Incanto sotto le fronde

Il viale di cipressi, quello che Giosuè Carducci descrive nella poesia del 1874, Davanti a S. Guido, spalanca le porte di Bolgheri, un piccolo borgo fatato, frazione di Castagneto Carducci, abitato da meno di 200 persone.
Il cuore del poeta pulsa ai piedi della statua di Nonna Lucia, come nel cimitero monumentale, luogo in cui riposa, sfiorando i sassi levigati che lastricano le salitelle che lo attraversano, accarezzando i sogni di chi li ha calpestati fino a raggiungere l’ombra di un ulivo secolare.
Tre secoli di prime luci e crepuscoli, di sole o pioggia, di segreti inconfessati, appesi tra fronde senza tempo, annodati alla coda di una luna enigmatica che sfoglia i desideri di chi le domanda un sorriso.
Le mie mani, tanto tempo fa, hanno avuto la possibilità di sentirne la vita e l’anima, tra le rughe di un tronco deforme, i miei sensi di cogliere i sospiri di tanti cuori che, tra le sue braccia, si sono uniti in nome dell’amore.
Non credo esista un luogo più romantico, perso nel silenzio di un tempio senza pareti o confini emotivi, dove un soffitto di cielo e il vento, che si fa melodia nel danzare dei rami più alti, diventano la scenografia di un’emozione.
Con lo sguardo perso tra l’azzurro infinito, ornato di foglie, per un istante ho voluto dedicarmi due righe profumate d’amore, credere che esista un appuntamento, protratto all’infinito, che in quell’angolo incantato attenda me, un uomo e la benedizione di Dio.
– Carla –
Ulivo1720Bolgheri

6 pensieri su “Incanto sotto le fronde

  1. CON L’ AUSPICIO PIU’ SINCERO CHE IL TUO PENSIERO DIVENGA REALTA’. BUON NATALE E FELICE 2019. antonio

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