Carla Pelosa

A tutti i miei “fratellini” (quando ero piccola) e “bambini”, pelosetti, corazzati, piumati e squamati (si potrà dire, senza far pensare ad un pesce che riposa in una casseruola?), ho sempre dato nomi umani:
Cleo, Micky, Jack, Giuliano, Giampaolo, Maurizia, Ambra, Mara, Lara, Moira, Lea, Yuri, Romina, Lorenzo, Emiliano, Alice … Cirillo e Mia.
Finalmente ho trovato la mia omonima
Carla_Cane
Mamma Vanessa, ancor prima di conoscermi, ha chiamato questa cagnolona, un essere “speciale”, come me.
Che onore!!!
– Carla –

 

Un caffè

Il tempo di un caffè, lungo, ma pur sempre un caffè, per dare un volto (non solo virtuale) a Luca, il ragazzo con il quale, negli ultimi tempi, ho scambiato non poche riflessioni sul vivere.
Mi ha fatto un regalo, non materiale, che ho gradito, vale a dire portare con sé la bambina.
Non le somiglia, nemmeno un pochino, anche se penso voglia crederci, e questo disegna il volto di una mamma che deve essere stata non solo buona ed unica, ma anche davvero molto bella.
Una mezz’ora, rubata al tempo che scorre inesorabile, in una Cagliari che, tra i miei ricordi, profuma di pizza e pane, un pane “speciale”.
Luca è molto carino, d’aspetto e nei modi, ha sofferto tanto e viaggia ancora in salita … magari, sfogliando le pagine di chi mi legge, inciamperà in una lei capace di riportare il sole nelle sue stanze in ombra.
Grazie Luca, non solo del caffè!!!
– Carla –

Mezza Età

L’arrivo della mezza età ha due risvolti, opposti, dettati da quel che si è accantonato e assimilato nel corso del cammino, segnati dall’indole che non subisce influenze esterne e opta per scelte non sempre “felici”.
Uno dei due sentieri batte una matura consapevolezza, tratteggiando panorami che si arricchiscono di dettagli, e che mantengono inalterata la sostanza, l’altro costeggia la folle rincorsa del tempo, con la pretesa di arrestarlo o, addirittura, di mandare indietro le lancette.
Il primo stradello è il mio (e poco importa se lo dovrò percorrere da sola), racconta chi sono e mi concede di godere delle sfumature di una meraviglia che si perde all’orizzonte, tra nuvole e sogni, che non pretendono l’impossibile se non di trattenere, tra le loro trame invisibili, la bellezza del bene e dell’amore.
Il secondo, nonostante la carreggiata in terra battuta e di dimensioni ridotte, è trafficato al pari di un’ampia autostrada.
Il terrore di sfiorire, di perdere i petali di una giovinezza effimera, realizza scenari astratti, chiazze di colore, bizzarre e briose, alle quali manca il tratto del pennello del cuore.
Ad ogni età il suo tempo, ad ogni uomo (o donna) la facoltà di dipingere, su una tela intonsa, ciò che potrà scaldare l’animo per sempre o solo per un istante.
Seduta in riva al mare, in compagnia della brezza di un inverno che colonizza pensieri e cuore, mi riprometto di aggiungere nuovi particolari ad un dipinto, semplice, insignificante solo per chi non ha mai compreso l’importanza di miscelare sentimenti e colore.
– Carla –

Demisessualità

Di recente, ho trovato una nuova veste, oltre alla nota sapiosessualità (attrazione per l’intelligenza), da far indossare al mio pignolissimo approccio con la fisicità maschile, la demisessualità, vale a dire l’interesse al sesso solo nel caso in cui avverto un profondo legame affettivo (quando è ricambiato, o mi viene fatto credere che lo sia).
L’attrazione sessuale la lego all’emotività, al sentimento, per questa ragione, venendo a mancare tale requisito si spezza la molla che mi spinge al contatto fisico con quella persona, rimpiazzato da una sorta di “repulsione”, qualcosa che non riesco, assolutamente, a tralasciare.
Posso affermare, e parlo solo per me stessa, che non si tratta di una scelta morale, per evitare il “chiacchiericcio bacchettone”, ma da un’esigenza pilotata dall’anima.
– Ti Amo = Ti Desidero –
Se smetto di amare, e accade solo per ragioni lontane dal togliersi un “capriccio” o dal perdere la testa per una fisicità scolpita, cammino lungo il viale “Cancella”, finché non raggiungo “Dimentico” …
– Carla –