Gli Amici di Jack

Quando dici ad un uomo, porgendogli un barattolo di cibo per cani – Daglielo tu … – e non fai in tempo a finire la frase (volevi aggiungere  – … Ho portato un piattino di plastica, aspetta! – ) che lui l’ha già versato sul selciato e il cane lo ha spazzolato in un soffio!
Jack vive ancora al cimitero e oggi era chiuso dentro, fortuna che qualcuno del gruppo “genitori di pelosi” (si potrà dire?), all’interno, ha lasciato un enorme contenitore pieno d’acqua.
Dalle grate i solidi si riescono a passare, con i liquidi è un vero problema!!!

Jack2
– Carla –

Nephelim

Nell’imbattermi in questa parola, qualche tempo fa, mi sono scervellata, non riuscendo a cavare un ragno dal buco, per ricordare dove l’avessi letta o sentita …
(se c’è una cosa che mi deprime sono i vuoti di memoria)
Oggi, all’improvviso, un cassettino della memoria si è aperto senza un perché, restituendomi il ricordo di qualcosa di biblico (Fra Luca, sicuramente, saprà darci spiegazioni e indicazioni teologiche precise), così, sono andata a cercare un po’ di informazioni a riguardo.
Ho trovato che Nephelim è presente nell’Antico Testamento, in vecchi testi cristiani e del giudaismo, tradotta in 3 modi: Nefelim, Titani e Giganti.
Per i primi apologisti cristiani erano “Angeli caduti”, per quelli successivi era assurdo lo fossero perché gli Angeli erano discendenti da Set e gli altri, semplicemente, figli degli uomini e discendenti da Caino.
I Nephelim, in pratica, sarebbero stati un popolo presente sulla terra al tempo della congiunzione carnale tra i “Figli del vero Dio”, che si erano ribellati come aveva fatto Lucifero, e le “Figlie degli uomini”.
Sembra che per la loro scarsa moralità e l’eccessivo egocentrismo, l’avventura vissuta da Noè avesse avuto lo scopo, senza successo, di farli scomparire dalla faccia della terra.
Ma ricordo male io o Gesù afferma che gli Angeli non avranno mai pulsioni sessuali?
Sono esistiti realmente o sono i personaggi di una leggenda che si perde nella notte dei tempi?
Alcuni critici biblici li ritengono esseri posseduti dai demoni, altri il frutto di una primordiale inseminazione artificiale o manipolazione genetica.
Sono stati ricondotti anche agli abitanti di Atlantide, discendenti da extraterrestri e, per trovare un accordo tra scienza e fede, alla discendenza della fusione tra Homo Sapiens e Neanderthal.
La teoria più fantasiosa, però, li ritiene i nostri progenitori o il prodotto genetico di una intelligenza aliena, dove i Sumeri erano Annunaki e i nordici gli abitanti di Nubiru.
Traducendo la scrittura cuneiforme sumerica si ritiene che gli Dei mesopotamici fossero Angeli caduti.
Sarà … a me piace pensare e credere di essere figlia di un solo immenso Padre, Dio!
– Carla –

Saggezza Indiana

 Una sera, un anziano capo Cherokee raccontò al nipote la battaglia che avviene dentro di noi.
Gli disse:
“Figlio mio, la battaglia è fra due lupi che vivono dentro di noi.
Uno è infelicità, paura, preoccupazione, gelosia, dispiacere, autocommiserazione, rancore, senso di inferiorità.
L’altro è felicità, amore, speranza, serenità, gentilezza, verità, compassione”.
Il piccolo ci pensò su un minuto e poi chiese:
“Quale lupo vince?”.
L’anziano Cherokee rispose, semplicemente:
“Quello a cui dai da mangiare!”.

 Nutriamo sempre quel lupo che, a dispetto di tutto, saprà lottare per noi e restituirci il sorriso!
– Carla –

Giornata Mondiale del Bacio

29 esima giornata mondiale del “Bacio”, che i latini suddividevano in tre categorie:
Oscolum, scambiato tra conoscenti e parenti,
Basium, tra persone legate da una conoscenza affettiva più intima,
Suavium, quello passionale, riservato alla persona amata.
La tenerezza di un gesto antico ma senza tempo, scivoli sui vostri occhi, sulle vostre guance e, dopo essersi soffermato un attimo sulle labbra, viva per sempre nel cuore.

