Il pianto di una gatta

Il bene che voglio alla mia gatta è sconfinato, nell’accettarmi e amarmi, è stata capace di farmi metabolizzare la morte di Cirillo, di lenire un dolore importante.
Eh, SI, si può stare male, profondamente, anche per la morte di un gatto, di una figura familiare che si dona totalmente e, senza tornaconto alcuno, ti accoglie e, inconsapevolmente, tira fuori il meglio di te.
Mia, tra non molto, compirà 13 anni e non ha sempre vissuto con me, nel suo enorme cuore sono passate altre vite che, conoscendola, ha coccolato e protetto.
Il punto è questo (e lo condivido, sperando in una dritta che possa aiutarla) … ci sono momenti in cui, soprattutto la notte, è come se il suo animo esplodesse di nostalgia, portandola a vagare per casa, emettendo lamenti umani, che mi fanno sprofondare in  uno stato di angoscia.
I suoi occhioni si velano di lacrime e m’implorano di aprire la porta d’ingresso, come se attendesse il rientro di qualcuno.
Non accettando di essere presa in braccio, non posso fare altro che sedermi per terra, accanto a lei, parlarle dolcemente, mentre l’accarezzo o la pettino con il cardatore (lo ama e corre quando dico le tre parole magiche: “Trattamento di bellezza”).
È una grande donna quadrupede, preziosa, insostituibile, non accostabile a tanti animali bipedi.
Accetto consigli!!
– Carla –

 

16 pensieri su “Il pianto di una gatta

  1. Una dei miei tre gatti è un po’ così. Randagia, la notte vaga ed emette lamenti strani. La coccolo ma so che non le basterà mai. Neanche lei si lascia prendere in braccio, mi limito ad accarezzarla. Basta a me.

    • Lei è coccolona da morire, dopo secoli sono riuscita a baciarla sul nasino, ma prenderla in braccio non esiste. La amo, perchè è stata presa da più persone e mai tenuta, ora che è malata ha trovato la mamma per la vita. Un abbraccio, serena notte.

  2. Piange sicuramente perché vuole tornare…sì, è successo anche a noi. Non aprire e pian piano si abituerà, tanta dolcezza, ma lo sai 😉

  3. Probabilmente piange perché vuole uscire, probabilmente era abituata a farlo. Il mio gatto, non ha ancora 2 anni ed è con noi da quando aveva appena un mese, lo fa quando alla mattina mio marito esce per andare al lavoro, si fa un giretto nel corridoio esterno e poi rientra. Anche di notte spesso lo fa, non ho ancora capito il vero motivo, ma poi lo chiamo e allora viene ad accoccolarsi sulla sua poltrona in camera da letto e si addormenta. E’ vero che si sta male quando non si riesce a capire cosa vogliano dire quei lamenti, ma a volte è difficilissimo capirli.
    Un abbraccio e una dolce carezza a Mia.
    Pat

  4. Ma che dolce! *_* E che tenera che si fa pettinare, il mio lo odiava 😀
    Ma anche il mio la notte voleva uscire, e mio padre l’aveva abituato a portarlo fuori, ma anche quando usciva spesso faceva lamenti anche nel cortile, per tornare in casa o se incontrava altri gatti… quindi non saprei cosa significa!
    Forse sono semplicemente più attivi la notte e gli dà fastidio che il resto del mondo non lo sia 😀
    Il mio poi era viziato marcio e quindi non fa testo xD

    • Mia ha sempre vissuto in appartamenti e ai piani alti, con gli altri umani che l’avevavo prima di me … Io temo le manchi qualcuno di loro, nonostante con me sia collosa da morire. Lei è la mia bambina e preoccuparmi mi viene spontaneo. Serena notte.

      • Eh sì, ti capisco! Anche io col mio gatto ero stra apprensiva 😊
        Allora nel suo caso può essere che aspetti sempre qualcuno che magari tornava a quell’ora… Ma per fortuna ha te e ti adora 😍
        Buonanotte a te 😘

      • Ciao Sara, ho deciso di farla vedere da un veterinario, credo che il suo disagio sia legato a qualche malessere fisico. Sta iniziando a voler dormire in luoghi freddi e a far kakka fuori dalla lettiera. In passato lo faceva con la pipì e aveva la glicemia a 900. Speriamo bene. Serena notte

      • Caspita, allora sì, fai bene a portarla… se hanno comportamenti anomali è sempre meglio controllare come mai… l’hai già portata?
        Fammi sapere :*

      • La demenza senile felina potrebbe essere una delle cause del suo comportamento anomalo, l’inizio di una capacità cognitiva che vien meno. I gatti possono soffrirne già dopo il decimo anno, mostrando uno, più sintomi o tutti. Lei non ha problemi di udito o articolari e non saprei se, non avendone cura io, si lascerebbe alla strascuratezza, diventando sporca. Riesce a riconoscere i luoghi in cui ha cibo e acqua e le varie tane o cullette in cui dorme, non fissa il vuoto con lo sguardo perso e non è apatica, al contrario “parla” più di prima. Mi spaventa l’uso assurdo della lettiera, dove entra per poi riuscire retromarcia e fare la kakka fuori dal bordo e quel pianto straziante, notturno. Mi è stato spiegato che il momento di confusione e smarrimento, quando la casa è buia, la getta nell’ansia e i lamenti sono la manifestazione di angoscia. Inutile dire che spero le passi, che sia “scazzolinata” come capita a noi umani e che tra 3 settimane, dopo aver controllato il suo comportamento, quando la porterò a fare le analisi complete, non le venga diagnosticato pure questo problema. Il diabete, con altri farmaci, non so se creerebbe scompensi. Speriamo bene. Grazie per l’affetto 💋

      • Figurati, grazie a te… ti capisco benissimo ❤
        Anche il mio che era vecchissimo negli ultimi anni aveva comportamenti simili alla tua, anche se essendo un ex randagio non si lasciava far nulla dalla veterinaria senza sedazione, quindi da un certo punto in poi lo abbiamo lasciato com'era, tentando le diagnosi in base ai vari dati disponibili…
        Anche lui andava a periodi e nonostante tutto, tra vari acciacchi è campato tantissimo anche mentre era così… e magari è proprio il cambio di stagione a dare fastidio alla tua gatta, capitava anche al mio!
        Tienici aggiornati su come va dopo gli esami ❤

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