NON CI RIESCO …

Una felpa bianca, il sole e la luna, tre cuori scavati in un cerchietto graffiato dal tempo e una pioggia di sogni caduti nel fango.
Un cuore che ha rallentato i battiti, fino a smettere di pulsare, riducendosi ad un sasso sul quale è impossibile lasciare qualsiasi traccia di amore.
Sono io, una candela che ha smesso di bruciare, la vittima di un acido che non ha corroso il volto, il corpo, ma si è portato via il “sentire”.
Non è sofferenza, sia chiaro, perché nel consumare i sensi, la corrosione, ha cancellato anche l’immagine di chi l’ha voluta, ma una presa di coscienza lacerante, il non saper dare più niente.
Una fase, seppur, dilatata?
A questo interrogativo riesco a rispondere con un altro – Quanti  “alzati e mammina!” sentirai mai pronunciare nella vita? –
Non mi chiamo Lazzaro, è un dato di fatto!
Il conto, nell’assurdità più estrema e disumana, lo paga sempre una terza persona, mai il vichingo che ti ha demolito casa!
Qualche millimetro di cera rappresa, l’assenza d’istinto a toglierla o a ricoprirla con nuova linfa, quella che incolla e regge la nuova candela.
Razionalmente so che è quanto merito, e lo merito davvero, quel panorama in cui non manca nulla, in cui l’età e la lacrima in tasca sono caratteristiche e non un bersaglio di scherno e di disprezzo, nel quale l’accoglienza che arreda casa ha un senso pieno e ridicolizza la bramosia di secchiate di adrenalina, rimediata nel rotolarsi nell’immatura adolescenza.
Stanotte piange la mia anima e non per il passato, per la farsa in cui ho creduto e per le bugie che lo hanno coronato, ma per questo sentirmi incapace di resettare tutto e rincominciare da capo.
– Carla –

5 pensieri su “NON CI RIESCO …

I commenti sono chiusi.