Romeo-e-Giulietta-Romeo-and-Juliet

Dal film Romeo & Juliet del 1968 di Franco Zeffirelli
Romeo … Leonard Whiting
Juliet … Olivia Hussey
– Carla –

“Cocci preziosi”

È davvero strana la vita …
Sono davvero strane le persone che la attraversano!
Se da una parte, “alcune”, ti fanno a pezzi, non assumendosi mai le colpe, dall’altra, “altre”, non temendo di ferirsi le mani, raccolgono i cocci, per cercare di ridarti una forma, per restituirti la bellezza che non riesci più a vedere ma che scorgono, perfettamente, i loro occhi.
Diventi “speciale” senza aver fatto nulla di straordinario per esserlo, ti senti “speciale”, per quel qualcosa d’impalpabile che passa, stretto ad un sorriso o chiuso in una carezza, e tenendoti per mano ti rimette in pista.
Non sai se correrai, se saprai farlo ancora, se ne sentirai la voglia o ne avrai la forza, in te, però, avvertirai che i “cocci” non sono mai inutili e da buttare.
– Carla –

Joule & Kelvin

Non è essenziale essere il riflesso, l’uno dell’altra, per accogliersi totalmente e desiderare di camminare insieme …
La “diversità” arricchisce, gettando colori sconosciuti tra quelli che ci appartengono!
Joule e Kelvin lo hanno capito e possono arrogarsi il diritto di insegnare il Vero Amore al mondo.

https://youtu.be/–U_eMpDpiE

Grazie Fanpage.it
– Carla –

La casa sulla cascata

Sono sempre stata innamorata della creatività di Frank Lloyd Wright, architetto, urbanista e teorico dell’architettura statunitense.
Nato nel 1867, ha regalato all’umanità quasi un secolo di meraviglie, realizzando opere intramontabili, dove funzionalità e bellezza diventano una cosa sola.
Ciò che, a parer mio, lo rappresenta in tutta la sua geniale inventiva è “Fallingwater”, La casa sulla cascata, un edificio abitativo, unico nel suo genere, realizzato nel 1936 a Bear Run in Pennsylvania.
Commissionata da E.J. Kaufmann, la villa si trova immersa in un bosco, dolcemente adagiata su una roccia, dalla quale si tuffa una cascata offerta da madre natura.
L’uso dei materiali del luogo, le parti a sbalzo di calcestruzzo armato, accolgono la natura, fino a fondersi totalmente con essa, regalando la poesia di un abbraccio d’amore.
Per quante parole mi sforzassi di trovare, non saprei renderle giustizia … il video che segue la mette a nudo, omaggiando l’uomo che l’ha sognata e realizzata.

https://youtu.be/lucKaICHi4g

Vi ha delusi?
– Carla –

Ultimamente sono nervosa

https://youtu.be/tAXvb1E-DrA

Al bagno e alla cucina ho già provveduto, la camera da letto è in consegna … non mi resta che organizzare la zona giorno.
Non ho badato a spese, schiatti l’avarizia!!!!
“Tunnel Dolce Casa”
Vi aspetto, numerosi, per l’Home Tour, da blogger professionista, “OVVIAMENTE”, non vi farò mancare un buffet da favola!
– Carla –

 

