MAI

“Il tuo miglior insegnante è il tuo ultimo errore”
L’ho letto tatuato sul braccio di un ragazzo, ieri pomeriggio, mentre attendevo il mio turno, in coda alla cassa del supermercato.
D’istinto, mi sono domandata quale, quali o quanti “errori” abbia mai potuto collezionare un ventenne e il carico di sofferenza che può averlo spinto a farne un promemoria.
Non ho trovato risposte, è impossibile trovarle in uno sguardo, in una manciata di minuti che si spezzano, al contrario, ho trovato domande, il lembo di un filo sottile che tirato spalanca la porta dell’io.
Mezzo secolo, alle spalle un lungo percorso sterrato, la polvere o l’aria limpida, chilometri di pagine in cui sono fissati eventi grazie ai quali ravvedersi o tenere salda una data rotta, e l’idea, vacua, di avere in tasca il necessario per il proseguo del viaggio al riparo da insidie.
Negli occhi di quel ragazzo, per un istante, ho riabbracciato me stessa, augurandogli di saper essere più scaltro di quanto io lo sono mai stata, di possedere la capacità per attraversare il prossimo come fosse trasparente e di leggerne le intenzioni, le inclinazioni poco affidabili.
Ebbene SI, non ho MAI imparato a guardare con la stessa attenzione di chi mi ha fregata, a ibernare la fiducia in un’umanità che, tirando le somme, merita quanto dona.
Non è questione di scarna intelligenza, di questo sono convinta, quanto di scegliere di non essere un elemento che sferra il colpo, dopo essersi mimetizzato alla perfezione, di sentire il sole sul viso anche quando asciughi una lacrima in solitudine.
Suppongo me ne andrò via così … con poca gente attorno, ma non in conflitto con la Carla che sa che il cielo non sarà mai rosa, eppure, finge di crederci.
– Carla –

14 pensieri su “MAI

  1. Eppure la mia tendenza è quella di ripetere gli errori
    Stupidità o karma?

    Che caspita ho fatto nelle mie diciotto vite precedenti??

  2. Quanta tristezza nelle tue parole. Perché! Perché tanto dolore e sofferenza. Ci portiamo tutto questo come un fardello che con gli anni diventa più pesante. Io invento la mia vita ogni giorno e ogni giorno dico alla vita che le sono grata. Ma ci credo? Forse è una farsa che mi sto cucendo addosso. Ti capisco a prescindere dai tuoi problemi che forse saranno diversi dai miei ma il vissuto quando diventa pesante… 💗

  3. Non si impara mai purtroppo perché è questione di indole, str…. si nasce e non si diventa! (scusa il francesismo) 😉

  4. Quantomeno tu per poco e per quel che possa valere il ragazzo lo hai visto, una piccola idea, anche solo per sensazioni, l’hai potuta trarre. Io non so niente di questo ragazzo se non quello che ne scrivi ma posso immaginare che nella sua giovane età abbia preso una cantonata o che quel messaggio non sia rivolto prettamente a se stesso, un messaggio rivolto più ad altri, a chi ne legge. Fosse rivolto a se stesso avrebbe usato la prima persona singolare e comunque solo se fosse riferito ad un errore esclusivo e realmente per lui ultimo. Altrimenti anche il tempo lo posso pensare sbagliato. Posso pensare che la frase d’effetto sarebbe dovuta essere la seguente: il mio migliore insegnante sarà il mio ultimo errore. Proprio perché giovane, proprio perché di errori ne farà tanti e probabilmente anche più importanti di quelli già compiuti.
    È anche vero che l’errore è sempre da commisurate all’esperienza e quando accade non si guarda ad altro. Un bambino che impara a camminare nella caduta vede questa come il suo più grande errore ed effettivamente lo è, così come un adulto vede l’errore in altre situazioni per la sua matura età ben più importanti.
    Grazie Carla, per la possibilità di elaborare quest’idea dell’errare, tramite la tua esperienza e sensibilità.

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