Desidera la libertà dell’altro, affinché, sciolto da vincoli e traiettorie prestabilite, attui una crescita, una evoluzione personale e non debba uniformarsi alle dinamiche dell’altro.
– Con la Fiamma Gemella si è slegati dai timori di una non accettazione totale.
In rete ho trovato un test-giochino che vi propongo:

https://www.socialappbuilder.com/gfba2/a/6739680/3/

Il mio risultato è questo:
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… ho difficoltà a non ridere!
Il ragazzo a cui ho dato il mio primo bacio si chiama così …
L’ho incrociata e persa?
Avevo 17 anni, daiiii, non voglio accettare una sfiga cosmica!
… però … però … posso, sempre, sperare in un suo omonimo …
– Carla –