Sai che

Ci sono attimi in cui qualcosa ci spinge a riordinare il cassetto del cuore, a rovistare tra un ordine disordinato e a cercare, subito dopo, un “cerotto” che nasconda i punti di sutura di una ferita che non sanguina più ma che, di fatto, c’è e che, di tanto in tanto, sussurra parole che nessuna “sordità” mette a tacere.
Sono quegli attimi che, mettendo spalle al muro il tempo, si dilatano, dando l’impressione di sfiorare una possibile eternità.
L’assenza di Mia, sicuramente, mi pone nella condizione di ripercorrere la strada fatta insieme, per aggrapparmi ad un sorriso che possa ossigenare una casa che, adesso, mi sembra asfittica e maledettamente vuota.
Mia, che non mi avrebbe mai fatta soffrire in vita, non ha idea di quanto sia capace di farlo ora, di quante lacrime bagnino la sua immagine e quale incubo possa essere avvertire i suoi passi, la notte, o vedere la sua ombra che anima le stanze.
Se avesse potuto regalarsi del tempo, per non farmi piegare su me stessa, per proteggermi da un lutto, si sarebbe adoperata per evitare il distacco, ne ho la certezza.
Il rimescolare i ricordi, purtroppo, la colloca anche in contesti che non mi appartengono più, ma non per questo carenti del potere di mettermi al tappeto, rammentandomi che d’ingenuità (quella che sviluppano il bene e l’amore) si perisce più di quanto il ragionamento riesca a stimare.
Ciò che sto attraversando mi forza a dissotterrare tutto quello che avevo occultato, nel tentativo di sbarazzarmene una volta per tutte, per non correre il rischio d’inciamparci ancora e sentirmi “mortificata”.
Il luogo che più temevo è quello in cui mi è stato servito il primo bicchiere di “acqua e veleno” (anche se tutto era cominciato, prima, con quelli di “aceto”, ma di vino “trasformato” non si muore, quindi si doveva passare ad altro … giustamente), il primo di tanti, con una concentrazione “mortale” sempre più elevata … S. Antioco!
Da sola, perché i fantasmi sono i miei e non voglio condividerli con chi mi vuol bene, mi sono imposta di andarli a stuzzicare e di guardarli in volto, non ponendomi il problema di quali reazioni avrei potuto avere, ripetendomi solamente: – Vai e finiscili! –
Una strada senza uscita, l’odore del catrame appena steso, che la memoria restituiva all’olfatto, hanno sferrato il fendente più forte … ero lì a rivivere l’agonia, a guardarmi morire!
Ho pianto su una lapide impalpabile, senza riuscire a leggervi un nome, cercando di versare fino all’ultima lacrima che un corpo è in grado di contenere e solo davanti alla spiaggia di Maladroxia, riascoltando la canzone che aveva acceso la miccia, a spegnermi, lentamente, cullata da un affanno che rallenta, fino a fondersi con la pace del mare.

https://youtu.be/g2uPvxykFDM

 Sai che …
ho trovato un modo per dimenticare ,
guardare l’Amore morire …
lontano da me …

Perché i fantasmi è giusto spedirli tra le pagine di brutte favole!
– Carla –

Metalla

Metalla è stata la più antica città mineraria sarda, attiva durante il periodo storico dell’Antico Romano Impero.
Affidata ad un Procurator Metallorum, vedeva impiegati i cristiani e gli schiavi condannati ai lavori forzati.
La sua effettiva ubicazione resta ancora un mistero irrisolto e il solo dato certo è il poterla collocare nel Sulcis Iglesiente, nonché, il passaggio, nei suoi pressi, dell’ultimo tratto della via Tibulas Sulcis che conduceva a Sulci (l’odierna S.Antioco).
Si suppone che il suo ingresso si trovasse intorno alla città di Igliesias, forse, nelle “fosse pisane”, giacché, in quella zona sono state ritrovate monete dell’epoca, attrezzature per l’estrazione e scarti della lavorazione dei minerali, cosa che non escluderebbe una fiorente attività estrattiva.
Si è, anche, ipotizzato che non si trattasse di un singolo nucleo lavorativo e abitativo ma di un’area più vasta dove estrazione, lavorazione e stoccaggio, garantivano una vera e propria attività di esportazione.
Nella spiaggia di “Portixeddu”, sotto la sabbia delle dune, sono stati rinvenuti diversi scheletri e resti umani, uno dei quali aveva pesanti anelli metallici alle caviglie, dettaglio che fa presupporre si trattasse di uno “schiavo minerario”.
Nella zona di “Grugua” è presente una galleria, denominata “Su Presoni” (la prigione) nella quale la stessa tipologia di anelli è fissata alle pareti, come punti fermi per tenere in catene i prigionieri.
In buona sostanza, dalle pochissime informazioni giunte a noi, pare che la ricchezza del luogo fosse evidente per il centro termale che ne faceva parte, abbellito con pavimentazioni decorate con splendidi mosaici e da una meridiana, un orologio pubblico.
Chissà se il tempo restituirà nuovi frammenti per finire di montare il puzzle!!!
– Carla –