Accabadora

La figura de Sa Accabadora, lo dico con molta onestà, nonostante sia sarda, l’ho scoperta da adulta (quasi da “stagionata”, direi) e non mi ha lasciata del tutto indifferente, al contrario, mi ha inquietata non poco.
Non avrei mai voluto essere una malata terminale, con un parentado “infame”, quando i suoi servizi erano ancora richiesti!
Il nome le fu assegnato con riferimento al termine “Acabar”, ovvero, “Finire”, quindi, “Colei che finisce”.
Questa Sacerdotessa, questo macabro Angelo della morte, convocata dai parenti della persona agonizzante, senza speranza di guarigione, si presentava al suo capezzale, vestita di nero e con il volto celato, ponendo fine alle sue sofferenze.
Gesto d’amore autentico (anche se cruento) o un modo, ufficiosamente legalizzato, per sbarazzarsi di una zavorra umana, mettendo a tacere gli eventuali sensi di colpa?
Si trattava di una forma di “dolce morte” non esattamente indolore?
I “pazienti” (da una singola visita) della Signora erano soggetti di qualsiasi età e non sempre erano chiamati da un congiunto, ma anche dallo stesso malato, stanco di patire.
Gli strumenti in uso erano due, il cuscino, che portava al decesso per asfissia meccanica, o una pesante mazzetta di legno d’ulivo, con la quale colpire, in maniera decisa, la fronte o la nuca, non escludendo, tuttavia, una pratica a “mani nude”, lo strangolamento tra le gambe.
Sincera?
Ma quale eutanasia arcaica, erano delitti che l’omertà lasciava impuniti!
È mai esistita una figura, con le medesime caratteristiche, nella vostra regione?

accabadora

– Carla –

10 pensieri su “Accabadora

  1. Direi che a memoria d’uomo, non ci siano notizie di figure analoghe, almeno nella Liguria occidentale.
    Tuttavia esiste una sorta di leggenda ” u brodu de unz’ure “(il brodo delle undici).
    Secondo la quale , qualora fosse impossibile una esistenza più o meno dignitosa, si somministrava al moribondo una minestra avvelenata, preparata prima del pranzo di mezzogiorno.
    Non saprei che tipo di veleno potesse usarsi, suppongo la cicuta o qualche sostanza venefica arcaica, che si potesse mescolare col cibo.
    Anche se è una leggenda, gli anziani negli ospizi , quando ero giovane, ci credevano e ne erano terrorizzati, data l’età, la scarsa pensione,
    E la inevitabile depressione senile .
    Un abbraccio fraterno
    Giancarlo

  2. Veramente tremendo! Poveretto quel malato che non voleva essere giustiziato! Vedersi arrivare questa strega accanto al letto, immobile, stremato dalla malattia senza non potersi difendere…

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