La casa del Poeta

Stamani, come capita abbastanza spesso, sono andata a camminare lungo il percorso circolare di una pineta, mescolandomi alla magia dei primi raggi del sole che sfiorano le fronde, per poi accarezzarmi, con quella dose di tenerezza che regala una pace molto particolare.
Vi ho mai detto che uno degli spettacoli che riesce a farmi sciogliere è la luce del sole che si fa spazio tra le nuvole?
Quelle cupe che si allontanano dopo la pioggia.
Sarò dotata di una fantasia molto fanciullesca, ma i “fasci luminosi” mi hanno sempre fatto pensare a braccia celesti che offrono una stretta e un – Tranquilla, andrà tutto bene! –
Non ero sola, con me c’era un amico che, tra una battuta e l’altra, mi ha raccontato una storia molto tenera che voglio condividere con voi.
A Marina di Arbus, tra il golfo di Pistis e Torre dei Corsari, dove regna una suggestiva torre del 1500, dalla quale era possibile avvistare i nemici intenzionati a raggiungere la costa, il panorama si perde tra sabbia dorata e mare cristallino, mentre l’olfatto s’inebria di verde mediterraneo, “vive” un ginepro secolare.
Ho usato il termine “vivere” non a caso, perché quel “figlio della natura” ha un’anima che, per chissà quanto tempo ancora, racconterà l’amore e chiederà rispetto per la vita.
Tra la fine degli anni 60 e l’inizio dei 70, non sono riuscita a scoprirne la ragione, il “nonno arbusto” rischiò di diventare legna da ardere, calore nelle fredde giornate d’inverno, ed è qui che si apre la pagina romantica.
Efisio Sanna, conosciuto come Tziu Efisio, un poeta che amava comporre in rima, per salvarlo dall’essere abbattuto e diventare cenere e fumo, decise d’intrecciare i rami e di realizzare, alla sua base, una dimora che avrebbe ospitato lui e sua moglie Orlanda.
Amorevoli guardie, come fa un genitore con la più indifesa delle creature, vissero, stretti tra le sue possenti braccia, fino a quando la malsana decisione non fu revocata.
Ancora oggi, seguendo le indicazioni di una grossa freccia di legno, i visitatori omaggiano il paroliere buono, l’uomo nascosto dietro un paio di spessi occhiali da vista e sorretto da un bastone, che insieme alla sua signora ha regalato il cuore alla grandezza della natura.
Molti (io lo farò se mi sarà possibile), catturati da tanta dolcezza, lasciano due righe, nella buca delle lettere collocata davanti alla casetta.
Vi lascio il link di un video che ho trovato su YouTube e che accompagna, splendidamente, le mie parole.

https://youtu.be/Dph2NTNGlYE
– Carla –

3 pensieri su “La casa del Poeta

  1. Io quando vedo i raggi del sole passare tra i rami, o tra le nuvole penso che quella è una manifestazione di Dio… è molto bello quello che hai scritto, grazie! ❤

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