Cascia

Cascia è uno dei luoghi che proteggo nell’anima, nel quale “dedizione e fermezza” si miscelano, levando nell’aria il profumo di un sentimento che Dio mi ha dato modo di conoscere, visceralmente, l’Amore.
Rita, nella seconda parte della sua vita, l’ha avvertito solo per LUI, portandosi appresso il ricordo di una famiglia venuta a mancare, io non ho ricevuto la stessa grazia, eppur restando una donna di fede, nel cuore conservo solo il sapore di un sentimento terreno, tremendamente umano.
Alla vite, rianimata dalla tenacia della Santa, lo rammento come fosse accaduto ieri, lasciai un pensiero pregno di ringraziamento, perché simbolo della misericordia divina che, davanti alla sofferenza di un figlio, spalanca le braccia e accoglie, riaprendole solo dopo aver accolto la supplica.
Su ogni gradino che toccai, coi piedi di un vivere ferito, posai una preghiera per chi sarebbe passato, auspicando potesse stringere quel senso di pace che mi pervadeva totalmente, facendomi sentire felice come non lo ero mai stata.
Brandelli di memoria che, con incredulità, mi capita di sfogliare, cercando di risistemarli in ordine, un ordine che non potrà mai esserci, per tasselli mancanti (occultati) o rimediati (bugie), che non s’incastreranno mai.
Il piccolo paesino umbro, l’antica Cursula, distrutta in epoca romana, popolato da qualche migliaio di persone, è meta di un pellegrinaggio di fede, incessante e particolare, rivolto all’esile monaca agostiniana, che scelse la vita monastica dopo aver attraversato i sentieri di moglie e madre, facendo proprio un perdono che pochi cuori sono in grado di sentire.
Margherita Lotti nasce a Roccaporena nel 1381 e per volere paterno sposa Paolo Mancini, uomo rissoso, per il quale non sente un trasporto amoroso e che morirà (conscio di ogni suo errore e convertito), ucciso da un Guelfo, facente parte dei Ghibellini, fazione opposta.
Rita resta vedova con due bambini piccoli, forse gemelli, Giacomo e Paolo, che moriranno stroncati dalla peste.
La purezza del suo animo, albergato dall’amore in Cristo, la conduce a portare la pace tra le famiglie in lotta, interrompendo così lo spargimento di sangue.
La sua ragione di vita, da quel momento in poi, diviene l’accettazione in convento, il monastero eremitiano di Santa Maria Maddalena dove, dopo essere stata rifiutata 3 volte, nel 1407, in seguito al miracolo della vita secca, innaffiata quotidianamente, che offre un nuovo germoglio, viene accolta per il noviziato.
Nel 1442 il Signore l’avvicina a sé donandole la prova di una delle sue spine sulla fronte, che l’accompagnerà fino alla fine.
È il 22 maggio 1407, Rita, affronta il tratto finale della vita terrena, esprimendo un ultimo desiderio bizzarro: nell’orto di famiglia, a Roccaporena, vuole vengano colti due fichi e una rosa!
Il gelo dell’inverno e una copiosa nevicata non impediranno al Signore di accontentarla e di donarle fiore e frutti.
Al suo capezzale, com’era accaduto attorno alla culla con le bianche, nel volteggiare di api nere, Rita, cessa di vivere.
Nel 1900 la proclama Santa, Papa Leone XIII.
Non lo nascondo, nei momenti di sconforto, nei quali mi sembra impossibile risalire la china, vorrei sentire una fede tanto grande da cancellare ogni graffio d’amore dal mio cuore.
– Carla –

7 pensieri su “Cascia

  1. Non conoscevo la vita di santa Rita, se non il fatto che sia considerata la santa delle cause impossibili; molto bella la tua testimonianza, grazie di cuore! ❤

    • Sono devota ad una santa che ha vissuto l’amore con pienezza. Vorrei avere un millesimo della sua bontà. Un abbraccio e Dio ti benedica 🥰

      • Amen. Grazie, Carla, è bello trovare qualcuno con cui parlare di questi argomenti; spesso mi trovo impacciato, perché non so quanto agli altri interessi… Conosco poco santa Rita, mentre invece conosco bene il pensiero di santa Caterina, donna da scoprire… Dio benedica anche te, un abbraccio 🙂 😉

      • È un dono la tua presenza. Non sentirti impacciato, diffondi l’amore di Cristo con forza e dolcezza, è ossigeno in un pianeta che, moralmente, vive una sorta di triste agonia. Un abbraccio

      • Grazie per le tue parole, Carla, sono un lieve balsamo per me; faccio sempre del mio meglio per diffondere Cristo. Grazie ddell’abbraccio, che ricambio di cuore.

      • Grazie, Carla… le tue parole sono un lieve balsamo per me; cerco sempre di fare del mio meglio per diffondere Cristo. Ricambio il tuo abbraccio con tutto il cuore.

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